Generatore Eliza


Preludio: il Bastard C

/*Prelude: the C Bastrado*/  
eliza generatore «Eliza non voleva diventare un informatico, e non voleva ammettere di esserlo diventato. Ma sono fiero del suo bastard genio generatore in C che tutto trasforma.»
 

Last modified: Sep 28, 1997 (Created: Sep 28, 1997)
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Eliza, il bastard genio generatore in C

OK ora potete scaricate un vero programma beyond: il Bastard C!
e' scritto in C++ ma e' lo stesso... non ci stava in 8 caratteri... (bastardc++ ???).
Perche' e' beyond? Ma perche' e' dal '90 che era gia' arrivato a quel punto la'!
C'e' da dire che devo molto a Rillo e Villaz e il loro Bastard VIC... ma qualsiasi programma beyond puo' rinnovare il suo slancio in avanti, sempre e comunque!
/*Bene, now, you can download a true beyond progam: the C Bastardo!
it's designed in C++, but it's the same... 8 char were not sufficent... (bastardc++ ???).
Why beyond? But because it is since the '90 that it was at that point!
It's necessary to say that Rillo and Villaz and their Bastard VIC was very important, but any beyond program may be launch more beyond, always!*/
Download it!
/*Scaricatelo!*/
bastardc.zip (17 kb)
FINE

Cerimonia Sposa


La cerimonia della sposa

/*The bride's wedding*/  
sposa cerimonia «Il fotografo ama la sposa. La possiede e la ama durante la cerimonia. Se non è sua, lei si corrompe e si dissolve, e allora è meglio che fugga in moto.»
 

Last modified: 3 Dec 2001 (Created: 23 Sep 1997)
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Eviva gli Spossi

/*Hapy Marriagge*/ ...beh... la sposa in effetti c'è in ogni cerimonia... ma diciamo che in quella specifica cerimonia era la sposa che più colpiva.
La casa paterna era in uno di quei agglomerati di case antiche di Qui denominato XXX ... non ricordo! che vuoi che ti dica... se dico che non ricordo vuol dire che non ricordo! Diciamo che la mia città dal punto di vista delle distruzioni se l'è cavata bene, meglio che Milano, pertanto è possibile trovare senza difficoltà case del 1200... Ecco! 'Il Volto dei Centori'!!!!! me lo sono ricordato! Elementi della mia sono del 1500 per esempio.
Dicevo... la casa paterna. Molto bella di fuori, l'interno non è dissimile dalle case di paese che pure ho visitato per matrimoni oppure che amicizie. Anzi, quell'odore caratteristico di... caratteristico di... non saprei... ma le case dei paesi lo hanno tutte. Un odore dei mobili, delle sporte e delle madie... che da noi si chiamano 'Bufeé'. Insomma era un vero contadino vercellese con i mobili in legno laminato, la cera al pavimento con le muffole nascoste all'ingresso eccetera. Ah si! Un odore di fiori tipo camposanto. La casa ne era piena. Le foto nel soggiorno devono essere risultate del tutto simili a foto fatte in una serra.
Ok. La sposa. Era bellissima. Fine fine nei modi, viso dolce e sorriso lieve. Forse più che trentenne, ma la pelle del lungo collo era candida e garbatamente abbronzata. Verificai severo che non si trattasse di fondotinta o cose del genere, ma era tutto ti tasca sua. Gli occhi... dio mio, marrone scuro... profondo... e una ciocca le pendeva ad arte fuori dal cerchietto farcito di fiori che le domava la chioma bruna e mossa.
Era un piacere seguire la seduta di posa. Docile ed entro le righe. Sembra che ora abbia detto un motto maschilista e sciovinista ma è la realtà. Ci sono spose che non sorridono perché sono attanagliate dall'ansia... o dalla paura... oppure ridono tese come una corda... oppure guardano in basso come deve aver suggerito loro qualche fotografo alla Hamilton. Quindi lasciami dire che era 'docile ed entro le righe'.
Dunque. Passo ora alla scena di fronte alla chiesa.
Arriva la mercedes dello sposo. Ne scende un tipo strano. Scuro di carnagione e di capelli. Sorriso vispo e viso deturpato da una giovanile acne. Via via che si avvicina è una escalation: noto i denti bianco-grigio di nicotina, e il passo ondeggiante per via dei grossi stivali 'camperos' che porta sotto i pantaloni del completo nero. Intanto si ode avvicinarsi dalla strada a sinistra un rombo di moto. Arrivano quattro centauri su simil 'custom' farciti di pellami vari, e ne discendono... quattro noti sbandati del bronx di Qui. 'Occhio sifulo' in persona tra i presenti, si avvicina loro per abbracciarli assieme allo sposo.
Arriva ora la macchina della sposa.
Non so cosa stia succedendo... forse la luce solare... ma dopo il padre, ne discende una ragazza vestita di bianco, con un sorriso sguaiato. Le rughe le si aprono ai lati della bocca, solcando degli zigomi svuotati. Gli occhi erano usciti all'infuori cerchiati da una sorta di tumefazione. I denti sono gli stessi del futuro sposo e l'incedere è pesante e ricurvo. Insomma... quell'angelo si stava sgretolando sotto i miei occhi, e nonostante cercassi di percepirlo separato da quel selvaggio non riuscivo a fermarne la corruzione. Sarà stato l'effetto dell'amore?
FINE

Full Metal Jacket


SAP Full metal jacket

/*Blindatissime*/  
dimissioni «Citazioni poetiche del Metal Jacket, e di SAP che non è una citazione. Ho vissuto in una caserma di addestramento e sui campi di battaglia dedicati alla guerra dell'Euro e del 2000.»
 

Last modified: Sep 11, 1997 (Created: Sep 11, 1997)
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SAP Metal

Si parla di SAP e di Batch Input ma il Team è come il corpo dei Marines. Si parla inoltre di dualità del corpo e anima: la guerra è un inferno, no?

Che cosa è questo?

/*What is this?*/ Bene, ora vediamo se abbiamo trascurato qualcosa. L'istruttore ora maneggia il mouse con disgusto, tenendolo tra il pollice e l'anulare e solo con i polpastrelli... e inoltre tenendolo lontano distendendo completamente il braccio allontanandosi così dal monitor.
'Dio bono, che cos'è questo? Che cos'è customizzatore Murnau?'
Con un rapido doppio click, il rumore dell'hard disk rivela che un'applicazione si sta attivando. Lo splash screen è quello di un noto foglio elettronico.
'Signore! Un foglio elettronico signore!'
'Un foglio elettronico? Che ci fa qui?'
'Signore! L'ho tirato giù dalla rete signore!'
'È forse permesso usare un foglio elettronico customizzatore Murnau?'
'Signore! No signore!'
'E perché no customizzatore Murnau?'
'Signore! Perché sono troppo pratico signore!'
'Perché tu sei un disgustoso semplificatore di problemi customizzatore Murnau!'
'Signore! Si signore!'
'E allora perché tieni un foglio elettronico sul tuo hard disk customizzatore Murnau?'
'Signore! Perché non volevo più girare attorno alle soluzioni, signore!'
'Perché non volevi pi§!?!?'
L'istruttore si alza e solleva il mouse facendolo vedere a tutti i customizzatori ed analisti del team: 'Io ho cercato di aiutarlo, ma ho fallito! Ho fallito perché non mi avete aiutato. Voi non avete dato al customizzatore Murnau sufficiente motivazione. Pertanto, da ora, in qualsiasi transazione il customizzatore Murnau fallisca, io non punirò lui, ma tutti voi. E a quanto vedo, signorine, mi dovete un foglio di Excel.'
'Ed ora prendi il mouse!'
Accompagnando la mano di Murnau attiva lo strumento di autocomposizione della tabella.
'Loro stanno pagando per esso, tu lo usi!'
L'istruttore si rivolge agli altri: 'Attenti... batch input!'
Il team trasmette dei piani di consegna via EDI seguendo un determinato percorso:
'Uno, due, tre, quattro. Amo il batch imput come un matto.'
Mentre il team digita ritmicamente, Murnau crea rapidamente una query usando il mouse e uno splendido interfaccia a video.

Pregate!

/*Pray!*/ 'Questa notte, voi scarafaggi lavorerete con sap. Darete al vostro account un nome di donna! Perché questa sarà l'unica passera che voi potrete avere. I giorni in cui sditalinavate Xara, Eudora, Veronica attraverso le loro ergonomiche interfacce sono finiti. Ora siete sposati con questo affare, questo sistema di database e applicativi. E voi gli sarete grati'.
Ad un comando dell'istruttore ciascuno del team accende il proprio PC.
'Pregate!'
'Questo è il mio account.
Ce ne sono molti come lui
ma questo è il mio.
Il mio account è il mio migliore amico. È la mia vita.
Io devo dominarlo, io devo dominare la mia vita.
Senza di me il mio account è senza scopo.
Senza il mio account, io sono senza scopo.'
FINE

Esame Sangue


Esame del sangue

/*Blood exam*/  
esame sangue «Ancora spettri di universita'. Niente sesso o materia organica questa volta. Anzi la materia d'esame era per me fondamentale, e finì nel sangue
 

Last modified: Sep 11, 1997 (Created: Sep 11, 1997)
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Esame nel sangue

'Chi vuole sostenere l'esame? Consegnate lo statino'.
Due mesti individui segnati nel volto dallo studio, vessati da settimane da libri arroganti, si avvicinarono alla cattedra. Uno rovesciò la sedia su cui era seduto. L'altro non riuscì a staccarsela dal fondo dei pantaloni, che a causa dell'attesa trepidante era tutta bagnata delle sue secrezioni più immonde.
Il professore controllò meticolosamente i due foglietti. 'Venga uno da me, e l'altro dal mio assistente...'. Evidentemente si accorse del trambusto in aula: '...anzi, lei con la sedia venga da me che dal prof.Lippa ce ne già una'.
Divertito da questa sua battuta il prof.Cippa si guardò intorno sorridendo per cercare consensi, ma la platea a causa della tensione che regnava in aula era completamente apatica a qualunque umorismo, e quindi non ne ottenne. D'altronde ciò non intaccava certo la sua popolarità, in quanto non ne possedeva, anzi... 'Non ridete eh!?'. E così dicendo non allentò il sorriso, anzi lo estese a tutti i denti: ora era chiaramente di cattiveria.
Il prof.Lippa era più simpatico, chiese subito: 'Ha studiato abbastanza?'. La matricola n.53521 non aveva ancora stabilito la tattica da seguire durante il colloquio, se spavalda o timida, e si limitò a un neutrale: 'Me lo auguro'. 'Io no!'. L'esame cominciò così.
La prima domanda andò benino per entrambi, ma era solo una entreè. Ora cominciavano le domande difficili. La più tremenda la fece il prof.Cippa, tanto che all'esaminando si piegarono le ginocchia.
'Chissà cosa ha fatto anziché studiare. Io conosco gli studenti come lei, per voi le vacanze non finiscono mai... A proposito, bella giornata vero oggi?'. Effettivamente era una bella giornata di fine estate, ancora calda ma ventilata, ammantata dello splendore del cielo terso attraversato ad intervalli da stormi di uccelli migratori. Lo studente ingenuamente sorrise. 'Oscurate!'. Urlacchiò improvvisamente Cippa. 'Oscurate! Oscurate, diamine!'.
Entrarono dei bidelli neri come becchini, che oscurarono le veneziane, quindi uscendo si fermarono innanzi alla cattedra battendo i tacchi e alzando il braccio destro teso innanzi a loro. Questa volta la trovata del professore piacque molto al suo assistente, e i due cattedratici si rovesciarono dalle sedie, sghignazzando in maniera scomposta di fronte allo sguardo agghiacciato dei presenti in aula: l'intesa tra loro era perfetta.
Dal canto suo il prof.Lippa intese riprendere l'interrogazione con lo stesso stile bonario. 'Anche lei non mi pare molto dedito allo studio; anzi, ha frequentato il mio corso? Non mi pare di averla mai vista'. E ad alta voce chiese alla moltitudine: 'Qualcuno è disposto a testimoniare che il qui presente ha frequentato il mio corso?'. Intimoriti, solo alcuni tra gli amici più stretti della matricola n.53900 alzarono il braccio, e solo a metà quasi col timore di essere visti. Addirittura un gruppo di Sinistristi, servilmente negavano ad alta voce di averlo mai visto, con il palese intento di guadagnare influenza nel dipartimento di Cippa-Lippa. E rivoltosi gli nuovamente: 'Non molti come può lei stesso constatare, e comunque non attendibili: ciò gioca naturalmente a suo sfavore. Guardi, per aiutarla ad uscire dal guana in cui si è cacciato le farò ancora una domanda non moltissimo difficile'. Ovviamente era pazzesca.
'Guardi professore, forse è meglio che io torni la prossima volta', e fece l'atto di allungare la mano verso il proprio libretto lasciato sulla cattedra prima di sottostare all'Inquisizione. 'Fermo!' fece Cippa abbandonando il proprio esame, e con un balzo immobilizzo la mano resa esangue dal terrore schiacciandola sul tavolo tramite un frustino da cavallerizzo: 'Non avrà mica pensato che io la lasci andare via così semplicemente? ...Io prima la sbatto tra i 'plotoni'!' esclamò urlando in faccia allo studentello che arretrava spaventato raggiungendo una distanza inquietante dalla propria mano. Le luci si affievolirono e dal nulla comparvero una decina di professori dello stesso dipartimento di Cippa-Lippa vestiti in gran livrea, che si disposero in due ali tra la cattedra e la porta dell'aula; Cippa-Lippa si spostarono a passi leggeri sulla soglia. L'aula fu investita dalle note dell'introduzione de 'Also sprach Zarathustra', e uno spot illuminò il pallido viso del 'condannato', che a passi lenti prese ad attraversare il drappello. I professori presero le sembianze di Satiri, e a turno si preoccuparono di schiaffeggiarlo con il Libretto Universitario, lanciandogli improperi terribili che tuttavia nessuno tra i presenti riusciva a udire a causa del frastuono della musica. E nessuno comunque ci sarebbe riuscito. Infatti nel profondo della oscurità circostante, emettendo cigolii sinistri, da ogni anfratto dell'aula, da in mezzo le gambe degli studenti, da dentro gli armadi, dalle crepe dell'intonaco uscirono acri sbuffi sulfurei, e con essi gnomi, streghe, diavoli inferociti, schifosissimi animali striscianti e bavosi, e tutti sghignazzavano e bestemmiavano, palpavano e accarezzavano le misere matricole della Facoltà di Ingegneria, e li obbligavano a ridere pure loro, e a schernire il loro compagno coperto dall'onta della bocciatura.
Il poveretto tuttavia, era attratto dallo sguardo magnetico del suo inquisitore che aveva preso le sue reali sembianze di Vampiro della Transilvania, e non si rendeva conto neppure di stare camminando a piedi scalzi su un tappeto di tizzoni ardenti prontamente predisposto da qualche satanasso: niente lui sentiva, solo quello sguardo che lo trafiggeva impietosamente e lo chiamava a sé. Giunto al fondo dell'infame corridoio umano, in corrispondenza dell'ultimo possente pieno orchestrale, in mezzo all'esplosione di mille colori di giochi pirotecnici provenienti da quella che era oramai la casa di Baba-Yaga, si udì una voce che sovrastò l'immenso fragore come un boato proveniente dagli abissi di chissà quale inferno: 'Bocciato!'.
Un istante dopo l'aula si presentava normalissima, come se niente fosse accaduto, e Cippa, nella sua solita tenuta da ingegnere docente, presso la porta, stracciava con furia lo statino, e si accomiatava dallo stordito 53900. 'Ed ora tocca a te 53521... ma dove è finito, maledizione?'. Un alito d'aria lo accarezzo in pieno viso: proveniva dalla finestra dietro la veneziana chiusa, le cui lamine di metallo riportavano una marcata deformazione. Il vetro era rotto, e sui bordi taglienti delle fratture scintillavano al sole gocce di rosso sangue. 'Maledetto! I cani presto!' urlò Cippa. Con fare soddisfatto Lippa si limitò a osservare che non ce n'era bisogno, in quanto la finestra si trovava al quinto piano. 'Maledetto! Maledetto!' ripeté il professore stringendo i pugni e accasciandosi melanconicamente al suolo, non ancora sazio. Un Cattolicista gli si avvicinò e in un eccesso di servilismo gli pose sulle spalle la giacca, come aveva visto fare mille volte nei film proiettati in parrocchia. Il professore si girò senza dire nulla e lo mangiò vivo.
FINE

Cibo Tamas


Cibi Tamas

/*Cibo pe' scopa'*/  
tamas cibi «tamas cibi.»
 

Last modified: Sep 10, 1997 (Created: Sep 10, 1997)
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Qui si parla di sesso tantra

Si ragazzi, lo so, lo so... lo sapevate già... (probabilmente). Dunque.
Le regole del sesso tantra sono quattro:
  1. mangiare cibi Tamas.
  2. pensare alla nonna di matusalemme;
  3. premere la lingua contro il palato;
  4. schiacciare con le dita tra l'ano e i testicoli;
Cosa sia mangiare Tamas non ci è molto chiaro (è forse il colesterolo nemico del tuo sesso?). Diciamo che bisogna escludere tutto ciò che può portare all'Abbrutimento Totale (è forse il Sesso Tantrico nemico della copula tra bruti?). L'epistolotto introitale serviva solo ad inquadrare l'argomento principale che permeò quello scarno desco francescano di povere cose buone e succulenti. Mentre noi cenobiti libavamo in nome della parsimonia e della penitenza, uno di noi, il più eletto, si elevava appunto l'animo con la lettura di una dispensa periodica dal titolo 'Fuck better, not faster, fuck Tantra'. E noi con lui.
Prendete un chilo di cipolle e riducetelo a bastoncini. L'azione deve essere svolta in maniera solenne e non provate sgomento nel commuovervi al primo stadio della cerimonia. La preparazione del cibo Tamas con tutti i suoi simbolismi è un rituale iniziatico che induce un profondo effetto catartico nell'uomo occidentale. La civiltà contemporanea ci nega espressioni del genere, espressioni che in oriente hanno invece portato alla formulazione di questo rito.
Un mese prima avrete benedetto la carne di un maiale prescelto insaccandolo nel suo stesso budello mondato. Ed ora frantumerete l'unità posticcia della salciccia in più piccoli elementi che unirete alle cipolle. Il simbolismo è chiaro. I connotati erotici dell'azione di unione e alienazione sono espliciti, ma mai quanto l'operazione successiva di lavaggio dei peperoni, il cui contenuto di seme simbolizza la fecondità, conseguenza di una eiaculazione implicita e non espressa quale quella richiesta dalla pratica Tantrica.
Buttate il tutto su una piastra calda di pietra e non lasciate attaccare, ovvero evitate che la libido riduca il tutto ad un ammasso sugoso e palpitante e orgasmante come si farebbe per il sugo della pastasciutta. Questo è Tamas, non Verace!
FINE