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Giro della Corsica

Vendetta

/*Revenge*/  
corsica giro «Giro in tondo del piede, sopra con la macchina, ben bene con le gomme vecchie da cambiare a nessuno fanno male in Corsica
 

Last modified: Jun 10, 2004 (Created: Jun 10, 2004)
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Astare da Qui ha fatto il Giro della Corsica in macchina. La tenda a bordo serve solo per non essere arrestati per vagabondaggio.

Giro della Corsica: 20.06.04

Inizio del Giro: Traghetto all'andata

Mi chiedevo se esiste una lingua, un luogo, dove ci si riferisce a testicoli con un sostantivo al singolare. Il mio amico avanza il caso di un popolo che ha effettivamente una palla sola. Divago dalle questioni puramente linguistiche, ricordandomi che nelle ultime elezioni europee è stato eletto il più chiassoso dei no-global. Ritorno nel luogo linguisticamente individuato ricordando che c'è stata poi una vigorosa protesta contro il tentativo di una multinazionale di diffondere l'uso presso quel popolo di mutande standard, ovvero mutande ad uso di coloro che parlano dei propri testicoli riferendoglisi al plurale. I no-global hanno censurato l'accaduto e organizzato plateali azioni di protesta per il tentativo di soffocare l'economia locale basata sull'industria delle mutande mono-palla. È solo una esigenza della globalizzazione uniformare le mutande tra chi di palle ne ha una e chi ne ha due.
Dalla nave ancorata nel porto si vede il forte la cui visita é fallita questo natale. Quante strade non portano più da nessuna parte, e quanti luoghi non sono più raggiunti da alcuna strada?
Progetto di rimanere sul ponte per tutta la traversata. Si alza un vento bestiale, tanto ché le sedie sdraio in alluminio messe a disposizione dei passeggeri si gonfiano come vele e scivolano fino al parapetto. Ma il vento in mezzo al mare come si origina? Se è vero che i moti convettivi si originano solo dove l'aria si può riscaldare, dove avviene ciò in mezzo al mare?
È un vento privo di sabbia o polvere, che fa strillare eccitati i bambini. Gli schizzi prodotti dai fendenti della prora fan strillare i genitori che riportano i bambini sottocoperta facendoli strillare nuovamente.
Riempio i polmoni con quest'aria senza polvere dei cantieri della nuova metropolitana. Proveniendo da 3 metri sotto il piano stradale è senz'altro polvere antica, romana, glagolitica, antestorica. Potrebbe avere devitalizzati virus o spore che nel mio corpo si rianimeranno.
Il vento arriva da tutte le direzioni, ma raffredda solo il mio lato sinistro. Mi metto la borsa dei libri accanto come riparo.
Mi addormento. È appena l'inizio del giro, e faccio sogni confusi, popolato di colleghi e clienti. Un enorme gavettone improvviso mi riporta sulla prua del traghetto. La prima cosa che vedo sono altri passeggeri marci d'acqua che si guardano l'un l'altro ridendo. A due ore dal porto il mare si è ingrandito e io mi sono ustionato la faccia e infradiciato i vestiti. Ma ho svuotato i polmoni di spore e virus essiccati.
Torno sottocoperta, ma li sotto è un'altra cosa: confusioni, rumori, profumi, e il freddo dell'aria condizionata... A proposito: un cane accompagnato da due ragazzini ha cacato e un passeggero convinto che certe cose non possano accadere a bordo di un traghetto di linea ci è scivolato sopra. Mi devo spostare. Rifletto sul fatto che sinché la menda di cane non fu spalmata sulla moquette l'odore non era cosi acre e intenso. Rifletto pure sul fatto che si è trattato della menda di cane più puzzolente della mia vita. Quindi se vendessero la merda di cane in barattolo non sarebbe possibile stabilirne l'odore finché non ne venisse spalmata una fetta sul pane.
Per venire in giro in Corsica, consiglio di verificare la migliore offerta direttamente sui siti della Moby e della Corsica Ferries, molte offerte sono accessibili solo in questo modo. Non esistono ad oggi siti in grado di ottimizzare piani di viaggio e tariffe per i traghetti.
All'altoparlante ripetono insistentemente che la mensa è attiva, che la pizza dello chef è pronta, di aver cura dei bambini e dei cani, e di non lasciare nelle cabine oggetti e sulle moquette merde di cane.

Calvi

Di Calvi iniziamo ad esplorare i dintorni nord. La guida propone il giro della Balagna, sono località ventose, con poca ombra, con vigneti e oliveti in quantità.
Ad Algajola incontriamo dei surfisti intimiditi dalla potenza delle onde di questa domenica dal mare agitato.
Analisi del menu corso messo a disposizione: 20 euro. Viene offerto mediamente il tagliere di salumi, zuppa, lasagne, formaggio.
Dormito a Sant'Antonino sotto un albero vista mare. Il mattino dopo un branco di capre ci circonda, rendendo problematico l'espletamento dell'evacuazione mattutina.
Ma nel resto della gita dovemmo renderci conto di che 'coup du cul' fu trovare tanta ombra a Sant'Antonino.

Giro della Corsica: 21.06

Calvi è graziosa, e tutte le strade conducono alla rocca. La nostra è passata per il supermercato e il panettiere per permettere di farci acquisire un petit déjeuner complet.
La rocca è molto pittoresca e al suo acme fornisce il raggiungimento del Tao Café e di una splendida vista sul golfo.
Troviamo l'ennesima casa natale di Cristoforo Colombo. Ormai ne ho trovate in tutta Italia e non solo. Sulla particolarità dei luoghi natali del grande navigatore ho indagato. Pare che esistesse una clausola ereditaria secondo la quale all'estinzione della linea ereditaria principale dovesse essere interessata la più prossima. A questo appello alla fine del 500 rispose praticamente chiunque nel mondo avesse citato Colombo nel cognome.
Ripartiamo per le pinete a nord, ma subito usciti dal parcheggio inizia una coda di automobili. Svolto verso sud. Da qui si origina la nostra scelta di effettuare il Randonnée della Corsica in senso antiorario.
Percorriamo chilometri di macchia mediterranea costituita di arbusti alti un metro, scogliere a strapiombo, mare splendido a chiazze di diversa intensità di blu e assenza totale di ombra.

Galéria

Finalmente, a Galéria una spiaggia con qualche albero... da condividere con vacche e torelli.. ma che ci fanno le mucche sulla spiaggia? Non c'è nulla da brucare per esempio. Che siano affascinate dai cavalloni del mare? Sino ad ora avevo notato la loro predilezione per la prossimità di una ferrovia. Ma come fanno a perdere tutto sto tempo senza mangiare l'erba, che per quanto profumata possa essere rimane decisamente poco nutriente. Come fanno con la loro stazza a rimanere sotto un sole meridiano fortissimo al quale personalmente non riesco a resistere?

L'industria delle pietre del fiume Fangu: costruirle è il meno...

Osservo che la piccola radura al fresco che occupiamo alla foce del Fangu è ricca di ciottoli colorati e lavati. Mi ricordano oggetti già visti sulle bancarelle o nei negozi di bigiotteria, lappati, forati e corredati di laccio in cuoio. Sono pietre di materiale tenero, ricco di inclusioni di materiale variamente colorato. Una sorta di fagioli borlotti variopinti. Il fiume li ha dolcemente burattati senza frantumarli o scheggiarli come fa invece il mare. Immagino inizialmente di venderli a 5 euro ciascuno. Calcolo di metterci 1 minuto per levigarli, 1 minuto per forarli, 1 minuto per passarvi il laccio, e abbondo per arrotondare con sicurezza il calcolo. In questo modo in 8 ore arrivo a produrne 60*8/3=160. Vendendoli viene 160*5=800 euro. Non so però quante mole e punte di trapano siano necessarie.
Ma la cosa che mi spaventa è vendere 160 di questi mirabolanti gioielli, giornalmente!!! Una rete commerciale richiederebbe che gli si riconosca almeno il 50% del valore! D'altra parte accrescere il prezzo di vendita non è possibile, trattandosi fondamentalmente di bigiotteria, anche se del fiume Fangu.
Concludo che mi conviene divenire fornitore della materia prima necessaria alla produzione, che poi sono i fagioli del fiume Fangu. Ma non è ancora una attività conveniente se penso di dover venire fino in Corsica per ogni nuovo approvvigionamento. La convenienza, per me, è nella sinergia circostanziata della mia presenza in Corsica spesata completamente dalle ferie. Insomma riempio un sacchetto e lo metto sul fondo della macchina, sperando che nessun corso invidioso me le porti via.

Le Bestie di Sapana o i Sappisti di Sapana

Sono una setta di consulenti, la cui volontà è sempre rivolta al volere di Sapana. Il committente a volte constata che il lavoro richiesto è stato condotto bene, a volte condotto male, ma mai potrà comprendere che il risultato è raggiunto per volere di Sapana. I suoi adepti hanno l'aspetto di 'comuni' consulenti.

La strada coi denti di squalo per Porto

La litoranea diventa rapidamente ostica. La doppiezza delle carreggiate è illusoria. Del panorama è rassicurante goderne solo dalle piazzole di sosta, perché durante il moto della barca oltre la strada è solo baratro sulle scogliere. Cogliamo i minuti del tramonto su queste rocce rosse e i golfi ampi che la foschia ben distingue gli uni e gli altri in uno spettacolo mai stucchevole.

Giro della Corsica: 22.06

Referendum

Il referendum europeo per i nomi pubblici. Voterò 'bombero', ma anche 'plongeur': stasera grande spettacolo, 'plongeur sexuel' vs. 'bombero sexual', lo scontro tra due nuovi super eroi.

Piana

Come riconoscere i bar che ti fregano. Intanto non espongono i prezzi, e poi vendono equivalentemente il cornetto e il mottarello a 3 euro.
Poi c'è le bulongerie che non esponendo i prezzi, può venderti le brioches di sfoglia industriale a 1 euro.
Colgo l'occasione per ricordarvi le regole del fast-turism: tutto ciò che costa non è interessante da vedere, tutto ciò che costa più della media dei negozi della tua città tanto vale comprarla al ritorno. La doccia che costa non è di acqua pulita. Dormire in macchina non costa nulla.
Cosa comprare a Piana? I coltelli vendetta o i Napoleone sotto la neve o i Pasquale Paoli detto Pascal.

Fighera al 16%

La spiaggia è rocciosa. Le rocce si raggiungono o volando o tramite la strada mono-carreggiata con pendenza 16%.
Mi adagio.
Arriva un cane coi padroni. non è un molosside e non ha il collare puntato. Mi si rivolta improvvisamente contro. Non credo di stare particolarmente antipatico ai cani, ma l'omone che lo accompagna lo richiama. La spiaggia di Fighera è molto fighera anche se difficile raggiungere come la fighera in genere. Il mio socio si pone al sole. Per raggiungerlo mi accorgo che la spiaggia è di ghiaia di vari calibri. Il mio piede è compatibile con quelli inferiori ai 3 cm. Quelli col cane si muovono in esplorazione col cane. Li vedo muoversi sul bagnasciuga dalla parte assolata, che è quella in cui mi trovo, a quella rocciosa e in ombra, quella dove ho sistemato la roba. La roba è elettronica: un palmare, una macchina fotografica e due cellulari: sembra il point of presence di un marocchino.
Il cane punta alla mia roba. Sapete come fanno i cani, sopratutto se maschi e in un nuovo territorio. Temo voglia marchiarmi l'asciugamano e tutto il resto. Il cane sa che quando prende certe iniziative molto discutibili viene spesso punito, a allora si limita a guardare voglioso le novità. Sono pronto a prendere iniziative autonome in merito, quando lui prende a sua volta l'iniziativa di avvicinarsi. Ma il padrone è più bravo di me e lo volge altrove con un ordine secco.
Riprendo a guardare il mare; si potesse non tornare più in ufficio... certo che si potrebbe! Dando via il culo! Avendo una opportuna guida di indirizzi certi per tutto il mondo, si potrebbe fare il turista a vita. Scriverò un libro su questo soggetto, in stile on the road e poi lo presento al Maurizio Stocanzo Show. Tanto ci vanno già in tanti on the road, come quella adolescente che si i dà i colpi di spazzola prima di andare a letto.. chilometri on the road non percorsi con i piedi, ma col proprio organo replicativo. Ed ecco a voi l'ingegnere scrittore, come Vacca e DeCrescenzo. Eh, no! Certo sono un ingegnere, ma prima di tutto un consulente! Quello di fare il turista facendo il ruffiano è già la pura e inquietante attualità.
Ora arrivano anche degli stranieri, che si dirigono anche loro verso la parte rocciosa... Mi preoccupano: saranno mica loro che orineranno sulla mia roba?
Evitiamo una variante consigliata dalla guida per raggiungere un paese nell'entroterra: dista 50 km, ma significano una variante di almeno 2 ore lungo queste strade che non permettono l'incrocio di due scooter.

Giro della Corsica: 23.06

Cargèse

Paese greco, due chiese che si fronteggiano e tanti fichi. Nella chiesa ortodossa, sotto forma di icone il riassunto delle vicissitudini dei greci in Corsica.

Ajaccio

Memoriale del nano col cappello a 2 punte. È un ritrovo per cani e padroni. Un enorme spiazzo con panchine, mucchi di sabbia e alberi. Il nano che compare più volte in Corsica nei più diversi atteggiamenti, ha inventato per esempio la Légion d'Honneur che ha inaugurato attribuendo la prima a se stesso.

Porto Pollo

Direttamente da Monkey Island. Si raggiunge per caso sbagliando strada e percorrendo le foreste di alberi alti ben due metri. Troviamo insistenti e ripetute indicazioni per gli cavi archeologici di Filitosa che non vogliamo invece raggiungere. Si tratta di quelli a pagamento s'intende. Basta aver pazienza e troviamo pure i menir da vedere gratis. Sono le solite pietre che si incontrano in ogni viaggio europeo, dalla danimarca alla cornovaglia, alla sicilia.

Sartène

Il paese corso più corso col gelato del continente più caro.
Arroccato sulla montagna si direbbe popolato da veri montanari piuttosto che pastori-viticoltori-pescatori. Le case sono completamente grigie e in pietra. Qualche episodio floreale e molti turisti nella piazza principale. Ma in pratica mi soffermo in questo paese a cercare aspetti positivi per puro ozio estivo.

Bonifacio

Bonifacio è invece il più bello assai dei paesi di Corsica... Forse non sarà corso...
Si parte in notturna dall'alto, dalle mura fortificate. Poi si scende lievemente per il resto della città alta. Visioni bellissime dall'alto del porto naturale, una vera e propria insenatura che si dirama in porti più piccoli e sempre più esclusivi. Da lassù si vedono anche i faraglioni chiarissimi sotto la luna. Questi paesaggi sono il piatto forte del luogo. I ristoranti che espongono menù turistici da 65 ¬ espongono pure i piatti da 31cm di diametro che vorrei trovare a mezzo euro ciascuno.
Nella visita dall'alto bisogna evitare l'errore di perdere troppo potenziale lungo la lunga scalinata che conduce al porto.
Carissima; il pittoresco ha quindi un prezzo? Abbandoniamo la città alla notte più fonda.

Giro della Corsica: 24.06

La Trinité

L'uomo è tra i pochi animali che non riescono a leccarsi il culo. I gatti ci riescono benissimo. Seguo un gatto alla Trinité. Si infila dietro un cancello che ripara una grotta modello apparizione di Lourdes. Si ferma accovacciato rivolto alla modonna come per pregarla.

Faraglioni di sabbia

Torniamo a Bonifacio per la visita ai faraglioni di sabbia.
Tutti i parcheggi sono a pagamento. Tutti. Parcheggi assolati in ampi spazi senza fontane o gabinetti. Tornando verso la statale principale che riporta a nord, nella caratteristica strettoia tra manifestazioni carsiche, individuiamo un parcheggio di fronte al panettiere. Navicella dice che siamo a 1200m dalla nostra meta.
A posteriori vi suggeriamo un altro espediente per evitare il balzello: parcheggiate al faro, e poi percorrete le falesie che comunque dovete visitare verso Bonifacio.

La spiaggia di Palombaggia

Bella pineta. Molta gente. Il primo Pan bagnà di questa gita. Segno che siamo prossimi ad un turismo più popolare. Il mare è sempre splendido e sabbioso.

Portovecchio

La cittadina è ridente, si svolgono attività consuete senza ostentare troppo il carattere turistico del luogo. Addirittura troviamo l'unico kebab dell'intera gita. Visitate le mura, porte e bastioni. Prezzi onesti e continentali. La voto come terza città da vedere, dopo Bonifacio e Calvi.

Castello di Arrago

Verificate le vostre informazioni sui resti megalitici di arragu. in questo paese c'è solo il castello. In quello vicino: torre e i resti sono nel paese. Il castello invece è almeno 200m di dislivello.. una faticaccia sconsigliabile nel meriggio e prima di andare a dormire, come è accaduto a noi.
Ma chi erano i megalitici? i Meganoidi erano i cattivacci simpaticoni nemici di Daitarn III. Mengacci è quello di Rete 4. Ma i megalitici????
Il 'Megalitismo': ma che cosa significa megalitico? Megalitico è aggettivo meramente strutturale ed equivale a 'edificato con grandi pietre'.
Strutture megalitiche formano un eterogeneo gruppo di monumenti rituali e cultuali a cavallo di preistoria e protostoria europea. Rientrano nelle strutture megalitiche:

  • Menhir (pietre in forma di parallelepipedi allungati, talora di altezza smisurata, conficcarti nel suolo);
  • Alignment (allineamenti di vari menhir);
  • Circoli di pietre;
  • alcuni Henge;
  • numerosi esempi di Tomba a Camera magari dolmeniche;
  • Mura Ciclopiche, ecc...

Premettendo che il 'Sistema delle Età di Thomsen' va inteso quale indicatore di stadi di sviluppo e non di datazioni, è possibile collocare il fenomeno del megalitismo europeo nel IV millennio a.c. (e più?), nel Neolitico per la maggior parte delle aree europee (ivi compreso l'arcipelago maltese), mentre la realtà megalitica pugliese è posteriore e tutta nel Bronzo.

Giro della Corsica: 25.06

Corte

A parte Paoli, di cosa c'è da parlare di questa città? Visitiamo la parte alta con la cittadella e ritroviamo il cupo carattere corso. Personalmente a me non piace neppure questo episodio.
Vi rimando nel seguito al paragrafo sulla Scala di Santa Regina.

Radio corse


  • Radioblu (toscana): gocce di mamma, per rinfrescare il culino e il pisellino del tu bambino
  • Radio Maria (globale).
  • Radio 1 e Radio 2.
  • Qualche radio effettivamente corsa. Si parla una specie di genovese e si canta in quel idioma delle canzoni tristissime.

Bastia-che-disordine

Entriamo in città dall'area industriale praticando delle deboli code. La guida suggerisce di visitare la cittadella e il porto vecchio che sono proprio dal nostro lato.
Come Ajaccio, questa parte della città più popolare, è approssimativa. Piccoli cantieri ovunque, residui degli stessi abbandonati, cavi svolazzanti lungo le pareti delle case, motorini scoreggianti e motorini smontati lasciati arrugginire. Poi palazzoni con biancheria a stendere e palazzine basse che si intersecano disordinatamente lungo i muri, i tetti, i balconi. Due automobilisti litigano per i danni di un incidente tra macchine già bollate e una decina di oziosi rimangono a godersi lo spettacolo.

Giro della Corsica: 26.06

Cap corse

Percorriamo il periplo in senso antiorario. Panorama carino. Raggiungiamo il punto più a nord percorribile in auto. Forse si vede l'Elba. Si tratta di Macinaggio con un bel porto turistico ed una ottima boulangerie.
Rogliano: bel panorama.
Canari: spiaggia gelata sotto il sole. Basta infilarsi all'ombra della pineta e pare di essere tornati in primavera.
Ogliastro: stabilimento abbandonato. Stabilimento di cosa? La presenza sua presenza è inquietante.
Nonza: Il più bello dei paesi di Cap Corse.
Colle di Teghime: ci riporta a Bastia ci fa godere un bello spettacolo dello Stagno di Biguglia. Teppisti in motoretta scureggiante sberleffeggiano un autista di pulmann dopo averlo sorpassato lentamente noncuranti della lunga permanenza contromano.

Bastia-che-ordine

Bastia viene attraversata alla velocità della luce. La parte centrale non è molto differente da altre città marinare. Lungo il percorso svolto al livello dei moli sono collocate delle classiche rotonde alla francese, le corsie sono due: sulla destra si accede alle rotonde per permettere di abbandonare la direttrice principale, a sinistra si accede ad un sottopasso che esclude l'obbligo di precedenza per accedere alla rotonda con una semplicità commovente. Immagino i corsi principali di Torino attraversati nella medesima maniera...

Giro della Corsica: 27.06

Scala di Santa Regina

Mi era dispiaciuto saltarla dopo la visita a Corte: la guida la sostiene con parole insolite e carica di entusiasmo: indispensabile farle visita. Ma la voglia del fresco delle rive del mare, la delusione per la visita a Corte, ci suggerì diversamente.
La guida dell'84 sostiene che sia assolutamente indispensabile vederla. Pare che la strada distrettuale la incroci e la cartina riporta il punto preciso, 5km prima del paese di Calacuccia. Nulla da fare. Andata e ritorno compiuti ai 20 all'ora prima col naso in giù nella gola e poi a naso in su sugli aspri pendii, ma di una 'cascata dai toni verdi' nessuna traccia. Della scalinata vediamo solo il cartello crivellato da una rosa di pallini da caccia.
Una migliore versione e più credibile del sito è la seguente:
'Si esce da Corte diretti al ponte di Castirla (12km). S'imbocca a sinistra la D84 del Nebbio, che sposa subito le fantasiose formazioni rocciose prima d'imboccare (17km) le selvagge gole della Scala di Santa Regina. Il nome Scala deriva dall'antico tracciato della mulattiera, intagliata come scala nella roccia, che fino al 1889 costituiva l'unica via di collegamento tra Nebbio e Cortenese (il tracciato è ancora visibile dalla strada). L'arteria tagliata nel duro granito è tortuosa e inquietante, con pochi slarghi sotto volte di caverne naturali ove lasciare l'auto per guardare dal parapetto il Golo che si frantuma contro drappeggi di roccia'.

Calvi-pineta

Spiaggia vicino alla ferrovia sotto un'ampia pineta. A parte la pittoresca spiaggia di Fighera, Calvi vince per l'accoglienza delle proprie spiagge ombreggiate e sabbiose.
Una enorme nave da crociera sta scambiando con la città viveri per croceristi. È veramente immensa, conto più di 6 ponti turistici. Se tutti stessero cagando produrrebbero molti più rifiuti di una cittadina di pescatori. Oltretutto non sono pescatori, ma gitati 'all-inclused' che pertanto mangiano e bevono come delle bestie.

Fine del giro: Ad aspettare il traghetto sotto il sole

Due turiste come noi, bevono acqua multinazionale, multipubblicizzata, ricca di multiproprietà oltre a quella di essere acqua. Noi abbiamo addosso tanta polvere, loro addosso hanno il bracciale colorato di un villaggio turistico.
FINE

Capo Nord


Capo Nord 2003

/*Nordkapp 2003*/  
capo nord nordkapp «..solo che per avere la soddisfazione di fare una vacanza dormendo in macchina, nessuno potrebbe chiedermi i soldi di un albergo, che a Capo Nord non esistono.»
 

Last modified: Sep 06, 2003 (Created: Aug 9, 2003)
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Capo Nord: Knivskjelodden


Knivskjelodden h.24 - Astare Knivskjelodden h.24 - Paolo
Sapete quanto costa arrivare al parallelo 71°10'20"?
Circa 40 EUR.
Allora perché non salire più su? Al parallelo 71°11'08"?
Per 20 EUR in meno!
A Capo Nord allora niente Nordkapp, bensì Knivskjelodden! Nordkapp è qual posto dove ti chiedono i soldi per lasciarti fare qualche foto in un posto che non è il capo nord del continente. Attrezzatevi per una breve escursione quelche chilometro più a sinistra di Nordkapp.
Knivskjelodden

Capo Nord: Il percorso

il percorso scandinavo

Capo Nord: Magerøy

Knivskjelodden Per giungere a Capo Nord è necessario giungere sull'isola Magerøy. Il tunnel per l'isola di Magerøy affonda sotto mare subito, dopo una strettoia la cui funzioan non è stata ben chiarita. Sono due lastre di acciaio che creano una sorta di portale il cui accesso è regolato da un semaforo. Venendo dalla terraferma si incontra subito dopo l'ingresso la nebbia. Credevo fosse fumo, invece è proprio il frutto della condensazione dell'umidità dell'aria. Si tratta dell'aria dell'isola. Aggiungiamo qualche elemento indispensabile per comprendere perché proprio all'ingresso di terra ferma si debba ritrovare le condizioni climatiche care a noi della pianura padana.
Continuando a scendere molto ripidamente, a malincuore mi tocca frenare, la nebbia si dirada e giunti sul fondo si ode il rumore si un'auto in fase di sorpasso. Ma non vi è alcuna macchina oltre alla nostra. È Doppler e dei grossi ventilatori che producono quel rumore WWWwwwooamm... passandoci sotto. Poi inizia l'erta di pari inclinazione e lunghezza della discesa. All'uscita niente nebbia ma bisogna pagare comunque l'esoso pedaggio norvegese.
Quindi l'aria viene spinta solo nella parte più bassa del tunnel, ovviamente sempre in una sola direzione. Viene spinta da la sotto perché le pareti in roccia sono più fredde e con ciò lo è pure l'aria. In quelle condizioni è più facile da ventilare perché a maggior densità. L'energica azione dei ventilatori ne provocano la compressione localizzata e quindi il riscaldamento. In prossimità dell'uscita l'aria si può espandere e raffreddare oltremodo per la presenza delle rocce fredde. La concomitanza delle due circostanze ne determinano la condensazione.

Capo Nord: Eden

Notte molto gradevole. Ben 8 ore di sonno. Solo la mousse di moose mi ha provocato contrattempi facilmente risolti.
Questo è un paese fantastico. Come nell'Eden l'uomo si nutriva dei frutti degli alberi e di ciò che Dio gli metteva gratuitamente (?) a disposizione, così qui verso il capo nord la corrente elettrica è messa a disposizione dai rami di linee predisposte nei parcheggi e nei piazzali delle aziende o dei condomini. L'unico problema è che non tutti li dimenticano accesi o con la serratura aperta... per esempio quelli di stamani erano con la serratura, ma alcuni avevano una spina inserita per alimentare qualche carico nascosto al di là di una staccionata. È stato apparentemente facile sostituirgli la spina del mio portatile, solo che estraendola con troppa veemenza lo sportellino dotato di molla si è richiuso facendo scattare il blocco. Il secondo tentativo fu un intervento più preciso potendo sfruttare l'esperienza appena pregressa. Spero solo che all'altro capo della spina staccata non ci fosse il polmone d'acciaio del nonno di un norvegese.
Il vero Eden però provvederebbe anche ad Internet, RJ45, TCP/IP, DHCP.
Approfitto dell'abbondanza del momento per fare reboot alla macchina, che durante il viaggio tengo sempre in 'sospensione' per non scaricare inutilmente la batteria con lunghi e penosi avviamenti.
Ah! Dimenticavo, ho rubato anche un vassoio alla MacDonald destinato nel nuovo utilizzo a fornirmi il supporto per mangiare molto più fast e molto peggio che nell'azienda sponsorizzata in rilievo sulla sua superficie superiore. Ho rubato altro alla multinazionale i cui hamburger preferisco nettamente a quelli di BurgerKing, è lo zucchero, ma non per me ma per il mo amico. Nello stessa occasione ho chiesto educatamente ai commessi se potevo ricaricare la batteria del telefonino.

Capo Nord: Aurora boreale

dalsnibba Nella notte siamo saliti sulla strada che permette di superare i 450 m per raggiungere un punto di vista sbigottente sul fiordo di Geiranger. La strada è a pagamento. Ma la notte sull'altopiano ormai è fonda. Passiamo senza curanza del vincolo, credo si dica pure 'fare i portoghesi'. La strada è ripida, stretta e sterrata. E non si vede nulla oltre il ciglio esterno che è paurosamente a spiovente. Ovvero, la strada non è piatta ma è quasi la superficie di un cilindro, e spostandosi sul bordo esterno sembra di dover scivolare giù. Considerando che la strada è esplicitamente aperta alle corriere, mi chiedo che impressione possano averne i passeggeri quando due di quei bestioni si incrociano, costringendoli ad allargarsi al limite della carreggiata. In cima è poco più chiaro che alla sua base. Al di sotto di 1450 m, sul fiordo, ci sono dense nuvole dalla quale emerge l'illuminazione del porticciolo. La vista è ottima sulle montagne circostanti. Tento qualche foto.
La discesa non è più spedita. Il GPS di Navicella segnala la lenta discesa. Ricomincia la strada principale, appena più agevole di quella per Dalsnibba, con solo il 9% di pendenza.
Ed ecco al centro di un profondo tornante apparire una strana nuvola. Sembra un nastro bianchiccio appeso al cielo con dei filamenti finissimi, illuminato non dalla luna, nè dal tramonto... è aurora boreale!
Per la cronaca. La cima del Dalsnibba viene suggerita dalla LonelyPlanet. Guida estremamente incostante nella qualità dei suggerimenti logistici e turistici.
Ciatiamo per esempio la presenza della chiesa in legno più grande della norvegia ((???) alta 2 centimetri di più della media delle chiese in legno di tutta la scandinavia) e l'assenza delle batterie costiere da 40 millimetri a difesa del porto di Narvik con incredibile vista sulle Lofoten (!!!).

Capo Nord: Surströmming

surströmming L'odore del fondo di una barca, di uno di quegli ammassi d'alghe, reti di cozze e gusci, di sabbia e conchiglie. Il sapore è... ve lo dico alla fine così arriverete almeno al fondo del brano.
Mi coccolo per un poco il barattolo. Questo barattolo è l'idea che accarezzavo in ufficio mentre organizzavo la gita, mentre risalivo l'Europa per Svizzera e Germania, mentre varcavo la soglia di ogni ICA di Svezia fino a quello benedetto di Göteborg.
Giocherello con birra e Wasa per fare abboccare lo stomaco allo scherzo tremendo che gli sto preparando. Il mio socio come ha promesso ha pure mantenuto di non occuparsene, però collabora con la macchina fotografica in attesa di vedermi far affondare il primo boccone nell'antro famelico della mia bocca.
Apro la lama apposita dello scissore svizzero e mi posiziono nella posa del cacciatore africano che apre la bocca alla tigre appena uccisa. Appoggio la punta principale ad artiglio sulla superficie del coperchio ed adagio l'altra al bordo ricalcato del barattolo per realizzare il fulcro della leva prevista.
Con questa formidabile leva mi bastano pochi gradi per applicare il momento sufficiente a provocare gli slittamenti tra i piani reticolari del metallo della latta ed aprire un piccolo foro.

Surströmming
Surströmming
Nello stesso istante, nello stesso punto, la pressione interna non è più compensata dalla componente radiale della tensione interna al coperchio della latta stessa. La pressione interna non è altro che la risultante della forza ottenuta dalla trasformazione in impulso della quantità di moto (al termine del suo libero cammino medio) d'ogni singola molecola di salamoia nella quale sono fermentate le aringhe per un mese. Tale forza ora può produrre lavoro trascinando la salamoia all'esterno del barattolo. Come spermatozoi nel canale dell'utero alla ricerca dell'uovo, la salamoia va alla fruttifera ricerca della mia faccia e della giacca vento. Uno zampillo tesissimo mi investe come nella migliore tradizione dei film pornografici. Come affermai in seguito ai rotocalchi che si interessarono al caso: - Ricordo distintamente di essere stato colpito agli occhi e alla bocca prima di riuscire ad indietreggiare a sufficienza per uscire dalla traiettoria.
Mi accerto che il socio sia riuscito a riprendere il tutto con la macchina fotografica, cosa che ovviamente non si è verificata. Chiedo allora un fazzoletto per poter liberare gli occhi dal sale e tutto il resto -.
Completo l'apertura del barattolo. Nella piazzola danese di sosta c'è un forte vento che porta via l'odore. Potrei anche sbucciare e affettare finemente le cipolle senza minimamente commuovermi.
La salamoia è un liquido scuro. Emergono a malapena i dorsi delle aringhe che, però non si dibattono più essendo eviscerate e decapitate.
Saggiata la consistenza della carne con una forchetta, risultano mollicce e prive di tono. Il contrario di un'aringa morta fresca o anche cotta. La spessa impressione si ha sollevandone una: la poveretta che un tempo sguazzava felice ambendo ad una esistenza effimera e senza troppi pensieri, magari visitando un fiordo o la foce di un fiume, ora si inarca mollemente, sfibrata, sembra priva di lisca, che eppure si intravede da ciò che rimane della testa recisa.
La apro dalla schiena. Si sfiletta facilmente. Nella carne, come si intuiva, è scomparsa ogni traccia di fibre. Il ventre è piana di uova, da questo si dovrebbe intuire il mese in cui è stata pescata (e che ne so io?). Non rimane molto da mangiare dopo questa pulizia, la salamoia e la fermentazione hanno disciolto le parti più tenere della carne lasciandone un sottile strato attaccato alla lisca. Bevo altra birra e assaggio.
Il boccone è piccolo. La carne è stata letteralmente raschiata dal dorso dell'animale caro estinto, senz'altro caro estinto per qualche altro animale della stessa specie o del gradino superiore nella catena alimentare. Lo introduco in bocca sebbene ormai ho percepito con tutti i sensi che si tratta di un Superpesce. Il bolo neanche fa tempo a formarsi che tutto si oscura nella mia mente. Nelle tenebre qualcosa rapidamente si avvicina luminoso. È l'ingresso di una strada di luce, sinuosa come le curve preferite nelle donne, vertiginosa come la strada percorsa attraverso l'isola Magerøy. Poi tutto riappare.
Il sapore è saporito... che dire? Fiori d'Arabia ammuffiti, mandorle Trentine dopo la pioggia, retrogusto di kiwi depilati con la mousse al salmone lariano. Noi che in Piemonte puliamo etti di acciughe sotto sale possiamo a malapena riconoscere questo sapore che è molto più 'marino'. Come un'ostrica, ecco.
Ora il barattolo vuoto fa bella mostra sullo scaffale di casa, le aringhe fermentate sono tornate al mare dopo ulteriore ossidazione, la giacca è in una busta ben chiusa in fondo ad un armadio.

Capo Nord: Sörböle!

sörböle

Capo Nord: Ingegner Vinci

Omero nel baltico?
omero nel baltico
FINE

Giro Verdun


Giro Verdun, Olanda, Danimarca, Germania 2002

/*verdun, Olanda, Danimarca, Germania Tour 2002*/  
olanda giro «Seconda guerra, prima guerra, formaggio e aringhe nell'ordine: diga, ponte e traghetto a pagare e morire c'è sempre tempo.»
 

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olanda giro

Giro Olanda: la guerra a Verdun

Hauguenau

Inizio puramente storico: seconda guerra mondiale. lungo il confine con la Germania. le nazioni ad essa nemiche si organizzarono con poderose opere difensive. il ministro Maginot, promosse la parte francese. i tedeschi ci scherzarono un poco, poi passarono a nord, nelle Ardenne. giudizio storico: anacronistico anche per l'epoca.. anche se i francesi si ravvedettero riducendo via via gli investimenti, arrivando al conflitto con generalmente metà della dotazione prevista per ogni fortezza. certo obbligò il percorso degli invasori.. ma chi se ne giovò.
  • fort Schoenenbourg (SF di Haguenau)
  • casemate Esch (SF di Haguenau)
  • fort Simserhof l'invincibile (SF di Rohrbach)
  • oveurage Caso
  • Bambesch (SF di Faulquemont)
sosta in ristorante francese con cuoco negro specializzato in pasta. interessante notare, come la pasta fredda venga elencata nelle insalate.
  • insalata fegatini
  • pasta fredda piselli salm.affum. Aringa affum.
  • granelli di senape in ?
  • lasagne cioccolato!!! da approfondire

Verdun - giro di Vaux Duaumont

un salto all'indietro: prima guerra. abbandoniamo ogni interesse per la Maginot, che in realtà è onnipresente. Verdun, città simbolo della vittoria francese del 1870. simbolo condiviso con i tedeschi, tanto i primi si preoccuparono di fortificarlo, i secondi pianificarono la prima grande vittoria.. vi fu invece un sanguinoso assedio di 9 mesi. volevo vederli questi campi di battaglia, dove i bombardamenti avevano cambiato la fisionomia dei paesaggi, raso letteralmente al suolo paesi, boschi e fortezze. devo ancora chiarirmi quale possa essere l'effetto di un bombardamento con proiettili da 520 mm, e quale sia la mole del cannone da impiegarsi. nella trincea delle baionette viene commemorato un bombardamento nel quale i soldati perirono solo sommersi dalla terra che venne sollevata. Visitiamo le rovine di superficie di un forte inglobate dalla vegetazione.

Giro Olanda: città della Germania

Germania centro-ovest

  1. Treviri - Carl Marx
  2. Aquisgrana - Carlo Magno - acque solforose - cattedrale
  3. Colonia - cattedrale

Giro Olanda: l'Olanda

Rotterdam - 1º porto mondiale - completamente ricostruita - aringhe

  • i semafori pedonali sembrano una vespa 50 col marmittino elaborato col minimo alto, siamo sui 130 bpm. quando diventa verde si abbassa di due ottave.
  • Estrema varietà nelle case, palazzi, stabilimenti, caratterizzati dal divisionismo delle superfici, dall'uso delle lastre in cemento e dalle ampie vetrate.
  • batterie costiere
  • chiusa più grande del mondo.
Il mio ventre come una chiusa: il cibo proviene da uno stato di equilibrio. io lo ingurgito, chiudo la parte da cui è entrato, lo energizzo. infine lo faccio uscire aprendo la paratia opposta all'ingresso. L'energia è talmente alta da quella parte che se non richiudessi bene, potrebbe refluirvi dentro l'universo intero facendomi ovviamente esplodere essendo io dimensionato in volume per il solo comodo mio. egoismo?

Utrecht

in campeggio l'aria è pesante: temiamo il colpo di grazia di un ducato allestito a pulmino stracarico di romani. trovo improprio l'utilizzo di un troppo voluminoso strumento di laboratorio che si trasforma in una macchina da nebbia. cittadina stupenda, abitata da Sylvia Saint? comunque ci somiglia.

Amsterdam - fondata su isole - dam

solo pittoricità. brutta gente.

Edam - Monnickendam - Marken - Volendam

il navigatore sembra impreparato alla depressione delle terre strappate al mare.
  • insalata di pollo affumicato - olive - yogurt - prezzemolo - cetrioli a triangoli sul contorno del piatto
  • stracciatella con prezzemolo e formaggio duro

Diga e polder

come si fa a chiudere una diga di 29 km? Lely ce la fece.

Giro Olanda: la Danimarca

Cophenaghen

  • ponte 31 euro
  • Odensee
  • bella la Monumentalità delle piazze e dei palazzi. la donna pesce è emarginata fuori città. deve far paura la parte di pesce della sirenetta, che nei pochi giorni di vero caldo del nord puzza.
  • il Garlic King è decisamente inferiore al Big Mac.
  • il più antico campeggio di Danimarca
hundge hundge history

Giro Olanda: città della Germania

Lubecca

  • traghetto
  • i nordici non perdono occasione per togliersi le scarpe e mettersi al sole.
  • porto baltico - canali -porta - municipio - chiesa gotica in laterizio completamente rifatta dopo l'incendio durante un bombardamento
  • aringa marinata

Amburgo

  • 2° citta ted. - porto mondiale - foce Elba - canali e bacini interni - Lega Anseatica XIII - napoleone 1807 - incendio 1842
  • Elba
  • le famose autostrade senza limiti di velocità sono più larghe delle italiane di quasi la metà

Shaffausen

FINE

Sud Francia


Francia del sud

/*Perdindirindina!*/  
francia sud «Gita nel sud della Francia, ma al di sopra di Milano, ad ovest ma moltissimo ad est dell'est. L'oceano e la soluzione americana al preservamento.»
 

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Putain!

/*Perdindirindina!*/ giro gita
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condom
condom
soulac
pamplona
perpignan
FINE

Bagno Freddo


Bagno, un po' freddo

/*Wash, a little cold*/

Last modified: 17 Sep, 2000 (Created: 31 Aug, 2000)
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Piuttosto avete mai pensato di fare surf? Per imparare e' piuttosto semplice, basta imparare, se poi qualcuno ha bisogno di un po' piu' di teoria... oppure si pone semplicemente delle domande... basta partire dalla radice del problema, da dove arrivano le onde? che sono le onde? Per finire e' necessario sapere dove andare, e d'altra parte basta andare.
Ho fatto il bagno anche io, ed ho cercato di prendere le onde come in liguria tanto tempo fa. Non funziona bene come a quel tempo. Gia' gli ultimi anni in cui andavo al mare solo per studiare avevo perso l'entusiasmo per il tuffo nelle onde. Forse il rapporto tra le mie dimensioni e quelle delle onde? Oppure e' cambiata la mia densita' media rispetto quella dell'onda? Essi', perche' non e' ammesso ritenenere che la densita' dell'onda sia la stessa dell'acqua. E neppure che sia la mia densita' media influente nel piacere del tuffo nell'onda. Oppure e' quest'acqua, diversa da quella del mediterraneo.

FINE

Maldon Uguale


Maldon, un po' uguale

/*Maldon, a little equal*/


Last modified: 13 Sep, 2000 (Created: 31 Aug, 2000)
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FINE

Ashcombe Lovecraft


Ashcombe, un po' Lovecraft

/*Pettine di cenere, un po' maestro d'amore*/

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Fish Chips


Fish and chips

/*Pesce con patate*/


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FINE

Azzurri Blu


Azzurri, un po' blu

/*Azur, a little blue*/

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Considerazioni melanconiche, blu, nel blu, sull'azzurro.
azzurri
FINE

Spiagge Blu


Spiagge, un po' blu

/*Shores, a little blu*/

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Il 23 agosto... potete verificare dal resoconto dettagliato come non sia stata una lunga giornata... almeno nella quantità di eventi.
Accanto un ricordo del Dartmoor, erica recisa, non proprio giovane, non vecchia. Poco profumo molto colore.
Scusate la sintesi mi dilunghero' nella parte azzurra... piu' sotto!

FINE

Miniere Vapore


Tra miniere e vapore

/*Between mines and engines*/

Last modified: 8 Oct, 2000 (Created: 31 Aug, 2000)
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FINE

Angoscia Cartone


Angoscia, un po' Cartone

/*Heartache, a little Bristol*/


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Abbasso lo sguardo e tiro diritto. Ho una missione da compiere. Il gabinetto e' aperto. Non si puo' certo dire che sia accogliente. Manca la carta. Ritorno sui miei passi. Mi muovo velocemente sia per lo stato in cui mi trovo e sia per non espormi troppo in quella piazzola senza luci, con roulotte, con macchine inerti... e con la macchina elegante con luce interna accesa del ragazzo che continua a scrutarmi, sembra cerchi di riconoscermi. Io ne evito lo sguardo e lui controlla l'orologio. Prendo la carta e rifaccio la rampa. Sto attento che non stia succedendo nulla. Sono in allarme. Deve succedere solo cio' che doveva accadere a Bristol.
Torno in macchina decisamente risollevato :-) ma il tipo e' ancora li' e ancora mi guarda. Arriva una macchina dall'autostrada. E' una macchina sportiva, lavata da sabato sera. Un altro bel ragazzo vestito elegante. Lo sguardo del tipo parcheggiato si illumina, innamorato. La missione e' finita. Me la filo a Bath.
FINE

Vivere Auto


Vivere in Auto

/*Car, sleep, eat*/  
dormire auto «Nell'impossibile non esiste impossibilità. Ma se ci si priva di qualcosa non è comunque una scelta: dell'auto? del vivere? del mangiare?»
 

Last modified: 22 Oct, 2000 (Created: 31 Aug, 2000)
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Impossible trips life

/*È un mondo difficile*/ Questa parte è incentrata su aspetti confrontabili con quelli trattati nel resto del sito nelle sezioni culturali e autobiografiche. Ma è anche soluzione, visto che tratto esaustivamente l'impiego esteso dell'auto in gita, del mangiare e del dormire.      
FINE

Dimore Passeggere


Dimore passeggere

/*Temporary Mansons*/

Last modified: 22 Oct, 2000 (Created: 31 Aug, 2000)
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Dormire è importante in vacanza. Specie se si tratta di una vacanza intellettuale... al carnale fa bene l'intorpidimento... Io in questa vacanza ho bisogno del ricordo, devo limitare al massimo la perdita di neuroni. Nel seguito citerò i miei bivacchi. Anzi, prima chiariamo se nel mio trip io abbia o meno bivaccato. Nel mio dizionario il termine si riferisce al luogo dove si fermano per riposare, o al riposare stesso presso di esso, dei soldati. Me ne viene suggerito un'altro molto carino, serenare, che indica il dormire accampati all'aperto. Non i torna l'uso della parola accampare, che riporta sempre a terminologia militare. Dimorare è la parola più generica e corretta, anche se viene usata generalmente per una soluzione stabile. Il dizionario propone un compromesso semanticamente soddisfacente: dimora passeggera.

Impianto teorico

I problemi della sera

  • Trovare un posto per la sera
    • in campagna
      la campagna è fredda la notte. E poi si tratta di luoghi isolati e in generale meno sicuri. Nelle zone che ho frequentato oltretutto l'uomo non regala nulla, quasi è più difficile parcheggiare in campagna che lungo un autostrada;
    • in città
      • zone con locali pubblici
        la città è il luogo più sicuro. Il posto ideale è poco frequentato ma illuminato. La prossimità di un locale comporta via vai fino a tarda ora;
      • zone residenziali di periferia
        magari anche con macchine e lampioni, magari sotto uno guasto parcheggiando tardi. Non ho avuto mai problemi e mi sono sempre sentito al sicuro;
  • La sistemazione ideale
    • in salita. Siccome si rimane pressoché seduti si può compensare la quota piezometrica più bassa dei piedi parcheggiando in salita;
    • liberare i piedi per facilitare la circolazione, mica vorrete stare ininterrottamente coi piedi nelle scarpe?
    • rannicchiarsi con coperta accertandosi che fianchi, piedi e schiena siano coperti. A meno che la temperatura non sia molto bassa, la coperta meglio del sacco a pelo garantisce calore e traspirazione.

I problemi del mattino

  • Trovare caffè e toelette
    • superstore, il luogo ideale. Pulito, caldo e con tutti i comfort... tipo la carta igienica. È facile trovarlo nelle periferie, specie verso l'uscita delle autostrade. Generosi orari di apertura, anche di domenica. È poi è pieno di gente, di cose curiose da scoprire...
    • porto. Il classico posto dove entrare a testa bassa e infilarsi deciso nel cesso. Ho utilizzato porti turistici a qualsiasi ora;
    • località turistiche in genere ma non Exeter. Exeter ho avuto modo di dirvelo non ha cessi pubblici. Nelle località turistiche ci sono più toelette, specie in centro;
    • parchi naturali. Non desiderano che cachiate come delle capre ai bordi delle strade;
    • parcheggi. In genere dotati. Data l'alta frequentazione e la bassa manutenzione sono da discutere caso per caso.
  • Trovare salviette inumidite
    • settore bambini e non igiene intima, potreste uscirne con un barattolo di assorbenti

Impianto pratico

21 agosto - Oxford

Prima notte. Pochissima esperienza. A dire il vero non è stata la prima volta... occasioni sparse d'estate e soltanto una seria. Ma appunto era estate italiana, quindi senza alcun problema. A Oxford le buone maniere mi hanno un poco tradito. L'eccesso di discrezione non paga. Ma devo fare un poco di esperienza per capire come sono fatti sti paesi inglesi, cosa fanno la sera... che poi non sono diversi da quelli italiani... Trovo posto in campagna. Una campagna priva di viottoli, tutto è recintato e coltivato intensamente. Dopo una notte un poco infreddolita, alle 6.30 di mattina c'è gente in bici. Universitari? Pendolari? In cerca di un cesso ho ancora i pantaloni corti dell'estate italiana.

22 agosto - Brighton

Dopo la visita al Pavillon e al Pipe decido che è l'ora di dormire vicino al mare. Prendo la litoranea ovest e mi allontano dal centro. Raggiungo un piccolo centro. Trovo posto vicino ad una chiesa con parco. La strada fa un angolo stretto ed è transitato da auto che per la manovra impegnativa non possono preoccuparsi troppo di me.

23 agosto - Exeter/Torquey

Clima mite. Buon posto. In realtà sono fuggito da Exeter, città senza 'public convenience'. Decido di non visitarla e di limitarmi. Proprio un bel tiepido... se d'improvviso all'una e mezza una crisi al massimo livello di allerta. Peccato. Era una bella via di piccole residenze. Ero davanti ad una in vendita con un grosso albero a tenermi nell'oscurità. Devo agire. Seguire per il centro. Verso il porto turistico è pieno di giovani ubriachi. È animata la 'Riviera inglese'. Ma superato il porto e un esclusivissimo hotel mi fermo subito dietro una fila di auto parcheggiate dove io non avrei mai osato.

24 agosto - Plymouth

Il massimo dell'azzardo per me, cresciuto nella guida a sinistra come nelle dimore passeggere cittadine: lascio la macchina in un parcheggio centrale, faccio il giro del porto vecchio (Hoe) e torno per dormire senza più nemmeno avviarla. La notte migliore fin'ora. Mi sveglio alle 6.30, assieme all'alba. Il mio ciclo circadiano ha ripreso il controllo del mio corpo. Faccio il giro della città e parto con comodo per ma Cornovaglia. Colazione e toeletta nel superstore di Liskeard.

25 agosto - Penzance

Cittadina freddina, come impressione umana e come impressione epidermica. Freddo insomma. Allinterno dell'auto si forma una abbondante condensa. Al suo esterno si deposita una spessa rugiada. Vince ancora una volta il residenziale di periferia poco trafficata e illuminata. Parto presto per il Penwith. Il mattino vince una siepe, troppo lontano e presto per un superstore.

26 agosto - Tintagel

Residenziale. Freddo. Di domenica le attività commerciali iniziano alle 10. Mi sono spostato a nord nel frattempo, arrivando a Barnstaple. Non è presto, faccio il giro in città ed è tutto chiuso. Deserto. Verso le 9,30 compaiono quelli vestiti a festa per la messa. Io mi sposto al Tesco di periferia. Ma è già pieno! E te credo! Se è l'unico posto dove si può fare colazione! Infatti il caffè che desideravo è al di là di una coda interminabile di gente intenta a porsi sul vassoio del self-service salcicce, patate e amenità del genere. Me ne vado.

27 agosto - Bristol/Bath

La storia è lunga. Inizia alla ricerca di un bagno, poi di una dimora, poi... il seguito è qui: Angoscia a Bristol.

28 agosto - Cambridge

È risultata più pratica la campagna. Ma fa molto freddo. Ora ho la certezza che la presenza del mare ha sino ad allora garantito nottate miti.

29 agosto - Ipswitch

Zona residenzialissima. La città è invece uno schifo; non ne ho trovati molti qui in inghilterra ma qui ci sono pure dei drogati molesti. Sono nella parte alta, davanti a delle belle ville con giardino. Mi passa accanto anche qualcuno intento nel footing quasi a mezzanotte.

30 agosto - Stanstead

Piazzola di sosta vista aeroporto. Si parte presto il mattino dopo. Non mi sforzo di trovare posti particolari perché ho fatto il pieno di benzina e devo restituire la macchina in quello stato. Mi piazzo vicino all'aeroporto. Sono parallelo alla pista. C'è un gran viavai nel cielo e lungo la strada. Mi sento però al sicuro.
FINE

Giro Cornovaglia


Giro in Cornovaglia

/*Cornwall trip*/  
cornovaglia giro «Capita di non sapere cosa si è mangiato, poi si può starne male. Era un languore con scogliere di Cornovaglia, è finito in giro fritto con patate.»
 

Last modified: 13 Gen, 2001 (Created: 31 Aug, 2000)
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Haddock ed Eglefini

/*Eglefini and Haddocks*/

Overview

/*Rapida occhiata*/ map england
Quest'anno gita alla scoperta degli inglesi, perché l'anno scorso a Londra c'erano solo italiani.
Come per tutte le altre gite, come per tutte le altre gite... insomma: tutte le altre gite.

Prove tangibili e autografe del viaggio

/*Actual evidences of the trip*/ Prima cosa, procurarsi un un volo economico. Incredibilmente fatto on-line costa un poco di più, ma converrete che si tratta di poca cosa...
border
Contro ogni criterio cronologico vi dettaglio il viaggio. Questa lista in effetti è cresciuta di giorno in giorno, solo con una blanda pianificazione, anch'essa assolutamente giornaliera. Tutto questo sebbene avessi letto interamente la guida turistica da 3 mila lire (nuova 50 mila) di seconda mano presa ad un mercatino di Gavirate.

FINE

Giro Penwith


Giro del Penwith

/*Penwith tour*/

Last modified: 8 Oct, 2000 (Created: 31 Aug, 2000)
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partenza

 
Non vi obblighero' a seguirmi nei risvolti elettrotecnici dei cavi sottomarini. Leggetevi piuttosto quanto di piu' spettacolare ci sia nell'argomento: la loro posa. Nella mia gita inglese incontrero' ancora una volta questo nome, Great Eastern, e' evidente che non solo non solo questo mondo e' piccolo...

ingresso paese
 
Il paese e' grazioso, penso addiritttura di entrare nella biblioteca per raccogliere un po' di informazioni. Ma voi come le preparate le vostre vacanze? Potrei sembrarvi maniacale, potrei sembrarvi contraddire lo spirito degli Impossible Trip, ma io mi preparo molto. Disordinatamente. E coi limiti di chi cerca informazioni su qualcosa che non si conosce, e che mentre piu' si conosce si vorrebbe in ogni istante cambiare criterio di ricerca. E' quindi l'aspetto 'economico' che mi impedisce di spendere troppo tempo in questa fase preliminare. Cercando un buon compromesso tra tempo, indeterminatezza del tragitto, volume della carta da portarmi al sacco, mi riservo di approfondire sul luogo se mi accorgo che qualcosa mi sta sfuggendo.
Sarebbe troppo difficile parlarvi estensivamente di cio' che mi sfugge in questa vacanza. Per quello che riguarda i luoghi cito l'informazione. Mi muovo tra le citta', i paesi e le terre e temo di lasciarmi alle spalle gli aneddoti migliori, le foto piu' divertenti. Ma dimentico che le Gite Impossibili si costruiscono da se', col tempo? Eppure in una vacanza bisogna aiutarlo un poco il caso. Bisogna intanto andare dove vanno tutti. Non trovate anche voi semplicemente snob evitare questa incombenza. Dove vanno tutti per fortuna e' scritto dappertutto. Ma se vogliamo aggiungere qualcosa alla gita dobbiamo provare a leggere qualcosa di piu'.
Molto bene. Vi ho ora spiegato perche' ho considerato di andare nella biblioteca del paese. Ora vi spiego un'altra cosa: non ci sono andato perche' era chiusa fino alle 10.
Il Penwith, e' facile verificarlo su una cartina, non e' molto grande. Sulle mie i punti di interesse sono lungo la costa. Per fortuna ne ho due e posso tenere conto del fatto che una sia del National Heritage che per quanto belle riportano solo i loro siti... stramaledettamente turistici.
La mia meta non citata da NH sono le miniere di stagno si Botallack. Ancora all'interno del paese imbocco una strada sterrata. Nella vastità di quella terra, con l'orizzonte piatto e il cielo azzurro, si tratta di una strada secondaria a tutti gli effetti, passa vicino a delle costruzioni spoglie e a dei campi coltivati. Mi ricorda, in fondo, le strade tra le risaie di Qui. A partire dall'inizio del '700 dal paese evidentemente si spostavano lungo questa strada per gli stabilimenti. Supero l'ultima piccola fattoria e la strada e' sbarrata. Parcheggio vicino a delle costruzioni neanche tanto vecchie, al dila' del buon stato di mantenimento lo intuisco per le ampie superfici in cemento con i resti arrugginiti a doppia T per l'ancoraggio delle travi dei capannoni.
Mi dirigo verso l'oceano.
Lungo tutta la costa ci sono delle ciminiere. Spesso sono a ridosso di alti parallelepipedi ormai senza tetto. La cosa che impressione e' la somiglianza tra l'una e l'altra al di la' dello stato di conservazione. Non sono fornaci per mattoni. Non c'e' traccia di scavi ti tale entita' per giustificarne il numero. Non dovrebbero neppure essere fornaci per qualche processo estrattifero, possibile che fosse economico distribuire in quel modo la produzione? E la cosa ancora piu' curiosa, e' che nel mio viaggio piu' volte avevo incontrato quelle costruzioni...
Ci ho messo parecchie ore per realizzare di cosa si trattasse: Vapore!
Come in liguria la discesa al mare e' terrazzata a vigne e uliveti, la discesa all'oceano avviene tra ingressi di pozzi, ciminiere e rotaie. Un temporale si avvicina e tutto diviene scuro. Riparato dal vento tra i dirupi al mare raggiungo la costruzione piu' bassa. L'oceano di sotto si gonfia ritmicamente da sempre, incurante che in soli 300 anni in questo posto si siano alternati contadini in amore, contrabbandieri, rivoluzione industriale, guerre e crisi economiche.

 
Mi rendo conto come in questa vacanza siano questi i posti ad eccitarmi: la presenza evidente dell'Uomo. In questo viaggio ho apprezzato il Penwith minerario-ingegneristico, St.Ives galleristico, Plymouth peschereccio, Portsmouth portuale, e successivamente Bristol, Bath. Che dire dei parchi e del pittoresco di molte cittadine? Utili per vedere e non vedere, a scelta, e se c'e' il sole anche per scaldarsi e dormire.
Ma senza questo tipo di presenza le giornate hanno l'inconsistenza di certe acque minerali economiche o dell'acqua di scarico del ghiacciaio.
Riprendo il viaggio. E' abbastanza ora di pranzo. Un cartello mi indica la presenza di un faro. L'indicazione e' assente dalla guida NH. Si tratta di Pendeen Lightower.
primo faro

al faro

sintesi
st.ives

andare avanti
FINE