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Raduno Reggio Emilia


Raduno Alpini a Reggio Emilia

/*Raduno alpini a Reggio Emilia*/  
reggio alpini «Sono andato alle terme di Reggio e mi si sono ripuliti i reni. Ero in buna compagnia. Anzi in compagnia di diverse compagnie. Compagnie di alpini ormai sciolte.»
 

Last modified: Dec 13, 1997 (Created: Dec 13, 1997)
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Alpini a Reggio

Una puzza!...
forse bere troppo di quell'acquaccia ha un'effetto rivoltante sui reni... oppure e' l'essere in troppi a berne.
Insomma la mia gita alle terme di Lambrusco mi hanno lasciato un pessimo ricordo...
Avete presente quell'odore...? Ricordo quella volta che avevo portato per la grigliata un rene di bue.
Diciamo che sono piu' esperto di esperimenti che di cucina... o meglio, che sono esperto di cucina per cio' che ho sperimentato. In ogni caso non conoscevo gli aspetti meno simpatici dell'organo di quel simpatico mammifero. Insomma tu lo prendi gia' morto, gia' sezionato e sommariamente lavato... poi affondi la lama del coltello nei suoi tessuti e cosa ne ottieni? Una puzza!... La parte piu' divertente di quella grigliata e' che rinunciai a cucinarlo... pero' dimwenticai di toglierlo dal lavandivo di casa del mio amico, che ando' a dormire ingnaro di cosa stesse fermentando nel lavandino di cucina di casa sua. Per la cronaca e' ancora mio amico... Diciamo allora piu' amico... aveva un debito con me. Un giorno ci trovammo a cena in quattro, lui, il suo fidanzato, ed io e la mia fidanzata che all'epoca era una bambola di nome Olinkabestiaincalore. Cucino' lui delle salamelle sulla mia padella antiaderente preferita, che assolse egragiamente il suo dovere pur non impedendo la carbonizzazione della pietanza. Il fumo acre invase la cucina e impregno' la tappezzeria, la moquette nella camera-salotto, la carta igienica nel cesso. Questa atmsfera da festa campagnola si perpetuo' a lungo, tanto che a distanza di una settimana ancora maledivo di frequentare gente cosi' stronza.
Ma torniamo alle terme.
Gli ospiti sempre ammassati gli uni ridosso gli altri, tra una bevuta e l'altra venivano presi a malinconia, e si appartavano nei vicoli della cittadella, poi in corrispondenza di un tombino, liberavano le tossine accumulate durante l'anno e discolte dalla prodigiosa dieta idrica.
Assieme all'acqua venivano assunti (e io stesso mi sottoposi alla cura) delle strane applicazioni a forma di papagni di una pasta bianca di cui aria e' costituito il preponderante volume imbottiti, mi si conceda l'espressione, di ortaggi di nobile coltivazione quali cipolla e peperoni, ed un preparato amorevolmente confezionato presso i cosiddetti salumifici scaldato fino a provocare in giusta misura la caramellatura della fase proteica. In questo modo, il grasso che cola va a sostituirsi all'aria degli alveoli del papagno spugnoso rendendolo una spugna impregnata e grondante di salute.
La sera c'e' alle terme un'aria di smobilitazione generale. Mestamente drappelli di pazienti di dirigono verso la stazione. Hanno tutti preso delle bandierine e degli stemmi (presumibilmente made in korea) per ricordo della giornata salutistica. Hanno degli enormi barboni ingrigiti e sporchi, frutto evidentemente di qualche cura somministrata in loco.
Qualcuno dorme in piedi, cullato dal ricordo dei bei momenti in compagnia del capo dello stato... ah, non ve l'ho detto? Pur'egli consacra questo posto con la sua presenza e ne certifica l'efficacia per il controllo del numero degli ospiti, che per questo gradiscono.
FINE