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Maiale in Fattoria


Maiale in fattoria

/*Pork in farm*/  
maiale fattoria «Non voglio abusare strumentalmente del suo corpo, delle sue carni, ma temo di aver abusato del maiale un poco in tutto. Ma posso dire di essere in fattoria il suo migliore amico.»
 

Last modified: Feb 19, 1999
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Babe

/*ebaB*/

Speculazioni

Dunque, stasera si parla del porco speculatore. Il maiale non è il più garbato tra gli animali della fattoria. Anzi, a dispetto di tutte le qualità che apprezziamo in lui, è di carattere egoista e poco fine (per alcuni invero si addice l'attributo... Fini). Un episodio avvenuto nella stalla di suddetta fattoria potrà meglio esemplificarvi il concetto.
Una sera l'asino se ne torna a casa dopo una giornata di duro lavoro.
Spinge col muso l'uscio della stalla ed entra con le zampe tremanti dall'accumulo di acido lattico derivante dall'animalesca mansione.
-Grunf, grunf, grunf (Ah, ah, ah)
Il poveraccio alza appena un sopracciglio per vedere il grasso maiale intento a scofanarsi il trogolo ripieno di ogni ben di dio avanzato dalle famiglie di coloni della fattoria, e trasportato lì con amore nel secchio della spazzatura.
-Ma lo vedi come sei ridotto? Sei uno straccio. Ma chi te lo fa fare?
L'asino prova a replicare ma la bocca non si apre, saldata dall'aridità di un'asciutta saliva che si è rappresa tra le labbra. Desiste e torna a rilassare i muscoli.
-Grunf, grunf, grunf (Ah, ah, ah) E domani mica è meglio! La stessa cosa. Magari ha piovuto e sarà la stessa cosa, anzi peggiore! E neanche un ringraziamento da parte del padrone!
Un impercettibile movimento della coda può rassicurarci che la povera bestia è ancora viva...
-Neanche riuscirai a mangiare grunf, grunf. Guarda me! Nessuno mi disturba e ho tutto quello che chiedo. (NdR Fa riferimento alla spregevole abitudine di gridare dei maiali all'ora del pasto)
Un lampo attraversa l'occhio spento del naufrago equino. Forzando la mascella con la gonfia lingua cartonata, l'asino riesce a proferire: -Ma tu non sei quello dell'anno scorso...
Il maiale quindi si direbbe poco speculativo, l'opposto quindi del pio bove, più cogitabondo e amante dei prati ondulati, magari in prossimità della ferrovia, apprezzata da questo quanto un ricco collezionista d'arte potrebbe apprezzare una villa con vista golfo in una esclusiva località della liguria.
Conduce una vita scandita dall'arrivo dell'amorevole contadino che lo soccorre nella sua inguaribile voracità col pastone e le dolci parole ce gli augurano un buon appetito 'magia bastardo che mi vieni bello grosso'.
Il maiale poverino urla solo in due occasioni, quando ha fame, e quando lo ammazzano. Forse dovevo meglio dire: 'quando muore'. Come se volessi sottolineare l'aspetto ineluttabile che lo avvicina a noi, che è la condizione di essere caduco e corruttibile. A natale, o comunque prima della befana una grave malattia falcidia tutti i porcelloni amorevolmente ospitati nelle fattorie.
Ho un collega del cui rapporto con la bestia mi sono fatto una personalissima idea. 'Bello, bravo, che caro' per tutto l'anno, poi si introduce negli appartamenti dell'animale e gli somministra l'ultima razione di complimenti: 'ma sai che sei proprio bello grasso!'. Da dietro la schiena estrae un coltellaccio e gli taglia la gola.
Ah, dovevo parlarvi dell'aspetto speculativo del mio oggetto di passione non tanto disinteressato.
Babe, a dispetto del solito, quella sera non ricevette alcun empimento del trogolo. Urlò, scalpitò, e grufolò. Fece pure un paio di telefonate ad un numero verde, ma la cornetta impugnata a fatica con le tre dita non dava segni di vita. La vita di un maiale è regolarissima: mangiare tutti i giorni, alla solita ora. Fare un cazzo per il resto della giornata. Come in un residence un contadino viene a pulire il giaciglio ogni giorno richiedendo loro solo di spostarsi un poco. Una volta la settimana viene cambiata la paglia. Una vita da pascià! (...o da consulente SAP R/3).
Lasciato solo quella sera, in compagnia dei crampi allo stomacone una nuova entità si animò in quel testone buffo. Una convoluzione celebrale dimenticata dal moto delle cariche elettriche attraverso nuove e ardite sinapsi cominciò ad emettere l'aura della vita.
Il povero Babe si accorse che poteva riflettere. Come una diga, schiantata dall'impeto di un acqua squassante e ignara della sua azione anche omicida, i pensieri, irruppero per la prima volta nella sua coscienza:
un senso di colpa,
verso il vecchio somaro, un padre paziente colpito dal figlio, immaturo e irruento offeso dalla verità con cui non riesce a confrontasi; e poi perché non ha mai restituito l'amore attento del padrone, che lo ha nutrito in cambio di nulla. Madre e Padre trattati senza cuore;
un senso di inadeguatezza,
verso se stesso, perché qualche suo comportamento deve pur avuto offendere l'amato padrone. Una punizione, una punizione e non una dimenticanza l'assenza di contenuto nella mangiatoia;
un senso di impotenza,
perché solo ora la visione è chiara, ma la capacità di muoversi nella vita senza provocare dolore risiede solo nella consapevolezza e nella conoscenza? Lui, che solo ora percepisce? ...forse;
propositi,
una svolta! Guardarsi attorno, per perdere occasione per conoscere i colleghi di fattoria. Gustarsi la vita, chiedersi cosa si sta mangiando, offrirsi di aiutare nella pulizia della cameretta. Una vita con più significato.
Nella notte, sull'aia, si prepara la festa. Se hai ancora un poco di tempo... try this!

Osservazioni generali

La vita di un maialino può essere decisa dalla madre.
Abbiamo maiali 'normali' e maiali ottenuti da una diversa inclinazione della madre per partner più massicci, negri potremmo dire, in realtà si tratta di cinghiali. Otteniamo quindi da questa promiscuità un 'incrocio'. Un incrocio può tenere le zampe conserte, e questo lo distingue sopratutto in società. Ora non vorrei dare spiegazioni, ma solo rappresentare naturalisticamente una situazione socialmente esplosiva, in cui i cinghiali, indipendentemente dai loro natali e dalle condizioni familiari in cui sono stati cresciuti si sono riuniti in bande. Mi viene in mente 'Il campione' o 'Gioventù bruciata'. In bande, coi loro giubbottini neri dominano con le incursioni i territori in cui hanno deciso di imporre la loro presenza. Forse certe letture permissiviste li hanno ispirati in questo, certamente non parliamo di maiali intellettuali, tutt'altro.
A nulla è servito da parte dei contadini organizzare cruente battute con cani e fucili. Queste battute suscitano solo una fragorosa ilarità in questi scalmanati. 'Sai ieri c'è stata una battuta ah ah ah ah' e giù a ridere a crepapelle mangiando per intiero una vite o un'enorme spiga di granoturco. Sghignazzando sgangheratamente la banda può spostarsi verso una nuova scorribanda.
La mammina vive infelice, ogni giorno i cacciatori vengono da lei 'dov'è suo figlio?'
'A fatto qualcosa di male?'
'Lo stiamo cercando. È in corso una battuta'
La mammina nascondendo a stento una sentita risata tenta una debole difesa: 'Ma vi sbagliate, è un bravo ragazzo...'
FINE