Val Nure


Località della Val Nure

/*Localization of Val Nure*/  
nure localita «Dalle località della Val Nure non ci sono le Alpi, e nemmeno i monumenti di una città d'arte. E non è neppure vicina. Eppure ci si può trascorrere... una vita.»
 

Last modified: Dic 26, 1998
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Località nella Val Nure

Piacenza

cimitero neoclassico
monticelli d'ongina rocca e collegiata
castel vetro piacentino
san pietro in cerro
cortemaggiore centro
abbazia di chiaravalle della colomba
roveleto santuario della madonna del carmine

Appennino

podenzano castello
altoe' castello
grazzano visconti visconti di modrone
vigolzone castello
albarola palazzo peirano
ponte dell'olio fornace con tre torri
folignano castello
torrano castello
loc. biana castello
riva castello
bettola (verso bramaiano) torre
pradello torre cristoforo colombo
ferriere rame e ferro
ferriere laghi moo e bino e m.nero

Dintorni

velleia
vigolo marchese battistero circolare
casell'arquato
vigoleno
FINE

Lavoro Dimissioni


Lavoro e Dimissioni

/*1000 reasons for don't turn back*/  
dimissioni «Breviario delle giuste cause adducibili dando le dimissioni. Pieno di risentimento covato in mesi di architettamento di vendette di lavoro
 

Last modified: Gen 30, 1999 (Created: 22 Dec, 1998)
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1000 ragioni per non voltarsi indietro

La distanza tra Lavoro e Dimissioni è misurabile in due piccoli pezzi di carta.
> lavoro
dimissioni
FINE

Natale Montevecchia


Natale in Brianza: a Montevecchia e a Marechiaro

/*Beyond all limits: Christmas in Montevecchia and Marechiaro*/  
riunione «Nebbia a Natale. La peggior pizzeria che a Natale si potesse incontrare alla ricerca della brianza più elevata.»
 

Last modified: Jun 11, 2004 (Created: Dec 15, 1998)
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Ue', proprio non ci si intende!
-Andiamo alle cascate del Toce!
Ma non me ne frega un beneamato niente, o nulla. Uno lo pesco a Qui, l'altro è a Roma ma torna; per tornare passa da Milano. Lancio il processo di schedulazione e ottimizzazione come job in background e dopo un consiglio riunito di una intera notte vado a leggermi il log tramite l'analyzer di cui solo la mia GUI è dotata: se c'è da andare a Milano... rimaniamo in Brianza!
In Brianza ci sono i mobilieri, i bauscia e le fabbrichette in genere.
Se vi informate bene vi diranno che i piatti tipici sono la polenta e la carne di maiale con le verze... senza nulla togliere al dio maiale e ai falli gialli e stimolanti devo dire specialità, quelle brianzole proprio non lo sono... Anche l'attaccamento al lavoro e al denaro non è proprio originale, e di figli strappati alle scuole ai primi insuccessi se ne trovano ovunque, anche figli venduti e mogli affittate e nonni cotti coi cavoli... una terra normale. Ma alla fine...
I colleghi Milanesi sono reticenti, secondo loro non esistono che mobilifici e uffici ammobiliati con simulacri dello stabilimento collocati in cantina o nel garages dello zio o nel capannone che un tempo era delle feste dei contadini. Ma la tecnica dell'intervista provocatrice dà i suoi frutti: -Dove porti la tua ragazza a scopare?- oppure: -Dove ti fai montare dal tuo ragazzo?- Massì sono dei romanticoni, loro (i miei colleghi).
Insomma, facendo la figura del maniaco, il nome salta fuori: Montevecchia. E faccio anche la figura del crapulone ottendendo: il nome di due ristoranti indigeni! Il tutto è riportato su una salvietta del bar delle colazioni di lavoro e riportato su carta decente con destrezza e fotocopiatrice.
Chissà perché non do mai per scontato che gli altri due vogliano mangiar fuori? In effetti uno non vuole e l'altro vuole. E io? E io non voglio fare da ago della bilancia. Io volevo andare a Montevecchia (certamente non per la Brianza).
Milano la notte di Natale ha aperti soltanto pizzerie e ristoranti cinesi. I ristoranti sono insidiosi... e noi siamo soccombuti... socchi... socc... siamo stati inculati da una stronza del: RISTORANTE PIZZERIA CERTOSINA. Avete presente il semaforo fetido per entrare sul viale Certosa dell'uscita Milano Certosa della A4 nella Certosa di Milano? È lì a destra, dietro il marocchino lavavetri maleducato alla vostra destra. Non voglio infierire troppo a lungo: in sintesi una merda!

'na mmerda Il giro dei colli di Milano e Brianza parte ovviamente dalla Collinetta. Rimembro ancor a tal proposito quando un tempo nella mia Torino guidavo i miei colleghi milanesi per la superba Superga. Avete presente le differenze tra Milano e Torino?
Vittorio Emanuele vs. Venceslao
Maria Cristina vs. Liutprando
Carlo Alberto vs. Ottone
Viali alberati ortogonali, il neoclassico, il barocco Guarinesco, il liberty Fenogliano, preziosi stabilimenti industriali di fine ottocento. Ma sopratutto la collina di Superga e del Colle della Maddalena, e il Monte dei Cappuccini... Menavo questo ai colleghi peripatetici quando alla frase: -Ma che città è mai Milano, senza la possibilità di vederla dall'alto.- con una tempestività sconcertante un tizio che ammirava anch'esso appresso il panorama si volta verso di noi raggelandoci: -Ue', ragazzi,- una specie di cavalier Zampetti, -Monte Stella!.
Monte Stella. Ricordo che vi andai dopo un colloquio, anzi dopo la trasmissione via fax delle mie dimissioni... Un temporale rumoreggiava verso Torino e sovrastava il Palatrussardi. A grandi passi, sotto i primi goccioloni nel mio abito da lavoro (un abito per l'appunto) guadagno la vetta attraversando di traverso i prati, i vialetti e le traiettorie dei jogginisti ritardatari.
verso torino
san siro
Anche stasera, vedo San Siro, qualche luce (a San Siro).
Non vi saliamo stavolta. Manca l'entusiasmo... non discuto e volgo le quadriche luminose dei fari verso Monza.
Descrizione della Brianza il 25 dicembre 1998 ore 1:00. Nebbia. Saliscendi più sali a Montevecchia, più scendi in tangenziale.
Bollettino: 5000 lire una lattina in un pub pieno di giovinastri di droga... uscendo devastiamo il locale con dei peti infernali frutto della decomposizione dell'insalata di mare marcia della Certosa. Nella nebbia fallisco l'innesto dell'autostrada rimanendo in tangenziale (pagandola). Fuga verso il centro di Milano fino quasi alla stazione Centrale dove avventatamente decido di seguire l'indicazione per l'autostrada che mi riporta in tangenziale (sigh, pagandola).
E bon!

Dimenticavo... poi non ci sono stato in quei ristoranti consigliati dai colleghi... voi li conoscete?
RISTORANTE MAGGIONI DI MAGGIONI G. & P. snc
23874 Montevecchia, Brianza (LC) - 28, v. belvedere
tel: 0399930116

RISTORANTE EREMO DELLA PRIORA
23873 Missaglia, Brianza (LC) - 4, v. Pianetta
tel: 0399241187
FINE

Donne Ristorante


Ghe la nebbia

/*There is the fog*/  
donne ristorante «Una nebbia fittissima e un ristorante raffinatissimo. Le donne sono dappertutto. Mangiano e parlano accanto a me. Accanto a tutti noi.»
 

Last modified: Dic 15, 1998 (Created: Dic 15, 1998)
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Donne al ristorante

Nella nebbia, le macchine le si infilano sotto. Analogamente a come voi potreste infilare con forza i piedi sotto le coperte ben distese del letto di vostra madre quando eravate piccoli, oppure la cuffia di lana nell'impeto che precede la discesa nel campo innevato, oppure la mano dentro ai collant costritto-consenzienti... Ad uno dei tavoli c'è anche una 'asian', e io non posso esimermi dal cercare di immaginare di quale taglia di collant debba fare impiego quel cerbiatto filiforme.
Locale di lusso con qualche concessione al rustico. Ma il rustico può costare 100 000 a pasto, come del resto costerebbe una baita con dentro un Milanese, che pure mi da 'la michetta' e fa sì che possa permettermi il posto rustico da un decimo di milione.
La cameriera è deliziosissima. Un visetto muliebre guarnito da un colletto bianco e ampio. La gonna sopra il ginocchio rivela finalmente il vero rustico di gambette non perfettamente tornite ma guizzanti di gioventù, come la breve corta coda alta della testolina indaffarata.
Offendo il maitre ordinando del Dolcetto d'Alba a dispetto di una indigena bottiglia di Caluso, ma mi compiaccio degli occhi azzurri di lei che tramite due affascinanti ordigni svita il sughero dalla bottiglia col secondo dopo averne tranciato di netto il preservativo incapsulante col primo. Ne cerco lo sguardo. Nulla. Rustica ritrosità?
Il merluzzo mantecato è agliato col gusto di colui a cui piace l'aglio, e le uvette accostate al delicato tacchino freddo sono collocate al gusto della povera oca grassa che concepì questo accostamento mentre ad ali inchiodate ad una tavola veniva nutrita con un pistone idraulico direttamente giù nello stomaco.
Cerco di misurarle il seno. La giacchetta o l'economia di una natura eppur dimostratasi benigna con quel viso delicato mi inibisce la sensazione forte di ghermirglielo dolcemente col palmo pieno. Forse che le lievi sensazioni di suggerlo siano meno morbose? La lascio sostituirmi ad ogni portata le posate di peltro.
I cavalieri ai tavolini di cui sono circondato abbondano nel livello del calice delle rispettive dame. Tutte sorridono ebbre al loro diavolaccio tentatore. La disparità dell'età media tra uomini e donne è spaventosa. Di rustico ci sono anche io, che rinuncerei all'asian per l'efficace cameriera che forse mi concupirebbe più volentieri che uno di quei stagionati mescitori di nettare pecuniario. Quindi sarebbe ambizione di una malga alpina essere posseduta da un milanese? Di un collant di essere lacerato da un'estremità inrolexata? Il rustico della biondina... quello cerebrale intendo... specifico questo perché ogni altra donna ha 'il rustico'... come ogni uomo del resto... la biondina, dicevo, ha appena respinto l'assalto di quattro avventori che contestano con grande cautela ipotetica una bottiglia di... una bottiglia di... metto gli occhiali che il mio ottico mi ha consigliato contro gli effetti del self makeing... Freisa??? C'è qualcuno di più rustico di me e la mia desiderata cameriera?
Volevo parlare di nebbia e cosce. Splendida l'asian... ma... i venti anni di differenza che dimostra dal cavaliere mi fanno desistere anche dall'immaginazione... Oltre a quella e ad altre tre identiche coppie, invento (dal verbo inventariare) altri due tavoli oltre al mio: i quattro fessi della freisa e i cinque stronzi sotto l'enorme specchio lievemente inclinato verso la sala.
Nessun Valentino o Ungaro tra gli uomini froci (tranne il sottoscritto che sfoggia un classico Uomo Formale made in italy per arruffianamento del capo progetto), vige tra questi il più deleterio informale: golfino con cravattone e camicia, cravatte senape disgiunte da gilet senape floreale, fantasia di spezzati e maglie tinto capo made in Cecoslovacchia o Albania.
Tra cavalieri e cavalcate vige invece il più rigoroso formale.
La pera fritta... interessante, pare la testa d'anatra accidentalmente incappata in un imbalsamatore del Canavese...
Il mio dolcetto ormai langue e mi permette una più chiara visione dell'inenarrabile culinario. Il mio Fritto Misto impera sul desco simil-rustico. Senza farmi notare godo aridamente sull'amaretto, sull'ananasso e la bistecchina che, pur morti, reincarnano una ingegnosa essenza pre-gastroduodenale. Agli altri tavoli cervella fritta, esaltazione nella discussione, e disponibilità.
L'asian è splendida in quella chioma bruna con messa in piega, liscia in alto, ondulata in fondo... Ma, odo la parola: 'prodotto'... è la donna mia prospiciente al tavolo prospiciente... cena di lavoro? Questo forse, ma sul ruolo di lei non do per scontata alcuna conclusione tranne che l'ipotesi di venditrice e acquirente gabbato... Un'altra donna ormai rapita da Bacco e Dionisio ride sconnessa là nell'angolo coi secondi sul tavolo...
E anche io ormai non riesco a badare a più nessuno se non a quella mandorlata donna, inquietante presenza evocativa di notti insonni sulla Rete.
Una pera cotta nel vino richiede coltello, forchetta e cucchiaio? Non so. Buona così potrei farla anche a casa? Non so. Fin quando la mia mamma vorrà occuparsi teneramente del figlio... A questo proposito cito obbligatoriamente la volta che le chiesi come si stirassero le camice: concitata sbarrò gli occhi e disse: Come? Ma te le stiro io le camice!
Dimenticavo il fagottino di pera cotta nel vino e poi posta sul pan di Spagna e racchiuso nel fagottino di crêpe e cotta in forno e bagnato di passito guarnito con frutta mista su un polveroso zucchero a velo. Del cucchiaio della concavità asimmetrico di cui mi hanno munito non so che farmene. Risate fragorose.
Il primo cedimento. Due si baciano. Uomo e Donna. Quella del lavoro invece, quella del prodotto, non pare mollare. La loro bottiglia rosé è appena a metà alla fine delle carni... dimostrando di saperle dominare, è quindi una vera professionista?
'Tarzan...', '...appeso ad una corda', '...val Varaita', sono i discorsi del fondo della seconda bottiglia di ogni tavolata. Hei! lo noto adesso! Le coppie hanno un lume acceso sulla tavola! Io ho dei fiori secchi... :'-(
Per andare a Torino-Porta Palazzo che strada consiglia? Nebbia? Consiglia forse un cucchiaio con la convessità asimmetrica? Asian? Nebbia. La nebbia del ritorno è la stessa, ma non disturba come all'andata. Edulcorato dal dolcetto e dalla serata rustica lascio che l'ora della branda venga a me senza sollecitudine. Domani compilerò la NOTA SPESE!
FINE