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Gita Cambridge


Cambridge

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Last modified: 19 Sep, 1999 (Created: 26 Aug, 1999)
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Seduto in prima fila sul coach della National Express avevo lo stesso privilegio di un giocatore di consolle nel poter vedere gli altri automobilisti dall'alto.. La sensazione era acuita dal fatto che difronte a me sarebbe dovuto esserci l'autista, che invece era sul lato destro. Non era ubriaco. Quindi era anglosassonamente sul lato che riteneva corretto. L'importante era quindi che anche tutti gli altri autisti la pensassero come lui. Guys! Gli spigole delle strade non sono gli stessi visti dall'alto e dal lato sbagliato (scusate la mia presa di posizione che risulta testarda e irragionevole al pari di quella inglese). Una macchina e' incerta davanti a me (al lato guida quindi). Incredibile. Io penso intensamente e mi immedesimo nell'autista del mezzo e sollevo il piede dall'acceleratore aspettando per il momento di capire le intenzioni dell'altro. Ma il coacher non rallenta minimamente. Anzi cerca di inserirsi nell'angusto spazio tra la macchina e il salvagente. La macchina evidentemente ignara, stringe il lato piu' largo. Io ho tutti e due i piedi sul grosso pedale. Ma il traghettatore tenta l'assalto dell'altro lato. Vanamente. Frena all'ultimissimo istante salendo con una ruota sul codolo. Una incomprensibile bestiemmia viene lanciata in direzione dell'ignaro colgione. Inizia l'inseguimento. Tra il digrignare dei denti del mio inglese e quello di un'altra signora che non ho mai conosciuto ma ne ho visto il terrore e l'odio negli occhi. Questa signora non era accanto a me, ma durante l'inseguimento accanto alla House of Parlament, lungo il suo fianco una lunga pozzanghera correva along il marciapiede. C'e' da dire che il driver e' stato molto umano. Poco prima del sorpasso decisivo, in vista della signora voltata di schiena alla pozza che stava leggendo un cartello turistico ha mollato l'acceleratore. Io ormai avevo desistito da cercare di guidare e quindi non l'ho aiutata. Un ritorno di determinazione e di gasolio nei motori del coach e del suo conducente determnarono un impatto d'acqua multicolore. Un surfer in Cornovaglia sarebbe rimasto folgorato in front of the gourgeus rain. Il caronte in divisa blu, duro in viso rese omaggio in a qualla vittima necessaria del dovere serrando le mascelle e poi mostrando i denti maledicendo all'odiato automobilista nell'ultimo testa a testa. Anche cosi' si tutela chi non possiede un'auto propria quindi anche i pedestrian.
Al semaforo lo scontro finale. Apre il finestrino proprio sopra la macchina infernale. Estrae la mano a foggia di corna... ma non sono corna. Anche perche' non vengono pendolate con il gomito come fulcro al modo italiano, ma viene attorcigliato su se stessa come una molla, come per mangiare gli spaghetti. Ma non e' finita qui. L'indomito autista dove serbare ancora molte avventure.
Ho preso il coach perche' costa quasi la meta' (about half) del treno. E poi volevo vedere le zone 2, 3, 4, 5, 6... il limbo di Londra insomma. Ma questa e' un,altra storia... Il bello di questo viaggio a Cambridge e' che partendo da Victoria Station si passa dal centro (come abbiamo gia' visto) poi si prosegue per la City e via piu' a nord. Il mio vate tenta una scorciatoia. Lavori in corso. Una giapponese molto carina si stiracchia. Un clamoroso reggiseno imbottito emerge nella sua struttura semirigida rimanendo sotto la magliettina. Lavori in corso. Essi' che ne ho conosciuta una dolcissima, di 22 anni. 2 500 000 lire d'aereo da casa (round trip). Ricordatevi di chiedere ad un charlie il tongue twister del sillabario. Lavori in corso. Deviazioni a raffica e slalom nelle strette strade di Saint Paul, Blackfriars, un incredibile Village Park. E bestemmie su bestemmie.

Nella City tanti negozi di scarpe. Sono partito senza altre scarpe che le Superga che ho ai piedi. Handcraft shoe in centro valgono 200 pounds almeno. A meno solo scarpe italiane. Nella City che di scarpe classiche se ne intendono anche 100. La City di domenica mattina non dicve nulla. Gli altri giorni feriali alle 17.30 18 si anima di abiti scuri, scarpe nere e giacche scure. Di tutte le eta'. Scorrono via, come un fluido non omogeneo, una zuppa insomma. Escono dalle banche bellissimi e bellissime e si ritrovano nei pub. Bellissime e bellissimi bevono birra. Li amo. Le amo. Vorrei essere come loro con le scarpe che comprero' nella City.
FINE