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Beleza!


Beleza!

/*Cool!*/  
«Tornare ed essere al centro dell'attenzione, pure di ragazze del Brasile che sorprendono ancora, nonostante gli anni...»
 

Last modified: Aug 9, 2006 (Created: Jun 23, 2006)
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GIUGNO

Primo rientro e interviste

Al mio rientro cerco a tutti i costi la normalità. Quella che per me è la normalità. Quella che era. Quella che vorrei fosse. Inizio la mattina con un emozionante atterraggio alle 7, in discesa lenta, quasi a volo radente sulle mie risaie, regolari, verdi e acquitrinose. Mortara, Vigevano, Novara paesi e città familiari. Disinbarco rapido per i passeggeri UE. Perdo più tempo ad aiutare una collega a recuperare il bagaglio: un delicatissimo birimbao acquistato a Rio, che doveva essere imbarcato a mano e invece finito in stiva senza aver tempo di avvantaggiarsi della plastificazione. Altro contrattempo da citare relativo ai bagagli è il gocciolamento della valigia. Ingenuamente da principio penso si tratti di condensa, invece, annusando quel liquido, concludo che si tratta della bottiglia rotta di saché, sparso completamente sul fondo della valigia. Alle 7.30 baciavo il suolo natio oltre la dogana.
Il jet-lag derivante dal volo verso est è più facile da assorbire. Non è differente da una notte quasi completamente in bianco: nessuno se ne è mai lamentato.
La mattina è dedicata a smantellare la valigia, super-compressa e super-ottimizzata in quanto troppo piccola per i regali che mi ero portato a casa: maglie varie del brasile, sigarette di mais, bigiotterie hippy, gadget da torcida mundial.
Verifica delle novità accadute su internet durante le 20 ore del viaggio. Boccata di "aria di casa mia" nel centro commerciale cittadino dove non resisto all'acquisto compulsivo di olio da regalare ai brasiliani che in cuor mio spero di non rivedere più... Pranzo a casa coi miei.

Il mio piano di recupero del fuso orario mi permette dopo pranzo una pennichella di non più di un'ora. Da French per gli ultimi film.
Sabato sera al lago per riprendere le sane abitudini con grigliata e festeggiamento di un compleanno. E qui comincia la parte più caratteristica del rientro: le domande insistenti, più che sul viaggio, su quante me ne sia scopate, oppure più confidenzialmente su come ci si debba comportare per scoparsele tutte.
Non riesco a giustificarmi con nessuno: -Sei l'unico che è andato in Brasile e che non ha scopato!
Abbandono il lago il giorno dopo, coperto di ignominia. Pranzo domenicale coi miei. Internet e gita a Bielmonte. La sera a Borgomanero da Beppe, già alla ricerca di un mestiere alternativo lontano dalle spiagge del Brasile (ancora di più da quanto lo siano da Belo Horizonte).
Martedì in ufficio il disonore viene nuovamente rievocato coi soliti toni spavaldi di chi non ne potrebbe fare a meno di scopare in Brasile.

Ma da quando il Brasile è così famoso per la disponibilità delle sue donne? Sarà una questione generazionale, ma io sono cresciuto nel mito delle bionde svedesi, o delle francesine. Del Brasile avevo solo in mente il movimento del sedere nella samba e la gamba lunga delle mulatte, o dei travestiti dei viali di Milano. E poi delle Walkirie o delle Lou-lou non si diceva semplicemente che te le saresti scopate, ma che loro, incredibilmente emancipate e intraprendenti sarebbero venute a loro cercare te.
Come raccontare che anche in Brasile, a parte che con le mignotte, si corteggia come nel resto del mondo, che alle ragazze indipendenti economicamente piace sentirsi lusingate per quello che vogliono essere... Il Brasile infondo è una potenza industriale, e la parte di popolazione che partecipa attivamente alla sua vita economica non può che assomigliare a quella dei paesi industrializzati di tutto il mondo.
Interessante è che in definitiva, solo una collega ha notato ad alta voce quanto sia singolare questo dare per scontata una cosa non vera, almeno non generalizzabile, che per affermarla richiede di fare qualche ipotesi restrittiva. Altre ragazze lo hanno ammesso in confidenza, quando esplicitamente interrogate sull'argomento. Altre ancora si comportano come maschi, consegnando tutta la questione alla natura ferina del selvaggio sudamericano, uomo che donna che sia.
A parte tutte queste amenità il mio problema non era essere tanto l'essere canzonato italicamente sulle mie virtù sessuali, quanto il riuscire a non tornare stabilmente in questo paradiso che è l'Italia.

FINE