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Citazioni Poetiche


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Citazioni poetiche

/*Poetic quotations*/

Last modified: 28 Apr 2008 (Created: 1 Sep 1995)
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In questa sezione prevale il mio ambito culturale espresso attraverso citazioni poetiche. Selezionatissimo e raramente autobiografico rimando alle altre cinque principali sezioni nel caso cercaste esperienze di viaggi o episodi edificanti della mia vita o la monografia sulla misoginia o soluzioni o slanci di pensiero. Questa è un'antologia la cui lettura è indispensabile per interfacciarsi con me... accetto comunque suggerimenti per correzioni o ampliamenti... non tanto all'antologia quanto direttamente alla mia vita.

Citazioni Poetiche

Servi della Gleba


Servi della Gleba

/*Gleba's Servitude*/  
servi gleba «cfr. Elio e le Storie Tese (Radiothon '93). Sviluppo il tema per altre direttrici aggiungendo un fondamentale tassello all'apparato teorico della Causa.»
 

Last modified: Jul 15, 2004 (Created: Oct 25, 2003)
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Servi della gleba

La sindrome

La vittima trae piacere dall'illusione di provocare piacere a lei.
  • La vittima si prodiga per piacere di lei.
  • La vittima si presta a iniziative tali da apparire per un osservatore 'razionale' inequivocabilmente sacrifici. Anche per la vittima possono apparire come sacrifici.
  • Tra i sacrifici a cui si presta c'è anche la sofferenza. La sofferenza dell'innamorato che assiste allo spettacolo di lei che trae piacere da un'altro, ma in qualche modo l'agente 'motore' di tale scena è la vittima stessa.
  • Altre sofferenze sono le privazioni materiali e di tempo a cui si sottopone con l'obbiettivo di provocare piacere.
  • La vittima, per un osservatore 'razionale', non ottiene mai nulla di quanto sogna di avere.
  • La vittima è convinta di 'meritarsi' col proprio comportamento alfine il proprio 'meritato' piacere.
  • La vittima, non pone vincoli temporali o materiali per ottenere il meritato piacere.
  • La vittima si uniforma alla scala di valori che lei 'dichiara' di possedere. Dalla discrepanza tra i valori dichiarati e quelli più o meno consapevolmente posseduti da lei si originano le situazioni che per un osservatore razionale appaiono più misere per la dignità della vittima.
  • Per quanto riguarda la discrepanza tra i valori posseduti dalla vittima e quelli dichiarati da lei, non sussistono problemi fino a quando la vittima un giorno riesce ad analizzare con razionalità gli avvenimenti, e diviene a sua volta osservatore.
  • La vittima cerca segni, e li trova minuscoli, generalmente inesistenti.


Però all'opposto, non è possibile stabilire quali siano le caratteristiche dell'innamorato razionale. Idealmente:
  • come è possibile porre un limite a quanto prodigarsi per una persona?
  • come è possibile porre un limite temporale e materiale agli sforzi fatti per conquistare una persona di cui si è innamorati?


Gli errori più razionali che commette il glebas sono a mio avviso:
  • il porre in relazione il sacrificio che egli compie con il meritarsi una persona
  • il non considerare che la relatività dei valori, l'eccessiva condiscendenza che l'oggetto amato pretende dalla vittima, potrà un giorno usata anche verso di lui
diagramma relatività-meritevolezza

A seconda della prevalenza di una delle due componenti otterremo quattro 'tipi' differenti:
Libero puro
sa valutare criticamente i valori. Certo non deve cadere nell'errore di essere privo della capacità di adattamento all'ambiente di ogni persona ragionevole. Non crede che esista in amore un principio meritocratico, o almeno, che non sia più importante di aspetti più complessi ed anche contraddittori.
Glebas puro
è all'opposto del Libero puro. Si lascia trascinare in contraddizioni anche pesanti sui valori, tanto che ad un certo punto non riuscirà più a mirurarcisivi. E' convinto che l'amore si meriti, sottostando ad ogni desiderio implicito o esplicito dell'oggetto d'amore.
Canaglia
è convinto della relatività dei valori, e la applica sempre a proprio vantaggio. Se l'oggetto d'amore della vittima è di questo tipo, ci troviamo nel caso peggiore per la vittima stessa. L'aspetto della meritocrazia gli è del tutto indifferente.
Macigno
ha valori assoluti e solidi come macigni, ma è privo della capacità di adattarli alla realtà. Ha una infantile concezione meritocratica dell'amore.


In se, definita in questo modo non gli si può attribuire connotati negativi. Diviene una situazione problematica per il soggetto quando tale illusione provoca frustrazioni.
La sindrome è definita grave quando lei però lo ottiene solamente da altri.

Casi tipici

Vediamo qualche caso riconducibile a questa sindrome.
  • Richiesto un appuntamento ottenendo un rifiuto e una giustificazione. Tale giustificazione si è rivelata falsa. Non solo, ma l'appuntamento era col Tafano.
  • Ricevuta la confidenza che lei non ama Tafano. Ma ci fa l'amore assieme. Io sono il migliore amico e questo è più importante.
FINE

Coda Modello


Coda modello

/*Queue template*/  
coda modello «Mettetevi in coda con la vostra auto di ogni sorta e modello. Vi accorgerete che se siete in compagnia di tanti altri, le fermate saranno frequenti ed improvvise.» 
 

Last modified: Sep 13, 2003 (Created: Aug 20, 2003)
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Modello di coda

Vi siete mai chiesti perché durante la marcia in una coda a volte gli autoveicoli hanno una velocità variabile, addirittura fino a fermarsi anche in assenza apparente di ostacoli?
Ebbene vi propongo un modello la cui equazione del moto una volta integrata vi porterà a giustificare l'arcano.
Chiaramente ve lo descrivo in pseudo-codice, e ciascuno dei più volenterosi di voi potranno implementarlo nel linguaggio che più preferisce.

Definizione delle costanti

M        ( -> massa del veicolo)
ainit ( -> accelerazione iniziale)
vinit ( -> velocità iniziale)
sinit ( -> posizione iniziale)
dt ( -> passo di integrazione)
DF ( -> soglia per frenare)
DT ( -> soglia per accelerare)
TMax ( -> limite forza traente - STILE DI GUIDA)
TMin ( -> minima forza traente - STILE DI GUIDA)
FMax ( -> limite forza frenante - CONDIZIONI DI ATTRITO)

Definizione delle variabili

Ds       ( -> distanza dal veicolo che precede)
Dv ( -> differenza di velocità col veicolo che precede)

ET ( -> integrale dell'energia traente)
EF ( -> integrale dell'energia frenante)

Il modello

A seconda della distanza tra i veicoli, il guidatore decide se accelerare, frenare o procedere di inerzia.
DT < Ds         ( -> accelerare)
DF < Ds < DT ( -> inerzia)
Ds < DF ( -> frenare)

La forza di trazione è in relazione alla differenza di velocità tra i veicoli, e non potrà essere superiore ad un valore limite (caratteristiche di guida del guidatore o limiti del motore).
La forza di frenata è in relazione alla distanza tra i veicoli e non pu= essere superiore ad un valore limite (slittamento).
T        ( -> forza traente = KT * Dv*Dv + Tmin il guidatore accelera di meno quanto 
è prossima la velocità tra i veicoli.
Lo stile di guida implica una Tmin.)
F ( -> forza frenante = KF / Ds*Ds il guidatore frena maggiormente quanto
è vicino all'ostacolo)


Integrazione dell'equazione del moto

START
a = ainit ( -> accelerazione iniziale)
v = vinit ( -> velocità iniziale)
s = sinit ( -> posizione iniziale)

ET = 0
EF = 0

INIZIO CICLO

if Ds = 0 ( -> collisione)
collisione()

if Ds < DF ( -> frenare)
T = 0
F = KF / Ds*Ds ( -> division by zero!!!!)
if F > FMax
F = FMax

else
F = 0
if Ds < DT ( -> procedere per inerzia)
T = 0
else ( -> accelerare)
T = KT * Dv*Dv + Tmin
if T > TMax
T = TMax

a = (T - F) / M
v = a*Dt + v
s = v*Dt + s

ET = T*v*Dt + ET
EF = F*v*Dt + EF

END CICLO
FINE

Macchie Acqua


Macchie d'acqua

/*Water stains*/  
macchie acqua «Le macchie d'acqua non possono dimostrare l'esistenza di Dio. Si può benissimo evidenziare che qualche cosa manca nel disegno complessivo. L'uomo vi ha posto rimedio.»
 

Last modified: Jun 3, 2003 (Created: Jun 2, 2003)
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Quello che Dio ha tralasciato

/*What God has forgotten*/ Guardavo l'automobile appena dopo la pioggia. Certo era caduta acqua, se la macchina ne fosse risultata lavata sarebbe stata la semplice conseguenza di una logica brillante: acqua-lavaggio. Per noi esseri umani è facile associare ad un evento la sua utilità, tale analisi può essere troppo veloce col risultato di risultare superficiale, ma intraprenderla e portarla a compimento è assolutamente alla portata di tutti.
Quindi, guardando la mia automobile coperta delle macchie dure di polvere essiccata contenuta nella pioggia[*], ho pensato che una 'vera' logica brillante dietro al fenomeno pioggia avrebbe previsto almeno tre fasi:
  • cinque minuti di acqua calda e saponata;
  • cinque minuti di semplice risciacquo;
  • cinque minuti di brillantante.

Pertanto: Quello che Dio ha tralasciato, l'uomo ha fatto a pagamento.

NOTE
[*]
Le cosiddette 'macchie d'acqua' di per se significano che la pioggia non è pulita, ma analizzando meglio la situazione si può dedurre che inoltre non pulisce. Basti citare l'enorme cagata di un basilisco volante nel centro del cofano per nulla scalfita dalle perturbazioni metereologiche.[return]
FINE

Facite Ammuina

Facite ammuina!!!

/*Make the move!!!*/  
facite ammuina «Nessuno ha confermato la veridicità del documento. Io lo trovo Certo ed Utilissimo nell'infame mestiere che pratico da anni. W i Clienti!»
 

Last modified: 9 Jul 2002 (Created: 8 Jul 2002)
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Consulenti: Facite ammuina!!!

/*Consultants: Make the move!!!*/ La mia vita da quando faccio il consulente... sempre di passo svelto con qualche foglio in mano.
REGNO DELLE DUE SICILIE
COLLEZIONE DE' REGOLAMENTI DELLA REAL MARINA
Anno 1841
n. 266

(n. 6975) Regolamento da impiegare a bordo dei legni e dei bastimenti della Real Marina
Napoli, 20 Settembre 1841
[...]
CAPITOLO XIX
[...]
Art. 27 - FACITE AMMUINA - All'ordine Facite Ammuina tutti chilli che stanno a prora, vann'a poppa e chilli che stann'a poppa vann'a prora; chilli che stann'a dritta vann'a sinistra e chilli che stann'a sinistra vann'a dritta; tutti chilli che stann' abbascio vann' ncoppa e chilli che stann' ncoppa vann' abbascio, passanno tutti p'o stesso pertuso; chi nun tiene nient'a 'ffa, s'arremeni a 'tra e a 'lla.
Ordine: FACITE AMMUINA !!!
N.B.: Da usare in occasione di visite a bordo delle Alte Autorità del Regno
FINE

Corso Italiano


Corso di Italiano per Tedeschi

/*Small course of Italian*/  
dimissioni «Un corso di italiano per tedeschi. Un corso? Di italiano? Secondo me è un corso di tedesco per italiani. E poi è corso perché del passato.»
 

Last modified: 6 May 2002 (Created: 6 May 2002)
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Piccolo corso di Italiano

In un recente viaggio presso il valoroso popolo alleato a quello italiano ho avuto modo di impossessarmi di un documento che prova che la fratellanza e comunanza di intenti il cui corso è reciproco.
Certo è singolare averne sottratto una copia nell'ufficio del responsabile amministrativo della filiale tedesca di una importante multinazionale... Ma sono contento di poter ricordare anche questo aspetto con l'auspicio che la mia professione mi renda ancora mille di queste piccole soddisfazioni.
cazzo i pulotti
tesoruccio
sono calda
FINE

Nutria Nutrie


Nutria e Nutrie: Ricercate vive

/*Nutria and Nutrie: Wantend alive*/  
nutria nutrie «Non cercarle, verranno esse a te quando potranno darti gioia o dolore, una malattia, la visita ANIA, un gridolino di tenerezza o una pelliccia.»
 

Last modified: 13 Nov, 2002 (Created: 27 Nov, 2000)
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Nutria e Nutrie

/*Nutria and Nutrie*/ Doveva essere scontato, dovevano palesarsi gioiosamente, dovevo vederle rapidamente. Inizio stagione, mattino, tramonto, siamo ormai al periodo del raccolto. Nessuna nutria.
Paperotti, germani, fagiani, leprotti. Tutti tranne loro che dicono hanno infestato la pianura padana. In lontananza cacciatori.. (di nutrie?). Verso le montagne, il sole che imbiondiva il riso quasi maturo si è ritirato con lieve anticipo dietro le nuvole che avanzando domani ci ricopriranno.
Animali graziosi e suggestivi tramonti non mi hanno condotto a quelle preziose... ma alle solite suggestioni sensuali.

Quanto può essere grande un topo? Tornavo a tornare a Torino una sera, anzi una notte lungo una stradina dei dintorni di Qui, quando nel buio più assoluto ho percepito una presenza insolita. Grosso come un cane, un non cane ha attraversato senza particolare abilità la strada. Il non cane era bello grosso, meno di un lupo, più di un fox-terrier. Non sembrava un cane per la coda lunga e bassa e il corpo simile ad una gobba. 'Un armadillo' sull'istante mi è venuto da pensare, ma ho subito ripiegato con orrore sull'ipotesi del topo... Aveva le zampe anteriori corte e per questo era estremamente goffo, ma sopratutto la coda era ad anelli come quella dei grossi ratti. La faccenda era appena resa comica dal fatto che pochi metri oltre un gatto osservava senza intervenire.
Ci è voluta una settimana di vane ricerche sul web per poter concludere che si trattava di una Nutria, finché a dirmelo ha provveduto il mio barbiere.
Dalla rete ho solo avuto strane indicazioni, tipo che a New York ci sarebbero 6 topi per ogni abitante, o che i topi non in gruppo attaccano solo infanti o anziani immobilizzati.
Io invece cercavo una conferma sulle dimensioni massima di tali roditori.
Invece si trattava di una nutria. Sono decenni che frequento la campagna vercellese, in ogni stagione, ma i nutrie non ne avevo ma sentito parlare. Pare invece che in tempi molto recenti, si siano diffuse col disappunto dei contadini, visto che sti castoroni praticano la loro arte scavando tunnel negli argini di rogge e fossati.
nutria 1958
Mi hanno detto che sono state liberate dagli allevamenti che vivevano sull'industria della pelliccia. 'Castorino' viene chiamata. Un'altra interpretazione vorrebbe che siano stati gli ambientalisti con una sortita coraggiosa a decretarne l'affrancamento.
Come si fa a dire che una nutria è un topo e non un castoro guardandone la coda? una donna come si caratterizza? dal muso o dalla coda? ...certo però che se avesse la coda tutti si volterebbero a guardarla.. E poi il nome tecnico, Myocaster coypus, è inequivocabile.

Fino alla fine... del 2000

Vi presento un elenco di spigolature tratte dalla rete alla fine del 2000. Non ho sempre messo il link perché vi risulterà più divertente ed aggiornata la loro ricerca in prima persona.
  • Comune di Pegognaga: piano di eradicamento delle nutrie. Problema dell'aumento incontrollato delle nutrie nel Basso Mantovano.
  • La Provincia di Grosseto si costituisce davanti al Tar contro il ricorso proposta da Legambiente e Lega Antivivisezione.
  • Bresciaoggi. Nutrie, una calamità naturale. 72 Comuni della Bassa Garda contro la diffusione del temibile roditore.
  • Ciclo di conferenze sul Parco del Ticino. Ospite indesiderato di origine americana.
  • Urban legends Nutrie. Voci e folclore a proposito della diffusione delle Nutrie lungo i fiumi vicentini.
  • Candia. Piano di contenimento. Care nutrie la pacchia è finita. Il parco dichiara guerra alle nutrie.
  • Scheda sulla nutria: http://www.forminform.it/ipertesti/morandi/nutria.htm
  • Affermazione discutibile ed eco-terrorista: quest'animale è stato oggetto di attivissima caccia, tanto da far temere l'estinzione di questa specie
  • Regione Umbria. Caso di studio. Scheda sulla nutria con numerose citazioni.
  • Resto del Carlino. Esiste un permesso per sparare a nutrie e volpi.
  • Delibere della Giunta Regione Lombardia sull'affidamento dell'elaborazione di specifici piani di abbattimento al fine di eradicare le nutrie. L'Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica si è espresso con parere favorevole.
  • www.nutria.com Il primo sito italiano di informazione indipendente sulle Nutrie. Anche ricette.
  • Il Messaggero. Nutrie sul lungotevere.
  • Parco fluviale del Po tratto torinese. Problemi gestionali. Specie introdotte.
  • Polesine. Scheda sulla nutria. http://www.fetonte.polesineinnovazione.it/schede/n/nutria.htm
  • Novara. Scheda sulla nutria. http://www.fausernet.novara.it/~smplomba/oasi/pag14d.htm
  • Bologna. Scheda sulla nutria. http://www.provincia.bologna.it/cacciapesca/piano/nutria1.html
  • Cane e trappole per la caccia alla nutria. http://www.bugspray.com/catalog/traps/page25.html
  • Altre trappole. http://trap-supply.hypermart.net/duke.htm
  • Notiziario di Piacenza. Invasione di nutrie nel Piacentino. Emergenza in Valdarda.
  • Avvistato anche l'uomo nutria o nutria-man: http://digilander.iol.it/golenapaura/uomonutria/news.htm
  • Louisianians urged to eat nutria, save the coast http://twri.tamu.edu/watertalk/archive/1997-Jul/Jul-15.18.html
  • Cane sbranato da topo in Lomellina.
  • A scuola di Nutria. Ha trovato l'habitat ideale lungo il fiume di Fornovo. Scheda sulla nutria.
  • La canzone della nutria. Tratta dal Centro di Informazione Indipendente dulle Nutrie.
  • Nel delta del po presenza della dannosissima nutria.
  • Provincia di Modena. Piani di controllo proliferazione della nutria. Consuntivi di abbattimento. Tra il '96 e il '97 abbattuti seimila esemplari.

Aggiornamento del 13 Novembre 2002

Ringraziando la tecnologia. Tutti fuori a Novara Est per un incidente. Non esistono molte strade alternative. Bisogna attraversare il Ticino, e questo lo si ottiene lungo la statale verso Magenta, o molto più a sud, vicino a Vigevano. Mi trovo coinvolto nella lunga coda di tutti i mezzi che transitano alle 8 e mezza sulla Torino-Milano. Missione impossibile.
Considerato che devo raggiungere i pressi di Linate, punto il navigatore sulla prima città oltre il fiume e mi butto nella campagna. Il satellitare pare conosca bene la strada che si insinua tra i campi costeggiando i canali e i boschi di pioppi. Comunque sto accumulando un ritardo disumano. Eppure sono i ritardi che preferisco, quelli dove vengo giustificato dalle notizie date per radio: autostrada interrotta.
Anche a Qui ci sono ste viuzze, ci passa una macchina e mezza, o una macchina e un pedone. Una macchina con un pedone a bordo poi ci sta comodissima... due macchine no, se non in fila indiana. Se hanno la stessa direzione, ma verso opposto, incidente, si ha un incidente.
Eppure la strada è tutta mia... fino a che... ecco la nutria a lato della strada, sdraiata. Non dormiente. Morta ma non schiazziata. Morta fresca direi, col suo pelo da castorino, il musone da roditore, le zampone... E' grossa come il mio cane. Potrei provare altrettanta simpatia per quel musone.
FINE

Bollire Acqua


Bollire l'Acqua

/*Boil water*/  
bollire acqua «Dal passato riemerge con vigore un'antica scoperta: bollire l'acqua, ma riproposta con nuove tecnologie per una verifica che tutti voi potrete fare.»
 

Last modified: 18 Dic, 1999 (Created: 21 Nov, 1999)
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Discuto spesso dell'acqua calda. Sembra incredibile quanta disinformazione circondi questo semplice elemento.
Come il vapore non e' un gas e, cito, un uomo che va con tanti uomini non e' una puttana, l'acqua a 100 ºC non deve necessariamente bollire. Non fate i furbi chi di voi puo' permetterselo. Parlo di acqua a pressione atmosferica. Non bisognerebbe mettere sulla piazza le questioni private e poi i panni sporchi si lavano in famiglia, considerato poi che l'acqua non e' piu' quella di una volta e nemmeno la squola. Vorrei invece contestare quello che potrebbe chiamarsi luogo comune mentre semplicemente e' il luogo di cio' che tutti possiamo esperire se avessimo un laboratorio attrezzato e il tempo e probabilmente un week end passato nell'ozio speculativo.
Si puo' avere a pressione normale (760mmHg) acqua a piu' di 100 ºC che non bolle? La mia meschinita' e' grande, il problema lo posi e lo risolsi da solo nel 1994 ma mi scontrai col pericoloso scetticismo dei comunisti (ma esistevano ancora quelli italiani in quell'anno?). Lo risolsi da solo nel senso che cercai la soluzione nelle apposite letterature, e non fu facile. Ma alla fine dotato di digitalizzatore di immagini posso fornirvene incontestabile visione, aggiungendo inoltre le indicazioni in rosso per una piu' veloce cognizione.
perucca
Ah!
Il libro e' volume primo 'del Perucca'.
FINE

Gestione del Tempo


Gestione del nostro Tempo

/*Our Time management*/  
gestione tempo «Vi sembra di non avere più tempo per i fatti vostri? Le quindicine o i week end sembrano passare in un istante senza sentire di aver concluso nulla.Ci vuole gestione
 

Last modified: 21 Nov, 1999 (Created: 21 Nov, 1999)
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Gestione del Tempo

/*Time management*/

Facciamo i conti

/*Let's reckon*/ Facciamo il conto delle ore che possiamo rendere disponibili per le 'nostre attività'. Intendo 'nostre' quelle che appagano la nostra creatività, che non sono richieste da nessuno, quelle rivolte al nostro piacere. Approfondiremo più avanti questo aspetto.
Facciamo il conto delle ore per noi e quelle dedicate al lavoro. Il conto lo effettuiamo pensando alle ore che in maniera contigua possiamo dedicare all'una o all'altra cosa. Escludiamo quindi le ore che eventualmente possiamo dedicare a noi la sera di un giorno lavorativo.

Giorno Ore lav. Ore nostr.
L 24 0
M 24 0
M 24 0
G 24 0
V 18 6
S 0 24
D 0 24
tot 114 54
Le nostre sono poco meno della metà delle ore disponibili.
Proviamo ad eliminare le ore giornaliere fisiologicamente necessarie al sonno. Non possiamo dedicarle alle nostre attività o a quelle lavorative perché vissute in stato di incoscienza. Formuliamo una prima ipotesi per cui queste ore sono una quota fissa giornaliera anche nel week end possiamo solo spostarle nell'arco della giornata ma non possiamo esimerci dal consumarle.

Giorno Ore fisio. Ore lav. Ore nostr.
L 8 16 0
M 8 16 0
M 8 16 0
G 8 16 0
V 8 10 6
S 8 0 16
D 8 0 16
tot 56 74 38
Possiamo constatare che nel rapporto ci abbiamo guadagnato. È un errore di interpretazione delle ipotesi? In generale le ore di sonno sono collocate oltre la mezzanotte, quindi di fatto dormiamo all'inizio della giornata e non alla fine. Da lunedì a venerdì quindi è corretto collocarle tutte sulle attività lavorative, e sabato e domenica pure solo correttamente allocate alle nostre attività.
Il rapporto è migliorato perché venerdì abbiamo dormito per il lavoro ma abbiamo goduto di 6 ore per noi stessi.
Evidentemente il trucco è spostare ore fisiologiche nella settimana lavorativa.
Per esempio: e se dormissimo meno durante il week end e di più durante la settimana? Perché interpretiamo il fine settimana come periodo di riposo?

Discutiamo della gestione del Venerdì

Per sfruttare il vantaggio del carattere misto del venerdì dobbiamo saperlo affrontare. Se non si inizia il week end alle 18 del venerdì lo abbiamo perso.

Discutiamo delle 8 ore fisiologiche

Durante le giornate in realtà non ci sono solo le ore passate a dormire che limitano il tempo dedicato a noi stessi. Fare la spesa, i lavori di pulizia della casa, di lavatura-stiratura. Qualche commissione, o strascico del lavoro. Per non parlare del tempo speso nei trasferimenti.
Tutte le ore elencate sono anch'esse fisiologiche. Bisogna consumarle durante la parte la parte lavorativa!

Discutiamo delle ore Infrasettimanali

Non c'è via d'uscita. Bisogna lavorare. E lavorare porta via un tempo fisso e invariabile. Spesso molto.
E poi c'è l'aspetto del controllo dello stress che fin'ora abbiamo evitato di considerare.
Se da un punto di vista razionale siamo riusciti a riservare per noi con l'efficenza migliore il week end, per vincere questa lotta al recupero del nostro tempo, dobbiamo ancora sopravvivere o allo stress o addirittura trovare il modo di godere del tempo disponibile nella settimana lavorativa.
domani


Ma è solo una questione Logistica?

Temo però di non aver considerato tutti gli aspetti della gestione del tempo. Può essere solo una questione quantitativa? Ho il fondato sospetto che si debba introdurre qualche nuovo parametro. Oppure specificarlo meglio. Rileggo ciò che ho scritto più sopra e vedo che non è sbagliato. Solo che concetti come 'nostro tempo' o il suo non ben identificato complementare non sono per nulla chiari. Addirittura ho escluso a priori che possano mischiarsi e coesistere. Mi sono parato il culo sostenendo che è nostro il tempo solo se è nostro e contiguo. Nei periodi di maggiore stress mi sono impegnato (senza procurarmi alcun sollievo) a definire le caratteristiche del 'Nostro tempo':
  • è contiguo;
  • non serve al suo complementare;
  • da piacere.
Deve dare l'impressione che sia la nostra vita, fuori dagli obblighi. Tutto ciò che vi è compreso appartiene solo a noi o a chi permettiamo di condividerlo con noi.
Punto alquanto opinabile... Come negare a me stesso che ciò che ho fatto vissuto nel mio tempo non mi sia servito per esempio sul lavoro. Dobbiamo invece evitare di cadere in questo errore. Le nostre esperienze ci sono servite sul lavoro esattamente come altre o le stesse ci sono servite ad avere 'nostre esperienze'. Dobbiamo evidentemente approfondire l'aspetto dell'alienazione dal lavoro...

La Contiguità


L'Alienazione


Il Piacere

FINE

Socrate Atto II


Socrate: II Atto

/*Socrate: II act*/  
socrate atto «Parentesi culturale. Cito un paziente lavoro svolto rigorosamente tra la filologia sull'argomento e l'agiografia su ciascuno dei personaggi rappresentati: un atto di tributato a Socrate
 

Last modified: 5 Mar, 1999 (Created: 5 Mar, 1999)
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Socrate: secondo atto

Narratore:
Non fu cosi', ovviamente, che andarono le cose al povero Socrate.
In realta' egli fu condannato a morte, gli fu chiesto se voleva commutare la pena in un'altra pena altrettanto grave ma che poteva magari rendergli salva la vita, e lui disse che la pena doveva essere commutata in premio per i suoi servigi.
Fu cosi' che Socrate mori' in carcere dopo aver bevuto la cicuta, un potentissimo veleno, sotto l'ordine del tribunale, ordine eseguito dal messo cancelliere.
Socrate mori' lentamente come conseguenza del suo atto, sotto l'effetto del veleno attorniato dai discepoli che piansero il loro maestro mentre quest'ultimo li rassicurava esortandoli ad essere forti. Oggi noi presenteremo pero' un finale diverso da questo:
Socrate, come abbiamo visto, verra' sottoposto ad una seduta psicanalitica eseguita dal dottor Freud.
In realta' quasi 2000 anni di tempo intercorrono tra la nascita di Socrate e quella di Freud, ma chissa' cosa avrebbe pensato Freud di Socrate dopo aver assistito al suo processo?
In questo spettacolo gli autori della storia hanno inscenato un colloquio tra il dottor Freud e l'imputato Socrate.
Freud:
Vieni pure Socrate... mi hanno informato adesso che io devo esaminare la tua mente... accomodati pure su questo lettino e mettiti a tuo agio.. rilassati.... Socrate, tu sei molto rilassato... fissa attentamente questo pendolo e rispondi alle mie domande quando te lo diro' io! Socrate.. ora tu sei piccolo... sei un bambino. Raccontami della tua vita con i tuoi genitori. Cosa facevi durante la giornata?
Socrate:
Da giovanotto ho dato una mano in bottega a mio padre scultore, finche' un bel giorno Critone innamoratosi della grazia della mia anima, cosi' lui mi disse, mi prese con se' per iniziarmi all'amore della conoscenza. Da allora mi sono dedicato sempre a coltivare la mia anima come se si trattasse di un orticello con tante verdure e a fare si' che ognuno coltivi il proprio orto e diventi un perfetto ortolano.
Freud:
E dimmi, Socrate, come mai conosci tutti questi giovani? Per quale motivo vuoi aiutarli a scoprire la verita'?
Socrate:
Una volta chiesi ad un giovane: sai dove si vende il pesce?
e lui mi rispose: si', certo. Al mercato.
E poi gli chiesi ancora: e sai dove gli uomini diventano virtuosi?
E lui: no, non lo so questo..
Allora gli dissi di seguirmi, senno' per tutta la vita avrebbe si' saputo orientarsi all'interno della citta' di Atene conoscendo tutte le vie e i sentieri piu' nascosti, ma non avrebbe conosciuto nulla delle vie della verita'.
Io non ho fatto altro che fare 'il vigile urbano' per tutta la vita: a chi me lo chiedeva indicavo la via per arrivare alla verita'.
Freud:
Come mai Socrate ti sei sposato a 50 anni e non prima? Non desideravi vivere la vita a fianco di una donna che si occupasse di te, della casa e dei figli?
Socrate:
In verita' non mi interessava molto sposarmi. Io credo che le donne non sono capaci di partorire verita' ma solo figli. Anzi, a chi mi chiedeva se faceva bene a sposarsi, io gli ho sempre risposto: fai come ti pare, tanto in entrambi i casi ti pentirai amaramente
Freud:
Parlami di tua moglie, Santippe: come e' stata poi la vita coniugale?
Socrate:
Mia moglie Santippe? Percarita' non me la nominare!
Vivere con una donna del genere mi e' stato utile come domare un cavallo furioso: dopo si e' piu' preparati ad affrontare i propri simili nei discorsi di piazza e a sopportare anche i piu' antipatici. Cosa vuoi che ti dica, ormai mi ci ero abituato: e' come sentire il rumore incessante delle onde del mare. 'socraaaaaaaaateeeeeeee, socrateeeeeeeeeeee, buono a nullaaaaaaaaaaaaa'
E si lamentava sempre che non portavo a casa mai dei soldi... e mi diceva che ero uno scansafatiche e mi diceva che non mi preoccupavo mai dei figli... e POI MI CUCINAVA SEMPRE LE TRIPPE, non ne potevo piu'! trippe a pranzo.. trippe a cena.
Coro:
Tutti sanno che Santippe
matta andava per le trippe
trippe a pranzo trippe a cena
e per Socrate che pena!
FINE

Maiale in Fattoria


Maiale in fattoria

/*Pork in farm*/  
maiale fattoria «Non voglio abusare strumentalmente del suo corpo, delle sue carni, ma temo di aver abusato del maiale un poco in tutto. Ma posso dire di essere in fattoria il suo migliore amico.»
 

Last modified: Feb 19, 1999
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Babe

/*ebaB*/

Speculazioni

Dunque, stasera si parla del porco speculatore. Il maiale non è il più garbato tra gli animali della fattoria. Anzi, a dispetto di tutte le qualità che apprezziamo in lui, è di carattere egoista e poco fine (per alcuni invero si addice l'attributo... Fini). Un episodio avvenuto nella stalla di suddetta fattoria potrà meglio esemplificarvi il concetto.
Una sera l'asino se ne torna a casa dopo una giornata di duro lavoro.
Spinge col muso l'uscio della stalla ed entra con le zampe tremanti dall'accumulo di acido lattico derivante dall'animalesca mansione.
-Grunf, grunf, grunf (Ah, ah, ah)
Il poveraccio alza appena un sopracciglio per vedere il grasso maiale intento a scofanarsi il trogolo ripieno di ogni ben di dio avanzato dalle famiglie di coloni della fattoria, e trasportato lì con amore nel secchio della spazzatura.
-Ma lo vedi come sei ridotto? Sei uno straccio. Ma chi te lo fa fare?
L'asino prova a replicare ma la bocca non si apre, saldata dall'aridità di un'asciutta saliva che si è rappresa tra le labbra. Desiste e torna a rilassare i muscoli.
-Grunf, grunf, grunf (Ah, ah, ah) E domani mica è meglio! La stessa cosa. Magari ha piovuto e sarà la stessa cosa, anzi peggiore! E neanche un ringraziamento da parte del padrone!
Un impercettibile movimento della coda può rassicurarci che la povera bestia è ancora viva...
-Neanche riuscirai a mangiare grunf, grunf. Guarda me! Nessuno mi disturba e ho tutto quello che chiedo. (NdR Fa riferimento alla spregevole abitudine di gridare dei maiali all'ora del pasto)
Un lampo attraversa l'occhio spento del naufrago equino. Forzando la mascella con la gonfia lingua cartonata, l'asino riesce a proferire: -Ma tu non sei quello dell'anno scorso...
Il maiale quindi si direbbe poco speculativo, l'opposto quindi del pio bove, più cogitabondo e amante dei prati ondulati, magari in prossimità della ferrovia, apprezzata da questo quanto un ricco collezionista d'arte potrebbe apprezzare una villa con vista golfo in una esclusiva località della liguria.
Conduce una vita scandita dall'arrivo dell'amorevole contadino che lo soccorre nella sua inguaribile voracità col pastone e le dolci parole ce gli augurano un buon appetito 'magia bastardo che mi vieni bello grosso'.
Il maiale poverino urla solo in due occasioni, quando ha fame, e quando lo ammazzano. Forse dovevo meglio dire: 'quando muore'. Come se volessi sottolineare l'aspetto ineluttabile che lo avvicina a noi, che è la condizione di essere caduco e corruttibile. A natale, o comunque prima della befana una grave malattia falcidia tutti i porcelloni amorevolmente ospitati nelle fattorie.
Ho un collega del cui rapporto con la bestia mi sono fatto una personalissima idea. 'Bello, bravo, che caro' per tutto l'anno, poi si introduce negli appartamenti dell'animale e gli somministra l'ultima razione di complimenti: 'ma sai che sei proprio bello grasso!'. Da dietro la schiena estrae un coltellaccio e gli taglia la gola.
Ah, dovevo parlarvi dell'aspetto speculativo del mio oggetto di passione non tanto disinteressato.
Babe, a dispetto del solito, quella sera non ricevette alcun empimento del trogolo. Urlò, scalpitò, e grufolò. Fece pure un paio di telefonate ad un numero verde, ma la cornetta impugnata a fatica con le tre dita non dava segni di vita. La vita di un maiale è regolarissima: mangiare tutti i giorni, alla solita ora. Fare un cazzo per il resto della giornata. Come in un residence un contadino viene a pulire il giaciglio ogni giorno richiedendo loro solo di spostarsi un poco. Una volta la settimana viene cambiata la paglia. Una vita da pascià! (...o da consulente SAP R/3).
Lasciato solo quella sera, in compagnia dei crampi allo stomacone una nuova entità si animò in quel testone buffo. Una convoluzione celebrale dimenticata dal moto delle cariche elettriche attraverso nuove e ardite sinapsi cominciò ad emettere l'aura della vita.
Il povero Babe si accorse che poteva riflettere. Come una diga, schiantata dall'impeto di un acqua squassante e ignara della sua azione anche omicida, i pensieri, irruppero per la prima volta nella sua coscienza:
un senso di colpa,
verso il vecchio somaro, un padre paziente colpito dal figlio, immaturo e irruento offeso dalla verità con cui non riesce a confrontasi; e poi perché non ha mai restituito l'amore attento del padrone, che lo ha nutrito in cambio di nulla. Madre e Padre trattati senza cuore;
un senso di inadeguatezza,
verso se stesso, perché qualche suo comportamento deve pur avuto offendere l'amato padrone. Una punizione, una punizione e non una dimenticanza l'assenza di contenuto nella mangiatoia;
un senso di impotenza,
perché solo ora la visione è chiara, ma la capacità di muoversi nella vita senza provocare dolore risiede solo nella consapevolezza e nella conoscenza? Lui, che solo ora percepisce? ...forse;
propositi,
una svolta! Guardarsi attorno, per perdere occasione per conoscere i colleghi di fattoria. Gustarsi la vita, chiedersi cosa si sta mangiando, offrirsi di aiutare nella pulizia della cameretta. Una vita con più significato.
Nella notte, sull'aia, si prepara la festa. Se hai ancora un poco di tempo... try this!

Osservazioni generali

La vita di un maialino può essere decisa dalla madre.
Abbiamo maiali 'normali' e maiali ottenuti da una diversa inclinazione della madre per partner più massicci, negri potremmo dire, in realtà si tratta di cinghiali. Otteniamo quindi da questa promiscuità un 'incrocio'. Un incrocio può tenere le zampe conserte, e questo lo distingue sopratutto in società. Ora non vorrei dare spiegazioni, ma solo rappresentare naturalisticamente una situazione socialmente esplosiva, in cui i cinghiali, indipendentemente dai loro natali e dalle condizioni familiari in cui sono stati cresciuti si sono riuniti in bande. Mi viene in mente 'Il campione' o 'Gioventù bruciata'. In bande, coi loro giubbottini neri dominano con le incursioni i territori in cui hanno deciso di imporre la loro presenza. Forse certe letture permissiviste li hanno ispirati in questo, certamente non parliamo di maiali intellettuali, tutt'altro.
A nulla è servito da parte dei contadini organizzare cruente battute con cani e fucili. Queste battute suscitano solo una fragorosa ilarità in questi scalmanati. 'Sai ieri c'è stata una battuta ah ah ah ah' e giù a ridere a crepapelle mangiando per intiero una vite o un'enorme spiga di granoturco. Sghignazzando sgangheratamente la banda può spostarsi verso una nuova scorribanda.
La mammina vive infelice, ogni giorno i cacciatori vengono da lei 'dov'è suo figlio?'
'A fatto qualcosa di male?'
'Lo stiamo cercando. È in corso una battuta'
La mammina nascondendo a stento una sentita risata tenta una debole difesa: 'Ma vi sbagliate, è un bravo ragazzo...'
FINE

Molteni Battisti


A Molteni per Battisti

/*To Molteni for Battisti*/  
battisti molteni «Alla ricerca dei titani ne trovo uno soltanto a Molteni. Battisti sembrava lontano ma era a portata di mano.»
 

Last modified: 21 Feb, 2000 (Created: 9 Sep, 1998)
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Risonanze

/*Resonance*/ Cercavo una nuova analogia, una nuova similitudine con me, non dico con la mia vita, ma cercavo quella risonanza che ho più volte provato, che le sue (?) parole più volte avevano provocato in me.
Provengo dalla Vimercate-Lecco, e più tardi dovrò ammettere che sarebbe stato più patetico provenire dalla Milano-Lecco.
Una montagna frastagliata (il Resegone?). Una tempesta di neve lontanissima su un lontano imponente massiccio (il rosa?). Una cava arancione. Un piano circondato nella media-lunga distanza da basse montagne granitiche spelate e lì vicino da una collina.
'...uscito dai cancelli di Dosso di Coroldo...' '...pianti e applausi al cimitero di Molteni...' '...all'ingresso dei colombari nuovi...'. Leggo un articolo senza data ma evidentemente a ridosso di quel giorno del '98.
Sono l'ultimo arrivato nel dire: Battisti 'mi piace'. Ma non v'è nulla di strano. Sono un po' l'ultimo in tutte le cose che tutti provano. Ma non importa. Sono arrivato prima degli altri in molte cose. A smettere di giocare a pallone per esempio. A dire 'cazzomenefrega ci andrò da solo'. A pensare 'l'amore mi allontanerà'. E arrivo tardi a riconoscere che potevo svegliarmi prima, ma dio santo non fatemi ammettere di aver sbagliato! Cazzo!
FINE

Il dimissionario paranoico

Il dimissionario paranoico

/*The paranoid resigner*/  
dimissionario dimissioni «3^e dimissioni. Simpaticamente vostro dimissionario, pieno di gratitudine e rammarico per i fraintendimenti intercorsi tra di noi.»
 

Last modified: Jun 16, 2004 (Created: Jul 14, 1998)
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Caro dimissionario, proprio adesso che abbiamo bisogno di te!

-Cerchiamo un ufficio vuoto...
Il capo mi precede nel corridoio, aprendo le porte e mettendoci la testa dentro. Cerco di prevedere l'evolvere della situazione ma mi rendo conto che la partita è tutta ancora da giocare. Al telefono avevo già avuto l'impressione che volesse fregarmi. Si capisce quando uno cerca di fregarti, perché fa e dice le stesse cose che farei io per fregare lui :-) .
-Ho saputo la notizia... quand'è che mi hai lasciato il messaggio in memo?
-Ieri.
-Si, si, ieri sera- la realtà era che avevo lasciato già un messaggio la sera prima ancora, la stessa dell'invio del fax, ma non voglio metterlo in difficoltà, tanto per me nella sostanza non cambia nulla... anzi, gli stavo dando l'impressione di avere in lui la fiducia che si aspetta uno che cerca di fregarti.
-Mettiamoci qui. Allora. Cosa ti ho fatto?
La domanda era perfetta e mi metteva a mio agio: -Ti assicuro che non c'è nulla di personale...- e sorrido mantenendo calma e sorriso neutro. Tutto va al meglio e sono pronto a spiattellare il breve discorso che avevo preparato per superare l'esamino delle motivazioni: -Il fatto è che si è creato un clima di incertezza in azienda per cui la divisione a cui sottintendo accusa delle difficoltà, mentre al contrario il mercato è in fermento e un consulente come me con due anni di esperienza ha grandi possibilità.
-Ma il lavoro per te c'è, te l'ho avevo detto a fine di giugno... quand'è che ci siamo incontrati?- odio il suo maledetto modo di fare per non dimostrare di ricordare nulla di te!!!
-Si, alla fine di giugno. Ma quel lavoro non è certo, mentre è certa l'offerta che ho ricevuto.
Il capo sorride e non perde lo smalto e mi accorgo che ha un foglietto, piccolo, quello quadrato per gli appunti telefonici. Ha anche una penna a sfera. -Abbiamo acquisito, come tu sai, la LIST, e non è detto che non ci possa andare tu, anche se io ti avrei destinato alla ELETTRICA. Però a settembre! ...come ti avevo promesso!
-Il fatto che non si sia ancora concretizzato il contratto avvalora la mia tesi che lavoro non ce ne sia per me.
-Lo sapevo che non dovevo mandarti in FATTO- alludeva al progetto sul quale ero allocato. -Ma, giuro, che non sapevamo che vi avrebbero occupati ad un così basso profilo di attività. Anzi ci siamo proprio sbagliati, devevo offrirti come K3- la sigla con la quale si indicano i consulenti con tre anni di esperienza. Evidentemente non sapeva o non si ricordava che avevo partecipato anche io alla trattativa commerciale con la quale mi avevano piazzato in FATTO. Trattativa durante la quale era stato usato come base un foglio che non era altro che la 'lista della spesa' per la mia società dove non si parlava assolutamente di K3 (ma esiste poi K3?).
Continuò con tono molto comprensivo: -Appena saputo come stavano le cose ho cercato di portarvi subito via da là, ma... in alto... non me lo hanno permesso...- quel viso da bambinone diveniva a volte mite e amichevole quando cercava di giustificarsi, a volte sofferente, come un controllore ferroviario che ti multa per non aver timbrato un regolarissimo biglietto.
Non aveva finito: -Volevo usare FATTO come serbatoio per formare tutti quelli che...- blah, blah, blah... si, si, si, lo lascio parlare senza ascoltarlo pensando al fatto che se eravamo lì alla FATTO per creare una nicchia calda per coloro che ci avrebbero seguito e sostituito potevano benissimo dircelo prima, e d'altra parte è invece noto che è meglio avere un consulente a tariffe basse sulla fattura di un cliente che alla voce 'spese generali' della società. Quando ricomincio ad ascoltarlo rimango sbalordito: -...dieci unità e poi altre dieci e poi ancora dieci e poi conquisteremo IL-M-O-N-D-O-O-o o o... !!!
Boh? qual'è il confine tra ciò che era nella mia immaginazione e quello che lui farneticava realmente? A stare ad ascoltarlo avrei dovuto sgomitare nelle carni dei miei colleghi tanti ne sarebbero dovuti arrivare. Ricordo che quella del numero di consulenti era la sua fissazione di qualche mese prima, quando straparlava di prendere una sede più grande per contenerli tutti non appena insidiati in quella in cui ci trovavamo.
E insisteva! -Quest'altro progetto, come sai ce lo abbiamo. Quest'altro ancora come sai, lo abbiamo all'ottanta per cento... Tu lo sai!- io che ne so? Perché dovrei crederci??? -Questo al venti percento. Per questo abbiamo fatto l'offerta, ma è dura. Questo, e questo, e questo...- mi sembra di aver mangiato e bevuto troppo, non riesco a stare sveglio.
Altre carte, altro gioco. -Sai che sono stato male, è arrivato il conto dell'ospedale dalla Svezia. Quindici milioni per una settimana.- nel dirlo era impallidito ad arte, forse... Magari aveva sofferto veramente. Senz'altro voleva farsi compatire. -Vedi? Ho speso l'ottanta per cento del mio tempo a fare il commerciale e alla fine il risultato l'ho ottenuto, se avessi cominciato subito...
-Capisco che tu ci abbia messo molto impegno, anzi, son sicuro che tu hai fatto tutto il possibile. Ma badiamo ai fatti, quanti sono i progetti acquisiti?- ribatto.
Non mi ascolta: -E poi c'è l'attività di outsourcing... che potrebbe essere... tua- ...non capisco bene. -Certo è un'attività che occuperebbe solo il cinquanta per cento del tuo tempo, quindi ne avresti senz'altro due almeno di cui occuparti. E trattandosi di un incarico di gestione potresti svolgerlo addirittura dalla sede.- Questa uscita non me l'aspettavo. Tentenno. Si accorge che scopro la guardia e attacca!
-Volevi un'opportunità, giusto?- stavolta sorride più perfido. -La dottoressa Nazza sta mettendo in piedi una nuova linea e pensava a te per quel progetto 'al mare'- si sta riferendo al recente progetto concluso a cui avevo partecipato.
-Si, hai ragione... questa è una opportunità...- accidenti, ha proprio colpito il segno. -Ma non va bene lo stesso... perché ora me lo offri e non una settimana fa?
Non gli importa nulla della mia risposta: -Vedi che non mi ricordavo? Vedi che mi fai dimenticare le cose! C'è la STRAMBO. Ci hanno fatto uscire dal progetto in Svezia, ma ora hanno bisogno di noi in Italia, e chissà che non ci sia da andare in sede centrale qualche volta...
Non mi dimostro convinto: -Senti capo, il mio è pure un desiderio di cambiamento, ma è un desiderio che supera la razionalità della scelta. A parte ora in FATTO, che è uno schifo, ma già prima le cose non andavano bene: il lavoro di basso livello e da schiavo l'ho pure fatto 'al mare'.
-Di questo non devi preoccuparti perché quando Lello se ne andrà via... cioè...- Mi si rizzano le orecchie: Lello era il più anziano nel mio ambito specialistico, unico oltre a me a detenere, come Conan il barbaro, il segreto dell'acciaio. Come più anziano era presente sul progetto con maggiori responsabilità, relegando a me gli incarichi subordinati... Ma si era tradito oppure era un'altra mossa tattica per interessarmi? -Cioè volevo dire, appena finirà LIST andrà su un'altro progetto...- Io lo osservo. Per un attimo aveva fatto nuovamente centro. Fosse stato vero che Lello se ne andava, per me era la grande opportunità di divenire il più senior a mia volta. Ma come poteva aver commesso un simile errore. Se da un lato era un indubitabile incentivo per farmi rimanere, dall'altro poteva essere invece un misero tranello, oltretutto debole, perché potevo verificare facilmente al telefono con l'interessato... che però poteva essere in combutta.
Ritorna a fare la vittima: -Ci saranno dei cambiamenti voluti direttamente da Parigi (dalla capogruppo) che colpiranno questa unità e (sigh) credo che coinvolgeranno anche me... Quest'ultimo episodio di dimissioni in blocco non potranno che rendere ancora più precaria la posizione della filiale italiana...- ancora una mossa per farsi compatire. Mi viene alla mente il personaggio principale di 'Capro espiatorio', che assommando su di sé le conseguenze di tutta la serie di responsabilità in fatti più o meno gravi di cui erano colpevoli altri, dissolveva ogni aggressività in coloro che erano vittime e che gli stavano rimostrando contro.
Prende un foglio e mi ridisegna tutto l'organigramma della società per evidenziare la nascente linea dedicata all'outsourcing... Ancora una volta smetto si ascoltarlo, gli faccio delle domande strane per rassicurarlo tipo: 'ma è strutturato così in tutte le società europee?', 'e quel tale collega francese che fine ha fatto?', 'e quello spagnolo?'. Lui risponde a vanvera, ma mangia la foglia e capisce che ne ho abbastanza.
-Dunque non sono riuscito a convincerti? Non so più cosa fare per allettarti... Ci proverà ancora Il Buono, lo sai? ...Vieni a prendere un caffè?

Caro dimissionario, tregua?

-Offro io!- e ghigno.
Il display visualizza il contenuto della mia scheda prepagata per la macchinetta del caffè: settemilaottocento lire. Le avevo caricate durante la permanenza in sede nel periodo di natale... 7 mesi prima... Mi fa ricordare che non ho passato molto tempo in sede da allora.
-Ehilà! Ma non puoi andartene con tutto quel capitale!
-Guarda, Belga, sarò felicissimo di lasciartela di 'stecca'.
Riprendiamo a scherzare con una certa dose di ipocrisia. Ma non me ne preoccupo, io cerco di tirare il tempo per completare le formalità delle dimissioni a cui loro oppongono una inaspettata resistenza.
-E vuoi saperne un'altra sul perché me ne vado? Perché non sei riuscito ad infilare alcuna femmina nella divisione!
Sorride e mi fa accomodare su una sedia perché Il Buono è preso da una telefonata.

Caro dimissionario, ti presento la dottoressa Nazza

-La dottoressa Nazza vuole parlarti Astare.
Colpo di scena! Compare lei... la commerciale d'assalto... un poco sciupata... specie considerando che dovrebbe avere la mia stessa età. Non mi importa come è ora, immaginandola ancora nei migliori dei suoi anni la seguo docile in ufficio nella scia discreta del suo profumo. Lei si siede dall'altro lato della scrivania e mi cela in questo modo le lunghe gambe. Io aggiusto la posizione della sedia e faccio un ultimo tentativo di insinuarmi nella scollatura. Lei para il colpo e copre.
-Vuoi fermarti anche tu Belga?
Eh, eh, eh, credo che richieda la sua presenza come mio responsabile non per rischiare di firmare assegni in bianco con me... -Come tu sai mi sto occupando di una nuova linea di questa società. Si tratta di blah, blah, blah...- io intanto controllo che da sotto il tavolo si possa vedere qualche cosa, infatti ecco la punta della scarpa, ma io vorrei qualcosa di più... professionale ...un elemento come te insomma, in grado si 'switcciare' da un problema ad un'altro, una sfida... blah, blah, blah...- ricordo di essere già stato con lei in una situazione analoga, una cena aziendale, una di fronte all'altro in una lunga tavolata. Come era brillante... Vicino a lei era il marito. Eravamo tanto amiconi che dopo quella cena quasi non mi ha mai più salutato -...quindi ti chiedo di riflettere su questa proposta. Non posso prometterti altro che questo come opportunità, perché andrai ad affiancare una persona (!!! la proposta si sgonfia!!!) che... blah, blah, blah...- come è bella... Scivolo sulla sedia per abbassare il mio punto di vista, ma lei probabilmente abituata alla vita d'ufficio para ancora scivolando a sua volta allontanandosi quanto basta dalla scrivania sulla sedia dirigenziale con braccioli e cinque rotelle.
Esco stringendole la mano fredda e molle. Incontro un collega che sapeva della natura dell'incontro -Come è andata?- io gli faccio a due mani il verso delle tette della Nazza.

Caro dimissionario, ti presento il Buono

-Vede, Murnau, sto facendo un colloquio con uno della concorrenza. Vuole andarsene dalla sua attuale azienda perché c'è una cattiva visibilità delle politiche della sua azienda...- parla bene questo. Si direbbe più 'intimista'... d'altra parte è ad un livello gerarchico superiore al Belga, può permettersi di discutere con me astraendo maggiormente da questioni troppo prosaiche...
-Ma la capisco, lei ha visto la sua curva di miglioramento appiattirsi, e di fronte ad una offerta della concorrenza ha ritrovato...- stavano per luccicarmi gli occhi. Quell'uomo mi sta parlando con grande comprensione e sta dicendo delle grandi verità... ma mica è vero che chi è dalla tua parte la pensa come te!
Mi riprendo e cerco di prendere tempo: -Sono molto lusingato ma non capisco perché solo ora mi vengano espressi tanti elogi.
Lui risponde lesto, ma attenti che questa è grossa! -C'è stato un riprovevole difetto di comunicazione, e se è potuta accadere una cosa del genere, che un elemento valido come lei non abbia avuto la sensazione di essere stimato dalla propria azienda, se per questo qualcuno ha sbagliato, pagherà.
Il discorso del Buono ha attirato maggiormente la mia attenzione, ma non è sufficiente: mi perdo a immaginare cosa avrei potuto vedere se nel precedente colloquio in quel lento scivolare dalla sedia fossi finito a terra nel goffo tentativo di guardare le mutandine della terribile commerciale... un parkimetro?
Dopo aver passato in rassegna tutte le ragioni per la quale un giovane cambia lavoro, probabilmente ricavate da un elenco in appendice di qualche guida Franco Angeli (che anche io avevo letto), passa al capitolo successivo delle lusinghe più viscide: -Sono sorpreso perché non hanno fatto che parlarmi bene di lei... ho grande stima in lei... non farei questo discorso se non pensassi ne valga la pena...
Ma il capo è il capo perché sa sorprendere al momento giusto: -Credo di conoscerla bene,- aveva una cadenza e una dizione da sceneggiato radiofonico mi stava affascinando e trascinando efficacemente verso il dubbio -e se la conosco bene lei non sta puntando solo ai soldi, lei ha veramente come me, come molti di noi, a c-u-o-r-e la professione... Guardi, non farei una cosa del genere per uno qualsiasi, se non pensassi tutto questo bene per lei non mi sbilancerei tanto. Noi, non le faremo un'offerta. Lei, la settimana prossima, ci pensi su e poi mi telefoni. Si prenda mezza giornata e incontriamoci per parlarci: sarà Lei a fare una richiesta.- Sorride.
Dentro di me qualcosa si spezza. Voleva piegarmi e ci è riuscito... o almeno mi sto flettendo... -Certo non posso prometterle mari e monti. Ma è un'occasione, forse unica... spero di no, ma potrebbe anche esserlo. Quando pensa di chiamarmi?
-Lunedì.
Rimane perplesso per il poco tempo che mi concedo per pensare. Ha capito che in realtà non ho molti dubbi.

Fuga e disappunto del dimissionario

Fuggo in corridoio, oltre la porta di sicurezza. Prendo l'ascensore sperando di incontrare nessuno, giù e poi fuori! In macchina, in viale Zara, in tangenziale. Torno a respirare, anche se nello smog della coda del venerdì sera degli accessi alla tangenziale di Milano. Posso finalmente liberarmi di quelle espressioni ruffiane: dei sorrisi per l'ingenuità e della serietà per l'intelligenza.
Finalmente torno in contatto con la realtà. Mi tornano alla mente tutte quelle parole spese per indurmi sensi di colpa, per creare un senso di gratitudine verso quella gente, per rifondare l'illusione di un anno fa quando mi assicurarono di poter fare ancora qualcosa per me e che se invece avevano fatto poco non dipendeva dalla loro volontà.

Dove rombano le cannonate

-Ciao Murnau, cosa hai deciso?
-Perseguirò la mia intenzione a mollare.
-Mi dispiace, mi dispiace perderti.- Parlava come un fidanzato che vuole dimostrarsi comprensivo verso una neo-ex un po' rompicoglioni. Ma il suo tono era come al solito subdolo -...con sto male ai denti poi...
-Male ai denti?
-Certo, mi hanno operato la settimana scorsa... Ora mi tirano i punti e mi fanno un male boia...- Ma cazzo! Perché anche stavolta aveva trovato di che farsi compatire?
-Accidenti non lo sapevo. Comunque volevo farti presente la mia intenzione di mollare al più presto possibile per passare alla nuova società...- Vengo interrotto, ad arte con un tempismo eccezionale una soneria di cellulare, e poi lui che interrompendo la breve parlata in inglese si congeda velocemente da me.
Mi richiama due ore dopo: -Eh eh eh Murnau, sai quella telefonata di prima? Un progetto in Arabia Saudita...
-Ma va' a cagare!!!
FINE

Ciclope Purpureo


Il Ciclope purpureo

/*The Purple cyclope*/  
ciclope purpureo «Per il Ciclope Purpureo, mi sono rifatto a Ungaretti e a Leopardi. È ancora in corso una causa legale per plagio con i loro famigliari e la con SIAE.»
 

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Il ciclope purpureo

Si erge
specie il mattino, guardandomi
col suo unico occhio
commosso a fiotti.
FINE

Testo Cyrano


Il testo di Cyrano

/*Cyrano text*/  
cyrano testo «Cyrano: Citazione dal testo obbligatoria per un etereo e genuino romantico come me. Non so tradurla, pensateci voi. Se non sapete il francese arrangiatevi!»
 

Last modified: Gen 30, 1998
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Astare da Qui rende omaggio a Cyrano che scrive scrive scrive e i suoi frutti li colgono altri, ma di che frutti del menga si tratta se non hanno sapore se non sulle sue parole?

Cyrano du Bergerac

Documento originale
Certes, ce sentiment
Qui m'envahit, terrible et jaloux, c'est vraiment
De l'amour, il en a toute la fureur triste !
De l'amour, -et pourtant il n'est pas égoïste !
Ah ! que pour ton bonheur je donnerais le mien,
Quand même tu devrais n'en savoir jamais rien,
S'il ne pouvait, parfois, que de loin, j'entendisse
Rire un peu le bonheur né de mon sacrifice !
-Chaque regard de toi suscite une vertu
Nouvelle, une vaillance en moi ! Commences-tu
A comprendre, à présent ? voyons, te rends-tu compte ?
Sens-tu mon me, un peu, dans cette ombre, qui monte ?...
Oh ! mais vraiment, ce soir, c'est trop beau, c'est trop
doux !
Je vous dis tout cela, vous m'écoutez, moi, vous !
C'est trop ! Dans mon espoir même le moins modeste,
Je n'ai jamais espéré tant ! Il ne me reste
Qu'à mourir maintenant ! C'est à cause des mots
Que je dis qu'elle tremble entre les bleus rameaux !
Car vous tremblez ! car j'ai senti, que tu le veuilles
Ou non, le tremblement adoré de ta main
Descendre tout le long des branches du jasmin !`
Il baise éperdument l'extrémité d'une branche pendante.


Mais que diable allait-il faire,
Mais que diable allait-il faire en cette galère ?...
Philosophe, physicien,
Rimeur, bretteur, musicien,
Et voyageur aérien,
Grand risposteur du tac au tac,
Amant aussi -- pas pour son bien ! --
Ci-gît Hercule-Savinien
De Cyrano de Bergerac
Qui fut tout, et qui ne fut rien.
... Mais je m'en vais, pardon, je ne peux faire attendre
Vous voyez, le rayon de lune vient me prendre !
Il est retombé assis, les pleurs de Roxane le rappellent à
la réalité, il la regarde, et caressant ses voiles
Je ne veux pas que vous pleuriez moins ce charmant,
Ce bon, ce beau Christian ; mais je veux seulement
Que lorsque le grand froid aura pris mes vertèbres,
Vous donniez un sens double à ces voiles funèbres,
Et que son deuil sur vous devienne un peu mon deuil.
FINE

Keyser Soze


Chi è Keyser Soze?

/*Who is Keyser Soze?*/  
keyser soze «La leggenda affascinate di Keyser Soze. Riporto la mia traduzione dalla sceneggiatura originale più che il testo del film... visto che non sono mai riuscito a rivederlo...»
 

Last modified: Gen 29, 1998 (Created: Gen 29, 1998)
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Chi è Keyser Soze?

-Keyser Soze non esiste -There' is no Keyser Soze
Chi è Keyser Soze Who is Keyser Soze
Si crede che sia Turco. Qualcuno dice che suo padre era Tedesco. Nessuno crede che sia esistito veramente. Nessuno lo ha visto o conosciuto qualcuno che abbia mai lavorato direttamente per lui, ma a sentire Kobayashi, chiunque potrebbe aver lavorato per Soze. Non si può sapere. Questa è la sua forza. La beffa più grande che il Diavolo abbia mia fatto è stato convincere il mondo che egli non esista. Una storia che i ragazzi mi raccontarono -storia in cui credo- riguarda il suo periodo Turco. C'era una insignificante gang di Ungheresi che volevano crearsi il loro traffico. Si convinsero che per essere potenti non sono necessarie armi o soldi o buoni numeri. È solo necessaria la volontà di fare ciò che gli altri non vogliono. Dopo un certo periodo essi divennero potenti, e vennero quindi dopo Soze. Ci volle poco tempo, sotto l'effetto di droga si dice... -He is supposed to be Turkish. Some say his father was German. Nobody believed he was real. Nobody ever saw him or knew anybody that ever worked directly for him, but to hear Kobayashi tell it, anybody could have worked for Soze. You never knew. That was his power. The greatest trick the Devil ever pulled was convincing the world he didn't exist. One story the guys told me - the story I believe - was from his days in Turkey. There was a petty gang of Hungarians that wanted their own mob. They realized that to be in power you didn't need guns or money or even numbers. You just needed the will to do what the other guy wouldn't. After a while they come to power, and then they come after Soze He was small time then, just running dope, they say...
-Andarono da lui nel pomeriggio in cerca dei suoi affari. Trovarono la moglie e i figli in casa e decisero di aspettarlo. -They come to his home in the afternoon looking for his business. They find his wife and kids in the house and decide to wait for Sate.
Egli arrivò trovando la moglie violentata e i bambini piangenti. Gli ungheresi sapevano cosa Soze stesse pensando. Non sembrava preoccupato. Quindi gli dissero quali erano le loro intenzioni. -He comes home to his wife raped and his children screaming. The Hungarians knew Soze was tough. Not to be trifled with. So they let him know they meant business.
-Gli dissero che volevano il suo territorio -tutti i suoi traffici. Soze guardo in faccia la sua famiglia... Quindi fece vedere a questi uomini come fosse veramente. -They tell Soze they want his territory - all his business. Soze looks over the + faces of his family... Then he showed these men of will what will really was.
D'un tratto, Soze estrasse una pistola e ne colpì quelli coi fucili. Si volse quindi verso l'uomo che stava tenendo suo figlio.
L'uomo stava per tagliare la gola al bambino, aveva appena inciso quanto basta per far uscire il sangue.
Soze sparò.
L'ungherese sgomento vide il bambino cadere dalle proprie braccia.
Soze puntò quindi la pistola a figlio successivo, e al successivo e al successivo. Uccise i suoi figli uno ad uno di fronte all'Ungherese.
Suddenly, Soze pulls out a pistol and shoots the two men with guns. He turns and aims at the third man holding his child.
The man threatens to cut the child's throat, slicing just enough to draw blood.
Soze fires.
The stunned Hungarian watches the child fall from his arms.
Sate turns the pistol on the next child, then the next and the next. He kills his children one by one in front of the Hungarian.
-Gli disse che preferiva vedere la famiglia annientata che vivere un altro giorno ancora dopo questo. -He tells him he would rather' see his family dead than live another day after this.
Soze raggiunse la moglie, pesta e piangente sul pavimento e le sollevò il capo. Ella gli diede il più stranito sguardo. Comunque di fiducia, carico di paura e umiliazione.
Le puntò la pistola tra gli occhi e fece fuoco.
SOZE walks over to his wife, crying and beaten on the floor and holds up her head. She gives him the strangest look. One of trust perhaps, saturated with fear and humiliation.
He puts the gun between her eyes and fires.
-Lasciò l'ultimo Ungherese libero, e questi fuggì. Aspettò finché sua moglie e i suoi figli furono seppelliti e partì per terminare il lavoro. Uccise i loro figli, uccise le loro mogli, uccise i loro parenti e gli amici dei parenti. -He lets the last Hungarian go, and he goes running. He waits until his wife and kids are in the ground and he goes after the rest of the mob. He kills their kids, he kills their wives, he kills their parents and their parents' friends.
-Bruciò le case dove vivevano e i luoghi dove lavoravano, uccise la gente che dovevano loro dei soldi. E fatto questo se ne andò. Sottoterra. Nessuno lo ha più visto. Divenne un mito, una storia che i criminali raccontano ai loro figli la notte. Se tu .......... E nessuno veramente ci crede più. -He burns down the houses they live in and the stores they work in, he kills people that owe them money. And like that he was gone. Underground. No one has ever seen him again. He becomes a myth, a spook story that criminals tell their kids at night. If you rat on your pop, Keyser Sate will get you. And nobody really ever believes.
-Tu gli credi, Verbal? -Do you believe in him, Verbal?
-Keaton dice sempre: 'Io non credo in Dio, ma ho paura di lui.' Bene. Io credo in Dio, e la sola cosa che mi atterrisce è Keyser Soze. -Keaton always said: 'I don't believe in God, but I'm afraid of him.' Well I believe in God, and the only thing that scares me is Keyser SOZE.
FINE