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Misoginia


Misoginia!

/*Misogyny*/

Last modified: 7 May, 2000 (Created: 1 Sep, 1995)
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Alida Valli ...scusate, guardando Alida stavo quasi per desistere dal mio intento, restringendolo all'Amore...
Ma mi riprendo subito e do il via alla mia disanima del problema con l'aiuto di un caro collega e di alcuni esempi di Misoginia e Amore. Rimando alle altre cinque principali sezioni nel caso cercaste esperienze di viaggi o episodi edificanti della mia vita o la discussione sull'ambito culturale o soluzioni o slanci di pensiero. Accetto comunque suggerimenti per correzioni o ampliamenti... non tanto alla sezione in se quanto direttamente alla mia vita.

FINE

Sesso Carattere Amore


Sesso, carattere e Amore

/*ebook: Sex, character and Love*/  
dimissioni «Una citazione proveniente da un ebook del passato sull'Amore, il Carattere, anzi una lezione sul sesso. Cerchiamo chi l'ha impartita, chi ne ha usufruito. Scopriamo se è un idea migliore della Misoginia.»
 

Last modified: 7 May, 2000 (Created: 1 Apr, 2000)
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ebook: Sesso, non solo

Non siete obbligati a respingere o accettare quanto esposto nell'ebook di seguito citato. Il suo contributo alla discussione sul Sesso e sull'Amore è notevole. Una provocazione autorevole o un autogol ingenuo? Il resto della sezione sulla misoginia è in genere meno corrosivo, ma più acuto.
Collana fronte
Collana retro
Titolo
Pag. 26
Pag. 27
Pag. 28
Pag. 29
Pag. 30
Pag. 31
Pag. 32
Pag. 33
Pag. 34
Pag. 35
Pag. 36
Pag. 37
FINE

Manuale Corteggiamento


Botticella sulla trentina

/*Little blow over the thirties*/  
corteggiamento manuale «Una botte non una botta, si parla di corteggiamento? Ma l'ambiguità nelle parole non è casuale, come in ogni invito. Ma nessuna si preoccupi: un manuale di garantismo e Misoginia.»
 

Last modified: 16 Feb, 2000 (Created: 16 Feb, 2000)
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Manuale di corteggiamento

Ragazza muta. Come procedere con una muta? Come al solito il problema sei tu, solo tu. Approccio diplomatico, o del timido intraprendente detto anche approccio razionale: sventagliata di argomenti, colpi sparsi su esperienze comuni, invito in extremis, commiato sorridente. Nella mia opinione l'approccio diplomatico si sviluppa solo quando lei non è interessata.
CREMA DI CECI E CON LENTICCHIE AD ISOLE E FILO D'OLIO CON GAMBERI MEDI E PANCETTA SCOTTATI.
Pensieri deliranti del diplomatico: è timida, come una cozza... ma che sorriso, come è bella, non ci sa fare con gli uomini. Solo per questi pensieri non meriterebbe l'appellativo di approccio razionale, ma è razionale la motivazione di tale approccio: è una donna, come me sa cosa vuole e deciderà autonomamente. Non sono certo misogino descrivendo in questo modo l'approccio razionale. Il misogino è ancor più razionale perché la sua natura gli permette di categorizzare l'universo femminile, sa che una donna decide solo in compagnia del potere o della sicurezza o della vanità (sarebbe interessante conoscere il pensiero di una androgina in merito), in tutti gli altri casi pesa solo la proposta.
SFORMATO DI CARCIOFI CON BURRO SPUMANTE E CAVOLO.
Come si concilia la mia misoginia con l'insistete ricorrere all'approccio razionale? Sono un misogino irrazionale! Una trentina sulla trentina muta, ma sorridente. Non male come giornata. Dopo i complimenti sugli occhi azzurri di una umanista programmatrice non ingegnerizzata non mi aspettavo altro.
PIZZICOTTI DI FARAONA CON ERBE E BURRO MONTANO.
Dopo le otto mi becca il boss, pazzo, con una forte carica vincente. Ma è l'esperienza comune necessaria al piano 2 del mio approccio razionale. Uno sproloquio di mezz'ora sulla profitability del progetto, sulle donne del progetto sulla sua casa. Mi compiaccio di riuscire a stimolare con garbo il suo monologo. Lei è costretta a dichiarare la sua età. Ci sono elementi a sufficienza per un approccio razionale più aggressivo che si può applicare alla seconda opportunità, dove il non avere forzato sulla prima viene premiato dall'ottenimento di una sofistica confidenza.
FILETTO DI MAIALE AL FORNO CON NOCCIOLE E CACCHINE DI ZUCCA, PURÉ E LENTICCHIE.
Razionalmente obbligatorio all'approccio miso-irrazionale colga la mia opportunità. La bionda col caschetto, gli occhi azzurri, trentina trentenne prende il telefono per il taxi. 'Chiami il taxi? Posso accompagnarti io'. Accetta. Segno razionale che non vuole dare soldi a quegli stronzi di icsisti, segno irrazionale che forse ha colto a sua volta un'opportunità. Battuta obbligatoria 'non pensavo tu fossi trentenne',battuta obbligatoria per la prossima (possibile?) opportunità 'ditenonsisanulla, ma sei fidanzata?'. Illusione di me ormai invaghito è che non voglia dichiarare di essere fidanzata per non spegnere in me l'iniziativa, diversamente il misogino non si sarebbe fermato a riflettere sulla semantica di simboli inesistenti. 'Ti piace Torino, cosa fai la sera, cucini da te in residence, cosa facevi prima, sei ingegnere, perché non vieni domenica sera, com'è il tuo quartiere'. Risposte troppo piatte in tutti gli stadi dell'approccio. Il timido ha ancora una volta perso. Il garantismo in misoginia non premia.
FREE HANDIES
.
FINE

Donne Ristorante


Ghe la nebbia

/*There is the fog*/  
donne ristorante «Una nebbia fittissima e un ristorante raffinatissimo. Le donne sono dappertutto. Mangiano e parlano accanto a me. Accanto a tutti noi.»
 

Last modified: Dic 15, 1998 (Created: Dic 15, 1998)
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Donne al ristorante

Nella nebbia, le macchine le si infilano sotto. Analogamente a come voi potreste infilare con forza i piedi sotto le coperte ben distese del letto di vostra madre quando eravate piccoli, oppure la cuffia di lana nell'impeto che precede la discesa nel campo innevato, oppure la mano dentro ai collant costritto-consenzienti... Ad uno dei tavoli c'è anche una 'asian', e io non posso esimermi dal cercare di immaginare di quale taglia di collant debba fare impiego quel cerbiatto filiforme.
Locale di lusso con qualche concessione al rustico. Ma il rustico può costare 100 000 a pasto, come del resto costerebbe una baita con dentro un Milanese, che pure mi da 'la michetta' e fa sì che possa permettermi il posto rustico da un decimo di milione.
La cameriera è deliziosissima. Un visetto muliebre guarnito da un colletto bianco e ampio. La gonna sopra il ginocchio rivela finalmente il vero rustico di gambette non perfettamente tornite ma guizzanti di gioventù, come la breve corta coda alta della testolina indaffarata.
Offendo il maitre ordinando del Dolcetto d'Alba a dispetto di una indigena bottiglia di Caluso, ma mi compiaccio degli occhi azzurri di lei che tramite due affascinanti ordigni svita il sughero dalla bottiglia col secondo dopo averne tranciato di netto il preservativo incapsulante col primo. Ne cerco lo sguardo. Nulla. Rustica ritrosità?
Il merluzzo mantecato è agliato col gusto di colui a cui piace l'aglio, e le uvette accostate al delicato tacchino freddo sono collocate al gusto della povera oca grassa che concepì questo accostamento mentre ad ali inchiodate ad una tavola veniva nutrita con un pistone idraulico direttamente giù nello stomaco.
Cerco di misurarle il seno. La giacchetta o l'economia di una natura eppur dimostratasi benigna con quel viso delicato mi inibisce la sensazione forte di ghermirglielo dolcemente col palmo pieno. Forse che le lievi sensazioni di suggerlo siano meno morbose? La lascio sostituirmi ad ogni portata le posate di peltro.
I cavalieri ai tavolini di cui sono circondato abbondano nel livello del calice delle rispettive dame. Tutte sorridono ebbre al loro diavolaccio tentatore. La disparità dell'età media tra uomini e donne è spaventosa. Di rustico ci sono anche io, che rinuncerei all'asian per l'efficace cameriera che forse mi concupirebbe più volentieri che uno di quei stagionati mescitori di nettare pecuniario. Quindi sarebbe ambizione di una malga alpina essere posseduta da un milanese? Di un collant di essere lacerato da un'estremità inrolexata? Il rustico della biondina... quello cerebrale intendo... specifico questo perché ogni altra donna ha 'il rustico'... come ogni uomo del resto... la biondina, dicevo, ha appena respinto l'assalto di quattro avventori che contestano con grande cautela ipotetica una bottiglia di... una bottiglia di... metto gli occhiali che il mio ottico mi ha consigliato contro gli effetti del self makeing... Freisa??? C'è qualcuno di più rustico di me e la mia desiderata cameriera?
Volevo parlare di nebbia e cosce. Splendida l'asian... ma... i venti anni di differenza che dimostra dal cavaliere mi fanno desistere anche dall'immaginazione... Oltre a quella e ad altre tre identiche coppie, invento (dal verbo inventariare) altri due tavoli oltre al mio: i quattro fessi della freisa e i cinque stronzi sotto l'enorme specchio lievemente inclinato verso la sala.
Nessun Valentino o Ungaro tra gli uomini froci (tranne il sottoscritto che sfoggia un classico Uomo Formale made in italy per arruffianamento del capo progetto), vige tra questi il più deleterio informale: golfino con cravattone e camicia, cravatte senape disgiunte da gilet senape floreale, fantasia di spezzati e maglie tinto capo made in Cecoslovacchia o Albania.
Tra cavalieri e cavalcate vige invece il più rigoroso formale.
La pera fritta... interessante, pare la testa d'anatra accidentalmente incappata in un imbalsamatore del Canavese...
Il mio dolcetto ormai langue e mi permette una più chiara visione dell'inenarrabile culinario. Il mio Fritto Misto impera sul desco simil-rustico. Senza farmi notare godo aridamente sull'amaretto, sull'ananasso e la bistecchina che, pur morti, reincarnano una ingegnosa essenza pre-gastroduodenale. Agli altri tavoli cervella fritta, esaltazione nella discussione, e disponibilità.
L'asian è splendida in quella chioma bruna con messa in piega, liscia in alto, ondulata in fondo... Ma, odo la parola: 'prodotto'... è la donna mia prospiciente al tavolo prospiciente... cena di lavoro? Questo forse, ma sul ruolo di lei non do per scontata alcuna conclusione tranne che l'ipotesi di venditrice e acquirente gabbato... Un'altra donna ormai rapita da Bacco e Dionisio ride sconnessa là nell'angolo coi secondi sul tavolo...
E anche io ormai non riesco a badare a più nessuno se non a quella mandorlata donna, inquietante presenza evocativa di notti insonni sulla Rete.
Una pera cotta nel vino richiede coltello, forchetta e cucchiaio? Non so. Buona così potrei farla anche a casa? Non so. Fin quando la mia mamma vorrà occuparsi teneramente del figlio... A questo proposito cito obbligatoriamente la volta che le chiesi come si stirassero le camice: concitata sbarrò gli occhi e disse: Come? Ma te le stiro io le camice!
Dimenticavo il fagottino di pera cotta nel vino e poi posta sul pan di Spagna e racchiuso nel fagottino di crêpe e cotta in forno e bagnato di passito guarnito con frutta mista su un polveroso zucchero a velo. Del cucchiaio della concavità asimmetrico di cui mi hanno munito non so che farmene. Risate fragorose.
Il primo cedimento. Due si baciano. Uomo e Donna. Quella del lavoro invece, quella del prodotto, non pare mollare. La loro bottiglia rosé è appena a metà alla fine delle carni... dimostrando di saperle dominare, è quindi una vera professionista?
'Tarzan...', '...appeso ad una corda', '...val Varaita', sono i discorsi del fondo della seconda bottiglia di ogni tavolata. Hei! lo noto adesso! Le coppie hanno un lume acceso sulla tavola! Io ho dei fiori secchi... :'-(
Per andare a Torino-Porta Palazzo che strada consiglia? Nebbia? Consiglia forse un cucchiaio con la convessità asimmetrica? Asian? Nebbia. La nebbia del ritorno è la stessa, ma non disturba come all'andata. Edulcorato dal dolcetto e dalla serata rustica lascio che l'ora della branda venga a me senza sollecitudine. Domani compilerò la NOTA SPESE!
FINE

Bastardo Amore


Bastardo Amore

/*Bastard love*/  
dimissioni «Al disopra del bene e del male. L'apparenza miete vittime su entrambi i fronti. All'erta! All'erta! ...e sopratutto guardatevi dall'amore bastardo
 

Last modified: Jun 06, 1997 (Created: Jun 06, 1997)
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Bastardo per Amore

Dunque, ero a casa del mio amico bastardo. Ero li' con il mio amico buono e che mi aveva introdotto a lui e stavamo pranzando quand'ecco che squilla il telefono.
Il telefono e' li' a portata di mano e lui risponde con la sua estrema sicurezza: -Pronto? - e inizia una breve sequenza di convenevoli per poi limitarsi semplicemente ad annuire.
Noi continuiamo a mangiare. Ma presto lui mi interrompe, e mi fa' cenno di passarmi la cornetta. Io penso che scherzi, ma lui insiste e praticamente me la mette in mano... io esitoad afferrarla, ma lui ormai si ha ritirato la sua, ed io con destrezza evito che cada al suolo. -...allora sono andata da mia madre... - sono le uniche parole comprensibili che ho sentito. L'unica certezza era che si trattava di una ragazza... per il resto era un brusio continuo e monotono... -ci sei? - la cantilena si era interrotat.
Io guardo gli altri per un istante... il bastardo mi fa' cenno di preoseguire. Io penso: -Ma a me che me ne frega...- a allora mi schiarisco la voce e dico un semplice: -Si.
La amusica riprende allo stesso modo di prima. Io allora passo la cornetta al bastardo, ma lui la rimbalza all'amico buono. La scena si ripete: ogni tanto un annuimento, un mugolio di conferma, e la cornetta ritorna al bastardo, che prontamente la rimbalza ancora a me.
Il gioco per me era gia' durato abbastanza, e il bastardo lo aveva perfettamente capito... quindi rincaro' la dose: -Chiedile quando si scopa!
Io allibisco e cerco di restituire la cornetta... ma lui e' decisissimo... anzi diventa anche minaccioso (cordialmente... ma da un bastardo ci si puo' aspettare qualsiasi cosa...).
La ragazza dal canto suo continua a litaniare ininterrottamente sulle sue povere cose chiedendo solo ogni tanto un po' di rassicurazione. Io faccio un'altro paio di tentativi di liberarmi dell'incombenza anche con il buono... ma perche' coinvolgere lui?
Alla fine mi scoccio, e giocando il tutto per tutto esordisco per la prima volta (e, credetemi... l'unica) della mia vita con un secco: -E allora? Quando si scopa?
Silenzio.
Rimango in un gelido stato di tensione da attesa... volgo gli occhi su quelli dei compagni che sono nel medesimo stato... allora getto la cornetta addosso al bastardo che e' costretto ad afferrarla. -Pronto? Non dici nulla? Non dirmi che non te l'aspettavi...
Un bastardo, ecco perche' lo chiamo cosi'... molto umano, ma un bastardo... E' quello che pensavo pure in quell'istante... ma... non sarebbe veramente un bastardo se...
Sentite qua. Si mise d'accordo su di un appuntamento... molto affabilmente... facendo qualche battuta... poi smise di parlare e ricomincio' con la serie sparsa di "si'", "mmm", "gia'"... e appena mi distrassi un attimo eccomi ancora la cornetta tra le mani... -si XXX perche' tu sei un benefattore... tu sei molto buono... se tutti fossero come te...-. Io sgranai gli occhi e non ascoltai oltre perche' passai il telefono all'amico buono che mi guardava trionfante esprimendo in questo modo: -hai visto che bastardo?.
FINE

Donna o Cameriera


Donna o cameriera, questo e' il dilemma

/*Woman or maid, this is the question*/  
xeno fortezza «Ospito domande oltre che fornire risposte. Xeno dalla Fortezza, sviscera l'argomento Misoginia giungendo ad una parziale soluzione sull'Amore.»
 

Last modified: Dec 20, 1996 (Created: Dec 20, 1996)
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ukEnglish version arca filosofica

Xeno, dalla Fortezza scrive:

Amici dell'Arca Filosofica

L'ultima newsletter (la prodigiosa 'macchina') ha provocato una valanga di lettere tra l'entusiasta ed il dubbioso. Tra le tante idee sottoposteci, quella di un camerata 69enne di Chiavari (residente attualmente a Lecco) ci e' parsa degna di nota.
Ipotizza quegli una applicazione pratica della 'macchina'. Nella sua inventiva l'ha 'umanizzata'. Nel trascrivere la sua proposta abbiamo assunto convenzionalmente il nome donna, abbiamo aggiunto il neologismo cameriera nell'applicazione prezzolata. Qualcuno obiettera' che etimologicamente ci si e' rifatti alla collocazione piu' adatta per la macchina, cioe' in camera da letto ove puo' esprimere al meglio l'unica sua vera funzione. Niente di cosi aulico, in realta' si e' scelto tale etimo poiche', non potendola ricoverare in una cuccia per cani viste le dimensioni, si e' pensato provvisoriamente ad una camera.

Donna o cameriera, questo e' il dilemma

Si interroga il camerata circa l'opportunita' di scegliere una donna piuttosto che una cameriera nell'ambito della vita di un uomo. E' doveroso anteporre come questo dilemma nasca solo nelle classi meno abbienti, ove il costo di una cameriera deve essere attentamente valutato prima di decidere. Appare quindi evidente che per le classi dotate di capacita' di reddito piu' elevate la scelta e' univoca: si prendono una o piu' cameriere e non se ne parla piu'. Analizziamo innanzitutto quali sono i servizi richiesti. Fondamentalmente si possono distinguere tre livelli di prestazioni:
  • 'di base'
  • 'accessorie'
  • 'di lusso'
Le prestazioni di base vedono coinvolta la casa: pulizia degli ambienti, detersione dei vetri, spolveratura dei mobili, rigovernatura, lavaggio dell'abbigliamento e stiro, etc.
Le prestazioni accessorie sono principalmente relative al sesso e contemplano, oltre all'erogazione di servizi sessuali, anche piccole altre incombenze similari come commissioni, pagamenti di bollette, recapiti, spesa alimentare e non.
Le prestazioni di lusso riguardano la preparazione dei pasti, la disponibilita' notturna (con pernottamento nella residenza padronale), il servizio a tavola.
Appare evidente che i livelli di costi riferibili alle varie ipotesi sono nettamente differenti fra loro. Nel caso piu' diffuso possiamo immaginare una abitazione di circa mq 70, con un solo servizio e un carico 'normale' di abbigliamento da gestire (es. una camicia, un paio di mutande, un paio di pedalini al giorno, un cambio di lenzuola e cinque canotte ogni due settimane, etc.). Il carico di lavoro derivante da questa situazione e' quantificabile in un'ora giornaliera minimo e due come massimo, per cinque giorni alla settimana.
L'ipotesi comprendente le prestazioni 'accessorie' vede un ampliamento riconducibile a tre ore settimanali. A parte le commissioni, una parte di queste ore aggiuntive potrebbe essere richiesta in ore serali, essendo preferibile la presenza del padrone perche' l'erogazione di prestazioni sessuali abbia efficacia. In alcuni casi queste ultime sono computate a parte, singolarmente o forfettariamente. Volendole valorizzare si puo' considerare un esborso di cinquantamila lire l'una (comprendente anche una fellatio e la nudita'). Ne assumeremo, come riferimento, due alla settimana.
Il terzo scenario 'di lusso' vede stravolte le cifre finora espresse. Innanzitutto il numero di ore balza a otto o piu'. Inoltre, l'eventuale presenza continuativa richiede una stanza attrezzata per il ricovero della prestatrice d'opera durante l'inattivita'. Anche il vitto e' generalmente ammesso come parte integrante dell'accordo retributivo, cosi' come gli abiti da lavoro, che devono essere forniti e rinnovati dal datore di lavoro.
Quantificando in circa tredicimila L./ora il valore lavoro e in cinquecentomila L./mese il valore dell'alloggio e del vitto, si ha quanto segue [anno 1995]:
PRESTAZIONE MIN
L.medio/mese
MAX
L.medio/mese
"di base" 260,000 520,000
"accessorie" 416,000 1,076,000
"di lusso" 2,080,000 3,000,000
(+ eventualmente i contributi) L'ultimo parametro da considerare e' la licenziabilita' della prestatrice prezzolata. Nel caso minimo e' assoluta ed immediata. Nel caso massimo (alloggiata presso il padrone), il rischio e' di doverle corrispondere alcune mensilita' a titolo di buonuscita. Diciamo che una cifra credibile tutto compreso puo' essere di dieci milioni di lire.
Si nota immediatamente che la forbice e' ben ampia, spaziando da duecentosessantamila lire a oltre tre milioni.
Valutiamo ora l'alternativa.
Quali benefici e a quali costi si ottengono da una donna convivente. Innanzitutto, come nel caso della cameriera, anche la donna puo' essere assunta in varie forme. Se la cameriera poteva lavorare in 'nero', la donna puo' essre convivente
Entrambi i casi non prevedono un regolare contratto.
Vi e' poi l'assunzione fissa che assume in questo tipo di rapporto una forma giuridica atipica e omnicomprensiva chiamata contratto matrimoniale.
Vediamo quali prestazioni contrattuali e' tenuta a fornire la donna. Apparentemente tutte. Dicesi apparentemente poiche' le donne sono abilissime nell'appellarsi al dettato contrattuale interpretandolo, distorcendolo e snaturandolo loro piacimento. Adoperando inoltre regolarmente pretestuose pressioni emozionali che chiamano 'amore'. Queste leve, se non stroncate da subito sono pericolosissime, conducendo in genere aIla totale e dichiarata inadempienza contrattuale.
Il piu' grande scoglio ove illuminati e saggi uomini hanno trovato infame naufragio e' costituito dal 'lavoro'.
La prima obiezione, infatti, che le donne portano a suffragio della loro naturale indolenza e' che sono si disposte ad onorare il contratto, ma a patto di non svolgere attivita' esterna alcuna. L'immensa cecita' dell'uomo, essere buono e stupido, fa si' che questi non si renda conto di come questa obiezione attesti di fatto la condizione inevitabilmente parassitaria della donna. Cosi come i pesci pilota ripuliscono lo squalo degli avanzi di cibo e di altro nutrendosene, cosi la donna grava interamente sull'uomo per quanto attiene il proprio mantenimento.
Se, invece, 'lavora' esternamente, ecco che non svolge piu' alcuna funzione utile. L'unica teoricamente ancora valida rimane l'erogazione di prestazioni sessuali che, frequente all'inizio, va scemando e perdendo in qualita', venendo meno la motivazione prima, cioe' accattivarsi i favori del maschio con l'unico mezzo espressivo di cui e' dotata.
Conseguentemente, per ottenere quelle prestazioni dettate dal contratto, bisognera' fare ricorso ad una cameriera e magari a delle professioniste per il sesso. Quindi, almeno in questo caso, si e' gia' automaticamente dimostrato che, non solo la cameriera di per se' e' sufficiente, ma non si identificano altri motivi per optare per una diversa soluzione.
Nel caso che la donna non svolga attivita' alcuna si occupera' delle prestazioni, integrando quelle di base, quelle accessorie e quelle di lusso. E' bene pero' entrare nel merito, poiche', normalmente, la qualita' di queste opere va progressivamente calando, fino a posizionarsi ad un livello minimo.
Come per la cameriera residente anche alla donna bisogna fornire gli indumenti da lavoro e, inoltre, quelli per il tempo libero, una volta esaurita la dotazione originale.
Ma anche tutte le altre 'necessita'' sono da soddisfarsi a totale carico di quello che non ha piu' neanche il diritto di chiamarsi padrone. Pretese sempre piu' onerose prenderanno via via forma, in una perversa spirale senza fine.
Un altra gravissima complicanza si manifesta quando la donna produce ulteriori parassiti cuccioli che il malcapitato si trova a dover aggiungere al carico gia' gravoso del parassita originario, cosa che non si verifica con la cameriera, se non in casi eccezionali.
Puo' addirittura capitare che, durante l'operazione di produzione del parassita cucciolo, la donna si guasti, diventando temporaneaniente o definitivamente inabile al lavoro, senza che questo invalidi il contratto.
L'ultimo punto veramente dolente e' il licenziamento. La donna assunta con regolare contratto, per una singolare perversione della legge, va congedata con un preavviso minimo di tre anni, sempre che non adisca le vie legali in aperto contraddittorio. Anche la buonuscita puo' essere sostanziosa se non inarrivabile, e soprattutto non preventivabile.
A questo punto non ci resta che trarre le conclusioni.
Anche nell'ipotesi appena descritta gli oneri sono tali da far dubitare della sanita' mentale di colui che scelga una soluzione di questo genere.
L'unica accettabile sembra essere la cosidetta 'convivenza', Cioe' il contratto in nero. Tra l'altro la precarieta' della sistemazione farebbe ipotizzare un maggiore impegno della donna per assicurarsi nel tempo il mantenimento.
Un ultimo addentellato da non trascurarsi e' quello relativo al 'patto di non concorrenza' (nel contratto matrimoniale chiamato fedelta') che vieta all'uomo di avvalersi di prestatrici diverse durante la durata del contratto.
Sebbene mutuato dal mondo generale del lavoro, ove ha dato buoni frutti, qui trasferito non ha finora brillato per efficacia. Da cio' i nostri seri dubbi in proposito.
Considerando quindi come accettabile la 'convivenza', non se ne ravvisa comunque la convenienza economica.
La conclusione e' quindi che non e' assolutamente consigliabile stipulare contratti con donne o cameriere, ne' in bianco, ne' in nero. A seconda delle disponibilita' economiche l'uomo si scegliera' un domestico per la casa e una prostituta di fiducia per il sesso. Potra' cosi' condurre una vita per Io piu' tranquilla, dedicandosi attivamente ai propri interessi
Nel frattempo alcuni dotti colleghi stanno conducendo studi approfonditi sulle usanze che alcuni popoli di grande respiro e civilta' hanno gia' introdotto circa l'uso delle 'macchine'. Pare infatti che Arabi, Africani, Indiani e altri illuminati ne facciano regolarmente commercio come un qualsiasi altro bene durevole.
FINE

Barzellette Misoginia


Barzellette sulla misoginia

/*Jokes about misogyny*/  
misoginia barzellette «Barzellette con difficili interpretazioni, ermetiche. Oltretutto in continua evoluzione. Misoginia e Amore.»
 

Last modified: Gen 30, 1998 (Created: 1 Sep, 1995)
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Barzellette e Misoginia

Preciso che lo stesso apparato teorico della misoginia è costituito da barzellette, ed è tutto assoluta verità.

I due pescatori gentleman

In un paese del Galles, pescano nello stesso lago due nobili signori: da anni, tutti i giorni festivi alla stessa ora, con qualsiasi clima, ciascuno nello stesso posto. E per tutto questo tempo, per la riservatezza cui ciascun individuo del loro rango ha diritto se non si è mai stati presentati, non si sono mai scambiati una parola o uno sguardo, se non un elegante quanto indifferente gesto al proprio cappello prima di gettare la lenza, e prima di andarsene.
Una splendida giornata di primavera, uno dei due non si presenta. Ma la volta successiva torna a riprendere con la consueta regolarità e precisione la frequentazione del laghetto.
Dapprincipio quella assenza non parve essere neppure notata dal collega, eppure qualche settimana dopo l'evento, facendo colazione, chissà in quale maniera il pensiero gli corse senza potervisi opporre a quella circostanza. E si sentì irresistibilmente incuriosito. Il giorno dopo senza nemmeno accorgersene, con un gesto dettato più che altro dal suo inconscio, si tolse addirittura il cappello in segno di saluto, e il giorno dopo addirittura lo salutò a voce. L'altro seppur nella più totale indifferenza, ricambiò.
In capo ad un mese era riuscito addirittura a presentarsi, senza peraltro richiedere di conoscere il nome del suo interlocutore, che comunque non pareva stupito da tale stravagante comportamento. In effetti riusciva a mantenere un certo contegno. Ma la sera, a casa, era dilaniato tra i sensi di colpa per la propria spregiudicata condotta e il tormento della curiosità per cosa era successo in quel fatidico giorno.
Dopo un anno di insonnia e inappetenza il suo decadimento fisico era evidente, ma continuava a frequentare regolarmente il lago. Era riuscito addirittura a parlare delle condizioni meteorologiche, delle feste in paese, sempre senza la partecipazione attiva dell'interlocutore che tuttavia non sembrava irritato. Ma il sentore della propria imminente morte, lo spinse infine ad intraprendere un programma di avvicinamento forzato all'argomento della penosa questione in capo alla fine del mese:
-Senta, non vorrei sembrarle indiscreto, ma si ricorda un anno fa circa... lei si assentò per un giorno da questa nobilissima attività, che mi permetta di dire: 'che ci accomuna...'. Ma cosa può esserle successo di tale gravità da farle disertare il lago?
L'altro, senza scomporsi, ma con la solita gentilezza: -Mi sono sposato.
Non si aspettava questa risposta, anzi ne rimase talmente sbalordito che rimase a pescare ammutolito tutte le volte, per due settimane: -Ma come... È un accanito amante dell'arte della pesca come me! Cosa può averlo indotto a sposarsi...- pensò.
Le pene per la curiosità che precedente aveva sofferto su ciò che potesse averlo allontanato dal lago un giorno, si trasferì integralmente su quella fantomatica donna dal fascino evidentemente irresistibile. Sempre senza perdere il proprio atteggiamento apparentemente disinteressato cominciò a penare per avere informazioni sulla dama: -Ma scusi... vostra moglie dovrà essere certamente molto bella...
-No, per niente, tutta sua madre!
E il giorno successivo: -Allora sarà molto intelligente...
-No, un po' stupidina invero.
E il giorno dopo ancora: -...sarà molto raffinata ed elegante...
-No, è anzi un po' zotica.
Il tempo passava, lui peggiorava per il rodersi e l'arrovellarsi: -È... è... è... molto ricca...?
-No, assolutamente, non ha portato in dote nemmeno il corredo.
Ormai era agli sgoccioli, e decise quindi tre anni dopo il terribile giorno, di affrontare finalmente, in modo diretto il discorso: -Ma come è possibile insomma che un signore come lei, che condivide come me una passione irresistibile, una scelta di vita, una missione come la pesca, risulti attratto a tale punto da una donna le cui qualità sono talmente limitate da apparire sgradevole a chiunque? Me lo dica la prego... sono tre anni che soffro, abbia pietà per questo misero pl-pl-plebeo...
-Su amico mio, non si affranga in questo modo, le svelerò un segreto...- e sottovoce: -Ha i vermi nella figa!
FINE