Gloria Calcio


Gloria del calcio

/*Glory of Soccer*/  
gloria calcio «Non ho mai tirato calci di rigore. È di rigore ricordarlo. Il rigore mattutino mi rende sicuro e pronto ad affrontare la giornata.»



Last modified: May 22, 1997 (Created: May 22, 1997)
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Una Gloria del Calcio vi parla dei suoi trascorsi sui campi, sulle aree di rigore, e sulle tecniche per eccellere in una secolare professione. Ma insegna anche quando e come smettere.

Esordio tranquillo

/*Quiet warm-up*/ Ricordo cosa dovetti fare per entrare in quella mitica squadra... anzi, in un certo senso per 'creare' quella mitica squadra... ma vorrei far scendere un velo pietoso sul metodo che ha richiesto la ricerca di un mecenate...
Ma qui non è in discussione la mia valenza commerciale, o di marketing, o sportiva... anche se il brand fu decisivo.
Vi racconto qualcosa dell'ambiente calcistico di quei gloriosi anni.
Parliamo per esempio della 'punzonatura' prima del campionato...
Eravamo nella sede del Centro Sportivo a consegnare le iscrizioni per la nuova stagione. C'era il presidente: brava persona... il segretario: gesummio!... il prete: da bestemmiare...
Il segretario estraeva le cartelle d'iscrizione una alla volta, con una graffetta era allegata una foto e per ognuna c'era un commento... -varda cuschì... la smia an previ! aah aah aah- la risata è roca e da fumatore incallito...
Oppure, ancora più frequentemente e semplicemente... -va che ghigna!

Grandi prestazioni

/*Great performance*/ Ricordo due episodi:

Il primo

Correvo sulla fascia sinistra tallonando un'ala avversaria, quando passando davanti alla mia panchina si ode una voce squillante: -Stendilo!
Per me è nulla... mi basta allungare il passo. Quello ruzzola giù e io mi becco l'unica ammonizione della mia carriera... Per la cronaca: l'ammonizione l'ha presa anche il mio collega panchinaro.

Il secondo

Stavo fermo sulla mediana di centro campo, vicino alle panchine, quando una palla si alza e nella sua ricaduta mi punta: guadagno la posizione, qualche strattone... poi la palla arriva e colpisce il mio petto.
Beh... non è che io sia mai stato un culturista...però diciamo che sono di sana e robusta costituzione... comunque l'impatto fece rimbombare il mio petto...
Dalla panchina allora si sente distintamente la rozza voce da agricoltore: -Ah, ah, ah... ma lonc'ai dan da magié cuschì?

Abbandono all'apice

/*Quit at the top*/ Quelle che seguono sono splendide immagini tratte dal mio book, che invio regolarmente alle rispettive società calcistiche per ricordare che sono disponibile sul mercato.
FINE

Sesshin Buddista


Sesshin Buddista

/*sesshin buddista*/  
sesshin buddista «Un'esperienza mista mistico-gnocca di una passato in cui la sera c'era molto tempo per fare, annusare, incontrare, inginocchiare e recitare come buddista iniziato al sesshin spinto.»
 

Last modified: May 15, 1997
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sesshin buddista

Il mio amico massimo (l’autore si riferisce a quando forse preferiva i maschietti alle ragazze: n.d.e.), mi chiede: sai oggi in stazione ho incontrato R.e F.... e chi sono dico io... due pezzi di gnocca che neanche te lo immagineresti!... interviene il mio amico Diego. E allora? Perche’ ce lo racconti? Perche’ mi ha invitato ad una serata buddista. Ah.... faccio io.
E’ successo molto tempo fa, ma allora ero un poco come adesso... mi informai... e mi informai molto! Una di queste due ragazze era sopreavvissuta ad una brutto incidente... sai quelli dalla convalescenza e recupero lunghi, traumatici... Insomma, ne era uscita a detta dei miei amici un poco cambiata, umanamente parlando. Sperare di poterla conoscere era una delle motivazioni, poi c’era quella legata all’opportunita’ di conoscere un modo oscuro, attorno al quale giravano solo leggende...
Ci incontriamo nei pressi della sede del sesshin. Lei mi sembra molto piu’ vecchia che secondo l’anagrafica, l’espressione "sciupata" in questo caso sorgeva spontanea, in effetti pero’ i tratti del viso sono bellissimi, e’ alta, bionda... uno spendido sorriso molto cordiale nonostante lo sguardo segnato da qualche sofferenza. L’amica invece e’ bruna, piu’ bella e piu’ giovanile... ma con l’aspetto insipido della stupidita’. Il problema ovviamente non era quello di scegliere tra le due... eh, eh, eh... ma io decisi di seguire la prima per risolvere i problemi di ambientamento nel nuovo gruppo.
Ci rechiamo in un’appartamento di un palazzo li’ vicino. Ci accoglie un tipo alto in giacca e cravatta... probabilmente figo... una specie di milanese rampante. Le uniche istruzioni che riceviamo e’ di toglierci le scarpe e cercarci un posto nella stanza, il salotto, gia’ pieno di altre persone inginocchiate verso una specie di teca.
Non ricordo molto di cio’ che segui’. Ricordo solo che ripetemmo una ipnotica nenia per cira mezz’ora... anzi no! ora ricordo un poco di piu’. Ciascuno aveva un libretto (con un suono simile a "gonchio", non me ne vogliano gli esperti) fittamente scritto, che andava letto tutto di un fiato ad alta voce, all’unisono. Poi seguiva una fase in cui venivano ripetute ipnoticamente delle parole che ricordo vagamente. Devo ammettere che il tutto non mi entusiasmo’. Esattamente come non mi entusiasmarono le messe di Pasqua durate quattro ore seduti a pochi gradi sopra zero, o anche dei semplici rosari. Ma non vorrei apparire blasfemo, ma aggiungerei anche il Gran Premio, ilGiro, l’elezione del presidente della repubblica, e il cinema porno e hollywoodiano.
In tutto quel tempo, la mia mente si stacco’ molto presto da me. Vagai tra quelle persone viste solo di spalle. Saggiai le forme delle ragazze che ci accompagnarano in quella gita e su queste formulai delle fantasie sommarie. Poi osservai dei similimpiegati, similsballoni, similscoppiati e cercai di assorbire e di condividere le ragioni della loro presenza li’... e anche della mia...
Il tutto credo che duro’ mezz’ora o tre quarti d’ora. Poi ci riunimmo in cerchio. Il tipo in giacca e cravatta dirigeva la serata ed invito’, partendo da lui stesso a presentarsi. Lui ricordo che confermo’ la mia impressione di essere un milanese, sceso in provincia per l’occasione. Degli altri non ricordo che gente vaga, dai ragionamenti incondivisibili...
Questo, e’ stato il primo di una lunga serie di viaggi in oriente...
FINE