Espresso Etna


L'espresso dell'Etna

/*Etna Express*/  
etna espresso «Sull'Espresso dell'Etna si raccoglie materia marrativa locale: se c'è da andare lenti, le ferrovie italiane non si sottraggono mai.»
 

Last modified: 28 Apr 2008 (Created: 25 Aug 2002)
Location: http://paris6969.altervista.org
Feedback: paris6969@altervista.org

Tutti i contenuti di paris6969.altervista.org sono proprietà dell'autore paris6969@altervista.org e sono protetti dalle leggi italiane ed internazionali relative ai diritti d'autore (copyright). Non possono essere utilizzati in tutto o in parte.

Espresso dell'Etna

Considerati i 102 minuti di ritardo (che divennero 180) cui furono sottoposti i passeggeri dell'Espresso dell'Etna, era rimasto ancora un po' d'ordine. In 102 minuti d'altra parte il treno aveva raccolto i passeggeri di altri due treni importanti che ora sostavano in piattaforma o nel corridoio.
E' la caratteristica dei treni a lunga percorrenza, i passeggeri si dispongono sulla scena come comparse di una opera pittorica: gente stravaccata all'interno del proprio scomparto, in realtà in perfetto ordine nel contesto delle regole della propria prescelta inverosimile soluzione, generalmente molesta coi piedi, con l'abbigliamento, con la voce.
Mi sono piazzato di fronte alla prima metà del convoglio. Ho infilato gli occhiali per meglio valutare la situazione. Mi sono posto come obiettivo quello di sedermi, visto che mi sarebbero toccate più di 4 ore di viaggio.
Infilavo la testa negli scomparti di cui intravedevo tra gli spiragli della tendina qualche posto non occupato e chiedevo la stessa cosa 'è libero?'. Preferisco questa alla complementare espressione 'è occupato?'. Amo nelle circostanze in cui voglio ottenere qualcosa sentirmi rispondere 'siii'... ma qui sul treno ottengo piuttosto delle reazioni imprevedibili.
I passeggeri intanto spalancano gli occhi e mi rispondono farfugliando. Hanno paura, nascondono qualche cosa.. Pervasi da una meschina cupidigia di spazio vitale, amministrano questa o quella vacanza come lo zio ebreo che conta ogni sera i soldi custoditi nel materasso..
Superato il collegamento tra le carrozze mi trovai la strada sbarrata in piattaforma da una montagna di valigie, nonne e bambini che mi fissavano. Il signore che sta creando l'opera mastodontica con la ferrea volontà di un castoro mi fissava amche lui. 'deve passare?'.
'si'.
Mi sentii uno stupido nel dare quella risposta, che creò d'altra parte il solito panico. D'un tratto tutti quanti sembrarono trasformarsi in quei gatti colti di notte in mezzo alla strada dai fari di una macchina, veloce o lenta che si voglia. Passarono così 10 secondi di confusione all'italiana, dopo i quali tutto rimase immutato. Ma non cambiai intento. Anzi, cominciai a dare istruzioni: 'Tu passa di qua, tu di là'. Mi accorsi che oltre a me, il prolifico nucleo famigliare transumante aveva incastrato un altro viaggiatore, che invece si era rassegnato in un angusto angolo ad aspettare la stazione successiva per venire poi travolto e trascinato come un millenari masso erratico di un ghiacciaio. questi non ci credeva di poter imboccare una insperata via di fuga.
Superato lo sbarramento risalii il flusso famigliare, e mi resi conto che stavano in questo modo travasando da uno scomparto. Era l'opportunità che aspettavo, e non ebbi problemi ad entrare questa volta.. se non poi, una volta varcata la soglia della porta a scrigno, nel constatare lo stato in cui lo trovai..
I discorsi ozioni dei passeggeri dei treni a lunga percorrenza in ritardo sono sempre i soliti: 'E' una interruzione sulla linea programmata.'
'Io ne ho viste milioni di interruzioni come queste...'
'Ma cosa dice? Ma se nessuno su questo treno ha capito cosa ha detto'
'No, lei non ha capito neanche quello che ho detto'
'Io dicevo semplicemente le cose come stanno'
'L'ho fatto per 45 anni questo mestiere, vuole che non sappia cosa...'
Affondo lentamente nel sedile duro che non ha la minima intenzione di cedere più di un millimetro sotto il mio peso...
La discussione si affievolisce rarefacendosi nelle offese e nelle contestazioni. Infine un poco di quiete. Qualcuno fischia un motivo lento, non so se più country o più western..

'Dammi da leggere'
Sulla soglia dello scomparto è apparsa una ragazzina. La riconosco dalla voce, che doveva aver animato per la sua mancanza di grazia il viaggio allo scomparto adiacente. Si era fatta già conoscere quando in una stazione aveva urlato più volte 'Gigi!'
Ora ho paura di venire coinvolto in qualche discussione da questa sciagurata che per il momento si sta rivolgendo ad un ragazzo seduto accanto a me (Gigi?) assorto nella lettura di un libro.
A rispondere invece è la mia dirimpettaia le si rivolge, stravolgendo il mio piano di rendermi mimetico: 'Io ti conosco, ti ho dato i soldi non ricordi?'
E continua, dimostrando di essere in qualche modo già coinvolta in altri trascorsi con la pazza: 'Stai tranquilla poi ti portiamo anche dei vestiti.'
E' la volta di Gigi, che senza badare alla discussione in corso le comunica di avere solo libri in inglese.
'Io conosco l'inglese!' e gli strappa il libro dalle mani.
'Non si fa così' si anima lui rivelando di avere la stessa voce insolente.
'Cattiva! Vai via!'
Lei si ferma arretrando solo col busto e mantenendo ben ferma la posizione sulle gambe.
Stavolta si rivolge a me: 'Ciao. Scusa per prima. Come ti chiami?'
Mi sento in trappola: 'Ciao. Ugo'
'Vaffanculo!' E se ne va.

Nessuno dei compagni di viaggio mi osserva. Nessuno ha voglia di entrare nel merito, nemmeno la buona samaritana. Stavolta mi estraneo completamente.
L'alba delle lunghe giornate agostine ormai illuminava il campo di battaglia, anche se le squadre di recupero feriti non sarebbe intervenuta che al termine del viaggio. Cartine, latte, bottiglie. Il bambino aveva vomitato, e la nonna manifestato incontinenza.
Guardai nel corridoio, e decisi, che forse col finestrino aperto, per quel calore e quall'odore, ce l'avrei fatta.
FINE

Giro Verdun


Giro Verdun, Olanda, Danimarca, Germania 2002

/*verdun, Olanda, Danimarca, Germania Tour 2002*/  
olanda giro «Seconda guerra, prima guerra, formaggio e aringhe nell'ordine: diga, ponte e traghetto a pagare e morire c'è sempre tempo.»
 

Last modified: 30 Aug 2002 (Created: 14 Aug 2002)
Location: http://paris6969.altervista.org
Feedback: paris6969@altervista.org

Tutti i contenuti di paris6969.altervista.org sono proprietà dell'autore paris6969@altervista.org e sono protetti dalle leggi italiane ed internazionali relative ai diritti d'autore (copyright). Non possono essere utilizzati in tutto o in parte.

olanda giro

Giro Olanda: la guerra a Verdun

Hauguenau

Inizio puramente storico: seconda guerra mondiale. lungo il confine con la Germania. le nazioni ad essa nemiche si organizzarono con poderose opere difensive. il ministro Maginot, promosse la parte francese. i tedeschi ci scherzarono un poco, poi passarono a nord, nelle Ardenne. giudizio storico: anacronistico anche per l'epoca.. anche se i francesi si ravvedettero riducendo via via gli investimenti, arrivando al conflitto con generalmente metà della dotazione prevista per ogni fortezza. certo obbligò il percorso degli invasori.. ma chi se ne giovò.
  • fort Schoenenbourg (SF di Haguenau)
  • casemate Esch (SF di Haguenau)
  • fort Simserhof l'invincibile (SF di Rohrbach)
  • oveurage Caso
  • Bambesch (SF di Faulquemont)
sosta in ristorante francese con cuoco negro specializzato in pasta. interessante notare, come la pasta fredda venga elencata nelle insalate.
  • insalata fegatini
  • pasta fredda piselli salm.affum. Aringa affum.
  • granelli di senape in ?
  • lasagne cioccolato!!! da approfondire

Verdun - giro di Vaux Duaumont

un salto all'indietro: prima guerra. abbandoniamo ogni interesse per la Maginot, che in realtà è onnipresente. Verdun, città simbolo della vittoria francese del 1870. simbolo condiviso con i tedeschi, tanto i primi si preoccuparono di fortificarlo, i secondi pianificarono la prima grande vittoria.. vi fu invece un sanguinoso assedio di 9 mesi. volevo vederli questi campi di battaglia, dove i bombardamenti avevano cambiato la fisionomia dei paesaggi, raso letteralmente al suolo paesi, boschi e fortezze. devo ancora chiarirmi quale possa essere l'effetto di un bombardamento con proiettili da 520 mm, e quale sia la mole del cannone da impiegarsi. nella trincea delle baionette viene commemorato un bombardamento nel quale i soldati perirono solo sommersi dalla terra che venne sollevata. Visitiamo le rovine di superficie di un forte inglobate dalla vegetazione.

Giro Olanda: città della Germania

Germania centro-ovest

  1. Treviri - Carl Marx
  2. Aquisgrana - Carlo Magno - acque solforose - cattedrale
  3. Colonia - cattedrale

Giro Olanda: l'Olanda

Rotterdam - 1º porto mondiale - completamente ricostruita - aringhe

  • i semafori pedonali sembrano una vespa 50 col marmittino elaborato col minimo alto, siamo sui 130 bpm. quando diventa verde si abbassa di due ottave.
  • Estrema varietà nelle case, palazzi, stabilimenti, caratterizzati dal divisionismo delle superfici, dall'uso delle lastre in cemento e dalle ampie vetrate.
  • batterie costiere
  • chiusa più grande del mondo.
Il mio ventre come una chiusa: il cibo proviene da uno stato di equilibrio. io lo ingurgito, chiudo la parte da cui è entrato, lo energizzo. infine lo faccio uscire aprendo la paratia opposta all'ingresso. L'energia è talmente alta da quella parte che se non richiudessi bene, potrebbe refluirvi dentro l'universo intero facendomi ovviamente esplodere essendo io dimensionato in volume per il solo comodo mio. egoismo?

Utrecht

in campeggio l'aria è pesante: temiamo il colpo di grazia di un ducato allestito a pulmino stracarico di romani. trovo improprio l'utilizzo di un troppo voluminoso strumento di laboratorio che si trasforma in una macchina da nebbia. cittadina stupenda, abitata da Sylvia Saint? comunque ci somiglia.

Amsterdam - fondata su isole - dam

solo pittoricità. brutta gente.

Edam - Monnickendam - Marken - Volendam

il navigatore sembra impreparato alla depressione delle terre strappate al mare.
  • insalata di pollo affumicato - olive - yogurt - prezzemolo - cetrioli a triangoli sul contorno del piatto
  • stracciatella con prezzemolo e formaggio duro

Diga e polder

come si fa a chiudere una diga di 29 km? Lely ce la fece.

Giro Olanda: la Danimarca

Cophenaghen

  • ponte 31 euro
  • Odensee
  • bella la Monumentalità delle piazze e dei palazzi. la donna pesce è emarginata fuori città. deve far paura la parte di pesce della sirenetta, che nei pochi giorni di vero caldo del nord puzza.
  • il Garlic King è decisamente inferiore al Big Mac.
  • il più antico campeggio di Danimarca
hundge hundge history

Giro Olanda: città della Germania

Lubecca

  • traghetto
  • i nordici non perdono occasione per togliersi le scarpe e mettersi al sole.
  • porto baltico - canali -porta - municipio - chiesa gotica in laterizio completamente rifatta dopo l'incendio durante un bombardamento
  • aringa marinata

Amburgo

  • 2° citta ted. - porto mondiale - foce Elba - canali e bacini interni - Lega Anseatica XIII - napoleone 1807 - incendio 1842
  • Elba
  • le famose autostrade senza limiti di velocità sono più larghe delle italiane di quasi la metà

Shaffausen

FINE

Facite Ammuina

Facite ammuina!!!

/*Make the move!!!*/  
facite ammuina «Nessuno ha confermato la veridicità del documento. Io lo trovo Certo ed Utilissimo nell'infame mestiere che pratico da anni. W i Clienti!»
 

Last modified: 9 Jul 2002 (Created: 8 Jul 2002)
Location: http://paris6969.altervista.org
Feedback: paris6969@altervista.org

Tutti i contenuti di paris6969.altervista.org sono proprietà dell'autore paris6969@altervista.org e sono protetti dalle leggi italiane ed internazionali relative ai diritti d'autore (copyright). Non possono essere utilizzati in tutto o in parte.

Consulenti: Facite ammuina!!!

/*Consultants: Make the move!!!*/ La mia vita da quando faccio il consulente... sempre di passo svelto con qualche foglio in mano.
REGNO DELLE DUE SICILIE
COLLEZIONE DE' REGOLAMENTI DELLA REAL MARINA
Anno 1841
n. 266

(n. 6975) Regolamento da impiegare a bordo dei legni e dei bastimenti della Real Marina
Napoli, 20 Settembre 1841
[...]
CAPITOLO XIX
[...]
Art. 27 - FACITE AMMUINA - All'ordine Facite Ammuina tutti chilli che stanno a prora, vann'a poppa e chilli che stann'a poppa vann'a prora; chilli che stann'a dritta vann'a sinistra e chilli che stann'a sinistra vann'a dritta; tutti chilli che stann' abbascio vann' ncoppa e chilli che stann' ncoppa vann' abbascio, passanno tutti p'o stesso pertuso; chi nun tiene nient'a 'ffa, s'arremeni a 'tra e a 'lla.
Ordine: FACITE AMMUINA !!!
N.B.: Da usare in occasione di visite a bordo delle Alte Autorità del Regno
FINE

Corso Italiano


Corso di Italiano per Tedeschi

/*Small course of Italian*/  
dimissioni «Un corso di italiano per tedeschi. Un corso? Di italiano? Secondo me è un corso di tedesco per italiani. E poi è corso perché del passato.»
 

Last modified: 6 May 2002 (Created: 6 May 2002)
Location: http://paris6969.altervista.org
Feedback: paris6969@altervista.org

Tutti i contenuti di paris6969.altervista.org sono proprietà dell'autore paris6969@altervista.org e sono protetti dalle leggi italiane ed internazionali relative ai diritti d'autore (copyright). Non possono essere utilizzati in tutto o in parte.

Piccolo corso di Italiano

In un recente viaggio presso il valoroso popolo alleato a quello italiano ho avuto modo di impossessarmi di un documento che prova che la fratellanza e comunanza di intenti il cui corso è reciproco.
Certo è singolare averne sottratto una copia nell'ufficio del responsabile amministrativo della filiale tedesca di una importante multinazionale... Ma sono contento di poter ricordare anche questo aspetto con l'auspicio che la mia professione mi renda ancora mille di queste piccole soddisfazioni.
cazzo i pulotti
tesoruccio
sono calda
FINE

Vivere da solo


Tanguy: andare a vivere da solo

/*SAP GUI: go to live as single*/  
vivere solo «Esiste un momento in cui si supera la linea d'ombra e ci si slancia nella luce. Eppure da quel momento la vita si sporca.. ed è un piacere vivere da solo
 

Last modified: 25 Feb 2002 (Created: 25 Feb 2002)
Location: http://paris6969.altervista.org
Feedback: paris6969@altervista.org

Tutti i contenuti di paris6969.altervista.org sono proprietà dell'autore paris6969@altervista.org e sono protetti dalle leggi italiane ed internazionali relative ai diritti d'autore (copyright). Non possono essere utilizzati in tutto o in parte.

Vivere da solo

Allo stato delle cose attuale non mi sento tuttora di vivere da single, ma confido di sentirmici tra poco.
Diciamo che mi sento di vivere da celibe o libero, un poco imbarazzato dalla definizione ora amministrativa ora semplicemente sciocca. Quindi non mi sento di definirmi single. Non ricordo perché di questa convinzione, ma risale all'inizio della mia esperienza in Ernesto.
Entrando in quella società, per la prima volta entravo in contatto con ragazzi generalmente più giovani, milanesi. Non credo che sia significativa nessuna delle due informazioni, se non la collocazione temporale e l'ambito lavorativo. Questi colleghi insomma erano laureati come me, e parecchi provenivano da città che non erano Milano. Quindi avevano dovuto volenti o nolenti provvedere ad una sistemazione per vivere fuori della famiglia, probabilmente già all'epoca dell'università. La mia vita all'epoca non si discosta molto da quell'attuale, dove compiuti da poco i 36 anni, sono 4 anni che continuo a vivere in trasferta. Questo vuol dire che durante la settimana vivo fuori della famiglia e un fine settimana su due lo passo da amici al lago.
Eppure sentivo un certo senso d'inferiorità per quel collega che si stirava da solo le camicie, che in fin dei conti tanto somigliava a quell'altra collega già moglie che era anch'ella giovane e simile a me. Simili ma tutti quanti con molta più autonomia... Ecco! Se proprio devo forzarmi nella ricerca di una definizione ecco cosa direi: Autonomia! Il single è autonomo, come per assurdo lo sono i membri di una famiglia.
Ricordo quella mattina di sabato che trovandomi prossimo a mia madre che stirava le camicie in cucina le chiesi candidamente di insegnarmi a fare altrettanto. Certo la richiesta nasceva proprio nei giorni in cui intervistavo colleghi e colleghe sulla cura delle camicie, tanto importanti per un consulente, in abito tutti i giorni. Era emerso quello che tutti gli stiratori di camicie sanno: ci vuole tempo e precisione, oppure bisogna stringere compromessi vari, quali la stiratura senza piegatura, la predilezione per tessuti autostiranti (che però sono sintetici e poi puzzano addosso). Insomma, per una camicia come dio comanda ci vogliono 10 minuti. 5 camicie richiedono già quasi un'ora, e se in casa le persone sono due l'ora si supera facilmente. Rabbrividisco pensando a quei miei amici che in casa loro si stiravano anche le calze e le mutande... Gli estremi si toccano. Oltre all'autonomia di nuovo la schiavitù!
Mia madre s'interruppe bruscamente, sollevò com'è conveniente il ferro dall'asse, spalancò gli occhi fissandomi: 'Ma le camicie te le stiro io!'.
Anche mia madre sa che solo i single si stirano le camicie.
Vivere in trasferta è comodo, specie se ciò avviene a 'piè di lista' e a meno di 100 km dalla casa materna. Ma non è essere single. Come sarebbe stata diversa la mia vita se il residence avesse avuto in dotazione una lavanderia a gettone, in stile anglosassone! Insomma a 36 anni ho fatto il salto. Cambio di sede lavorativa. Ora devo trovare una casa.
Non sono come Tanguy. Ho sempre vissuto fuori casa (senza essere come abbiamo visto, veramente single). Non ho patito la prima notte, e non ho cercato di tornare a casa.

Vivere da solo: La linea d'ombra

Lo stirare le camicie, come lo stirare in genere, è l'ultimo tabù. Ma in una ovvia sequenza logica mi manca ancora la lavatrice e il lavaggio in genere.
Sapete che sono passati due mesi e non ho ancora passato l'aspirapolvere una seconda volta? Anzi neanche una prima, visto che prendendo possesso della casa sono stato aiutato subito da amici che se ne assursero l'incombenza.

Vivere da solo: Ricerca della casa

L'obbiettivo era trovare la casa in 3 settimane. Senza avere mai cercato casa buona parte del tempo si è dispersa nella ricerca degli strumenti e delle regole che governano il mercato. In sintesi gli aspetti più salienti.
  • Le case le affittano le agenzie, i privati e gli amici.
  • Le agenzie vogliono da una a due mensilità.
  • I privati sono una incognita, possono rivelarsi molto poco professionali.
  • Gli amici anche di più.
  • Il costo è in ordine inverso rispetto quello con cui sono stati presentati.
  • I privato passano rapidamente la mano ad una agenzia se questa gli garantisce di poter condurre una contrattazione migliore.
  • Tutti gli annunci di privati si trovano sulla testata locale più letta. A Torino è Secondamano. Gli stessi annunci si trovano poi sulle altre testate.
  • Quando ricercano studenti vuol dire che vogliono applicare un contratto particolare, oppure che l'appartamento è in pessime condizioni.
  • Le agenzie che chiedono un canone di abbonamento per fornire gli elenchi di privati non possono fare meglio di quello che faresti te. Queste agenzie riempiono i giornali di annunci 'civetta', estremamente attraenti, tanto da risultare perfino ingenui. Ma fanno solo perdere tempo.
  • A molte targhe appese alle case non corrisponde alcun annuncio. Quindi vale la pena considerarle.
  • Si trovano le case anche chiedendo a quanti più conoscenti è possibile, o chiacchierando al bar.
  • Si può aggirare l'agenzia individuando lo stabile e chiedere al portinaio o ad un inquilino se conosce il privato.
  • L'annuncio sopravvaluta sempre il reale valore dell'appartamento. Indispensabile disprezzare, criticare e non dare mai la sicurezza che intendete chiudere l'affare.
  • Esistono altre spese oltre al canone mensile, anticipi, cauzioni, registrazione del contratto. Per esempio il costo del parcheggio, del cambio di intestatario dei contratti di luce, gas e telefono, immondizia. Le spese per il riscaldamento centralizzato e quelle condominiali.
  • Conviene chiarire come gestire le spese di tinteggiatura, ripristino di parti dell'appartamento eventualmente già danneggiate.
  • Valutare dell'appartamento se ci sono dei locali ciechi o con doppia aria, se c'è una porzione dedicata ad ingresso, lo stato d'uso degli elementi della cucina e della caldaia.

Vivere da solo: Esempi esemplari esemplificativi di contatti realmente avvenuti con privati.

Comune a tutti quanti è la raccolta di informazioni sulla mia situazione professionale e di residenza. Il proprietario è molto preoccupato di non portarsi in casa dei problemi anziché un inquilino. Le più aggressive e spudorate si sono rivelate le donne di una certa età.
A bruciapelo dopo aver parlato un poco dell'appartamento: -Ma lei è omosessuale?
-Nooooooo, ma che c'entra? ho una fidanzata a Qui (non badate a ciò che ho detto, al telefono ho sempre cercato di fare il ruffiano...)
-Vede: questa non è una casa di ricchi, ma un casa di signori. Non vogliamo extracomunitari, prostitute, gente strana, gente che fa rumore. Ha capito?
-Certo perfettamente. Anche a me piace la vita tranquilla a casa mia.
-Preferirei una ragazza. Per esempio quella a cui affitto attualmente si sta laureando in ingegneria ed ha il padre ricchissimo che vive in collina.
-Quando sarà disponibile?
-Tra 5 mesi, dopo la laurea.
-Accidenti, a me servirebbe subito.
-E allora mi ha fatto solo perdere tempo. Click.
Alla mia richiesta di indicazioni sulla posizione dell'appartamento:
-Via Nizza
Chiedo delucidazioni, perché la zona citata è tra le peggiori di Torino.
-Ma verso il centro o verso il Lingotto?
-All'inizio. -Le risposte sono stringate e chiaramente reticenti.
-Ma Porta Nuova? (il posto peggiore in assoluto: si tratta di portici di fronte alla stazione ferroviaria con prostitute bruttissime ad ogni ora, sfaccendati e brutti ceffi)
-Ma lei che vuole? Anche il numero civico? Lei chi è intanto? Telefona, fa domande, neanche si presenta...
Io cerco di rispondere con garbo senza far trasparire alcuna polemica, anche se è evidente che rispondendo ad un annuncio ero interessato all'appartamento.
-Ha ragione, mi chiamo...
In realtà la tizia non cessa un attimo di accusare.
-...ma come si permette, lei è un maleducato che si vuole insinuare... Click.
Il loft a pochi minuti da piazza castello si trattava in realtà di una mansarda in corso Emilia angolo corso Qui. Mi apre una ragazza di colore, di tipo Nigeriano ma dai lineamenti molto aggraziati. Sorride ed è gentile. Non sarebbe una brutta casa ...se non fosse in piena Porta Palazzo...
L'annuncio citava oltre al palazzo signorile, e ad altre esclusivissime caratteristiche il riscaldamento autonomo.
-Lei è quello che lavora in fiat?
Evidentemente le era rimasto impresso.
-Le avevo detto che non c'è l'ascensore?
Io non ci stavo badando, ma in effetti la salita cominciava ad affaticarmi.
-Eccola.
La signora ha una certa età, ha una borsa della spesa da supermercato. L'appartamento è fatto da una cucina abitabile e subito dopo una stanza con divano letto singolo. Io faccio finta di interessarmi, ma il posto è desolante e i mobili in laminato bianco contribuiscono a insquallidire l'ambiente.
-Riscaldamento autonomo...
L'avevo notata la stufetta elettrica tra le due stanze, ma non mi sarei mai immaginato che... La signora l'aveva indicata con tale noncuranza che non poteva non essere una tecnica maliziosa. La lascio ancora un poco decantare il pregio del suo alloggio poi chiedo conferma: -ma è quello il riscaldamento autonomo?
Le dico che non sono interessato, perché avrei voluto trovare qualcosa più in centro.
Mi riaccompagna giù in strada. Incrociamo al piano terra due signori che lei liquida rapidamente.
-Vede ingegnere, quello era il suo datore di lavoro che voleva fornire garanzie per l'affitto dell'appartamento. Ma mica si può darlo al primo che capita!
In Vittorio Emanuele pare ci siano solo monolocali per studenti. Direi anzi studenti del politecnico. Un monolocale per studente del politecnico è composto da una mansarda quadrata e basta. Un cessetto un frigorifetto un tavolinetto un lettetto. Vi si accede tramite un corridoio con camere numerate. Credo che sia un vero e proprio allevamento, anzi un MBA visto la cifra che mi chiedono.
Semplice contatto telefonico:
- Ma lei è da solo? Ah, si, le basta, perché se foste in due non andrebbe bene.. quanti metri? Nooo, menooo, la metà, meno.. 15 metri...

Vissuto in maniera commossa invece la vecchia che cercava '3 ragazze di buona reputazione'. Ha accettato subito invece l'appuntamento con me. Tre ragazze da infilarle a martellate nel bilocale di corso Marconi. E' stato sta esperienza che mi ha convinto di non forzare la mano... se cercava 3 ragazze è perché ce ne volevano 3.
-appartamento venduto ad agenzia di c.so sommelier
Famiglia insegnanti signorile affitta camera arredata, non indipendente, a ingegnere, no cucina, no fumatore. referenze controllabili.
FINE