Piazza Verdi Busseto


Piazza Verdi, 29 - Busseto

 
verdi piazza «Ci sono dei verdi numeri civici che richiamano la magia, l'onomanzia. Il numero 29 di una nota piazza italiana è un gioiello per molti versi.»
 

Last modified: Dec 23, 1996
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Chi ha busseto?

/*Who did knock(...)?*/
verdi Dunque, raggiungete Busseto. Se avete bisogno di una finalita’ specifica per farlo, vi diciamo che la cosa piu’ importante che vi troverete... e’ li’ vicino.
Ma ora, per meglio abboccare lo stomaco dopo il lungo viaggio, visitiamo questa ridente cittadina padana. Raggiungiamo la piazza-parco difronte al municipio. Per farvi capire l’indole della gente che la abita vi diremo solo che questo edificio non e’ solo teatro di accadimenti politi, bensi’ e’ anche solo teatro. Un tizio barbuto troneggia su una seggiola li’ davanti, forse un sindaco o un attore... o forse un musicista.
Pero’ non divaghiamo oltre e rechiamoci a visitare al n.29 di questa piazza, nota come Piazza Verdi, il principale seppur isolato episodio architettonico del paese.
Trattasi di un appartamento di una piccola casa ad un piano del 1800 in mattone a vista rosso, forse dimora un tempo del barbone. A rendere plausibile questa convinzione, basti citare che le finestre sono lasciate frequentemente aperte, per far si’ che gli sguardi dei pellegrini (della loro presenza ne parliamo dopo) possano esitare a lungo sugli arredi interni e li convinca di essere nel luogo giusto. Entriamo.
Subito all’ingresso cogliamo la sensibilita’ nella disposizione dei locali, in tutto tre, due dei quali affacciati in quello grande che fa’ pure da ingresso. Il pavimento e’ apposta poco curato per non indurre nei visitatori molesti sensi di colpa per i calzari eventualmente infangati dalle lunghe passeggiate nel parco o dai giochi praticati nell’area per bambini di cui e’ dotato. Poco curato, ma accuratamente mantenuto pulito da ingegnoso sistema di lavaggio continuo, erogato non da un marchingegno estraneo all’arredo, bensi’ da un servizio che potremmo definire "organico" alle funzioni dell’ambiente in cui e’ inserito, a cui oltretutto pure nella sostanza il visitatore-autore puo’ partecipare.
Viva Puccini!
FINE

Donna o Cameriera


Donna o cameriera, questo e' il dilemma

/*Woman or maid, this is the question*/  
xeno fortezza «Ospito domande oltre che fornire risposte. Xeno dalla Fortezza, sviscera l'argomento Misoginia giungendo ad una parziale soluzione sull'Amore.»
 

Last modified: Dec 20, 1996 (Created: Dec 20, 1996)
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ukEnglish version arca filosofica

Xeno, dalla Fortezza scrive:

Amici dell'Arca Filosofica

L'ultima newsletter (la prodigiosa 'macchina') ha provocato una valanga di lettere tra l'entusiasta ed il dubbioso. Tra le tante idee sottoposteci, quella di un camerata 69enne di Chiavari (residente attualmente a Lecco) ci e' parsa degna di nota.
Ipotizza quegli una applicazione pratica della 'macchina'. Nella sua inventiva l'ha 'umanizzata'. Nel trascrivere la sua proposta abbiamo assunto convenzionalmente il nome donna, abbiamo aggiunto il neologismo cameriera nell'applicazione prezzolata. Qualcuno obiettera' che etimologicamente ci si e' rifatti alla collocazione piu' adatta per la macchina, cioe' in camera da letto ove puo' esprimere al meglio l'unica sua vera funzione. Niente di cosi aulico, in realta' si e' scelto tale etimo poiche', non potendola ricoverare in una cuccia per cani viste le dimensioni, si e' pensato provvisoriamente ad una camera.

Donna o cameriera, questo e' il dilemma

Si interroga il camerata circa l'opportunita' di scegliere una donna piuttosto che una cameriera nell'ambito della vita di un uomo. E' doveroso anteporre come questo dilemma nasca solo nelle classi meno abbienti, ove il costo di una cameriera deve essere attentamente valutato prima di decidere. Appare quindi evidente che per le classi dotate di capacita' di reddito piu' elevate la scelta e' univoca: si prendono una o piu' cameriere e non se ne parla piu'. Analizziamo innanzitutto quali sono i servizi richiesti. Fondamentalmente si possono distinguere tre livelli di prestazioni:
  • 'di base'
  • 'accessorie'
  • 'di lusso'
Le prestazioni di base vedono coinvolta la casa: pulizia degli ambienti, detersione dei vetri, spolveratura dei mobili, rigovernatura, lavaggio dell'abbigliamento e stiro, etc.
Le prestazioni accessorie sono principalmente relative al sesso e contemplano, oltre all'erogazione di servizi sessuali, anche piccole altre incombenze similari come commissioni, pagamenti di bollette, recapiti, spesa alimentare e non.
Le prestazioni di lusso riguardano la preparazione dei pasti, la disponibilita' notturna (con pernottamento nella residenza padronale), il servizio a tavola.
Appare evidente che i livelli di costi riferibili alle varie ipotesi sono nettamente differenti fra loro. Nel caso piu' diffuso possiamo immaginare una abitazione di circa mq 70, con un solo servizio e un carico 'normale' di abbigliamento da gestire (es. una camicia, un paio di mutande, un paio di pedalini al giorno, un cambio di lenzuola e cinque canotte ogni due settimane, etc.). Il carico di lavoro derivante da questa situazione e' quantificabile in un'ora giornaliera minimo e due come massimo, per cinque giorni alla settimana.
L'ipotesi comprendente le prestazioni 'accessorie' vede un ampliamento riconducibile a tre ore settimanali. A parte le commissioni, una parte di queste ore aggiuntive potrebbe essere richiesta in ore serali, essendo preferibile la presenza del padrone perche' l'erogazione di prestazioni sessuali abbia efficacia. In alcuni casi queste ultime sono computate a parte, singolarmente o forfettariamente. Volendole valorizzare si puo' considerare un esborso di cinquantamila lire l'una (comprendente anche una fellatio e la nudita'). Ne assumeremo, come riferimento, due alla settimana.
Il terzo scenario 'di lusso' vede stravolte le cifre finora espresse. Innanzitutto il numero di ore balza a otto o piu'. Inoltre, l'eventuale presenza continuativa richiede una stanza attrezzata per il ricovero della prestatrice d'opera durante l'inattivita'. Anche il vitto e' generalmente ammesso come parte integrante dell'accordo retributivo, cosi' come gli abiti da lavoro, che devono essere forniti e rinnovati dal datore di lavoro.
Quantificando in circa tredicimila L./ora il valore lavoro e in cinquecentomila L./mese il valore dell'alloggio e del vitto, si ha quanto segue [anno 1995]:
PRESTAZIONE MIN
L.medio/mese
MAX
L.medio/mese
"di base" 260,000 520,000
"accessorie" 416,000 1,076,000
"di lusso" 2,080,000 3,000,000
(+ eventualmente i contributi) L'ultimo parametro da considerare e' la licenziabilita' della prestatrice prezzolata. Nel caso minimo e' assoluta ed immediata. Nel caso massimo (alloggiata presso il padrone), il rischio e' di doverle corrispondere alcune mensilita' a titolo di buonuscita. Diciamo che una cifra credibile tutto compreso puo' essere di dieci milioni di lire.
Si nota immediatamente che la forbice e' ben ampia, spaziando da duecentosessantamila lire a oltre tre milioni.
Valutiamo ora l'alternativa.
Quali benefici e a quali costi si ottengono da una donna convivente. Innanzitutto, come nel caso della cameriera, anche la donna puo' essere assunta in varie forme. Se la cameriera poteva lavorare in 'nero', la donna puo' essre convivente
Entrambi i casi non prevedono un regolare contratto.
Vi e' poi l'assunzione fissa che assume in questo tipo di rapporto una forma giuridica atipica e omnicomprensiva chiamata contratto matrimoniale.
Vediamo quali prestazioni contrattuali e' tenuta a fornire la donna. Apparentemente tutte. Dicesi apparentemente poiche' le donne sono abilissime nell'appellarsi al dettato contrattuale interpretandolo, distorcendolo e snaturandolo loro piacimento. Adoperando inoltre regolarmente pretestuose pressioni emozionali che chiamano 'amore'. Queste leve, se non stroncate da subito sono pericolosissime, conducendo in genere aIla totale e dichiarata inadempienza contrattuale.
Il piu' grande scoglio ove illuminati e saggi uomini hanno trovato infame naufragio e' costituito dal 'lavoro'.
La prima obiezione, infatti, che le donne portano a suffragio della loro naturale indolenza e' che sono si disposte ad onorare il contratto, ma a patto di non svolgere attivita' esterna alcuna. L'immensa cecita' dell'uomo, essere buono e stupido, fa si' che questi non si renda conto di come questa obiezione attesti di fatto la condizione inevitabilmente parassitaria della donna. Cosi come i pesci pilota ripuliscono lo squalo degli avanzi di cibo e di altro nutrendosene, cosi la donna grava interamente sull'uomo per quanto attiene il proprio mantenimento.
Se, invece, 'lavora' esternamente, ecco che non svolge piu' alcuna funzione utile. L'unica teoricamente ancora valida rimane l'erogazione di prestazioni sessuali che, frequente all'inizio, va scemando e perdendo in qualita', venendo meno la motivazione prima, cioe' accattivarsi i favori del maschio con l'unico mezzo espressivo di cui e' dotata.
Conseguentemente, per ottenere quelle prestazioni dettate dal contratto, bisognera' fare ricorso ad una cameriera e magari a delle professioniste per il sesso. Quindi, almeno in questo caso, si e' gia' automaticamente dimostrato che, non solo la cameriera di per se' e' sufficiente, ma non si identificano altri motivi per optare per una diversa soluzione.
Nel caso che la donna non svolga attivita' alcuna si occupera' delle prestazioni, integrando quelle di base, quelle accessorie e quelle di lusso. E' bene pero' entrare nel merito, poiche', normalmente, la qualita' di queste opere va progressivamente calando, fino a posizionarsi ad un livello minimo.
Come per la cameriera residente anche alla donna bisogna fornire gli indumenti da lavoro e, inoltre, quelli per il tempo libero, una volta esaurita la dotazione originale.
Ma anche tutte le altre 'necessita'' sono da soddisfarsi a totale carico di quello che non ha piu' neanche il diritto di chiamarsi padrone. Pretese sempre piu' onerose prenderanno via via forma, in una perversa spirale senza fine.
Un altra gravissima complicanza si manifesta quando la donna produce ulteriori parassiti cuccioli che il malcapitato si trova a dover aggiungere al carico gia' gravoso del parassita originario, cosa che non si verifica con la cameriera, se non in casi eccezionali.
Puo' addirittura capitare che, durante l'operazione di produzione del parassita cucciolo, la donna si guasti, diventando temporaneaniente o definitivamente inabile al lavoro, senza che questo invalidi il contratto.
L'ultimo punto veramente dolente e' il licenziamento. La donna assunta con regolare contratto, per una singolare perversione della legge, va congedata con un preavviso minimo di tre anni, sempre che non adisca le vie legali in aperto contraddittorio. Anche la buonuscita puo' essere sostanziosa se non inarrivabile, e soprattutto non preventivabile.
A questo punto non ci resta che trarre le conclusioni.
Anche nell'ipotesi appena descritta gli oneri sono tali da far dubitare della sanita' mentale di colui che scelga una soluzione di questo genere.
L'unica accettabile sembra essere la cosidetta 'convivenza', Cioe' il contratto in nero. Tra l'altro la precarieta' della sistemazione farebbe ipotizzare un maggiore impegno della donna per assicurarsi nel tempo il mantenimento.
Un ultimo addentellato da non trascurarsi e' quello relativo al 'patto di non concorrenza' (nel contratto matrimoniale chiamato fedelta') che vieta all'uomo di avvalersi di prestatrici diverse durante la durata del contratto.
Sebbene mutuato dal mondo generale del lavoro, ove ha dato buoni frutti, qui trasferito non ha finora brillato per efficacia. Da cio' i nostri seri dubbi in proposito.
Considerando quindi come accettabile la 'convivenza', non se ne ravvisa comunque la convenienza economica.
La conclusione e' quindi che non e' assolutamente consigliabile stipulare contratti con donne o cameriere, ne' in bianco, ne' in nero. A seconda delle disponibilita' economiche l'uomo si scegliera' un domestico per la casa e una prostituta di fiducia per il sesso. Potra' cosi' condurre una vita per Io piu' tranquilla, dedicandosi attivamente ai propri interessi
Nel frattempo alcuni dotti colleghi stanno conducendo studi approfonditi sulle usanze che alcuni popoli di grande respiro e civilta' hanno gia' introdotto circa l'uso delle 'macchine'. Pare infatti che Arabi, Africani, Indiani e altri illuminati ne facciano regolarmente commercio come un qualsiasi altro bene durevole.
FINE

Bruno Corbucci


Bruno Corbucci

/*Frank B.Corlish*/  
«Bruno Corbucci lo abbiamo perso. Senz'altro lo apprezzo più ora che al suo tempo. Era troppo avanti a me... l'ho raggiunto ormai ultraventenne.»
 

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Bruno Corbucci: Regista e sceneggiatore televisivo, teatrale

/*Bruno Corbucci: Director and television and theatral writer*/ Attenzione! È fratello di Sergio Corbucci!
Non riuscirei a parlare solo di lui. In questa pagina pertanto citerò molti più attori verso cui nutro particolare affetto. Vista la discontinuità con cui aggiorno questa pagina non li cito neppure tutti, e magari qualcuno vi è stato riportato in un improvviso moto generato di notte, magari dalla visione insonne di qualche film. Se vi appassiona il genere cercate le altre citazioni filmiche della sezione Citazioni poetiche!

Attori correlati

/*Related actors*/

57 film

/*57 movies*/
  1. James Tont operazione U.N.O. (65)
  2. James Tont operazione D.U.E. (66)
  3. Ringo e Gringo contro tutti (66)
  4. Spi... Spione (66)
  5. Riderà (Cuore matto) (67)
  6. Lisa dagli occhi blu (69)
  7. I due pompieri (68)
  8. Due bianchi nell'Africa Nera (70)
  9. Il furto è l'anima del commercio (70)
  10. Quando gli uomini armarono la clava e... con le donne fecero din-don (71)
  11. Il prode Anselmo e il suo scudiero (72)
  12. Tutti per uno, botti per tutti (1972)
  13. Boccaccio (74)
  14. A fior di sberle (1974)
  15. Messalina Messalina!
  16. Squadra antifurto (76)
  17. Squadra antiscippo (77)
  18. Squadra antitruffa (78)
  19. Squadra antimafia (79)
  20. Squadra antigangster (79)
  21. Il ficcanaso (80)
  22. Delitto a Porta Romana (80)
  23. Delitto al Blue Gay (84)
  24. Delitto in Formula Uno (83)
  25. Delitto al ristorante cinese
  26. Delitto in autostrada
  27. Agenzia Riccardo Finzi... praticamente detective (78)
  28. Uno contro l'altro... praticamente amici
  29. La casa stregata
  30. Comissario Gualdo
  31. Cane e Gatto (84)
  32. Miami Supercops (85)
  33. Superfantagenio (86)

Solo autore

/*Only writer*/
  1. I sette gladiatori (62)
  2. Django (65)
  3. Il Grande silenziol (68)
  4. Nella stretta morsa del ragno (70)
  5. Amazzoni: donne d'amore e di guerra (73)
  6. Africa Express (75)
  7. Il cav. Costante Nicosia demoniaco ovvero Dracula in brianza (75)
  8. Banana Joe (81)

Per la televisione

/*For TV*/
  1. Classe di ferro
  2. Quelli della speciale

Bombolo

/*Venticello*/
  1. La discoteca
  2. Delitto al ristorante cinese
  3. La sai l'ultima sui matti
  4. Il marito in vacanza
  5. Un jeans e una maglietta
  6. W la foca
  7. Vacanze d'estate
  8. Tutta da scoprire
  9. Squadra antimafia
  10. Remo e Romolo - storia di due figli di una lupa (76)
  11. Scherzi da prete
  12. Miracoloni
  13. Messalina Messalina!
  14. L'imbranato
  15. Delitto sull'autostrada
  16. Delitto in formula uno
  17. I carabbinieri
  18. Tutti a squola
  19. La settimana bianca
  20. Giuro che ti amo
  21. Delitto al Blue Gay
  22. Ciao marziano
  23. Il casinista
  24. Attenti a quei P2
  25. Assassinio sul tevere
  26. Sfrattato cerca casa equo canone
  27. A proposito di omicidi...
  28. Il sommergibile più pazzo del mondo
  29. Uno contro l'altro... praticamente amici
  30. Sturmtruppen 2
  31. Il signore delle mosche

Tomas Milian

/*Nico Giraldi, alias Monnezza*/
  1. The Cowboy Way (94)
  2. JFK (91)
  3. Havana (90)
  4. Money (90)
  5. Revenge (90)
  6. Cat Chaser (89)
  7. Luci lontane (87)
  8. Salome (86)
  9. Delitto al Blue Gay (84)
  10. Delitto in Formula Uno (83)
  11. Identificazione di una donna (82)
  12. Monsignor (82)
  13. Delitto a Porta Romana (80)
  14. Nijinsky (80)
  15. La luna (79)
  16. Winter Kills (79)
  17. The cop in Blue Jeans (78)
  18. Liberati, Armati, Pericolosi (76)
  19. La polizia accusa (76)
  20. 40 Gradi all'ombra del lenzuolo (76)
  21. Squadra antiscippo (76)
  22. Il bianco, il giallo, il nero (75)
  23. Folies bourgeoises (75) .... Detective ... aka Twist, The (75)
  24. Folle a tuer (75)
  25. Bruto, el Listo y el Capitan, El (73)
  26. Consigliere, Il (73)
  27. La banda J&S - cronaca criminale del far-west (72)
  28. Non si sevizia un paperino (72)
  29. La vita, a volte, e molto dura, vero Provvidenza?(72)
  30. Chinchero (71)
  31. L'uomo della pelle dura (71)
  32. O cangaceiro (70)
  33. Vamos a Matar, Companeros! (70)
  34. Beatrice Cenci (69)
  35. A fine Pair (69)
  36. Cara a Cara (68)
  37. Corri, uomo, corri (68)
  38. La resa dei conti (68)
  39. Tepepa (68)
  40. Faccia a faccia (67)
  41. Madamigella di Maupin (67)
  42. The agony and the Ecstasy (65)
  43. La soldatesse (65)
  44. Gli indifferenti (64)
  45. Boccaccio '70 (episodio 'Il lavoro') (62)
  46. Il bell'Antonio (59)
  47. La notte brava (59)

Per la televisione

/*For TV*/
  1. The Burning Season (94)
  2. Love, Honor & Obey: The Last Mafia Marriage (93)
  3. Frannie's Turn (92)
  4. Nails (92)
  5. Drug Wars: The Camarena Story (90)

Franco Franchi e Ciccio Ingrassia

/*Franco e Ciccio*/

Renato Pozzetto

/*Il contadino*/
FINE

Mangiare Brindisi

Mangiare bene a Brindisi

/*Eat good in Brindisi*/  
brindisi mangiare «Vittoria sul capo, sconfitta sullo stomaco. Il capo se ne andato, lo stomaco se ne uscito. Ciò che sconcerta di più però è il cliente.»
 

Last modified: Oct 4, 1996 (Created: Oct 4, 1996)
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Mangiare a Brindisi

In Italia si può mangiare bene a Brindisi. Questo è il teorema, ma non lo dimostrerò. Però vi racconterò come un viaggio di lavoro possa trasformarsi in una gita Impossibile!.
Dunque. Tanti anni fa mi capitò di fare un viaggio di lavoro a Brindisi. Ero agli inizi della mia fulgida carriera... ma proprio all'inizio... tanto che era il mio primo viaggio di lavoro, e per farmi 'da balia' mi accompagnava (addirittura!) il mio capo.
Dopo l'ultima giornata passata interamente nello stabilimento del cliente, ci mettemmo d'accordo per cenare in maniera informale con lui. Andammo da 'Maurelio'. Ci eravamo stati già la sera prima e ci eravamo trovati bene, quella sera ancora meglio. Questa volta c'erano addirittura gli antipasti caldi di pesce, quelli freddi, in una quantità e in una varietà incredibile. Ed erano buonissimi con tutte le loro salsine saporitissime... vi direi con maggiore precisione cosa ho mangiato, ma (cosa per ora incredibile) non ricordo più nulla... Poi sono arrivati i primi, e poi i secondi, e infine il dolce; tutto all'altezza delle aspettative che si erano alzate man mano che arrivavano i piatti dell'antipasto...
La discussione poi, era interessantissima. A quell'epoca mi dedicavo all'engineering, e approfittavo della vicinanza di quei due 'lupi di mare' del settore per imparare qualcosa del mercato, della formazione, della mia professionalità... e cagate e ruffianate del genere. Eppure mi riusciva sempre più difficile seguire la discussione, che spesso si richiudeva sugli altri due. In effetti avevo mangiato veramente tanto, ed anche un po' bevuto, tanto che avevo slacciato il bottone dei pantaloni coprendolo miseramente con la cravatta... ma in definitiva ero soddisfatto. E arrivato al caffè, rinunciai addirittura all'amaro tanto mi sentivo saturo di ottime e abbondanti libagioni... ...Ma la vera storia di questa solenne mangiata inizia adesso.
Uscimmo in strada, e il poter passeggiare un poco al fresco inverno del meridione mi diede un discreto sollievo. La piacevole conversazione continuò fino all'abitazione del cliente e li ci accomiatammo. Io e il capo tornammo in albergo. Silenziosi, forse perché il sentore del rientro in ditta il giorno successivo, affievoliva la parentesi informale di quei giorni... O forse, qualche altra inquietudine ci infastidiva? Accidenti. La pancia tirava ancora!
Arrivati che fummo fissammo la sveglia e andammo ognuno nella propria camera. L'albergo era caldo e opprimente. Il termometro al piano, segnava venticinque gradi. La camera per fortuna era arieggiata grazie alla finestra che lasciai provvidenzialmente aperta prima di uscire il mattino. Mi fu necessario coricarmi sul cuscino piegato in due per poter respirare liberamente, e di fronte al televisore acceso per intorpidirmi a sufficienza le membra per addormentarmi; ma mi resi conto che qualcosa non andava.
Mi svegliai con una forte nausea. Il televisore era acceso e guardando l'orologio capii che non poteva essere passato più di tre quarti d'ora dall'ultima volta che me ne accertai. Repentinamente corsi nel gabinetto in preda ad un violento conato di vomito. Fu uno spasimo violentissimo, il più forte della mia vita, un violentissimo colpo di tosse, ma fatto con tutto lo stomaco, il petto e la gola... in quegli istanti mi immaginai che l'immondo materiale uscendo sotto forma di enormi pezzi frastagliati mi provocasse qualche lesione alla bocca. Uscì con un rumore fortissimo, una specie di urlo strozzato contemporaneamente al fetido parto che immaginai subito potesse essere udito in tutto il piano.
Passata la crisi, riaprii gli occhi che avevo chiuso per il dolore. Potevo riconoscere un po' tutto ciò che poche ore prima ammiccava nel mio piatto ed in quello dei miei commensali, mancava solo che qualche pesciolino si rimettesse a sguazzare in mezzo a tutto quel fiele. Disgustato (nel vero senso della parola), constatai che in fin dei conti me l'ero cavata abbastanza bene: avevo centrato il water e solo alcuni schizzi nell'impatto con la ceramica erano rimbalzati tutto attorno (anche ad una discreta distanza). Ragazzi. La storia potrebbe concludersi qui. E invece no, secondo me il meglio è dopo!
Dunque. Mi avviai di nuovo a letto convinto di aver pagato il debito con Morfeo... e invece vomitai indecentemente in maniera rumorosa altre due volte... e solo una sostanza lattiginosa acidissima e con un sapore...! Comunque dormii. Fu un sonno agitato e, come ho detto, frequentemente interrotto. Mi vergognavo di aver fatto tutto quel rumore, e poi di aver fatto la figura del pivello con il mio capo. Verso l'ora della sveglia mi alzai che il televisore completamente ignorato era ancora acceso. Ovviamente ero ridotto uno straccio. Finalmente feci un uso più canonico del gabinetto e finalmente mi risciacquai la bocca più volte, operazione che la notte, con la volontà totalmente annullata, trascurai di attendere... quand'ecco che dal corridoio: -burp! ...Burp! ...Porco [di quà] e Porco [di là]... BRBLEEAAAAAAAAAAAAAAH!- Nonostante la nausea esplosi a ridere, lì, da solo come un cretino.
Quando venne a chiamarmi il mio capo io ero lindo e tirato, in più mi potevo permettere di atteggiare disinvoltura. Lui invece era pallido e sfatto come uno straccio... e capii che l'onore era salvo, e il mio primo viaggio di lavoro si era trasformato in una gita Impossibile!.

Sono interessato a fornire ulteriori informazioni su questa gita scambiandole con altre sullo stesso tema e riguardanti sopratutto:
  • Postumi di grandi abbuffate;
  • Postumi da intossicazioni alimentari;
  • Viaggi di lavoro;
FINE

Castello Valle d'Aosta


Alba... o Tramonto

/*Dawn... or Dusk*/  
castello,romantico «Paesaggio romantico alla Lovecraft tra dirupi e cascate, sovrastando il mondo dal castello sperduto di un antico signore di estinte genie.»
 

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Castello romantico

In the Aosta Valley ci sono due famiglie di castelli: quelli in piedi, e quelli crollati. Quelli non crollati sono oggetto di culto e venerazione da parte dei gitanti convenzionali, quelli non più in piedi sono i più romantici e suggestivi, alla faccia dei più perfetti castelli gotici.
Suggeriamo di avvicinarsi a quello oggetto della nostra gita al tramonto. È questo tra tutti gli altri quello nella posizione più impervia. È sito al centro di una vallata, o meglio, è su un dirupo alla confluenza di due vallate gettantisi nella valle d'Aosta propriamente detta. Immaginatevi (se vi riesce) quest'alta rupe, con strapiombi di circa duecento metri su tre lati, circondata dai due torrenti e boschi rigogliosi e fittissimi. Le due vallate sono dotate ciascuna di una strada a quota molto elevata rispetto al rispettivo torrente. Scegliamone una.
Già da molto lontano il castello è visibile, o almeno, la sua torre lo è. Ma man mano che ci si avvicina, viene sempre di più il sospetto che non sia raggiungibile senza scendere fino al fondovalle e poi risalire fin sul dirupo. E se non siete avvezzi alle frequentazioni di boschi e montagne, vale la pena addestrarsi apposta per questa avventura.
Arrivate dunque possibilmente al tramonto, quando una leggera bruma si alza lenta dalle acque dei due corsi d'acqua, i boschi in parte ancora assolati e in parte scurissimi, in alto le rocce della rupe rilucenti, ed infine la torre cilindrica. Non è questo uno scenario alla H.P.Lovecraft? Uno scenario per una partita di 'Dungeon & Dragons'?
Potete comunque rinunciare al tramonto sulla torre solo per godere del tramonto sulla torre! Arrivando da una qualsiasi delle strade non avete scelta, dovete affrontare il bosco e i corsi d'acqua. Lasciate il mezzo di cui siete dotati da qualche parte che non risulti molesta e affrontate il sentiero. Al termine della risalita sarete giunti al costone boscoso che porta alla rupe. Percorretelo senza fretta. Inizialmente non si intravede nulla oltre l'intrico degli alberi, ma al primo contatto visivo con il castello non riuscirete a trattenere l'emozione. Sentite che qualcosa di magico potrebbe accadere in ogni istante. La suggestione medioevale del castello sta per pervadervi. Ad un certo punto dopo una piccola radura riaffiora la nuda roccia e compaiono le mura diroccate del castello. Pur essendo cedute in diversi punti non mancate di entrare dal portale ancora in piedi, vi sentirete più a vostro agio e meno degli 'intrusi'. Qualche decina di metri e sarete giunti alla base della torre.
La torre è in buono stato, restaurata senza esagerare e privata di ogni umano accesso. Come si è detto è cilindrica, in pietra chiara e regolare. La porta di accesso è stata accortamente chiusa per impedire lo scempio dei soliti stronzi. Solo in alto è disponibile una finestra, ma si trova ad una decina di metri di altezza. Si intuisce che l'interno è occupato interamente dalla vegetazione selvatica. Tutto intorno sono arbusti montani, e poco distante, sempre all'interno della cinta di mura, è presente un'enorme cerchio di pietre per contenere un formidabile fuoco (probabilmente abusivo in quanto mi noto essere vietata l'accensione di fuochi in Valle). Fate un giro attorno alla fortificazione Quando sarete giunti sul lato più esposto, sedetevi ed aspettate il tramonto. Lo sguardo innanzi a voi spazia almeno dieci chilometri, fino alla Dora. Rispetto ad essa vi trovate forse mille metri più in alto. Quello che dal basso appariva fortemente drammatico, da quest'altro punto di vista appare più tranquillo, come se quella posizione dominante rispetto il resto del mondo induca un senso di invulnerabilità. Nessun rumore oltre allo scroscio dell'acqua laggiù nel fondo. Oppure se c'è vento sentirete i rumori provenienti dal fondovalle, da una sorgente indistinta.
Gita tanto appassionante che richiede una diversa reinterpretazione.

Sono interessato a fornire ulteriori informazioni su questa gita scambiandole con altre sullo stesso tema e riguardanti sopratutto:
  • Piemonte;
  • Valle d'Aosta;
  • Lombardia;
  • Liguria.
Cerco inoltre informazioni sui seguenti argomenti:
  • Ruderi in Valle d'Aosta.
FINE

Guida Dimissioni


Dimissioni e guida telefonica

/*Dismission and directory*/  
dimissioni guida «1^e dimissioni. Faccio l'appello partendo dalla guida, pieno di gratitudine e rammarico per i fraintendimenti intercorsi tra di noi.»
 

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Salute! Cari colleghi, vi saluto con l'altra mano

/*Greetings! Dear collagues, I wave the other hand to you*/
  • 273 Abbot
  • 247 Alberts
  • 254 Appians
  • 243 Little bolds
  • 243 Battle
  • 274 Crapün
  • 273 Sieves
  • 257 Long throw
  • 252 Pretty hearts
  • 254 Campanaro
  • 243 The lighthouse
  • 254 Appians
  • 257 Pier Domenico
  • 243 A half hour of fresh air
  • 272 Cold hands
  • 252 Hazy mount
  • 243 Painted eyes
  • 263 Little paternals
  • 243 He strips
  • 250 Angel Peter
  • 249 Meadow
  • 257 Little rubies
  • 256 Pulls woods
  • 273 Claws
  • 257 Abdomen equipped
  • 261 Habiter
  • 222 Vineyard
  • 204 Little tusk

Rispondetemi!

/*Reply to me!*/
FINE

Bunker Vinadio


Un buco è un buco

/*A hole is a hole*/  
bunker vinadio «Da osservare con rispetto, da una certa distanza. Umido, nascosto dalla flora, di dimensione indefinibile. Ma freddo. Di morte. Dal passato.»
 

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buco

Bunker a Vinadio

La strada dopo Vinadio ci aveva agevolmente portato in prossimità del ponte, unico riferimento disponibile per individuare il bunker tramite la cartina. Da lì, non si poteva vedere nient'altro che monti e fitta vegetazione.
/*The road had brought to us easily in proximity of the bridge, only available reference. From there, nothing else than that mountains and sharp pain vegetation could not be seen.*/
La sensazione di essere in qualche modo spiati doveva certamente derivare dalla suggestione indotta dalle indicazioni che ci fornì un fortuito incontro: '...attraversate una passerella sul fiume e ve lo troverete di fronte... ma intendete indossare quelle scarpe?' alludendo sorridendo alle nostre calzature di tela 'Attenti alle vipere!'. Ora invece, da quello spiazzo nonostante il prevedibile legame tra il ponte e le sue temibili sentinelle, non si riusciva a notare nulla che non fossero frasche e rocce.
/*The feeling to be spied somehow it had to derive from the suggestion induced by the indications certainly that it furnished an accidental meeting to us: ' ...cross a gangway on the river and you will see it to you... but do you intend to wear those shoes?' alluding smiling to our footwears of cloth 'Attention to the vipers'!. Now instead, from that clearing despite the predictable bond between the bridge and his dangerous sentinels, we didn't succeed in noticing nothing that were not branches and rocks.*/
Attraversammo il fiume sulla passerella appunto, ma le cose non cambiarono; il bosco fitto celava tutto nelle sue ombre, incurante che lo avessimo raggiunto nelle viscere. Imboccato a sinistra il sentiero che passava lì di fronte parallelamente al corso d'acqua, ci dovemmo procurare un bastone al fine di percuotere il terreno coperto da un'alta erba bagnata di rugiada che rigogliosa ricopriva la traccia, battuta evidentemente molto di rado; e avanzammo. Sorprendemmo in una radura un piccolo branco di stambecchi ci ricordò che ci trovavamo all'interno di un parco. Questi fuggirono, francamente poco preoccupati.
/*We crossed the river on the gangway note, but the things didn't change; the dense wood concealed all in his shades, regardless that had reached it in the viscus. Taken the path that passed parallelly there of front to the course of water to the left, we owed to get a baton with the purpose to strike the ground covered by a tall dewy that luxuriant wet grass to us it covered the trace, wisecrack evidently very rarely; and we advanced. We surprised in a clearing a small flock of steinbock he reminded to us that we were inside a park. These ran away, frankly a little worried.*/
Ci eravamo spinti troppo a valle del ponte per quello che potevamo intuire essere la giusta posizione, e tornammo sui nostri passi, fino alla passerella. Da qui proseguimmo sul sentiero nella direzione opposta alla corrente. Un altro centinaio di metri e la nostra posizione risultò nuovamente poco credibile. Irritato dalla imprevista difficoltà incontrata, mi feci largo nella vegetazione con il bastone, abbandonando il sentiero e gettandomi sul declivio terroso, coperto da un letto di foglie marcescenti, e da un intrico di rami e radici. Bastarono una ventina di metri e improvvisamente oltre un dosso mi apparve.
/*We had pushed too much there to valley of the bridge for what we could realize to be the correct position, and we returned on our footsteps up to the gangway. From here we continued on the path in the opposite direction to the tide. Other hundred meters and our position few believable resulted again. Irritated by the unexpected met difficulty, I made wide in the vegetation with the baton, abandoning the path and throwing me on the earthy slope, covered by a bed of leaves decaing, and from a branches tangle and roots. They were enough about twenty meters and suddenly over a back it appeared me.*/
Non sapevo esattamente la foggia di ciò che stavo cercando, ma l'imponente massa di cemento era inequivocabilmente l'indizio per poter gridare ai compagni: 'È qui!'. Si trattava di una calotta di circa cinque metri di diametro. Oltre alla grande quantità di cemento massiccio, colpiva fortemente l'enorme bocca, dotata di uno strano contorno rettangolare a gradini, che ci meravigliò e dette finalmente un corpo ai timori provati laggiù, in prossimità del ponte allo scoperto della radura alla confluenza delle due valli. Non era l'unica, un'altra era rivolta a monte, lungo la strada, di analoghe dimensioni e fattezze. Aria fredda usciva dall'oscurità della inquietante bocca, come dai finestrini delle cantine abbandonate degli antichi palazzi nel centro storico della città.
/*I didn't know the manner of what exactly I was looking for, but the imposing mass of cement was unequivocally the sign to be able to shout to the companions: It is here!. It was dealt with a cap of around five meters diameter. Besides the big quantity of thick cement, it struck the enormous mouth strongly, gifted of a strange rectangular contour to steps, that it marveled there and said finally a body to the fears tried down there, in proximity of the bridge to the open one of the clearing to the confluence of the two valleys. It was not the only one, another had turned awry, along the road, of analogous dimensions and features. Cold air went out of the obscurity of the anxious mouth, as from the car windows of the wine cellars abandoned of the ancient buildings in the historical center of the city.*/
Ed ecco scoperta la porta di accesso. Io ero appagato, ma l'irresistibile proposta di entrare viene immantinentemente approvata. L'ingresso era illuminato direttamente dal sole, e ciò aumentava il contrasto tra le zone illuminate e quelle in ombra, tanto che si aveva l'impressione che solo un paio di metri all'interno della fortificazione fossero percorribili senza un torcia. Quella poca luce poi non era sufficiente a togliere l'impressione di umido e ammuffito che si sprigionava da quel piccolo antro. Il più ardito di noi affrontò il varco e discese cautamente i primi gradini, fino a rimanere lui stesso inghiottito dall'ignoto. Cosa immaginarsi? Minimo ragnatele, poi i ragni, bisce, topi, e cos'altro aspettarsi da un buco abbandonato in un bosco sconosciuto?
/*And here discovered the door of access. I had satisfied, but the irresistible proposal to enter approved instantaneous comes. The entry had illuminated directly from the sun, and this increased the contrast between the illuminated zones and those in shade, so much that was had the impression that only a pair of meters inside the fortification were practicable without a torch. Then that little light was not enough to remove the impression of dampness and moldy that he emitted from that small cavern. The gamest of us faced the passage and descents cautiously the first steps, up to remain himself swallowed by the unknown one. What to imagine? Least cobwebs, then the spiders, snakes, mice and thing other to wait from a hole abandoned in an unknown wood?*/
Al termine dei gradini, attendendo una trentina di secondi per adattarsi all'oscurità, si poteva già intravedere qualcosa. La scala correva in un breve cunicolo (circa cinque metri), piccolo, ma attagliato per permettere ad un uomo di altezza media di percorrerlo quasi eretto. Le pareti erano spoglie e di cemento liscio e duro. A tratti, strisce di umidità o di salnitro le attraversavano, e sul pavimento in corrispondenza di punti sul soffitto dove il gocciolamento era più persistente si erano costituite delle vere e proprie stalagmiti. Al termine delle scale si entrava in una stanza dalla quale si dipartivano due ulteriori cunicoli che raggiungevano le feritoie per il tiro. Da queste, la luce, riflessa sulle pareti del cunicolo raggiungeva attenuata il punto in cui mi trovavo. La sala era rotonda, con il soffitto a cupola alto almeno due metri e mezzo. Sul fondo erano alcune pietre ed una sottile fanghiglia, smossa dalle gocce che pigramente cadevano dal soffitto. Anche qui come verificai ovunque nel bunker, le pareti erano lisce e prive di alcuna muffa o iscrizione umana, o di residui di tinteggiatura (forse la superficie liscia e priva di porosità che ha impedito lo stabilirsi di alcunché su di essa?). I detriti comunque non provenivano dalla struttura del bunker, che a distanza di una sessantina d'anni dalla sua costruzione era sostanzialmente integro.
/*At the end of the steps, attending about thirty seconds to adapt to the obscurity, you could already glimpse something. The staircase raced in a brief burrow (around five meters), small, but been suitable for allowing to a man of middle height to cross it almost erect. The walls were bare and of smooth and hard cement. To lines, strips of damp or saltpetre crossed them, and on the floor in correspondence of points on the ceiling where the dripping was persistent they were constituted each other some real stalagmites. At the end of the staircases it was entered in a room from which him forking into two ulterior burrows that reached the loopholes for the draught. From these, the light, reflected on the walls of the burrow it reached attenuated the point in which I was. The room was round, with the ceiling to dome stop at least two meters and mean. On the fund they were some stones and a thin mud, shifted by the drops that lazily they fell from the ceiling. Also here as I verified anywhere in the bunker, were the walls smooth and deprived of some mold or human registration, or of residues of distempering (perhaps the smooth and deprived surface of porosity that has prevented it to settle of something on it?). However the deposits didn't originate from the structure of the bunker, that to distance of about sixty years from his construction it was entire substantially.*/
Raggiunsi i compagni lungo il cunicolo di destra da cui proveniva la luminosità cui accennavo. Dopo una leggera curva mi trovai nella camera dotata della feritoia rettangolare per il tiro. Da essa si vedeva chiaramente il ponte e tutto il versante della valle confluente quella principale. La feritoia rivelava che lo spessore delle pareti del bunker di almeno un metro. Lo spessore rastremava verso l'interno per aumentare l'angolo di visuale del tiratore. La feritoia si trovava così al vertice di una piramide a base rettangolare la cui superficie esterna era a gradini, in modo che eventuali proiettili o schegge che la colpissero, subissero una deviazione tale da non entrare.
/*I reached the companions along the burrow of right from which brightness originated which I mentioned. After a light curve I was in the room gifted of the rectangular loophole for the draught. From it he was seen the bridge and the whole slope of the confluent valley clearly that principal. The loophole revealed that the thickness of the walls of the bunker than at least a meter. The thickness tapered toward the inside to increase the angle of view of the shot. The loophole was found so to the vertex of a pyramid to rectangular base whose external surface was to steps, in way that possible bullets or splinters that struck it, they suffered such a deviation from not to enter.*/
La camera era ampia tanto da permettere al tiratore di far compiere all'arma l'intero angolo disponibile, inoltre vi era lo spazio per le munizioni fresche e per i bossoli che durante l'attacco immaginavo coprire disordinatamente l'intero pavimento. Vi erano poi, due piccoli camini per lo scarico dei gas dell'arma che altrimenti avrebbero rapidamente saturato l'atmosfera dell'angusto ambiente. Al disotto della feritoia infine vi erano due cavità profonde una ventina di centimetri presumibilmente per fissare la forcella di sostegno della mitragliatrice. L'ispezione dell'altra postazione la rivelò del tutto simile alla precedente.
/*The room was ample so much from to allow the shot to let complete to the weapon the whole available angle, there was besides the space for the fresh ammunition and for the boxes that I imagined to cover the whole floor messily during the attack. There were then, two small fireplaces for I unload it some gases of the weapon that otherwise would have saturated quickly the atmosphere of the narrow environment. Under of the loophole there were finally two hollow it lavishes about twenty centimeters presumably to fix the fork of support of the grape-shot. The inspection of the other posting revealed it entirely similar to her preceding.*/
Quello che vi ho descritto è un piccola parte in provincia di Cuneo del cosiddetto 'Vallo Alpino'.
/*What I have described you is a small part in province of Cuneo of the so-called one 'Vallo Alpino.'*/

Sono interessato a fornire ulteriori informazioni su questa gita scambiandole con altre sullo stesso tema e riguardanti sopratutto:
/*You have interested in to furnish further information on this trip exchanging them with others on the same theme and primarily regarding:*/
  • Piemonte;
  • Valle d'Aosta;
  • Lombardia;
  • Liguria.
Cerco inoltre informazioni sui seguenti argomenti:
/*I look for information besides on the followings matters:*/
  • Vallo Alpino;
  • Criteri ingegneristici adottati nelle fortificazioni nella II Guerra Mondiale;
    /*Enginner criterions adopted in the fortifications in the II War World;*/
  • Cariche cave.
    /*Loaded caves.*/

Sugli altri versanti

/*On the other slopes*/
FINE

Suono Peto


Suono di un peto

/*Strong and loudness*/  
peto suono «Ai rut fan rid, ai lof fan taché lit. Ma queste ultime si attaccano per molto peggio al profondo suono di un peto
 

Last modified: Apr 4, 2004 (Created: Aug 9, 1996)
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Forte e squassante

- Ma non mi fare scherzi...
Io non avevo seguito con attenzione fino a quel punto la telefonata, l'insolito tono un poco predichevole aveva colpito la mia attenzione. Non era per me un buon periodo, e la mia presenza in quel ufficio ne era il simbolo più esplicito. A testa bassa leggevo sul monitor alcune pagine di documenti dal contenuto dubbio.
- Non mi fare scherzi, dimmi che me lo consegni...
Il mio capo temporaneo si ripeteva, ma era chiaramente sempre più alterato dalle risposte che non potevo sentire all'altro capo del telefono.
- Se non fate la consegna mi mettete in un mare di guai, e così vi troverete nei guai anche voi. Non fatevi pregare che mi incazzo. - pausa di ascolto - Ma avete capito? Finisce che mi incazzo...
La cosa non mi preoccupava in quanto in quel ufficio ero poco più che un estraneo, certo il voltare le spalle ad una persona agitata poteva rivelarsi pericolosa, ma visto che si trattava di un superiore...
- Siete dei bastardi! Eravamo d'accordo su tutto, abbiamo persino ritoccato il listino...
La potenza della voce, scagliata sulla cornetta sorretta dal capo ma comunque indirizzata lungo la traiettoria che mi univa alla scrivania, era fastidiosa ma l'espirazione cominciava a strozzarsi.
- Ma che cazzo mi vieni a dire? Siete dei bastardi, dei bastardiiii.
Si era alzato in piedi, e nel proferire la lunga emissione vocalica sulle iiii sbatté il microfono sul ripiano del tavolo. - Bastardi, bastardi, bastardi - E percosse ad ogni ripetizione il tavolo con la cornetta. Sbahm! Sbahm! Sbahm! E ancora. Tutto rosso in viso sembrava stesse percotendo la pur dura testa dei fornitori, fino a farli mancare, con una curiosa esitazione sull'ultimo colpo come per riprendere un ultimo sussulto delle vittime.
L'attività dell'ufficio si era fermata e ridacchiando gli altri colleghi addetti alle procedure di quel luogo si davano delle gran pacche sulla schiena del vicino e sulla propria pancia. Evidentemente erano abituati a tali escandescenze. - Vi rompo il culo, bastardi! - Mi aspettavo che il telefono si rompesse, ma ciò non accadde.
Durante tale manifestazione del capo di autocontrollo e di leadership, gli si avvicinò uno degli impiegati più giovani.
L'ufficio era un ampio open space, segregato tramite vetrate negli uffici delle varie funzioni aziendali tipiche di una azienda manufacturig. Eravamo quindi in una specie di acquario, una scrivania 'direzionale' in fondo, come in un'aula, e un paio di scrivanie lungo le pareti. Io ero praticamente in mezzo all'ufficio e voltavo le spalle alla scrivania del professore, che poi era impersonato dal capo.
Giuntogli vicino, come per dirgli qualche cosa, si voltò inaspettatamente voltandogli le spalle ed ancor più inaspettatamente emise un forte peto. - Ma io ti ammazzo! - Il capo gettò definitivamente la cornetta chiudendo definitivamente comunicazione e cercò di avventarsi su quel simpaticone in fuga.
FINE

Festa Laurea


Festa di Laurea

/*Graduation Party*/  
laurea festa «Presa per un pelo, anzi fuori i tempi massimi. Festa di laurea sofferta ma con grandi soddisfazioni umane. Ma le donne sono un'altra cosa.»
 

Last modified: Mar 21, 1998 (Created: 18 May, 1996)
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Festa di laurea

Ue'cciao. E' qui la festa? Avete Fonzies? Panini? Ho portato i dischi, quando si ballano i lenti? Si gioca a bottiglia? Ho portato una laurea, quando ci si laurea?
Si', nella mia vita c'e' stata anche una festa, la festa di laurea. Non vi parlero' di cio' che voi umani chiamate festa, neanche di cio' che io invece chiamo cena... ma vi rendero' invece partecipi del piacere di essere invitati, un poco in ritardo, ma con lo spirito e gli strumenti dell'epoca. S'intende che dovrete portarvi una sedia con voi, perche' non saranno sufficenti quelle che ho gia'.
invito
menu
Ed ecco il responso:

FINE

Mangiare Maiali


Mangiare per Maiali!

/*Food for Porks!*/  
mangiare maiali «Project management e New product development sono richiamati in continuazione in questo gustoso esempio di Energy management.»
 

Last modified: Feb 03, 2001 (Created: 06 Apr, 1996)
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Maiali: mangiare questo!

/*Porks: Eat this!*/ scontrino
Anni fa, navigando nell'Oceano Telematico alla ricerca di una foto di Edwige Fenech, mi imbattei in un recondito quanto insolito sito. La scoperta fu del tutto casuale: un errore di battitura (o un lapsus freudiano) mi fece digitare una 'P' al posto della 'F' del nome della nota stilista nell'URL che avevo individuato. Immaginatevi quell'indirizzo sconosciuto, visitato da nessun motore di ricerca, impalmato tramite nessun collegamento ipertestuale con altre pagine più miserevoli... una bottiglia lanciata in mare da un naufrago.
Quell'indirizzo ora non risponde più. Forse è stata tragicamente colpa mia. Avevo fatto all'epoca una moderata pubblicità. Ma la censura rapidissima arrivò più velocemente di chiunque altro. Per fortuna però ho serbato gelosamente quella pagina su un dischetto da cinque pollici e un quarto, ed ora vi propongo integralmente.
Illustriamo prima il flusso delle attività connesse con l'Abbrutimento Totale attraverso il mangiare: il cammino dei maiali:

Fig.1 - Flusso delle attività connesse con l'Abbrutimento Totale
progettare l'occasione
/*Plan the occasion*/
·
appellare malamente i compagni per fissare una data
/*inquire badly the crew for fixing a date*/
·
fissare il menu
/*determine the menu*/
·
inveire contro gli assenti
/*rail against the absents*/
·
fare la spesa
/*make the shopping*/
·
cucinare
/*cooking*/
·
mangiare i rodeo e il lardo
/*eat 'rodeo' and lard*/
·
iniziare a bere partendo dal lambrusco e dalla coca-cola
/*start drinking with 'lambrusco' and coca-cola*/
·
inveire contro i presenti
/*rail against the particitants*/
·
iniziare a mangiare
/*start eating*/
·
contestare il cuoco
/*disputing the cook*/
·
manifestare il proprio apprezzamento alla cucina
/*demontrate appreciating to the cookery*/
·
compiere scelleratezze proprie dello stato di alterazione della coscienza post-prandiale
/*making wicking as wants the post-prandiale alterated feeling*/
·
accendere il videoregistratore
/*switch on the video recorder*/
·
andare a fare un giro per molestare gli abitanti del paese
/*take a walk to bother the village citizens*/
·
trovare in qualche modo la giusta collocazione per i residui del banchetto
/*find out the right collocation for the banquet residual*/
·
tornare a casa
/*returning home*/



la spesa
FINE

CV Sentimentale


CV Sentimentale

/*Unemployeed? (question)*/  
domanda disoccupato «Più che un 'pedone', amo definirmi più propriamente 'uno che apprezza'. Oppure uno che 'alloca' le risorse disponibili in maniera ottimale.»
 

Last modified: Gen 29, 1997 (Created: Feb 26, 1996)
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ukEnglish version

Domanda di attivazione rapporto

Spett. Navigante e Lettrice
IP: xxx.xxx.xxx.xxx

OGGETTO: domanda di attivazione rapporto.
Terminata la fase di shut-down del precedente rapporto, e dopo il conseguente periodo di fagocitante introspezione solipsistica, affronto un conclamato caso di warming-up unilaterale spontaneo.
Alla luce della mia attuale condizione di vitello busone sono interessato a migliorare lo status emotivo, in modo da soddisfare in misura maggiore le mie aspirazioni.
Vorrei poter coniugare il contesto amoroso con le conoscenze derivanti dal mio titolo di studio e con la mia passione per me stesso.
Vorrei potermi lanciare in un rapporto in grado di 'far fruttare' la mia inclinazione etero, con una partner contraddistinta dalla femminilità di intonazione intensa.
Vorrei poter approfondire gli elementi confidenziali necessari per poter ambire a stati di intesa di coppia crescenti.
Fiducioso di essere interpellato per un colloquio, porgo distinti saluti.
Astare from Qui
Segue Curriculum Vitae.
DATI PERSONALI
  • nato a Qui il dd/mm/yyyy;
  • CELIBE;
  • militesente;
  • fumatore di sigari saltuario;
  • disinteressato a qualsiasi sport televisivo;
STUDI SVOLTI

  • laurea in Ingegneria Elettrotecnica, conseguita nel Febbraio 1995 presso il Politecnico di Torino. In tale istituto, si prodigava in modo continuato in studi meramente biblioteco-voyeristici, con tanta continuità quanta discrezione. Come risultato stilava una lista morfologico-comportamentale della fauna di quei luoghi. Il catalogo non floreale è questo:
    • 'la conigliona';
    • 'la coniglina';
    • 'il mio regalo di Natale';
    • 'la cattiva';
    • 'l'austriaca';
    • 'la cavallona';
    • 'la fagiana';
  • abilitazione all'esercizio della professione di Ingegnere, conseguita nel Maggio 1995 presso il Politecnico di Torino, iscrizione all'Albo in corso di completamento. Grazie a tale documento risulterà ufficialmente abilitato al collaudo, oltre che alla stima qualitativa nel settore erotico-venatorio;
  • diploma di Perito Industriale Elettrotecnico presso l'Istituto Tecnico Industriale di Qui. Trattasi questo di fecondo periodo nel quale superava brillantemente il complesso di Edipo innamorandosi delle madri di tutti i suoi amici e delle professoresse già quarantenni;
ATTUALE OCCUPAZIONE

  • Impiegato Tecnico area CAD da Ottobre '95, in un'azienda di coattazione al lavoro e smontaggio industriale di carriere di progettisti di Novara, con Contratto di Formazione-Lavoro. In essa svolge un intenso training per portarsi al livello atteso di professionalità, e non ultimo di reddito, per assumere l'ambito titolo di 'scapolo d'oro';
ALTRE INFORMAZIONI

  • conoscenza buona della lingua inglese; conoscenza di base della lingua tedesca e francese; ottima conoscenza di diverse lingue italiane, attività di cui tuttavia non ritiene 'cortese' allegare referenze;
  • buona pratica di linguaggi ed ambienti di programmazione sulle piattaforme MS-DOS, MS-Windows, VMS, Unix; dei loro principali SW applicativi; e ottima pratica di 'navigazione' su Internet (e-mail: murnau@mbox.vol.it) utilizzando i principali protocolli di rete. Buona pratica di navigazione anche di giovani donne (non documentabile) utilizzando principalmente tecniche di hot feed-back affettivo-sensuale;
  • ateo tollerantissimo, berlusconiano tollerantino, il sottoscritto si ritiene un 'esploratore instancabile', caratteristica che lo porta ad interessarsi delle materie più specialistiche (cinema espressionista tedesco degli anni '25-'34, produzione della birra e del panettone milanese...) quanto di quelle più generali (perché le donne nei locali pubblici vanno al gabinetto in gruppo, 'Dio se esiste dovrà avere delle ottime giustificazioni'...). Seguendo il suggerimento di Conan si sta impegnando nel cammino che lo porterà a conoscere il segreto dell'acciaio. Di recente ha impiantato sul comodino un piccolo laboratorio per la flangiatura delle boccole;
  • il medesimo fervore intellettuale lo ha portato a misurarsi con il proprio corpo, temperandolo nelle situazioni 'al limite' tipiche della montagna in ogni stagione, della piscina d'agosto, dei moscerini della seconda metà di luglio, della dieta iper-proteica Scarsdale;
  • un'indole romantico-cortese pervade il suo animo impetuoso racchiuso in una scorza di professionale superficialità. Questa inventa le più devastanti combinazioni emozionali per scatenare tempeste che solo l'immediata Azione può lenire (la presente lettera può essere interpretata in questo senso);
  • ha sopportato e confortato emotive donne paranoiche, glaciali uomini depressi, amici stronzi, nemici corretti e il buon Dio maligno ...che ogni tanto, porca troia, si impegna a organizzargli qualche festino... e infine anche molte persone per bene di cui ama spesso circondarsi, soddisfacendoli (ne è convinto) tutti quanti;
  • ha viaggiato per paesi e città, approfondendone i contenuti filologici, entro le seguenti coordinate: Berlino, Toscana, Parigi, Bergamo; e sulla coordinata Z, Monte Bianco, la base degli scogli del molo di Laigueglia (SV). In campo metafisico ha sperimentato l'abbaglio della conquista, l'abbaglio della sconfitta, l'abbaglio dell'inedia della convalescenza e l'abbaglio di 'Elettra P'.
  • con sufficiente regolarità pratica la fotografazione, l'escursionisming, la gitazione turistante, il netsurfing, poi, quasi qualsiasi altro genere di mercanzia; e nei periodi migliori (nonostante lo abbiano condotto a questa condizione di precarietà) la coltivazione amorevole di rapporti amorevoli.
  • oltre al cinema espressionista, è appassionato di molti altri splendidi capolavori noiosissimi di cui custodisce gelosamente le videocassette accumulate con fatica, ma non chiede mai a nessuno di guardarli assieme a lui; ama guardare invece film divertenti con molta gente, e film romantici solo in due;
  • si commuove all'ascolto di una cassetta di canzoni napoletane di Massimo Ranieri, ad una di romanze ed arie famose Pavarotti, all'ascolto di Puccini, Strauss e Mahler, ed infine ad una di Paolo Conte (ma solo perché gli ricordano antiche illusioni); ascoltando gli Elio e Le Storie Tese non smette un attimo di piangere;
  • disponibilità serena ad accettare qualsiasi sede operativa.
Astare from Qui
FINE

Notte Natale


Notte di Natale

/*Christmas night*/  
natale notte «Senza tintarella. Eppure una notte di Natale luminosissima, sulla neve croccante alla ricerca della pista tracciata e ricoperta negli anni.»
 

Last modified: Gen 4, 1996
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Bruciati dalla luna

/*Moon burned*/ Notte di Natale 1996. Ore 23. Happy birthday dear Jesus... Buon Natale Gesù Cristo...
Strada gelata. Il motore ben caldo dal lungo viaggio di avvicinamento ci trasporta agevolmente lungo la salita per la partenza del sentiero.
Il paese deve essere abbandonato. D'estate lo stesso piccolo parcheggio è stracolmo, tanto da costringere spesso coloro interessati a parcheggiare a lasciare la macchina lungo la strada. Ora lo stesso spazio è occupato da montoni di neve accumulati da escavatori. Una neve non più soffice, ma costituita dai cristalli ingrossati e saldati gli uni agli altri dal disgelo pomeridiano. In effetti il cielo è limpido. Doveva esserlo anche durante il resto del giorno. Ora la stellata delle notti gelate sovrasta ciò che si riesce a vedere della vallata.
Fa molto freddo. L'idea che probabilmente qualcuno di noi dovrà affondare nella neve fino alla cintola per far strada agli altri ci fa esitare nella vestizione.
Il sentiero non esiste più. Sommerso dalla neve. Ci affidiamo alla memoria, tanto si vede tutto benissimo. Una luce spettrale, bluastra pervade tutto. È la luna piena. Con tutta questa neve che ne rifrange la luce sembra di essere di giorno con degli occhiali di carta di caramella. Pare che l'evento della luna piena la note del 24 dicembre si ripeterà solo tra circa 100 anni. La cosa saputala non può inorgoglirci per aver così degnamente approfittato dell'avvenimento.
Sebbene capiti spesso di perdere l'equilibrio e di finire distesi a faccia avanti nella bianca coltre nessuno di noi è particolarmente bagnato. Dev'esserci un clima molto secco, oltre che parecchio sottozero.
Dopo un'ora e con qualche errore nella stima della nostra posizione arriviamo finalmente alla torre che ci fece guadagnare già un'avventura tempo fa. Per fortuna non incontriamo nessuno questa volta.
Questa volta siamo molto più 'beyond' di chiunque altro.
FINE