Raduno Reggio Emilia


Raduno Alpini a Reggio Emilia

/*Raduno alpini a Reggio Emilia*/  
reggio alpini «Sono andato alle terme di Reggio e mi si sono ripuliti i reni. Ero in buna compagnia. Anzi in compagnia di diverse compagnie. Compagnie di alpini ormai sciolte.»
 

Last modified: Dec 13, 1997 (Created: Dec 13, 1997)
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Alpini a Reggio

Una puzza!...
forse bere troppo di quell'acquaccia ha un'effetto rivoltante sui reni... oppure e' l'essere in troppi a berne.
Insomma la mia gita alle terme di Lambrusco mi hanno lasciato un pessimo ricordo...
Avete presente quell'odore...? Ricordo quella volta che avevo portato per la grigliata un rene di bue.
Diciamo che sono piu' esperto di esperimenti che di cucina... o meglio, che sono esperto di cucina per cio' che ho sperimentato. In ogni caso non conoscevo gli aspetti meno simpatici dell'organo di quel simpatico mammifero. Insomma tu lo prendi gia' morto, gia' sezionato e sommariamente lavato... poi affondi la lama del coltello nei suoi tessuti e cosa ne ottieni? Una puzza!... La parte piu' divertente di quella grigliata e' che rinunciai a cucinarlo... pero' dimwenticai di toglierlo dal lavandivo di casa del mio amico, che ando' a dormire ingnaro di cosa stesse fermentando nel lavandino di cucina di casa sua. Per la cronaca e' ancora mio amico... Diciamo allora piu' amico... aveva un debito con me. Un giorno ci trovammo a cena in quattro, lui, il suo fidanzato, ed io e la mia fidanzata che all'epoca era una bambola di nome Olinkabestiaincalore. Cucino' lui delle salamelle sulla mia padella antiaderente preferita, che assolse egragiamente il suo dovere pur non impedendo la carbonizzazione della pietanza. Il fumo acre invase la cucina e impregno' la tappezzeria, la moquette nella camera-salotto, la carta igienica nel cesso. Questa atmsfera da festa campagnola si perpetuo' a lungo, tanto che a distanza di una settimana ancora maledivo di frequentare gente cosi' stronza.
Ma torniamo alle terme.
Gli ospiti sempre ammassati gli uni ridosso gli altri, tra una bevuta e l'altra venivano presi a malinconia, e si appartavano nei vicoli della cittadella, poi in corrispondenza di un tombino, liberavano le tossine accumulate durante l'anno e discolte dalla prodigiosa dieta idrica.
Assieme all'acqua venivano assunti (e io stesso mi sottoposi alla cura) delle strane applicazioni a forma di papagni di una pasta bianca di cui aria e' costituito il preponderante volume imbottiti, mi si conceda l'espressione, di ortaggi di nobile coltivazione quali cipolla e peperoni, ed un preparato amorevolmente confezionato presso i cosiddetti salumifici scaldato fino a provocare in giusta misura la caramellatura della fase proteica. In questo modo, il grasso che cola va a sostituirsi all'aria degli alveoli del papagno spugnoso rendendolo una spugna impregnata e grondante di salute.
La sera c'e' alle terme un'aria di smobilitazione generale. Mestamente drappelli di pazienti di dirigono verso la stazione. Hanno tutti preso delle bandierine e degli stemmi (presumibilmente made in korea) per ricordo della giornata salutistica. Hanno degli enormi barboni ingrigiti e sporchi, frutto evidentemente di qualche cura somministrata in loco.
Qualcuno dorme in piedi, cullato dal ricordo dei bei momenti in compagnia del capo dello stato... ah, non ve l'ho detto? Pur'egli consacra questo posto con la sua presenza e ne certifica l'efficacia per il controllo del numero degli ospiti, che per questo gradiscono.
FINE

Ricordi Musica


Ricordi in musica

/*Remembrance in music*/  
ricordi musica «Commossi ricordi in musica. Strade che si incrociano in continuazione. Che senso hanno i bivi? ....perché nessuno si preoccupa della segnaletica?»
 

Last modified: Dec 13, 1997 (Created: Dec 13, 1997)
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Musica dei ricordi

Ci sono dei momenti nella vita in cui si fa ingresso nei piu' austeri templi, e si scopre che in realta'...
Dunque un giorno il mio amico della Societa' del Sestetto mi offre di lavorare gratis per la suddetta societa'. Io non storco il naso come faro' in futuro per offerte inferiori ai quattro milioni.
Mi faccio dare un borsone e l'indirizzo, piu' qualche altra informazione logistica e parto. Sono abituato al viaggio in treno fino a Milano. Anzi, pur essendo caratterizzato dalla medesima durata di quello fino a Torino, mi fa piacere poter variare il paesaggio, le fermate, la periferia.
A differenza di Porta Susa, la Centrale ha un vasto spiazzo difronte a lei. Il riverbero del calore agostino e' allora piu' violento che quello del semplice largo lastricato in pietra torinese. Non sono abituato alla presenza dei tossici e allora evito il tragitto diretto, bensi' seguo un'ampia triettoria attorno alla piazza per raggiungere la tettoia dei bus.
E' ora di accennare un poco alla mia missione: spartiti per orchestra. Vado con il borsone vuoto per tornare con lo stesso pieno di spartiti per il concerto sinfonico che siterra' in serata. Ue', sto andando nel magazzino di Rimembranze! Se il negozio e' un tempio della musica... cosa sara' mai "il magazzino"? Io sto' andando al cuore del tempio.
Sto' fantasticando di cio' e mi accorgo di essere sostanzialmente in periferia. Percorro decisamente un'area industriale costituita da capannoni bassi e lunghe strade tutte perpendicolari tra loro. Le donne con le borse della spesa sono gia' scese tutte e sono rimasti solo operai e operaie. Scendono tutti con me... ma dove... forse al cuore del tempio della musica?
Beh, no. Loro entrano in un'altro capannone... uguale al mio. E' un capannone... non c'e' niente da dire su cio'... con gli uffici ricavati con leggere tramezze prefabbricate e gli infissi in alluminio anodizzato... uffici di un capannone. Cerco qualcosa che mi ricordi... beh... la musica, i concerti, le serate di gala... una moquette, un pannello insonorizzato... una angolo in appartato, in penombra, con magari un leggio... E la gente. Cercavo i musicisti, gente stravagante, gli artisti.
Ottengo scarsissima attenzione, ma alla fine mi accompagnano. E' una signora vestita come una maestra, gli occhiali in bilico in cima al naso tenuti su con la catenella. Attraverso il cortile e mi introduco un un'altro capannone. Questo e'... uguale all'altro. Solo che questo e' piu' alto, esattamente il doppio, evidentemente simile a quell degli uffici, ma customizzato diversamente. Camminando lungo le alte scaffalature vedo cumuli di carta ingiallita, coi lati sgualciti e ricoperti di polvere. Sono tenuti su con lo spago, quello grosso da pacchi grossi. Qualcuno e' avvolto senza alcun criterio unificatore in carta da pacchi. Vedo anche molti cartellini... da pacchi.
C'e' gente che si aggira senza fretta come me e la mia guida con un foglio in mano simile a quello che ho porto a lei -Intanto che le cerco la roba si accomodi pure la' in fondo.
Mi "accomodo" su una panca presso lunghi tavoli paralleli foderati dalla solita carta marrone e spessa, fissata come era da aspettarsi, con le puntine da disegno variamente ossidate ricavate da un unico dischetto di metallo a una o tre punte. Mentre mi guardo bene dall'appoggiami a tutto quell'infido marrone, sincero solo con le macchie di olio o liquidi, osservo altre due donne all'estremita' opposta del tavolo.
Sono, concedetemi, "simili" a quella che si sta' occupando della mia ambasciata. Hanno difronte a loro alcuni "pacchi" con lo spago disciolto. Sono molto lente, ma non stanno parlando tra loro che in maniera molto rarefatta. Vagliano cosi' gli spartiti annotando qualche cosa su un registro. Ora addirittura si fermano.
Noto che c'e' una brionvega vicino a loro, quella a foggia di due cubi incernierati. La stanno ascoltando con attenzione, ecco la ragione della loro lentezza. Ora sono ferme e la piu' anziana col gomito al tavolo, ha appoggiato la guancia alla mano. Lo sguardo e' alla radio, il sorriso e' sereno ma espressivo: -E' molto bravo, si... aah.
C'e' un pianista romantico che sta' attirando la loro attenzione. Il volume e' troppo discreto affinche' io percepisca la sonata eseguita, ma ecco che verso il finale la signora sorridente rinviene: -Bravino, bravino... ma qui e' scappato il ditino...- col tono severo ma comprensivo della mamma. Ma e' questo il tempio della musica?
FINE

Mare del Nord


Come non vidi il Mare del Nord

/*How I didn't see the North Sea*/  
mare nord «La velocità, la velocità innanzitutto. Anche se si rischia di infrangere il muro del mito. Una volta infranto, il mito del Mare del Nord non esiste più.»
 

Last modified: Nov 30, 1997 (Created: Nov 30, 1997)
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ukEnglish version Anni fa, andai in macchina con degli amici a Bruxelles. Logisticamente eravamo stoccati a casa di una amica di questi, un'amica 'del lago', infatti come è universalmente noto il Lago Maggiore d'estate puuullula di nordici, e poi se proprio lo devo dire allora bastino due parole, tipo Vice Sindaco.
Lo ricordo bene: entrate di lì, arrivate sotto la torre della televisione, poi Via dei Ciliegi ed ecco la tal casa. Una bella casetta in stile 'lotto gotico', con il 'bovindo' e il cesso con incorporato il bidet, anche noto come 'tazza a schizzo'.
(Parentesi per la tazza a schizzo: quello è la conseguenza dell'impatto dell'escremento compatto nel ristagno d'acqua appositamente posto da progettista nella posizione più opportuna per ottenere l'effetto succitato. Si osserva altresì, che in genere il ristagno è costituito per oltre la metà di orina).
Tornando a noi, mi ricordo almeno cinque cose di quella esperienza.

France Gall

/*Francesca Gallina*/ Ue', la cantante più famosa d'europa. Ci fu presentata la sua discografia con disinteressato entusiasmo e con limpido sguardo carico di complicità. Quando ammettemmo di non averla mai sentita nominare in Italia, provocammo una delusione tale che senso di colpa che ne derivò ci accompagnò fino al momento del (penoso) commiato.

Waterzooi

/*Brodaglia di riso scotto*/ Ci rivelammo come abitatori delle pianure del riso con scarsa tempestività. Pensammo di mostrare qualcosa di caratteristico della nostra terra offrendoci di cucinare un risotto per i nostri generosi ospiti. Me ne occupai io personalmente, e come accade in tutte le situazioni importanti mi riuscì un po' scotto. Nessuno se ne accorse (tranne i miei conterranei), anzi, non molto velatamente mi si fece osservare quanto fosse al dente.
Accettammo a qual punto di assaggiare una loro specialità locale: 'pollo e riso'. Passi per il pollo bollito... (c'è chi lo considera una specialità anche dai noi), ma mandar giù quel pastone di riso... Ma da dei barbari cosa dovevamo aspettarci?

Dov'è il Mare del Nord?

/*Where is the North Sea?*/ -Well, we can go to the north sea...
Non aspettavo altro da anni... Non so perché, ma il mare del nord ha sempre esercitato un grande fascino su di me fin da bambino. I vichinghi, le walkirie, krimilde... non so perché... Eravamo su due macchine, e ci dirigemmo lungo le autostrade sempre illuminate del Belgio, poi dell'Olanda. Visitammo presso il confine un sexy-shop, un negozio di alta fedeltà e fiori, un negozio di cioccolata dal nome allettante (Godiva), un maneggio con dell'ottima birra (calda)...
L'ospite era su una macchina ed io con altri su quella seguente. L'andatura era sostenuta. Ecco una strada buia. Sul suo lato destro scorreva qualche casa bassa, tutte in apparenza almeno, disabitate. Sul lato sinistra un lungo marciapiede ininterrotto con una balaustra e ad intervalli regolari dei lampioni dalla luce molto rilassante. Non mi preoccupi più di tento fino a che non capii che oltre il marciapiede... c'era della sabbia, della sabbia e poi il buio.
Ricolmo di sospetto chiesi flebilmente: -Quand'è che andiamo a vedere il Mare del Nord?
-Ma il Mare del Nord è la in foooondooooooooooaaaaauuuuuuuuuuuuuu...- la macchina era ormai sfrecciata lontano dal Mare del Nord.

Tempo di merda

/*Shiting weather*/ Quei giorni? Per i padani italiani basta citare le giornate autunnali più buie: il cielo è basso e una pioggerella gelida cade fine con una certa insistenza. A Bruxelles fu così per tutti quei giorni.
Al momento del commiato: -Grazie, grazie, bella l'ospitalità, bella la gente, belli i posti, belle le cantanti, bello l'oceano... peccato per il tempo.
E la gentile ospite tutta sorridente: -Ah il tempo! Siete stati proprio fortunati a trovare un così bel tempo!
Noi, terroni d'europa ci guardammo con un poco di compassione, e accendemmo la macchina.

La mia vera identità

/*My real identity*/ Beh... per questa vi rimando ad un'altra pagina di questo splendido sito: Powell !
FINE

Dimissioni Presse


Dimissioni dalle presse

/*Dismission from blanker*/  
dimissioni presse «2^e dimissioni. Simpaticamente vostro, pieno di gratitudine e rammarico per i fraintendimenti intercorsi tra di noi alle presse
 

Last modified: Nov 31, 1997
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Dimissioni dalle presse

/*Dismission from blanker*/

Sabato mattina

Era sabato mattina e stavo sostanzialmente facendo i fatti miei.
Ero un po' scocciato, e un po' no, perche' in fin dei conti mi pagavano... Un po' scocciato in realta'... perche' pagandomi mi rendevano avido e mi facevano rinunciare ad organizzare qualcosa di piu' sostanzioso per il week-end. Ma ammettiamolo pure ormai: la maggior parte dei kilobyte prodotti nella prima meta' del '97 provengono dal file system a 16 bit del PC che avevo in dotazione in quell'ufficio, quindi di cosa dovrei lamentarmi? I due camminavano verso la stampante di rete. Era sabato mattina.
Uno era l'ammnistiatore defecato, "il barba": occhi penetranti e fronte sporgente. Ricordo che di lui ebbi una ottima prima impressione. La sua sicurezza, la sua capacita' di dire sempre qualcosa, il suo porsi autoritario nei confronti dei collaboratori. Ma e' la prima impressione che viene contraddetta dalla seconda, non viceversa. E quindi ora posso finalmente dire: lo sguardo non era penetrante ma aggrottato (...come farebbe uno stupido in una crisi di perplessita'?) e sporgente come un primate. La sicurezza, il parlare con convinzione erano il sintomo di una mente in catena aperta priva di alcuna considerazione e ricerca di segnali di retroazione. L'essere autoritario poi... una arroganza complessata.
Ma limitiamoci ad ascoltare poche battute:
"Noi non stiamo inventando niente. La qualita' esisteva gia' all'epoca di mio padre... la tecnologia l'ha solo trasformata".
"E' vero! ...anche mio padre faceva gia' qualita'! Vede mio padre gestiva un negozio di verdure e doveva occuparsi per forza di qualita'.
"Lo vedi! Lo vedi! ..."
Io rimanevo alla mia scrivania e mi rispondevo ad una domanda formulata qualche mese prima: "perche' ho spedito cosi' tanti curriculum?".

Venerdi' pomeriggio

- Mah! Mi l'ingegner, iu nen capii se le iun ca lu campa 'ntal cul, o se le iun ca s'fa inciappetta'.- perdonatemi la trascrizione maldestra. Il mio "padrone". Sin dalle prime volte che ho ragionato su di lui ho concluso che il personaggio che piu' gli somiglia e' "Kurtz". A seconda che ci si riferisca al personaggio di "Apocalypse Now" o di "Cuore di Tenebre" assomigliera' ad un colonnello o ad un mercante d'avorio.
Si puo' cominciare a descriverlo dicendo che si tratta di una persona eccezionalmente intelligente ed abile, pero' non si puo' non convenire anche che una qualche malattia debba avergli leso qualche facolta'; oppure si puo' incominciare dicendo che si tratta di un pazzo sanguinario ma contemporaneamente ammettere che la mente sia perfettamente lucida "mentre e' lo spirito ad essere stato posseduto".
Una sera ero nell'ufficio del Mercantaggio e lui e' arrivato (dove altro potrebbe avere l'ufficio uno cosi'?). Di fronte a questo ufficio ve ne un altro, quello delle Richieste, e i due uffici sono separati da grosse finestre.
- Di' ingegnere - vi risparmiero' ogni penoso tentativo di trascrizione -non e' che hai sbagliato ufficio? La figa e' tutta di la'! - e il viso si maschera di un ghigno sornione - ...quando ero giovane... non ora che ho una certa eta' ...ogni sera era una cena diversa... - ammiccandomi e indicandomi al di la delle vetrate.

La marisona

Ero nel lager da pochi giorni. Immaginatevi il mio stato d'animo. Provenivo da una ditta con molte ragazze, qualcuna anche carina, qualcuna di cui mi ero addirittura innamorato... addirittura perche' non era loro dovuto questo privilegio, non contraccambiandomi minimamente. Ti arrivo in questo paese di fenomeni nella pianura acquatica, praticamente l'acquafan piemontese in cerca della mia fetta di fortuna, possibilmente con la gigina come ciliegina. Donne? Molte ragazze, tanto giovani quanto sposate. Costituita una piccola cerchia di amici, affidando a loro la mia speranza, ogni volta che rilevavo la presenza di un possibile obbiettivo mi volgevo a loro. Loro con grande perspicacia e tatto scuotevano il capo, ed io capivo, e tacevo. Ero nell'ufficio della Disegnazione; con me il responsabile dell'ufficio e un addetto specializzato nel fare un poco grossolanamente qualsiasi cosa.
Entra lei, alta, pantaloni e maglietta attillati, ben riempiti, capelli fluenti sulla schiena, occhi grandi e scuri, guancie ben riempite, naso mediterraneo e sottile, labbra carnose ma discrete... una bella e sana campagnola insomma! Porge qualche foglio al capo. Sembra oltretutto in gamba. Io cerco lo sguardo del mio consulente indigeno, ma ho un bel cercare il suo aiuto... lui come l'altro sono assorti nella panica visione e devo attendere che la maliarda si allontani per poter sperare di ricevere attenzione. Sperare, perche' ancora dovevo attendere qualche ora dopo che la battuta che segui' la rimpianta uscita della ragazza mi lascio' estasiato: "Io, quella, le metterei la testa nel cassone*".
*Cassone = E' uno "scatolone" di metallo di circa un metro di altezza, in genere sgangherato e arrugginito dall'uso ruvido che se ne fa', impiegato per la movimentazione dei materiali di stabilimento. L'allusione al mettere la testa dentro, e' riferita alla posizione che ella dovrebbe assumere permettendo in questo modo un miglior accesso da tergo.

E voi sareste...

not yet.
FINE

Equivoci IRC


Equivoci in IRC

/*Misunderstanding in IRC*/  
irc equivoci «Equivoci in IRC: ma ci avete mai pensato ad una comunità virtuale reale? Intendo non reale virtuale.. Voi vivete il virtuale ma una.. stupidità stolta e ottusa vi riporta al reale.»
 

Last modified: Dec 07, 1997 (Created: Nov 30, 1997)
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Scambi di persona?

Astare da Qui suggerisce una gita nei falsi luoghi di incontro della tua città ma può suggerirti anche quelli veri e genuinamente polemici senza equivoci.
Pagina un poco per specialisti. Chiunque non capisse qualcosa mi scriva... se riesco ad aiutarvi... Quando si perde il limite tra verità e assurdo... prendete come esempio anche l'altra faccia dei luoghi d'incontri: La vera IRC... e all'altra estremità La IRC polemica.

xxx buffer saved on Sun Nov 30 22:50:08 1997

[xxx] io sono luca e mi conosci
[Astare31] dici?
[Astare31] in senso biblico?
[xxx] no in senso
[xxx] che uscivamo alla sera qualche tempo fa conn franco se sei
la sandra che sta con stefano
[Astare31] io sono sandra che sta con gianni...
[xxx] ma sei stata con SMP3
[xxx] ??
[Astare31] ...non lo sapevi? lo sapevano tutti...
[xxx] cosa non sapevo??
[xxx] che hai mollato stefano?
[Astare31] ...che centra mollare stefano... noi ci volgiamo
bene...
[xxx] allora hai capito chi sono io??
[Astare31] no... aiutami dai!
[xxx] sono luca che usciva con franco angela
[xxx] e te
[Astare31] vabbe... eppure non ricordo...
[Astare31] ma molto tempo fa?
[xxx] qualche mese fa
[Astare31] ma stavo con franco?
[xxx] no stavi con max
[Astare31] uffa... che periodo!!!!!!!!
[xxx] ora hai visto chi sono??
[Astare31] si... ma non ricordo...
[xxx] ma sei la sandra che stava con stefano cristoforo colombo??
[Astare31] cosa te lo farebbe pensare?
[xxx] dal nick
[Astare31] [Astare31] cosa te lo farebbe pensare?
[Astare31] [xxx] dal nick
[xxx] esatto s= sandra
[xxx] ap3 come stefano
[xxx] mi hai dato il tuo biglietto
[Astare31] :-)
[Astare31] s ... ap3 ... ma dove lo leggi?
[xxx] oddio ma prima che ti cambiassi il nick
[Astare31] SAPr3 ?
[xxx] esatto
[xxx] e sembrava anche al periodo che ancora un po' e tu me la
dessi ;-))))))))))))))))
[xxx] scherzavo
[Astare31] ne hai ancora da aspettare! :-)
[xxx] ma eppure avevo l'impressione che la cosa ti interessasse
[xxx] :-)
[Astare31] dipende dai giorni... l'importante che e' che ci
sentiamo al momento giusto
[xxx] dai aldila' dello scherzo sei la sandra che dico io???
[xxx] volevo solo salutarti ;-)
[Astare31] ciao allora :-)
[xxx] cioe?? che vuol dire dipende dai giorni?
[Astare31] dall'umore... vado perfino da un dottore!
[xxx] fatti sentire se ti va
[xxx] il mio numero lo avevi
[xxx] se posso esserti di conforto
[xxx] lo faccio volentieri
[Astare31] certo... ne avro' bisogno senz'altro...
[Astare31] ti va giovedi'?
[Astare31] chiamami, ora vado, ciao
[xxx] ciao sandra

End of xxx buffer Sun Nov 30 22:50:08 1997
FINE

Iseo Portovenere


Iseo a Portovenere

/*Iseo at Venus port*/  
dimissioni «Iseo a Portovenere. Già questa idea è una fregatura, ma farsi anche fregare! Uno prima sceglie la propria fregatura, e dopo lo fregano oltre!»
 

Last modified: Oct 18, 1997 (Created: Oct 18, 1997)
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Iseo a Portovenere?

Un posto da cammionisti! Peccato che costi come un Mitili, un O'sole mio e un Grigliata tutti messi insieme. E un confronto qualitativo oltre che quantitativo non avrebbe storia. OK. L'ambiente e' quello di una trattoria: tavolacci da due con prolunga ricondulo a quattro posti (da marina? non credo), un bicchiere unico per acqua e vino (per una pinta di rhum? troppo piccolo...) e un servizio spiccio.
Il vino? splendido... pensate non un DOC bensi' un Origine Geografica Verificata. Beh... fate due righe di conto, fate anche semplicemente le proporzioni: acqua 5000 Lit. a bottiglia, vino 15000 Lit. a bottiglia: se confrontate con i prezzi sul mercato sarebbe dovuta essere una vera delizia!
Torno a dirvi che era una trattoria e si e' pagato... lasciamo perdere. A me lo hanno messo nel culo, e voi spero che non vogliate replicare l'esperienza pederasta.
Occhio oltre tutto che oltre all'inculata: la beffa. Specificate quindi al cameriere di correggere la pratica somma 12+2=18 che applicata come riporto alla colonna giusta potra' crearvi facilmente qualche dissesto contabile prima e finaziario poi. A, gia', occhio anche al 10% di servizio.

Scrivetemi!

Quali sono i diritti del consumatore quando va' al ristorante?
FINE

Vero Amico


Vero Amico

/*True Friend*/  
amico vero «Un aneddoto riportatomi dallo zio barbiere, ma confermato da autorevole stampa nazionale. Eppure la notizia ha portata universale: trattasi di vero amico
 

Last modified: Gen 24, 1998 (Created: Oct 10, 1997)
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Vero Amico

/*True Friend*/ Storia del mio barbiere, confermata nella sostanza da "La Stampa" del 10.10.97.
Arrestato un vercellese di 39 anni Violenza all'amico dopo la sera al night L'episodio sulle strade del Casalese. L'auto con i due finita fuori strada.
Dunque due amiconi, un vero amico l'un l'altro, escono da un night evidentemente un poco arrapati, in particolare uno dei due, che insisite per andare alla ricerca di qualche avventura nella citta' vicina. Questo non ha la macchina, che sottrae all'amico dopo una collutazione nella quale ha la meglio. Il proprietario viene obbligato a salirgli accanto.
Nel tragitto l'amicone energumeno costringe l'altro a procurargli un rapporto orale (documentato dalle macchie sui suoi stessi pantaloni) fino a che non perde il controllo dell'auto che esce fuori strada. L'amico proprietario della macchina riesce a divincolarsi ed a raggiungere la casa vicina per avvisare i Carabinieri.
Morale: portatevi dietro dei fazzoletti.
FINE

Generatore Eliza


Preludio: il Bastard C

/*Prelude: the C Bastrado*/  
eliza generatore «Eliza non voleva diventare un informatico, e non voleva ammettere di esserlo diventato. Ma sono fiero del suo bastard genio generatore in C che tutto trasforma.»
 

Last modified: Sep 28, 1997 (Created: Sep 28, 1997)
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Eliza, il bastard genio generatore in C

OK ora potete scaricate un vero programma beyond: il Bastard C!
e' scritto in C++ ma e' lo stesso... non ci stava in 8 caratteri... (bastardc++ ???).
Perche' e' beyond? Ma perche' e' dal '90 che era gia' arrivato a quel punto la'!
C'e' da dire che devo molto a Rillo e Villaz e il loro Bastard VIC... ma qualsiasi programma beyond puo' rinnovare il suo slancio in avanti, sempre e comunque!
/*Bene, now, you can download a true beyond progam: the C Bastardo!
it's designed in C++, but it's the same... 8 char were not sufficent... (bastardc++ ???).
Why beyond? But because it is since the '90 that it was at that point!
It's necessary to say that Rillo and Villaz and their Bastard VIC was very important, but any beyond program may be launch more beyond, always!*/
Download it!
/*Scaricatelo!*/
bastardc.zip (17 kb)
FINE

Cerimonia Sposa


La cerimonia della sposa

/*The bride's wedding*/  
sposa cerimonia «Il fotografo ama la sposa. La possiede e la ama durante la cerimonia. Se non è sua, lei si corrompe e si dissolve, e allora è meglio che fugga in moto.»
 

Last modified: 3 Dec 2001 (Created: 23 Sep 1997)
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Eviva gli Spossi

/*Hapy Marriagge*/ ...beh... la sposa in effetti c'è in ogni cerimonia... ma diciamo che in quella specifica cerimonia era la sposa che più colpiva.
La casa paterna era in uno di quei agglomerati di case antiche di Qui denominato XXX ... non ricordo! che vuoi che ti dica... se dico che non ricordo vuol dire che non ricordo! Diciamo che la mia città dal punto di vista delle distruzioni se l'è cavata bene, meglio che Milano, pertanto è possibile trovare senza difficoltà case del 1200... Ecco! 'Il Volto dei Centori'!!!!! me lo sono ricordato! Elementi della mia sono del 1500 per esempio.
Dicevo... la casa paterna. Molto bella di fuori, l'interno non è dissimile dalle case di paese che pure ho visitato per matrimoni oppure che amicizie. Anzi, quell'odore caratteristico di... caratteristico di... non saprei... ma le case dei paesi lo hanno tutte. Un odore dei mobili, delle sporte e delle madie... che da noi si chiamano 'Bufeé'. Insomma era un vero contadino vercellese con i mobili in legno laminato, la cera al pavimento con le muffole nascoste all'ingresso eccetera. Ah si! Un odore di fiori tipo camposanto. La casa ne era piena. Le foto nel soggiorno devono essere risultate del tutto simili a foto fatte in una serra.
Ok. La sposa. Era bellissima. Fine fine nei modi, viso dolce e sorriso lieve. Forse più che trentenne, ma la pelle del lungo collo era candida e garbatamente abbronzata. Verificai severo che non si trattasse di fondotinta o cose del genere, ma era tutto ti tasca sua. Gli occhi... dio mio, marrone scuro... profondo... e una ciocca le pendeva ad arte fuori dal cerchietto farcito di fiori che le domava la chioma bruna e mossa.
Era un piacere seguire la seduta di posa. Docile ed entro le righe. Sembra che ora abbia detto un motto maschilista e sciovinista ma è la realtà. Ci sono spose che non sorridono perché sono attanagliate dall'ansia... o dalla paura... oppure ridono tese come una corda... oppure guardano in basso come deve aver suggerito loro qualche fotografo alla Hamilton. Quindi lasciami dire che era 'docile ed entro le righe'.
Dunque. Passo ora alla scena di fronte alla chiesa.
Arriva la mercedes dello sposo. Ne scende un tipo strano. Scuro di carnagione e di capelli. Sorriso vispo e viso deturpato da una giovanile acne. Via via che si avvicina è una escalation: noto i denti bianco-grigio di nicotina, e il passo ondeggiante per via dei grossi stivali 'camperos' che porta sotto i pantaloni del completo nero. Intanto si ode avvicinarsi dalla strada a sinistra un rombo di moto. Arrivano quattro centauri su simil 'custom' farciti di pellami vari, e ne discendono... quattro noti sbandati del bronx di Qui. 'Occhio sifulo' in persona tra i presenti, si avvicina loro per abbracciarli assieme allo sposo.
Arriva ora la macchina della sposa.
Non so cosa stia succedendo... forse la luce solare... ma dopo il padre, ne discende una ragazza vestita di bianco, con un sorriso sguaiato. Le rughe le si aprono ai lati della bocca, solcando degli zigomi svuotati. Gli occhi erano usciti all'infuori cerchiati da una sorta di tumefazione. I denti sono gli stessi del futuro sposo e l'incedere è pesante e ricurvo. Insomma... quell'angelo si stava sgretolando sotto i miei occhi, e nonostante cercassi di percepirlo separato da quel selvaggio non riuscivo a fermarne la corruzione. Sarà stato l'effetto dell'amore?
FINE

Full Metal Jacket


SAP Full metal jacket

/*Blindatissime*/  
dimissioni «Citazioni poetiche del Metal Jacket, e di SAP che non è una citazione. Ho vissuto in una caserma di addestramento e sui campi di battaglia dedicati alla guerra dell'Euro e del 2000.»
 

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SAP Metal

Si parla di SAP e di Batch Input ma il Team è come il corpo dei Marines. Si parla inoltre di dualità del corpo e anima: la guerra è un inferno, no?

Che cosa è questo?

/*What is this?*/ Bene, ora vediamo se abbiamo trascurato qualcosa. L'istruttore ora maneggia il mouse con disgusto, tenendolo tra il pollice e l'anulare e solo con i polpastrelli... e inoltre tenendolo lontano distendendo completamente il braccio allontanandosi così dal monitor.
'Dio bono, che cos'è questo? Che cos'è customizzatore Murnau?'
Con un rapido doppio click, il rumore dell'hard disk rivela che un'applicazione si sta attivando. Lo splash screen è quello di un noto foglio elettronico.
'Signore! Un foglio elettronico signore!'
'Un foglio elettronico? Che ci fa qui?'
'Signore! L'ho tirato giù dalla rete signore!'
'È forse permesso usare un foglio elettronico customizzatore Murnau?'
'Signore! No signore!'
'E perché no customizzatore Murnau?'
'Signore! Perché sono troppo pratico signore!'
'Perché tu sei un disgustoso semplificatore di problemi customizzatore Murnau!'
'Signore! Si signore!'
'E allora perché tieni un foglio elettronico sul tuo hard disk customizzatore Murnau?'
'Signore! Perché non volevo più girare attorno alle soluzioni, signore!'
'Perché non volevi pi§!?!?'
L'istruttore si alza e solleva il mouse facendolo vedere a tutti i customizzatori ed analisti del team: 'Io ho cercato di aiutarlo, ma ho fallito! Ho fallito perché non mi avete aiutato. Voi non avete dato al customizzatore Murnau sufficiente motivazione. Pertanto, da ora, in qualsiasi transazione il customizzatore Murnau fallisca, io non punirò lui, ma tutti voi. E a quanto vedo, signorine, mi dovete un foglio di Excel.'
'Ed ora prendi il mouse!'
Accompagnando la mano di Murnau attiva lo strumento di autocomposizione della tabella.
'Loro stanno pagando per esso, tu lo usi!'
L'istruttore si rivolge agli altri: 'Attenti... batch input!'
Il team trasmette dei piani di consegna via EDI seguendo un determinato percorso:
'Uno, due, tre, quattro. Amo il batch imput come un matto.'
Mentre il team digita ritmicamente, Murnau crea rapidamente una query usando il mouse e uno splendido interfaccia a video.

Pregate!

/*Pray!*/ 'Questa notte, voi scarafaggi lavorerete con sap. Darete al vostro account un nome di donna! Perché questa sarà l'unica passera che voi potrete avere. I giorni in cui sditalinavate Xara, Eudora, Veronica attraverso le loro ergonomiche interfacce sono finiti. Ora siete sposati con questo affare, questo sistema di database e applicativi. E voi gli sarete grati'.
Ad un comando dell'istruttore ciascuno del team accende il proprio PC.
'Pregate!'
'Questo è il mio account.
Ce ne sono molti come lui
ma questo è il mio.
Il mio account è il mio migliore amico. È la mia vita.
Io devo dominarlo, io devo dominare la mia vita.
Senza di me il mio account è senza scopo.
Senza il mio account, io sono senza scopo.'
FINE

Esame Sangue


Esame del sangue

/*Blood exam*/  
esame sangue «Ancora spettri di universita'. Niente sesso o materia organica questa volta. Anzi la materia d'esame era per me fondamentale, e finì nel sangue
 

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Esame nel sangue

'Chi vuole sostenere l'esame? Consegnate lo statino'.
Due mesti individui segnati nel volto dallo studio, vessati da settimane da libri arroganti, si avvicinarono alla cattedra. Uno rovesciò la sedia su cui era seduto. L'altro non riuscì a staccarsela dal fondo dei pantaloni, che a causa dell'attesa trepidante era tutta bagnata delle sue secrezioni più immonde.
Il professore controllò meticolosamente i due foglietti. 'Venga uno da me, e l'altro dal mio assistente...'. Evidentemente si accorse del trambusto in aula: '...anzi, lei con la sedia venga da me che dal prof.Lippa ce ne già una'.
Divertito da questa sua battuta il prof.Cippa si guardò intorno sorridendo per cercare consensi, ma la platea a causa della tensione che regnava in aula era completamente apatica a qualunque umorismo, e quindi non ne ottenne. D'altronde ciò non intaccava certo la sua popolarità, in quanto non ne possedeva, anzi... 'Non ridete eh!?'. E così dicendo non allentò il sorriso, anzi lo estese a tutti i denti: ora era chiaramente di cattiveria.
Il prof.Lippa era più simpatico, chiese subito: 'Ha studiato abbastanza?'. La matricola n.53521 non aveva ancora stabilito la tattica da seguire durante il colloquio, se spavalda o timida, e si limitò a un neutrale: 'Me lo auguro'. 'Io no!'. L'esame cominciò così.
La prima domanda andò benino per entrambi, ma era solo una entreè. Ora cominciavano le domande difficili. La più tremenda la fece il prof.Cippa, tanto che all'esaminando si piegarono le ginocchia.
'Chissà cosa ha fatto anziché studiare. Io conosco gli studenti come lei, per voi le vacanze non finiscono mai... A proposito, bella giornata vero oggi?'. Effettivamente era una bella giornata di fine estate, ancora calda ma ventilata, ammantata dello splendore del cielo terso attraversato ad intervalli da stormi di uccelli migratori. Lo studente ingenuamente sorrise. 'Oscurate!'. Urlacchiò improvvisamente Cippa. 'Oscurate! Oscurate, diamine!'.
Entrarono dei bidelli neri come becchini, che oscurarono le veneziane, quindi uscendo si fermarono innanzi alla cattedra battendo i tacchi e alzando il braccio destro teso innanzi a loro. Questa volta la trovata del professore piacque molto al suo assistente, e i due cattedratici si rovesciarono dalle sedie, sghignazzando in maniera scomposta di fronte allo sguardo agghiacciato dei presenti in aula: l'intesa tra loro era perfetta.
Dal canto suo il prof.Lippa intese riprendere l'interrogazione con lo stesso stile bonario. 'Anche lei non mi pare molto dedito allo studio; anzi, ha frequentato il mio corso? Non mi pare di averla mai vista'. E ad alta voce chiese alla moltitudine: 'Qualcuno è disposto a testimoniare che il qui presente ha frequentato il mio corso?'. Intimoriti, solo alcuni tra gli amici più stretti della matricola n.53900 alzarono il braccio, e solo a metà quasi col timore di essere visti. Addirittura un gruppo di Sinistristi, servilmente negavano ad alta voce di averlo mai visto, con il palese intento di guadagnare influenza nel dipartimento di Cippa-Lippa. E rivoltosi gli nuovamente: 'Non molti come può lei stesso constatare, e comunque non attendibili: ciò gioca naturalmente a suo sfavore. Guardi, per aiutarla ad uscire dal guana in cui si è cacciato le farò ancora una domanda non moltissimo difficile'. Ovviamente era pazzesca.
'Guardi professore, forse è meglio che io torni la prossima volta', e fece l'atto di allungare la mano verso il proprio libretto lasciato sulla cattedra prima di sottostare all'Inquisizione. 'Fermo!' fece Cippa abbandonando il proprio esame, e con un balzo immobilizzo la mano resa esangue dal terrore schiacciandola sul tavolo tramite un frustino da cavallerizzo: 'Non avrà mica pensato che io la lasci andare via così semplicemente? ...Io prima la sbatto tra i 'plotoni'!' esclamò urlando in faccia allo studentello che arretrava spaventato raggiungendo una distanza inquietante dalla propria mano. Le luci si affievolirono e dal nulla comparvero una decina di professori dello stesso dipartimento di Cippa-Lippa vestiti in gran livrea, che si disposero in due ali tra la cattedra e la porta dell'aula; Cippa-Lippa si spostarono a passi leggeri sulla soglia. L'aula fu investita dalle note dell'introduzione de 'Also sprach Zarathustra', e uno spot illuminò il pallido viso del 'condannato', che a passi lenti prese ad attraversare il drappello. I professori presero le sembianze di Satiri, e a turno si preoccuparono di schiaffeggiarlo con il Libretto Universitario, lanciandogli improperi terribili che tuttavia nessuno tra i presenti riusciva a udire a causa del frastuono della musica. E nessuno comunque ci sarebbe riuscito. Infatti nel profondo della oscurità circostante, emettendo cigolii sinistri, da ogni anfratto dell'aula, da in mezzo le gambe degli studenti, da dentro gli armadi, dalle crepe dell'intonaco uscirono acri sbuffi sulfurei, e con essi gnomi, streghe, diavoli inferociti, schifosissimi animali striscianti e bavosi, e tutti sghignazzavano e bestemmiavano, palpavano e accarezzavano le misere matricole della Facoltà di Ingegneria, e li obbligavano a ridere pure loro, e a schernire il loro compagno coperto dall'onta della bocciatura.
Il poveretto tuttavia, era attratto dallo sguardo magnetico del suo inquisitore che aveva preso le sue reali sembianze di Vampiro della Transilvania, e non si rendeva conto neppure di stare camminando a piedi scalzi su un tappeto di tizzoni ardenti prontamente predisposto da qualche satanasso: niente lui sentiva, solo quello sguardo che lo trafiggeva impietosamente e lo chiamava a sé. Giunto al fondo dell'infame corridoio umano, in corrispondenza dell'ultimo possente pieno orchestrale, in mezzo all'esplosione di mille colori di giochi pirotecnici provenienti da quella che era oramai la casa di Baba-Yaga, si udì una voce che sovrastò l'immenso fragore come un boato proveniente dagli abissi di chissà quale inferno: 'Bocciato!'.
Un istante dopo l'aula si presentava normalissima, come se niente fosse accaduto, e Cippa, nella sua solita tenuta da ingegnere docente, presso la porta, stracciava con furia lo statino, e si accomiatava dallo stordito 53900. 'Ed ora tocca a te 53521... ma dove è finito, maledizione?'. Un alito d'aria lo accarezzo in pieno viso: proveniva dalla finestra dietro la veneziana chiusa, le cui lamine di metallo riportavano una marcata deformazione. Il vetro era rotto, e sui bordi taglienti delle fratture scintillavano al sole gocce di rosso sangue. 'Maledetto! I cani presto!' urlò Cippa. Con fare soddisfatto Lippa si limitò a osservare che non ce n'era bisogno, in quanto la finestra si trovava al quinto piano. 'Maledetto! Maledetto!' ripeté il professore stringendo i pugni e accasciandosi melanconicamente al suolo, non ancora sazio. Un Cattolicista gli si avvicinò e in un eccesso di servilismo gli pose sulle spalle la giacca, come aveva visto fare mille volte nei film proiettati in parrocchia. Il professore si girò senza dire nulla e lo mangiò vivo.
FINE

Cibo Tamas


Cibi Tamas

/*Cibo pe' scopa'*/  
tamas cibi «tamas cibi.»
 

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Qui si parla di sesso tantra

Si ragazzi, lo so, lo so... lo sapevate già... (probabilmente). Dunque.
Le regole del sesso tantra sono quattro:
  1. mangiare cibi Tamas.
  2. pensare alla nonna di matusalemme;
  3. premere la lingua contro il palato;
  4. schiacciare con le dita tra l'ano e i testicoli;
Cosa sia mangiare Tamas non ci è molto chiaro (è forse il colesterolo nemico del tuo sesso?). Diciamo che bisogna escludere tutto ciò che può portare all'Abbrutimento Totale (è forse il Sesso Tantrico nemico della copula tra bruti?). L'epistolotto introitale serviva solo ad inquadrare l'argomento principale che permeò quello scarno desco francescano di povere cose buone e succulenti. Mentre noi cenobiti libavamo in nome della parsimonia e della penitenza, uno di noi, il più eletto, si elevava appunto l'animo con la lettura di una dispensa periodica dal titolo 'Fuck better, not faster, fuck Tantra'. E noi con lui.
Prendete un chilo di cipolle e riducetelo a bastoncini. L'azione deve essere svolta in maniera solenne e non provate sgomento nel commuovervi al primo stadio della cerimonia. La preparazione del cibo Tamas con tutti i suoi simbolismi è un rituale iniziatico che induce un profondo effetto catartico nell'uomo occidentale. La civiltà contemporanea ci nega espressioni del genere, espressioni che in oriente hanno invece portato alla formulazione di questo rito.
Un mese prima avrete benedetto la carne di un maiale prescelto insaccandolo nel suo stesso budello mondato. Ed ora frantumerete l'unità posticcia della salciccia in più piccoli elementi che unirete alle cipolle. Il simbolismo è chiaro. I connotati erotici dell'azione di unione e alienazione sono espliciti, ma mai quanto l'operazione successiva di lavaggio dei peperoni, il cui contenuto di seme simbolizza la fecondità, conseguenza di una eiaculazione implicita e non espressa quale quella richiesta dalla pratica Tantrica.
Buttate il tutto su una piastra calda di pietra e non lasciate attaccare, ovvero evitate che la libido riduca il tutto ad un ammasso sugoso e palpitante e orgasmante come si farebbe per il sugo della pastasciutta. Questo è Tamas, non Verace!
FINE

Strage Sabato


Strage del sabato sera

/*Saturday night strage*/  
strage sabato «Medito ogni sabato su questa strage. Perché devo ricordarmi cosa sia il senso critico. Ma cos'è? E cos'è il buon senso?»
 

Last modified: Gen 24, 1997 (Created: Aug 31, 1997)
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Strage del sabato sera

Ebbe', stavolta qualcosa è successo di nuovo. Avete presente le solite cose? Fuori dalla disco, sobri, ma allegri, una curva a velocità decente, esce un leprottino e per un gesto d'umanità verso una bestia la macchina finisce fuori strada, e con essa gli occupanti. Ciò che succede dopo è regolato sopratutto dal culo e dalla sfiga: nulla, foratura di gomma, ammaccatura della carrozzeria, i braccetti delle sospensioni, la trasmissione essere sbalzati fuori, incendio, esplosione, coinvolgimenti vari con altri equipaggi. Stavolta dicevo, è successo qualcos'altro.
Si potrebbe per esempio uscire da un grand hotel di Parigi. Sul cruscotto di una bella mercedes (certificata anti-alce) trovare la foto calamitata della regia con scritto 'non correre, pensa a me'. Poi fare gli semi con dei teppistelli a bordo di motorette scoreggianti stile dolce vita felliniana scherzandoli ad una velocità non particolarmente moderata ('chi può essere così depravato?' chiese il gendarme della stradale dopo aver sviluppato la foto dell'autovelox recante una dicitura accanto al numero di targa di circa 190 km/h).
Raccolta di pareri:
  • 'Frena, per diana!' (un prudente occupante della mercedes);
  • 'Perché a lei date il volante al posto della coroncina?' (la mondana madre teresa di calcutta);
  • 'Non è riuscita ad uscire dal tunnel' (un ex-tossicodipendente).
  • 'Windows 98 verrà denominato 'Windows Diana'. Infatti è superficialmente attraente, consuma un mucchio di risorse, e si schianta orribilmente' (Comunicato Microsoft).
FINE

Mondo Morti


Il mondo dei morti

/*The died world*/  
mondo morti «E' tutto vero, Son tutti morti! Certo, è vero come modello... ma la realtà di quel mondo chi può determinarla? Si può basare su di essa dei calcoli empirici?»
 

Last modified: Aug 31, 1997 (Created: Aug 31, 1997)
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Sono tutti morti in quel mondo

Sorprendenti risultati:
non e' il piu' popolato il mondo dei morti!
Vi illustrero' la dimostrazione ricorrendo a dei semplici ma efficaci modelli.

1. Modello esponenziale

n(t) sono i nati al tempo t. Kn riassume molti fattori tra i quali:
-fattore di scala (legato alle scelte di unita' di misura);
-rendimento delle nascite.
m(t) sono i morti al tempo t.
Assumiamo che:
-teta sia la durata media di vita.
Ora, il rendiemento delle nascite e la durata media della vita dovrebbero essere assunte variabili col tempo, e andrebbe quindi scelto un modello pure per essi. Mi occupero' della faccenda nel prossimo lavoro.
Image
Il numero complessivo di morti al tempo T si otterra' per integrazione.
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Studiando l'andamento della funzione ottenuta dal rapporto delle due quantita' il lettore attento potra' constatare come al crescere di teta il rapporto si allontana dall'unità.
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2. Modello lineare

n(t) sono i nati al tempo t.
-A e B sono parametri scelti in modo da meglio approssimare una crescita meno regolare delle nascite. A risulta rappresentante la funzione per epoche piu' remote, B prevale piu' recentemente, ma meno fortememente di una crescita esponenziale. Image
Image
Si suggerisce uno studio per A tendente a 0, anche perche' risultante rapidamente trascurabile rispetto T. Ancora una volta al crescere di teta il rapporto diverge dall'unita'.
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3. Modello polinomiale

n(t) sono i nati al tempo t.
Ci si limita al temine ad esponente piu' alto, avendo visto che i temini di grado inferiore risultano trascurabili al crescere di T. Image
Image
Limitando l'esponente a due, si cerca la soluzione sotto forma del solito rapporto.
Image
La soluzione contiene piu' termini addirittura si puo' individuare un punto di minimo.
Image
FINE

Sogno Acquario


Il sogno dell'acquario

/*The aquarium dream*/  
sogno acquario «All'universita' avvengono in sogno strane cose. Nella biblioteca di ingegneria s'aggirano spettri nell'acquario che si manifestano nelle menti studenti.»
 

Last modified: Aug 23, 1997 (Created: Aug 23, 1997)
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L'acquario in sogno

Entri in biblioteca, le luci sono spente. Rimani sconcertato trovandola vuota, ma colto da un insolito estro contemplativo rimani silenzioso ad osservare quel tempio dello studio e delle attività intellettuali spettralmente inoperoso. Per sentire più simbiotico il rapporto con essa, fai pochi passi in avanti e chiudi la porta alle tue spalle con la cautela e il rispetto che si usa in una basilica il giorno della sua consacrazione.
La mistica congiunzione con la biblioteca è prossima, e tu senti il bisogno di sederti. Grazie al progressivo adattamento del tuo occhio, discerni nelle discreta penombra creata dalla carezzevole luce lunare proveniente dai finestroni una sedia; ti appropinqui ad essa. Senza spostarla vi giri attorno e con accortezza ti adagi senza farla cigolare.
Il tuo animo, sollevato dall'incombenza di mantenere la stazione eretta è violentemente proiettato in una remota dimensione Nirvanica.
/*You enter in the library, the lights are extinguished. You are puzzled finding it empty, but gathered by an unusual contemplative fancy you remain to observe that temple silent of the study and of the intellectual activities inactive spectrally. To feel more symbiotic the relationship with it, makes few footsteps into and you close the door to your shoulders with the caution and the respect that it is used in a basilica the day of his consecration.
The mysticism conjunction with the library is next, and you feel the need to take a seat. Thanks to the progressive adaptation of your eye, you discern in the discreet faint light created by the caressing lunar light deriving from the large windows a chair; you approach to it. Without moving you turn around to it and with adroitness you abandon without letting squeak it.
Your mind, lifted by the duty to maintain the erect station it is violently projected in a remote nirvanic dimension. */

Quanto tempo è passato? Un giorno? Un ora? Un minuto o un secondo? Sono rumori, sospiri, o addirittura delle imprecazioni che ti riportano pesantemente a terra? La sensazione della forza di gravità ti appare sgradevole, e non riesci a capacitarti di aver sempre convissuto con essa. Ma la curiosità per ciò che ti ha procurato tanto turbamento ti aiuta a passare tale sconcerto.
/*How long has it passed? One day? One hour? One minute or a second? Are they noises, sighs, or straight of the curses that bring you heavily to earth? The feeling of the strength of gravity appears you unpleasant, and you don't succeed in persuading you to have always cohabited with it. But the curiosity for what so much disturbance has gotten to you it helps to pass such disconcertment. */
Effettui la scansione sistematica dei tuoi sensi alla ricerca della presenza umana tanto inopportuna.
/*You effect the systematic scanning of your senses so much to the search of the inopportune human presence. */
È lì, sul principio solo un'ombra in convulso movimento, poi cominci a renderti conto della sua posizione, del suo volume, del suo calore... Il processo gnoseologico è completato a fatica.
/*It's there, on the alone principle a shade in convulsive movement, starts then to make I count you of his position, of his volume, of his heat... The trial gnoseologic is completed to work. */
Essendo tu di ritorno da una esperienza 'pura', riesci ad analizzare in completa oggettività cosa si è rivelato dalla dipanazione dell'oscurità obnubilatrice dell'ottenebrazione degli stati percettivi.
/*Being you of return from a pure experience, succeed to analyzing in complete objectivity thing he has revealed from the unravel of the obscurity obnubilant of the obtenebration of the perceptive states. */
Un nudo corpo femminile, lascia la sua impronta sulla vetrata di fronte a te. Sebbene l'immagine a te regalata sia completa, madide di sudore risultano sottolineate le elastiche forme contenute da un'epidermide di rara perfezione per consistenza e pigmentazione che con regolarità si schiacciano contro la parete dell''acquario'. La forte variazione di colore dei seni, a seguito della compressione di una invisibile forza proveniente alle sue spalle, ti rende conto di quanto debbano essere sodi e di forma esuberante. Ti rendi conto che l'impressione del calore emanato è reso dall'alone di condensa che ogni volta si forma sull'impronta che il seno abbandonando la fredda superficie del cristallo lascia, contraddetto subitamente dal suo impetuoso ritorno. Un piccolo, duro e grazioso capezzolo traccia il suo moto rigando sgarbato le minute goccioline, e la sua ombra bruna prolunga l'irresistibile e diafana immagine della superba oscillazione delle dolci rotondità, confermando l'eccezionale consistenza delle suddette. Il viso della ragazza, distorto da convulsioni ferine, ora appare, ora scompare dietro la nuvola di vapore prodotto dalla sincopata respirazione, con la stessa meccanica con cui si potevano osservare tutti i dettagli all'altezza del petto. Eppure il vigore degli atti respiratori, denotano ora lo sforzo fisico di resistere alla misteriosa furia che le si origina da dietro, ed ora invece sembra diretto a fiaccare coscientemente la resistenza delle sue verginee inibizioni. Mentre le morbide guance ricordano le esperienze sensitive ricavate dai seni, il sangue copiosamente effluente da un grazioso nasino rivolto all'insù affida al separé la narrazione concreta di tali solenni accadimenti, come la penna di un erudito assolve al medesimo compito sulla austera pergamena ma con l'aridità del gesto intellettuale.
/*A naked female body, leaves his imprint on the glass door in front of you. Although the image to you given as a present is complete, moist of sweat they result you underline the elastic forms contained by an epidermis of rare perfection for consistence and pigmentation that with regularity they are crushed against the wall of the 'acquarium.' The strong variation of color of the breasts, following the compression of an invisible deriving strength to his shoulders, account makes you than has to be firm and of exuberant form. You return account that the impression of the emanated heat to yourself it has made from the halo of it condenses that every time is formed on the imprint that the breast abandoning the cold surface of the crystal leaves, contradicted immediately from his impetuous return. A small, hard and attractive nipple traces his motion ruling impolite the drafts drip of it, and his brown shade prolongs the irresistible and diaphanous image of the superb oscillation of the sweet roundness confirming the exceptional consistence of the aforesaid. The girl's face, distorted by feral convulsions, it now appears, it now disappears behind the cloud of vapor produced by the syncopated respiraton, with the same mechanics with which all the details could be observed to the height of the breast. Yet the vigor of the respiratory actions, denotes I now force it physical of to withstand the mysterious fury that is originated them from behind, and instead it seems now direct to weaken the resistance of her verginial consciously inhibitions. While the soft cheeks are remembering the sensitive experiences drawn by the breasts, the blood plentifully fluenting from an attractive turned nose upward entrusts the concrete narration of such solemn event as the pen to the separé of an erudite it absolves to the same assignment on the austere parchment but with the aridity of the intellectual gesture.*/
Rimani lì a lungo, senti sulle tue membra la fatica che da molto tempo dovrebbe sentirsi su quelle di lei. Infatti i suoi movimenti sono ora aritmici, e il respiro sconnesso. Compaiono ora le mani vanamente occupate a cercar di contrastare scaricandola sulla vetrata la spinta retrostante ancora di incerta natura. Sempre cedono con forti tonfi dei gomiti, o di sporgenze tumefatte del viso, e sempre ricompaiono scivolanti sulla torbida superficie ormai bagnata dal sudore descrivendo ampi disegni di petali floreali.
/*You remain for a long time there, you feel on your limbs the work that would have had to feel of her on those for a long time. In fact her movements are arythmic and the disconnected breath now. The busy hands appear vainly now to trying to oppose still unloading her on the glass door the lying force of uncertain nature. They always surrender with strong thuds of the elbows, or of prominences swollen of the face, and sliping always reappear on the turbid surface by now bathed by the sweat describing ample sketches of floral petals.*/
Ormai esausta la ragazza raccoglie invano con la lunga e frenetica lingua quanto più liquido riesce dalla condensa sul vetro. Colpi di secca tosse denotano l'inutilità del gesto. Forse a causa di tali sussulti dischiude gli occhi, e dopo un poco di tempo in cui connettere i pensieri si accorge della tua insospettata presenza.
/*By now exhausted the girl picks up in vain with the long and frantic language how much more liquid succeeds from it condenses on the glass. Hits of shoal cough they denote the uselessness of the gesture. Perhaps because of such winces it discloses the eyes, and after some time in which connecting the thoughts it is realized your unsuspected presence.*/
Il viso seppur arrossato dal sudore e dalle ferite appare ora cianotico, denotante soffocamento incipiente. Infatti un violento conato le provoca un sussulto tale della fronte che l'impatto che ne deriva con la tramezza ne provoca la fragorosa distruzione. Un secondo e liberatorio conato provoca un'ondata Tzunami di vomito che ti investe con triste precisione...
/*The face even though reddened from the sweat and from the wounds cyanotic now appears, showing incipient choking. In fact a violent effort a such wince of the front provokes her that the impact that derives with the insole of it provokes the roaring destruction of it. A second and freeling effort provokes a billow Tzunami of vomit that invests you with sad precision... */
FINE

Conversazione IRC


IRC di conversazione

/*IRC for conversation*/  
conversazione irc «Ma ci avete mai pensato ad una comunità reale virtuale? Non virtuale reale (IRC): vi accostate ad una panchina piccionaia, e iniziate una conversazione
 

Last modified: Dec 25, 2000 (Created: Aug 20, 1997)
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La vera IRC

/*The real IRC*/ Dunque, passeggio per viale Garibaldi quando vedo un gruppo di ragazzi seduti ai tavolini di un bar chiuso probabilmente per turno. Il viale è uno dei più frequentati di Qui, è ampio con due file di alberi, trovano posto in tutto due carreggiate per le auto con parcheggio a lato, due vialetti con fontanelle e panchine, un vialone centrale tutto per il passeggio dei vercellesi accaldati nell'umidità e zanzare di agosto.
Li osservo per un poco. Parlano tra di loro. Mi avvicino con naturalezza perché passeggiare su quel viale è per l'appunto quanto di più scontato ci sia a Qui d'estate. Ci si può fermare, attardare, e in questo modo origliare. Origliare? Se delle persone in pubblico parlano a normale tono di voce, e le si ascolta, si può dire che le si sta origliando?
Ma considerate anche le altre facce dei luoghi d'incontri: ne esiste una finzione, chiamata dai giornalisti virtuale. Potete approfondire l'argomento nei termini essenziali attraverso esperienze personali nella falsa IRC e vivaci discussioni nella polemica IRC.
FINE

Elio e le Storie Tese


Elio e le Storie Tese

/*Elio and the Troubled Stories*/  
elio storie tese «Elio e le storie tese. Diciamo che sono un suo antico estimatore. Antico non so quanto... diciamo dal '86? Quanti conoscono Bidet?»
 

Last modified: Aug 16, 1997 (Created: Aug 16, 1997)
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autografo
ATTENZIONE: Notate l'autografo di Rocco (di Elio e storie tese) 'beccato' vicino al Palazzetto prima del concerto.
Attention: You notice Rocco's (of Elio e le storie tese) autograph pecked next to the Palazzetto before the concert.

Elio e le Storie Tese

storie Bidet

Un bidet, un bidet, cara ti devi fare un bidet, usa un prodotto specifico,
della trielina o la fiamma ossidrica

Se no fai schifo, fai schifo,
tu fai veramente schifo.
Se non ti lavi tu puzzerai,
e se non ti lavi per troppo tempo gli scienziati saranno costretti a esaminare
le tue cosce per stabilire la tua età dall'esame delle colonie di muffa
presenti all'interno delle suddette cosce.

Image Bidet

A bidet, a bidet, dear you have to do a bidet use you a specific product,
some trichloroethylene or the oxyhydrogen flame

Otherwise you are disgusting, you are disgusting,
you do really disgust.
If you don't wash yourself you will stink,
and if you don't wash yourself for too much time the scientists will be forced to examine
your thighs to establish your age from the examination of the colonies of mold
present inside the aforesaid thighs.

storie Borsello

'Al principio dei tempi il dio Budello decise di far dono ad ogni
uomo ed ogni donna di borselli e chiavi di borsello in numero eguale:
borselli agli uomini, chiavi di borsello alle donne. Fece tuttavia
in modo che ad ogni borsello corrispondesse una sola chiave e viceversa,
poi li confuse gettandoli sulla terra. Da allora gli esseri umani
di sesso opposto si cercano senza posa, nella speranza di trovare
colui, o colei, che il fato destinò ad essere loro compagno per la
vita.' Leggenda iberica, XVII sec.

Image Borsello

'To the principle of the times the god Gut decided to make gift to each
man and every woman of hand-bag and keys of hand-bag in equal number:
hand-bags to the men, keys of hand-bag to the women. He did nevertheless
in way that to every hand-bag it corresponded a key only and viceversa,
then it confused them throwing them on the earth. Since then the human beings
of opposite sex they are looked for without laying in the hope to find,
the one or the her, that the fate destined to be them companion for her
life.' Iberian Legend, XVII sec.

Image Risvolti psicologici tra giovani uomini e giovani donne

Disse la vacca al mulo...
-Oggi ti puzza il culo!
Disse il mulo alla vacca...
-Ho appena fatto la cacca...

Image Psychological lapels between young men and young women

The cow said to the mule...
-Today the arse stinks you!
The mule said to the cow...
-I have just made the shit...

Image Cassonetto differenziato per il frutto del peccato

Il tema della maternità è stato sviscerato, discusso, analizzato
di già. Ma il suo risvolto vi stupirà, per me che son reietto il
tema prediletto è il tema del cassonetto.

Non sono come come gli altri bimbi che son frutto dell'amore, io
sono sfortunato sono frutto del peccato, e vivo nel cassonetto.

Image Caisson differentiated for the fruit of the sin

The theme of the mathernity has been eviscerated, discussed, analyzed
alredy. But his lapel you will amaze, for me that I'm rejected the
fears favorite is the theme of the caisson.

I am not as the other babies that are fruits of the Love,
I am unlucky I am fruit of the sin, and I live in the caisson.

Image La Ditta

Mangio merda di cane frammista alla merda di alcune puttane
cui lesto il culo pulisco con un materiale che io stabilisco
vedo già Faso con Rocco che della mia merda divorano un tocco
sento Cesareo che suona evidentemente la merda era buona

Entra ora in scena una ditta che acquista la merda dal gruppo prodotta

quindi con tecniche strane ne fabbrica cibo per cani e puttane
cani e puttane voraci divoran la merda con bocche capaci
ora la strada è diritta evviva la merda evviva la ditta
ora la strada è diritta mangiamo la merda e brindiamo alla ditta

Image The Firm

I eat shit of dog mixed of the shit of some bitches
which quick the arse I clean with a material that I establish
I see already Faso with Rocco that of my shit devour a touch
I feel Caesarian that plays evidently the shit was good

It now enters in scene a firm that acquires the shit from the group produced

then with strange techniques of it factories food for dogs and bitches
dogs and bitches voracious devour the shit with able mouths
now the road it's right hurray the shit hurray the firm
now the road it's right we eat the shit and we toast to the firm

Image John Holmes

Trenta centimetri
Di dimensione artistica
Su di ciò la critica è concorde
Nel ritenermi sudicio
Perché non hanno capito
Non parlo perché son rapito
E poi in faccia non son mai inquadrato
Ma dal pubblico son venerato
Ma ora sono diventato un mito
Ho rilanciato il film muto
Perché sono muto
E se fossi stato cieco
Avrei lanciato il film cieco
E se fossi stato ato
Avrei lanciato il film-ato

Image John Holmes

Thirty centimeters
Of artistic dimension
About this the critical is in agreement
Thinking me dirty
Because they have not understood
I don't speak because I'm abducted
And then in face I'm not ever framed
But from the public I'm revered
But I have now become a myth
I have relaunched the mute film
Because I'm mute
And if I had been blind
I would have launched the blind film
And if I had been ato
I would have launched the ato-film

Image Nubi di ieri sul nostro domani odierno (Abitudinario)

Sono abitudinario, leggo la targhetta sopra l'ascensore:
qual'è la capienza, quanti chili porta, poi si apre la porta e non lo so già più.
Sono abitudinario, e se mi soffio il naso devo controllare
quello che ho prodotto, quanti chili pesa e se c'è del pericolo per l'ascensor.
Seduto nella vasca emetto certe bolle che, salendo a galla,
corron sulla schiena fandomi felice;
giunte in superficie non mi piaccion più.

Image Clouds of yesterday on ours today's tomorrow (Person of fixed habits)

I'm a person of fixed habits, I read the nameplate above the elevator:
what's the capacity, how much kilos handed, then the door is opened and I doesn't already know it more.
I'm a person of fixed habits, and if I steal the nose I have to check
what I have produced, how much kilos hung and if there is a danger for the lift.
Sat in the tub I utter some bubbles that, climbing floating,
running on the back make me happy;
come in surface I don't like they anymore.

Image Servi della Gleba

FASE 1: il presagio. Il giovane racconta agli amici di aver conosciuto una ragazza carina, simpatica ma specialmente intelligente con la quale parla bene. Non si dimostra interessato sessualmente.
FASE 2: il giovane è convinto di aver trovato la donna della sua vita; si interessa perniciosamente ai racconti delle di lei vacanze; modifica le proprie abitudini e i propri gusti (alimentazione, musica, abbigliamento, cinema) nel tentativo di compiacerla. I numerosi pacchi agli amici sono sintomatici del passaggio alla successiva
FASE 3: Servo della Gleba. Ehi, guardate un po' chi si rivede. Ue', ciao ragazzi.
Hai la faccia di legno, dove cazzo eri finito ?
Ma no, niente... è che c'ho un esame in ballo
e poi non son stato molto bene.
Dicci cosa hai avuto di preciso.
Mah, mi han detto che ho le papille - Eh? - gustative interrotte,
no, poi ci ho il gomito - Cosa? - che fa contatto col piede,
non cammi... ieri, c'era - Prego? - mio padre che è rimasto chiuso nell'autolava...
no, no, e che ho delle storiacce con la tipa...
Ah. Lei ti ha dato il due di picche.
Ma no, che cosa dite ? Lei mi è molto affezionata,
solo che ha delle storie col suo tipo che la rendono infelice,
e siccome a lei ci tengo più che a me,
ho parlato al suo ragazzo e l'ho convinto a ritornare con lei...
Ma non starai mica piangendo?
No, è che mi è entrata una bruschetta nell'occhio.

Servants of the Glebe

Phase 1: the premonition. The youth tells to have known a nice girl to the friends, nice but especially intelligent with which speaks well. He is not himself shown sexually interested.
Phase 2: The young is convinced to have found the woman of his life; it is interested perniciously in her stories of the vacations; change his own habits and his own tastes (feeding, music, attire, cinema) in the attempt to gratify her. The numerous packages to the friends are symptomatic of the passage to the following one
Phase 3: Servant of the Glebe. Hey, look you a little bit who is seen again. Hue, hi guys.
You do have the wood face, where the fuck were you ended?
But no, nothing... it's that I have there an examination in dance
and then I haven't been good.
Tell us what do you have had of precise.
Mah, they said me that I have the papilles - Eh? - gustative interrupted,
no, then do I have there the elbow -What?- that it makes contact with the foot,
not walki... it was there yesterday, -What?- my father that has been closed in the carwash...
no, no, it's that I have some bad stories with the girl...
Ah. She has given the two of spites to you.
No, what do you say? She's a lot loving me,
only that has some histories with her boy that they make her unhappy,
and since to her I care more than to me,
I have spoken to her boy and I have convinced him to return with her...
But are you crying at all?
No, it is that a bruschetta has entered in my eye.

Image Essere donna oggi

Tu, cinque giorni di tristezza e poi corri incontro alla vita.
Tu, -io ?- col tuo paracadute, ti getti in volo e vai -'zzo vuoi ?-
atterri nel giardino di casa, poi ti muovi sicura e fresca
come in un mattino di primavera.
Nella tua cameretta c'è un signore che aziona la pressa
suoi tuoi piccoli amici di ovatta che invocano aiuto,
ma lui te li ruba e va via.
Tu piangi e insegui i tuoi morbidi teneri, fradici tappi per la figa pelosa.
E da oggi, i tuoi tappi per la figa pelosa li trovi anche nella confezione magnum da ottanta pezzi; i tuoi bei sigaroni morbidoni.

Being woman today

You, five days of sadness and then you race meeting to the life.
You, - me? - with your parachute, do you throw in flight and do you go -'zzo you want?-
you land in the garden of house, then you move sure and fresh
as in one morning in spring.
In your little room there is a gentleman that operates the press
his your small friends of wadding that invoke help,
but he steals them to you and it goes away.
You cry and you pursue yours soft tender, rotten corks for the hairy count.
And from today, your corks for the hairy count you also find them in the wrapping magnum from eighty pieces; yours beautiful smooth cigars.
FINE