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Io lavoro indefesso


Io lavoro indefesso

/*I work without interruption*/  
Tychy Polonia «Tychy: un posto dove non tutti lavorano, ma lavorano il giusto, il giusto dove non tutti lavorano. Ciò sta scritto in tutte le cartoline dalla Polonia
 

Last modified: 2 Dec 2001 (Created: 13 May 2001)
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Astare da Qui è stato in Polonia dove senza la interprete ha mangiato le aringhe ma ha conosciuto gli unni e il razionalismo urbanistico comunista di Tychy ma ha preferito il centro commerciale inglese.

Tychy (Polonia)

Le ragazze dell'est cominciano a Frankfurt ad essere gnocche. Anzi cominciano all'aeroporto di Torino.
Ci sono già stato all'est, nel 1989, quando stavano per tirare giù il muro. Qualche frammento l'ho preso anche io e i miei compagni. Il mio è in una teca impolverata, gli altri non so esattamente.. qualche frammento scambiato ad un'asta televisiva con degli orologi di multinazionale.
Oggi Polonia.
Ma oggi sono in aereo, con un Penthium 3 come bagaglio a mano, in roaming. Ieri su una regata weekend, una agendina, senza mai aver pensato di telefonare. Ho certo spedito cartoline ma anche oggi lo farò.
A pensarci bene, oggi guardo di più le teutoniche e le ragazze in genere.. chissà perché allora di meno.. tanto che non riesco a ricordare alcun invaghimento in quel viaggio, anche se ricordo quello che permaneva da anni in Italia.. ma che divo, erano almeno due, la seconda che stavo rimuovendo aveva all'epoca un fidanzato a Francoforte. Mi raccontava di come lui l'avesse fatta sentire donna (forse a differenza di me? (ma poi io all'epoca ero pochissimo malizioso seppur molto desideroso, ma la storia del 'farsi diventare donna', senza dire 'mi ha scopata' non posso tuttora comprenderla: se avesse detto 'mi vuole molto bene e tra le sue braccia mi sento bene' non sarebbe stato più chiara? oppure 'fa uscire la gatta voluttuosa che è in me' sarebbe pure stato più comprensibile. Da una confidenza ne era uscito un drammatico segno di quanto ossi inadeguato per una relazione con una ormai 'vera donna')).
Rotta per Katowice. C'è tra tanti occhi azzurri pure una hostess asian.. magari è pure polacca. È molto graziosa. Direi coreana o vietnamita, giacché sembra la prostituta di full metal jacket. Gratis si offre di darmi un panino con cetrioli e vino (sangiovese delle marche). Il consumo di superalcolici è invece fuori dalla norma.. che mi attenda una lunghissima serata?
ketowice aereoporto
All'arrivo in Katowice mi aspetta la passeggiata sul tappeto impregnato contro l'afta consegno una autocertificazione assieme al passaporto ad un poliziotto cupo dietro ad un vetro blindato. Ricordo che i Vopos di Berlino mi avevano più preoccupato.
E via! su una Fiat punto, sola all'altezza della mia uno nera priva di porta oggetti sulle portiere o di sportello per quello del cofano. Solo che a questa manca anche il ritorno delle frecce di direzione..
Lungo la strada per Tychy incontriamo macchine dalla qualità molto varia, marche di ogni paese, stili di guida dei più disparati, per lo più influenzati dalla necessità di risparmiare sul carburante e sul mezzo, visto che il primo costa praticamente come in Italia e il secondo è strenuato dai lunghi anni di utilizzo. Anzi, costano di più come ho potuto verificare. Ghigne brutte tutte uguali.. ma dove sono le famose ragazze dell'est?
Anche la strada è di varia qualità. Ce ne di due tipi. Quelle piccole e piatte, e quelle grandi coi solchi tipo tramvai. Non saprei quale preferire.
126 fsm Giungiamo all'albergo Corona di Tychy. Siamo di fronte ad un concessionario Iveco, ma subito oltre questo si stende l'immenso stabilimento FSP o FAP, o 'Fiat in polonia'. È su due piani e piccolino. È di costruzione recente. Il proprietario è un ex operaio degli stabilimenti e ci tiene compagnia in fase di raccolta delle comande al ristorante. Possiamo citare che contro ogni consuetudine locale tiene la cucina aperta fino alle 22. Ci può tenere molta compagnia visto che in linea al resto del paese, il servizio è molto tranquillo, lento.. anzi soporifero.
Arredamento semplice ma completo. Macheccazzo è il Fluoricin e il Baktericin? Sono due flaconcini nell'armadietto del bagno con le scritte in quattro lingue: polacco, rumeno, ungherese e polacco. Lo so perché ogni paragrafo inizia con la sigla nazionale della lingua. Ma non c'è alcuna possibilità che possa interpretare né i simboli delle iscrizioni, né il suono di quelle lingue del ceppo Slavo.
Non c'è la doccia ma la vasca da bagno. Questo non mi piace. Ma almeno non c'è la tenda carnivora... avete presente quella che per l'effetto della risalita dell'aria calda interna si contrae e avvolge colui che si fa la doccia?
L'entrata in stabilimento è facile con il documento per quelli italiani. Nel primo ufficio che frequento temporaneamente dopo pochi minuti entra una ragazza dagli occhi stupendi, le guance con fossette e uno splendido sorriso. È Barbara. Oltretutto parla anche italiano, ma un po' come la russa della televisione (ma era realmente russa allora?). Intendo quella che invitava gli ascoltatori a farle richieste audaci: 'Vuoi che tocco poppe?'. Ma questa ragazza è dolcissima.
Nell'ufficio ogni tot di ore si accende la filodiffusione. Qualcuno di noi ipotizza si tratti di una vecchia prassi comunista, ma potrebbe essere qualcosa invece apprezzabile e conquistato successivamente a quel periodo. È anche vero che quando inizia la musica in certi uffici si smette veramente di lavorare, così come alle 16,30 veramente tutti se ne vanno a prendere la corriera chiudendo le porte a chiave ed impedendoci di sostare in quei locali (ma figuriamoci se potevamo approfittare anche noi di quella pacchia...!).
Alla prima pausa vescicatoria percorro il corridoio alla ricerca del cesso. Incontro una porta di cesso con sopra un pallino... Uh? L'altra porta, porta un triangolino. Uuuuuh!!!! In quale entrare dando per scontato che volevo accedere a quello per uomini...? Come un esperto biliardante punto al pallino, ed allungando la mano sulla maniglia devo scansarmi per lasciare uscire un'impiegata. Con disinvoltura mi rifugio nel locale triangolo.
Il mattino mi godo i quattro Teletubbies in italiano, grazie ad un avanzatissimo satellite analogico. Poi riesco a guardare dei pezzi di sceneggiati sudamericani, cartoni animati giapponesi e telefilm con interprete unico che copre tutti i ruoli, dai bambini agli omaccioni, dalle donne al latrato dei cani.
Nota di costume: pubblicità di uno yogurt, raffreddato in vaschetta multimonodose con stecchino da passeggio. Il prodotto viene ciucciato allegramente da bambini sorridenti. Il problema è che la mia distorta mente da decadente capitalista vedo nello stecco e nella massa addensata cilindrico arrotondata uno yogurt pittosto ambiguo. Evidentemente all'est certe cose non si vedono.
I miei colleghi di Bielsko-Biala abitano invece all'albergo Vienna. Un vero hotel per occidentali... anche se con la mia permanenza in Polonia questo concetto ha sempre più perso significato, visto che tutti i segni mi hanno portato a concludere che il costo delle cose è esattamente quello nel resto d'Europa. Ci porta la birra una brunettona alta alta e snella snella con una faccia un poco esotica e decisamente appariscente.
vodka chopin Ci rechiamo in quello che ritengo il locale polacco migliore del trip. Disprezzo i colleghi che si vendono alla cucina italiana e mi lancio sul ginocchio di porco con crauti. Ma che profumo le tagliatelle ai funghi di ABxxx!!! ABxxx è italiano e si intrattiene un poco con noi. Il vecchio ci offre della Chopin.
Non credevo possibile pasteggiare a vodka, purché sia gelida ed eccezionalmente morbida come queste qua polacche. In 'occidente' la vodka è importata e prodotta con la finalità di ottenere un alcol neutro a 40-50 gradi. In Russia e Polonia invece, per quanto sia debole e sottile il suo aroma, è un liquore vero e proprio. A dire il vero il retrogusto che riesco ad avvertire mi ricorda il solvente delle lavanderie a secco.. ma la morbidezza di questo superalcolico è senza pari, anzi l'acqua gli è pari... Cibo, birra e vodka. No problem.
Il giorno dopo doveva attendermi una gran sorpresa, una gran prova, la mia interprete che doveva rivelarsi una grande interprete. Mi condussero in un ufficio un poco distante. Dietro ad un tavolo c'erano i nostri interpreti. Una vistosissima ragazza bionda di carnagione chiarissima mi sorrideva con le labbra rosse e gli occhi di bosco autunnale. Era stata assegnata a me.
l'acqua beskid
In ufficio si poteva bere acqua dalle polle refrigerate in stile americano, oppure le bombe Beskid zdrój. Le bombe Beskid zdrój sono bottigliette di un'acqua che una volta aperta e versata in un bicchiere sfrigola e ribolle come se fosse pronta per gettare la pasta, un'acqua che stappata la sera il mattino è ancora più gasata di una Ferrarelle, un'acqua che aprendola sfiata e soffia come un pneumatico forato.
Altra cena interessante: l'albergo nella foresta. Nella foresta tra Tychy e Bielsko-Biala lungo la 'superstrada' è possibile infilarsi in un viottolo. Superata una mignotta in 126 (!!!) ci si inoltra tra gli alberi fino a che non si viene fermati per un controllo ad una garitta. La solita security con manganello e maglietta nera chiede se abbiamo una prenotazione. Chiaramente era una formalità, perché noi non l'abbiamo ma ci lasciano passare senza problemi.
L'albergo è una grande villa tedesca, villa di foresta, con continui richiami alla caccia. Nel salone da pranzo, c'è un'enorme braciere, grandi tavoli rotondi, e tutto intorno le corna di vari animali che erano cornuti. Le portate vengono servite tutte quante contemporaneamente, tutte quante coperte e scoperchiate tutte quante nello stesso istante da un numero di camerieri pari alla parte intera di N+1 dove N è il numero dei commensali. Non si può decidere se pagare in contanti o con carta di credito pur essendo permessi entrambi, non si può decidere l'importo delle ricevute pur garantendo corretto l'ammontare complessivo, le ricevute recano due firme di autorizzazione. Proprio una villa tedesca. Garanzia di qualità della carne appena servita: l'unico grosso gatto polacco gira per il parco della villa nella foresta.
La sera guardo Big Brother polacco, fratello di altri polacchi, belli un po', intellettuali un po', porci un po'. Ma non ho seguito quello italiano perché dovrei farlo con questi che non sono neppure miei fratelli? Sono figli di altra consulenza di marketing, io che centro?
La mia bella interprete è un poco abulica. Oppure diffida, oppure è una cozza. Sospetto di tutte queste cose messe insieme. Durante il giorno viviamo fianco a fianco, ma io sono troppo occupato a seguire gli utenti, preferirei di gran lunga corteggiarla, oppure farle domande. Gli utenti invece vogliono tutte per loro le mie attenzioni, magari preferissero le ben più meritevoli Sue!
Giriamo per gli uffici e gli stabilimenti, così le poche curiosità che mi levo avvengono in questi intermezzi. Tranne una volta. Riuscii ad invitarla su alla tavola calda-spaccio. Seppi per esempio che guadagnava circa 10.000 lire all'ora, ma solo per le ore che effettivamente faceva, oppure che il mio primo stipendio fetente di 19.500.000 lire lordi era lì quello di un ingegnere con esperienza. Mi sentii un poco a disagio, e per uscire da quella impressione passai a chiedere del comunismo... molti di voi non lo troveranno un argomento particolarmente brillante, ne tantomeno imbarazzante di quello sugli stipendi, eppure credo che non bisognerebbe preoccuparsi di nessuna debolezza che sia solo umana. 'Quello che ricordo è che quando ero piccola mia madre mi portava al mercato. Aspettavamo a lungo in coda fuori dal negozio e quando entravamo era rimasto solo aceto. Ma perché sempre aceto?'
Whow! Dopo una confidenza del genere la strada era in discesa. Ottenni personalissime informazioni sui suoi gusti in fatto di ambizioni professionali, gite fatte in italia, lavoro dei genitori. Nonostante la brillantezza degli argomenti non ne riporterò alcun dettaglio. Fanculo!
E poi che delusione le domande di storia. Le avevo chiesto se sapeva chi fosse Attila e gli Unni. Ma c'era pure una logica in questa domanda, volevo convincerla che tra noi qualche affinità c'era: una delle nostre ave poteva essere stata violentata dallo stesso barbaro.. Ma sulla storia era completamente impreparata... Essì che la storia della polonia è ricca di avvenimenti: i tedeschi la occupano, poi i prussiani, poi i russi, poi i tedeschi e i prussiani, poi i russi e i tedeschi, poi i mongoli, poi tutti quanti contemporaneamente. Le più recenti simpatiche vicissitudini sono la spartizione tra tedeschi e russi all'inizio della II guerra mondiale, la presa di potere dei comunisti e scioglimento di tutti i partiti d'opposizione nel '45, gravi disordini nel '76 per il perdurare della crisi economica e nell'80 gli scioperi di Danzica e fondazione del sindacato Solidarnosc. Jeruselski nell'81 proclama la legge marziale per favorire l'invasione delle truppe del Patto di Varsavia. Nel '90 alle presidenziali viene democraticamente eletto Walesa alla guida della opposizione.
Solo alla fine scoprii cosa realmente ci accomunava: la passione per le aringhe affumicate con panna e cipolle, oppure il Zurek, la minestra di agro e farina o il Barszcz fatta di barbabietola. Con vero rammarico la sentii parlare di cose che non riuscii a mangiare come le zuppe a base di cetrioli (Ogorkowa), o di cavoli in salamoia (Kapusniak), o di latte cagliato (Chiodnik). Meno affascinante è la passione per il Bigos che non è altro che una Cassoela milanese, oppure la Golonko che è un ginocchio anziché uno stinco di un maiale cenerentola.
Un'altra sera, senza l'ingombrante presenza del padrone che ricorderò come il polacco che poteva permettersi di vivere in Germania, ABxxx ci raccontò la sua storia. Ce la raccontò ovviamente perché glielo chiesi. Dicono che sono spesso inopportuno con le mie domande. Ma trovai naturale chiedermi perché un italiano se ne venisse in Polonia.. Perché al freddo? Perché dove gli stipendi sono più bassi?
Insomma questo se ne stava in Italia a fare il ristoratore, conosce dei polacchi emigrati, ricordate? Quelli che arrivarono tra le epoche dei marocchini e degli albanesi? Insomma povera gente, che in cambio della considerazione che lui diede loro, lo invitarono a passare l'estate in Polonia. Qui ABxxx conobbe una polacca con la quale guarda caso fece due figli. Come commenta lui stesso 'dovevo diventar nonno e mi sono ritrovato padre'.
Sono all'Est. Anzi anche all'Est, visto che ebbi già le medesime curiose sensazioni anche a Londra, Parigi, ma anche di fronte ai bunker della Provincia Granda o di fronte alla targa di Nietzche a Torino. Insomma la realtà ad un certo punto prevale sull'esperienza. Il mio problema attuale è infatti riuscire a riconoscere e distinguere esperienza e realtà. Che differenza c'è tra l'essere in uno stabilimento polacco e calpestare gli stessi pavimenti che calpesterei a Torino o Pomigliano o Cassino?
Da segnalare il confinamento dei fumatori ad un'area indicata dalla scritta 'È possibile fumare qui'. Questo in Italia non l'ho mai vista.
In italia invece ho già visto i centri commerciali di grande distribuzione, gli hamburger americani, i mobilifici svedesi. E ho anche già visto anche i prodotti in essi venduti e i prezzi: sono gli stessi che in italia e nel resto d'europa...

Le cartoline di Tychy


Non è stato facile trovare le cartoline. Oltre alla ricerca nell'albergo poco rifornito e in aeroporto troppo in ritardo, feci due tentativi. Una sera sono uscito verso Bierun, il paese con ufficio postale più vicino. Gli stabilimenti non turistici che andai a visitare erano in mezzo ad una vasta campagna. Il paese si snoda piatto in questa piana lungo una strada principale. Giungo nella piazza principale, con banca, negozio e locale. Mi aspetto di trovare una chiara insegna magari rossa, magari con la trombetta dei postiglioni, magari con sopra scritto Poksta. E invece nulla del genere. Il paese è deserto tranne un gruppo di giovinastri con motorette, giubbotti e anelli al naso. Mi avvicino. Brutti! Nessuna ragazza. Di un tratto mi vengono in mente le raccomandazioni fattemi sulla difficoltà di rendersi simpatici agli indigeni. 'Posta, Poksta... mail... lettere... cartoline! ...spedire, francobollo...'. Quelli ridono. Me ne sto zitto e faccio la faccia da pirla colpevole. Gli faccio pena. Mi indicano la parte opposta della piazza. Sorrido e me na vado. Stronzi... La posta è chiusa.
la cartolina Secondo tentativo. Torno a Bierun dotato di un foglietto, come i bambini lasciati soli affidati alle hostess con un biglietto per le istruzioni per lo sbarco. L'interprete mi ha scritto (credo) 'cartoline e francobolli'. L'ufficio è in chiusura ma con un sorriso e qualche parola straniera la donna sull'uscio mi lascia passare. Ci sono ancora delle impiegate affaccendate nella chiusura. Infilo il biglietto dietro la grata dello sportello che viene letto con divertita bonarietà. Mi passa una cartolina. Una? Le scrivo sullo stesso foglio un bel 12 e lo cerchio per dare un po' di gravità alla mia richiesta. Panico. In qualche modo vuole far presente che ha una sola cartolina di Bierun. Ma a me che cazzo me ne frega delle cartoline del tuo paese marcio? Mi tocca guardarmi io attorno e pur senza occhiali su uno scaffale vedo un pacchetto formato cartoline. Glielo indico. Le mi fa presente che sono una schifezza. Si tratta di cartoline commemorative della scoperta di ossa di dinosauro a nord di Katowice. Ma non farà più schifo del tuo paesaccio comunista! Lei non può leggermi nel pensiero e comincia a contare.
Ritorno in ufficio l'indomani con 12 cartoline con un pessimo soggetto. I polacchi si risentono in maniera evidente nonostante io cerchi di giustificarmi con la difficoltà incontrata a trovare anche solo quelle di cartoline.

Lo avevo già notato. Sono in qualche modo ossessionati dal mio giudizio. Danno per scontato che io tornerò in italia per deriderli o prendermi gioco di loro. Per esempio girando per l'ufficio avevo intravisto un opuscolo sull'inaugurazione di FSM, lo stabilimento in cui mi trovavo, nel '72, anno di inizio degli insediamenti automotive Fiat in Polonia. L'opuscolo è tanto di pessima qualità nella edizione quanto entusiastico nei contenuti, tutti volti a presentare il nuovo stabilimento come una conquista sociale. Fu certamente una svolta il nuovo insediamento nella storia dell'economia del paese, ma è altrettanto vero che la retorica esaltata di quelle pagine me ne fece innamorare, tanto che lo chiesi in regalo. Molto gentilmente mi venne consegnato subitamente tra le mani, ma quel gesto fu accompagnato dal risolino di tutti con qualche parola di intesa in incomprensibile polacco.
Chiedendone spiegazione in confidenza con il più giovane dei miei ospiti espresse senza mezzi termini l'idea di tutti, cioè che avevo chiesto quell'opuscolo per riderne con i miei connazionali.
Che dire... certo che lo faci. Ma non credo che ci sia stato alcun eccesso di cinismo. Solo la dimostrazione di un grande ma controllato orgoglio da parte di quelle persone.
Tornando alle cartoline, il più vecchio mi prese bonariamente per un braccio e con la interprete al seguito mi trascinò fuori dallo stabilimento e ci caricò sulla sua 500.
La città di Tychy è lontana meno di 10 km, non è certamente piccola, 150 mila abitanti adesso, chissà quanti negli anni '70 quando la regione era in forte sviluppo, tanto da richiederne la fondazione di una nuova. Con fierezza il mio accompagnatore sottolinea il razionalismo urbanistico e gli uffici del comune di Tychy a foggia di palazzo dell'ONU. La parte nuova di Tychy è inquietante, mi ricorda quello che avevo già visto a Berlino nell'89, palazzi privi di alcuna caratterizzazione in colori, forme o accessori ma solo in imponenza e austerità. L'interprete dice secca 'a me non piace'. Io chiedo perché non ci sono colori in quella città. Lui dice che è l'impostazione comunista, ma non riesco a farmi spiegare il perché di quella impostazione comunista.. Ma mi pare di aver letto si trattasse di omologazione proletaria o qualcosa del genere.
L'Hotel Tichy è il più grande della città e vengo invitato a trasferirmici. Il palazzone alto e squadrato ha gli infissi ossidati, e tale sostanza sotto l'azione della pioggia cola lungo le pareti striandole come le lacrime tristi di una donna che perde il trucco.
Attraversiamo una parte finalmente con un poco di verde. I grandi block sono sostituiti da palazzine sparse in una specie di parco continuo. Certo le palazzine liberty della Crocetta di Torino sono un'altra cosa. Ma in confronto al resto qui si sta bene. Eppure sia nella parte nuova che nella parte verde i nostri tentativi di trovare delle cartoline falliscono.
Ultima speranza è la parte vecchia... riammodernata nello stile del regime. Cosa c'è di nuovo? Una chiesa e il cinematografo. Ma già sapevo che la Polonia è sempre stata cattolica.. Ecco le cartoline. Ne prendo altre 12 per dare soddisfazione al vecchio. Ma di quelle cartoline con soggetto la chiesa e il cinematografo ne avrei fatto volentieri a meno.. Si salva per ironia il tramonto con vele in controluce sul lago artificiale utilizzato per estrarre il cemento per le varie costruzioni civili, religiose ed industriali di quell'oasi di retorica. Ma intanto il vecchio prosegue a spiegare come tutti i mobili posseduti in casa propria siano stati acquistati durante il comunismo, e che dal '90 in poi non sia riuscito a risparmiare più nulla; e cita ancora la progressiva riduzione dell'occupazione anche negli stabilimenti occidentali.
Chiudo il viaggio assopito dal lato del finestrino affascinato dalla convinzione delle hostess nel fare la dimostrazione dei sistemi di sicurezza.
FINE