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Lavoro Dimissioni


Lavoro e Dimissioni

/*1000 reasons for don't turn back*/  
dimissioni «Breviario delle giuste cause adducibili dando le dimissioni. Pieno di risentimento covato in mesi di architettamento di vendette di lavoro
 

Last modified: Gen 30, 1999 (Created: 22 Dec, 1998)
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1000 ragioni per non voltarsi indietro

La distanza tra Lavoro e Dimissioni è misurabile in due piccoli pezzi di carta.
> lavoro
dimissioni
FINE

Il dimissionario paranoico

Il dimissionario paranoico

/*The paranoid resigner*/  
dimissionario dimissioni «3^e dimissioni. Simpaticamente vostro dimissionario, pieno di gratitudine e rammarico per i fraintendimenti intercorsi tra di noi.»
 

Last modified: Jun 16, 2004 (Created: Jul 14, 1998)
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Caro dimissionario, proprio adesso che abbiamo bisogno di te!

-Cerchiamo un ufficio vuoto...
Il capo mi precede nel corridoio, aprendo le porte e mettendoci la testa dentro. Cerco di prevedere l'evolvere della situazione ma mi rendo conto che la partita è tutta ancora da giocare. Al telefono avevo già avuto l'impressione che volesse fregarmi. Si capisce quando uno cerca di fregarti, perché fa e dice le stesse cose che farei io per fregare lui :-) .
-Ho saputo la notizia... quand'è che mi hai lasciato il messaggio in memo?
-Ieri.
-Si, si, ieri sera- la realtà era che avevo lasciato già un messaggio la sera prima ancora, la stessa dell'invio del fax, ma non voglio metterlo in difficoltà, tanto per me nella sostanza non cambia nulla... anzi, gli stavo dando l'impressione di avere in lui la fiducia che si aspetta uno che cerca di fregarti.
-Mettiamoci qui. Allora. Cosa ti ho fatto?
La domanda era perfetta e mi metteva a mio agio: -Ti assicuro che non c'è nulla di personale...- e sorrido mantenendo calma e sorriso neutro. Tutto va al meglio e sono pronto a spiattellare il breve discorso che avevo preparato per superare l'esamino delle motivazioni: -Il fatto è che si è creato un clima di incertezza in azienda per cui la divisione a cui sottintendo accusa delle difficoltà, mentre al contrario il mercato è in fermento e un consulente come me con due anni di esperienza ha grandi possibilità.
-Ma il lavoro per te c'è, te l'ho avevo detto a fine di giugno... quand'è che ci siamo incontrati?- odio il suo maledetto modo di fare per non dimostrare di ricordare nulla di te!!!
-Si, alla fine di giugno. Ma quel lavoro non è certo, mentre è certa l'offerta che ho ricevuto.
Il capo sorride e non perde lo smalto e mi accorgo che ha un foglietto, piccolo, quello quadrato per gli appunti telefonici. Ha anche una penna a sfera. -Abbiamo acquisito, come tu sai, la LIST, e non è detto che non ci possa andare tu, anche se io ti avrei destinato alla ELETTRICA. Però a settembre! ...come ti avevo promesso!
-Il fatto che non si sia ancora concretizzato il contratto avvalora la mia tesi che lavoro non ce ne sia per me.
-Lo sapevo che non dovevo mandarti in FATTO- alludeva al progetto sul quale ero allocato. -Ma, giuro, che non sapevamo che vi avrebbero occupati ad un così basso profilo di attività. Anzi ci siamo proprio sbagliati, devevo offrirti come K3- la sigla con la quale si indicano i consulenti con tre anni di esperienza. Evidentemente non sapeva o non si ricordava che avevo partecipato anche io alla trattativa commerciale con la quale mi avevano piazzato in FATTO. Trattativa durante la quale era stato usato come base un foglio che non era altro che la 'lista della spesa' per la mia società dove non si parlava assolutamente di K3 (ma esiste poi K3?).
Continuò con tono molto comprensivo: -Appena saputo come stavano le cose ho cercato di portarvi subito via da là, ma... in alto... non me lo hanno permesso...- quel viso da bambinone diveniva a volte mite e amichevole quando cercava di giustificarsi, a volte sofferente, come un controllore ferroviario che ti multa per non aver timbrato un regolarissimo biglietto.
Non aveva finito: -Volevo usare FATTO come serbatoio per formare tutti quelli che...- blah, blah, blah... si, si, si, lo lascio parlare senza ascoltarlo pensando al fatto che se eravamo lì alla FATTO per creare una nicchia calda per coloro che ci avrebbero seguito e sostituito potevano benissimo dircelo prima, e d'altra parte è invece noto che è meglio avere un consulente a tariffe basse sulla fattura di un cliente che alla voce 'spese generali' della società. Quando ricomincio ad ascoltarlo rimango sbalordito: -...dieci unità e poi altre dieci e poi ancora dieci e poi conquisteremo IL-M-O-N-D-O-O-o o o... !!!
Boh? qual'è il confine tra ciò che era nella mia immaginazione e quello che lui farneticava realmente? A stare ad ascoltarlo avrei dovuto sgomitare nelle carni dei miei colleghi tanti ne sarebbero dovuti arrivare. Ricordo che quella del numero di consulenti era la sua fissazione di qualche mese prima, quando straparlava di prendere una sede più grande per contenerli tutti non appena insidiati in quella in cui ci trovavamo.
E insisteva! -Quest'altro progetto, come sai ce lo abbiamo. Quest'altro ancora come sai, lo abbiamo all'ottanta per cento... Tu lo sai!- io che ne so? Perché dovrei crederci??? -Questo al venti percento. Per questo abbiamo fatto l'offerta, ma è dura. Questo, e questo, e questo...- mi sembra di aver mangiato e bevuto troppo, non riesco a stare sveglio.
Altre carte, altro gioco. -Sai che sono stato male, è arrivato il conto dell'ospedale dalla Svezia. Quindici milioni per una settimana.- nel dirlo era impallidito ad arte, forse... Magari aveva sofferto veramente. Senz'altro voleva farsi compatire. -Vedi? Ho speso l'ottanta per cento del mio tempo a fare il commerciale e alla fine il risultato l'ho ottenuto, se avessi cominciato subito...
-Capisco che tu ci abbia messo molto impegno, anzi, son sicuro che tu hai fatto tutto il possibile. Ma badiamo ai fatti, quanti sono i progetti acquisiti?- ribatto.
Non mi ascolta: -E poi c'è l'attività di outsourcing... che potrebbe essere... tua- ...non capisco bene. -Certo è un'attività che occuperebbe solo il cinquanta per cento del tuo tempo, quindi ne avresti senz'altro due almeno di cui occuparti. E trattandosi di un incarico di gestione potresti svolgerlo addirittura dalla sede.- Questa uscita non me l'aspettavo. Tentenno. Si accorge che scopro la guardia e attacca!
-Volevi un'opportunità, giusto?- stavolta sorride più perfido. -La dottoressa Nazza sta mettendo in piedi una nuova linea e pensava a te per quel progetto 'al mare'- si sta riferendo al recente progetto concluso a cui avevo partecipato.
-Si, hai ragione... questa è una opportunità...- accidenti, ha proprio colpito il segno. -Ma non va bene lo stesso... perché ora me lo offri e non una settimana fa?
Non gli importa nulla della mia risposta: -Vedi che non mi ricordavo? Vedi che mi fai dimenticare le cose! C'è la STRAMBO. Ci hanno fatto uscire dal progetto in Svezia, ma ora hanno bisogno di noi in Italia, e chissà che non ci sia da andare in sede centrale qualche volta...
Non mi dimostro convinto: -Senti capo, il mio è pure un desiderio di cambiamento, ma è un desiderio che supera la razionalità della scelta. A parte ora in FATTO, che è uno schifo, ma già prima le cose non andavano bene: il lavoro di basso livello e da schiavo l'ho pure fatto 'al mare'.
-Di questo non devi preoccuparti perché quando Lello se ne andrà via... cioè...- Mi si rizzano le orecchie: Lello era il più anziano nel mio ambito specialistico, unico oltre a me a detenere, come Conan il barbaro, il segreto dell'acciaio. Come più anziano era presente sul progetto con maggiori responsabilità, relegando a me gli incarichi subordinati... Ma si era tradito oppure era un'altra mossa tattica per interessarmi? -Cioè volevo dire, appena finirà LIST andrà su un'altro progetto...- Io lo osservo. Per un attimo aveva fatto nuovamente centro. Fosse stato vero che Lello se ne andava, per me era la grande opportunità di divenire il più senior a mia volta. Ma come poteva aver commesso un simile errore. Se da un lato era un indubitabile incentivo per farmi rimanere, dall'altro poteva essere invece un misero tranello, oltretutto debole, perché potevo verificare facilmente al telefono con l'interessato... che però poteva essere in combutta.
Ritorna a fare la vittima: -Ci saranno dei cambiamenti voluti direttamente da Parigi (dalla capogruppo) che colpiranno questa unità e (sigh) credo che coinvolgeranno anche me... Quest'ultimo episodio di dimissioni in blocco non potranno che rendere ancora più precaria la posizione della filiale italiana...- ancora una mossa per farsi compatire. Mi viene alla mente il personaggio principale di 'Capro espiatorio', che assommando su di sé le conseguenze di tutta la serie di responsabilità in fatti più o meno gravi di cui erano colpevoli altri, dissolveva ogni aggressività in coloro che erano vittime e che gli stavano rimostrando contro.
Prende un foglio e mi ridisegna tutto l'organigramma della società per evidenziare la nascente linea dedicata all'outsourcing... Ancora una volta smetto si ascoltarlo, gli faccio delle domande strane per rassicurarlo tipo: 'ma è strutturato così in tutte le società europee?', 'e quel tale collega francese che fine ha fatto?', 'e quello spagnolo?'. Lui risponde a vanvera, ma mangia la foglia e capisce che ne ho abbastanza.
-Dunque non sono riuscito a convincerti? Non so più cosa fare per allettarti... Ci proverà ancora Il Buono, lo sai? ...Vieni a prendere un caffè?

Caro dimissionario, tregua?

-Offro io!- e ghigno.
Il display visualizza il contenuto della mia scheda prepagata per la macchinetta del caffè: settemilaottocento lire. Le avevo caricate durante la permanenza in sede nel periodo di natale... 7 mesi prima... Mi fa ricordare che non ho passato molto tempo in sede da allora.
-Ehilà! Ma non puoi andartene con tutto quel capitale!
-Guarda, Belga, sarò felicissimo di lasciartela di 'stecca'.
Riprendiamo a scherzare con una certa dose di ipocrisia. Ma non me ne preoccupo, io cerco di tirare il tempo per completare le formalità delle dimissioni a cui loro oppongono una inaspettata resistenza.
-E vuoi saperne un'altra sul perché me ne vado? Perché non sei riuscito ad infilare alcuna femmina nella divisione!
Sorride e mi fa accomodare su una sedia perché Il Buono è preso da una telefonata.

Caro dimissionario, ti presento la dottoressa Nazza

-La dottoressa Nazza vuole parlarti Astare.
Colpo di scena! Compare lei... la commerciale d'assalto... un poco sciupata... specie considerando che dovrebbe avere la mia stessa età. Non mi importa come è ora, immaginandola ancora nei migliori dei suoi anni la seguo docile in ufficio nella scia discreta del suo profumo. Lei si siede dall'altro lato della scrivania e mi cela in questo modo le lunghe gambe. Io aggiusto la posizione della sedia e faccio un ultimo tentativo di insinuarmi nella scollatura. Lei para il colpo e copre.
-Vuoi fermarti anche tu Belga?
Eh, eh, eh, credo che richieda la sua presenza come mio responsabile non per rischiare di firmare assegni in bianco con me... -Come tu sai mi sto occupando di una nuova linea di questa società. Si tratta di blah, blah, blah...- io intanto controllo che da sotto il tavolo si possa vedere qualche cosa, infatti ecco la punta della scarpa, ma io vorrei qualcosa di più... professionale ...un elemento come te insomma, in grado si 'switcciare' da un problema ad un'altro, una sfida... blah, blah, blah...- ricordo di essere già stato con lei in una situazione analoga, una cena aziendale, una di fronte all'altro in una lunga tavolata. Come era brillante... Vicino a lei era il marito. Eravamo tanto amiconi che dopo quella cena quasi non mi ha mai più salutato -...quindi ti chiedo di riflettere su questa proposta. Non posso prometterti altro che questo come opportunità, perché andrai ad affiancare una persona (!!! la proposta si sgonfia!!!) che... blah, blah, blah...- come è bella... Scivolo sulla sedia per abbassare il mio punto di vista, ma lei probabilmente abituata alla vita d'ufficio para ancora scivolando a sua volta allontanandosi quanto basta dalla scrivania sulla sedia dirigenziale con braccioli e cinque rotelle.
Esco stringendole la mano fredda e molle. Incontro un collega che sapeva della natura dell'incontro -Come è andata?- io gli faccio a due mani il verso delle tette della Nazza.

Caro dimissionario, ti presento il Buono

-Vede, Murnau, sto facendo un colloquio con uno della concorrenza. Vuole andarsene dalla sua attuale azienda perché c'è una cattiva visibilità delle politiche della sua azienda...- parla bene questo. Si direbbe più 'intimista'... d'altra parte è ad un livello gerarchico superiore al Belga, può permettersi di discutere con me astraendo maggiormente da questioni troppo prosaiche...
-Ma la capisco, lei ha visto la sua curva di miglioramento appiattirsi, e di fronte ad una offerta della concorrenza ha ritrovato...- stavano per luccicarmi gli occhi. Quell'uomo mi sta parlando con grande comprensione e sta dicendo delle grandi verità... ma mica è vero che chi è dalla tua parte la pensa come te!
Mi riprendo e cerco di prendere tempo: -Sono molto lusingato ma non capisco perché solo ora mi vengano espressi tanti elogi.
Lui risponde lesto, ma attenti che questa è grossa! -C'è stato un riprovevole difetto di comunicazione, e se è potuta accadere una cosa del genere, che un elemento valido come lei non abbia avuto la sensazione di essere stimato dalla propria azienda, se per questo qualcuno ha sbagliato, pagherà.
Il discorso del Buono ha attirato maggiormente la mia attenzione, ma non è sufficiente: mi perdo a immaginare cosa avrei potuto vedere se nel precedente colloquio in quel lento scivolare dalla sedia fossi finito a terra nel goffo tentativo di guardare le mutandine della terribile commerciale... un parkimetro?
Dopo aver passato in rassegna tutte le ragioni per la quale un giovane cambia lavoro, probabilmente ricavate da un elenco in appendice di qualche guida Franco Angeli (che anche io avevo letto), passa al capitolo successivo delle lusinghe più viscide: -Sono sorpreso perché non hanno fatto che parlarmi bene di lei... ho grande stima in lei... non farei questo discorso se non pensassi ne valga la pena...
Ma il capo è il capo perché sa sorprendere al momento giusto: -Credo di conoscerla bene,- aveva una cadenza e una dizione da sceneggiato radiofonico mi stava affascinando e trascinando efficacemente verso il dubbio -e se la conosco bene lei non sta puntando solo ai soldi, lei ha veramente come me, come molti di noi, a c-u-o-r-e la professione... Guardi, non farei una cosa del genere per uno qualsiasi, se non pensassi tutto questo bene per lei non mi sbilancerei tanto. Noi, non le faremo un'offerta. Lei, la settimana prossima, ci pensi su e poi mi telefoni. Si prenda mezza giornata e incontriamoci per parlarci: sarà Lei a fare una richiesta.- Sorride.
Dentro di me qualcosa si spezza. Voleva piegarmi e ci è riuscito... o almeno mi sto flettendo... -Certo non posso prometterle mari e monti. Ma è un'occasione, forse unica... spero di no, ma potrebbe anche esserlo. Quando pensa di chiamarmi?
-Lunedì.
Rimane perplesso per il poco tempo che mi concedo per pensare. Ha capito che in realtà non ho molti dubbi.

Fuga e disappunto del dimissionario

Fuggo in corridoio, oltre la porta di sicurezza. Prendo l'ascensore sperando di incontrare nessuno, giù e poi fuori! In macchina, in viale Zara, in tangenziale. Torno a respirare, anche se nello smog della coda del venerdì sera degli accessi alla tangenziale di Milano. Posso finalmente liberarmi di quelle espressioni ruffiane: dei sorrisi per l'ingenuità e della serietà per l'intelligenza.
Finalmente torno in contatto con la realtà. Mi tornano alla mente tutte quelle parole spese per indurmi sensi di colpa, per creare un senso di gratitudine verso quella gente, per rifondare l'illusione di un anno fa quando mi assicurarono di poter fare ancora qualcosa per me e che se invece avevano fatto poco non dipendeva dalla loro volontà.

Dove rombano le cannonate

-Ciao Murnau, cosa hai deciso?
-Perseguirò la mia intenzione a mollare.
-Mi dispiace, mi dispiace perderti.- Parlava come un fidanzato che vuole dimostrarsi comprensivo verso una neo-ex un po' rompicoglioni. Ma il suo tono era come al solito subdolo -...con sto male ai denti poi...
-Male ai denti?
-Certo, mi hanno operato la settimana scorsa... Ora mi tirano i punti e mi fanno un male boia...- Ma cazzo! Perché anche stavolta aveva trovato di che farsi compatire?
-Accidenti non lo sapevo. Comunque volevo farti presente la mia intenzione di mollare al più presto possibile per passare alla nuova società...- Vengo interrotto, ad arte con un tempismo eccezionale una soneria di cellulare, e poi lui che interrompendo la breve parlata in inglese si congeda velocemente da me.
Mi richiama due ore dopo: -Eh eh eh Murnau, sai quella telefonata di prima? Un progetto in Arabia Saudita...
-Ma va' a cagare!!!
FINE

Dimissioni Presse


Dimissioni dalle presse

/*Dismission from blanker*/  
dimissioni presse «2^e dimissioni. Simpaticamente vostro, pieno di gratitudine e rammarico per i fraintendimenti intercorsi tra di noi alle presse
 

Last modified: Nov 31, 1997
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Dimissioni dalle presse

/*Dismission from blanker*/

Sabato mattina

Era sabato mattina e stavo sostanzialmente facendo i fatti miei.
Ero un po' scocciato, e un po' no, perche' in fin dei conti mi pagavano... Un po' scocciato in realta'... perche' pagandomi mi rendevano avido e mi facevano rinunciare ad organizzare qualcosa di piu' sostanzioso per il week-end. Ma ammettiamolo pure ormai: la maggior parte dei kilobyte prodotti nella prima meta' del '97 provengono dal file system a 16 bit del PC che avevo in dotazione in quell'ufficio, quindi di cosa dovrei lamentarmi? I due camminavano verso la stampante di rete. Era sabato mattina.
Uno era l'ammnistiatore defecato, "il barba": occhi penetranti e fronte sporgente. Ricordo che di lui ebbi una ottima prima impressione. La sua sicurezza, la sua capacita' di dire sempre qualcosa, il suo porsi autoritario nei confronti dei collaboratori. Ma e' la prima impressione che viene contraddetta dalla seconda, non viceversa. E quindi ora posso finalmente dire: lo sguardo non era penetrante ma aggrottato (...come farebbe uno stupido in una crisi di perplessita'?) e sporgente come un primate. La sicurezza, il parlare con convinzione erano il sintomo di una mente in catena aperta priva di alcuna considerazione e ricerca di segnali di retroazione. L'essere autoritario poi... una arroganza complessata.
Ma limitiamoci ad ascoltare poche battute:
"Noi non stiamo inventando niente. La qualita' esisteva gia' all'epoca di mio padre... la tecnologia l'ha solo trasformata".
"E' vero! ...anche mio padre faceva gia' qualita'! Vede mio padre gestiva un negozio di verdure e doveva occuparsi per forza di qualita'.
"Lo vedi! Lo vedi! ..."
Io rimanevo alla mia scrivania e mi rispondevo ad una domanda formulata qualche mese prima: "perche' ho spedito cosi' tanti curriculum?".

Venerdi' pomeriggio

- Mah! Mi l'ingegner, iu nen capii se le iun ca lu campa 'ntal cul, o se le iun ca s'fa inciappetta'.- perdonatemi la trascrizione maldestra. Il mio "padrone". Sin dalle prime volte che ho ragionato su di lui ho concluso che il personaggio che piu' gli somiglia e' "Kurtz". A seconda che ci si riferisca al personaggio di "Apocalypse Now" o di "Cuore di Tenebre" assomigliera' ad un colonnello o ad un mercante d'avorio.
Si puo' cominciare a descriverlo dicendo che si tratta di una persona eccezionalmente intelligente ed abile, pero' non si puo' non convenire anche che una qualche malattia debba avergli leso qualche facolta'; oppure si puo' incominciare dicendo che si tratta di un pazzo sanguinario ma contemporaneamente ammettere che la mente sia perfettamente lucida "mentre e' lo spirito ad essere stato posseduto".
Una sera ero nell'ufficio del Mercantaggio e lui e' arrivato (dove altro potrebbe avere l'ufficio uno cosi'?). Di fronte a questo ufficio ve ne un altro, quello delle Richieste, e i due uffici sono separati da grosse finestre.
- Di' ingegnere - vi risparmiero' ogni penoso tentativo di trascrizione -non e' che hai sbagliato ufficio? La figa e' tutta di la'! - e il viso si maschera di un ghigno sornione - ...quando ero giovane... non ora che ho una certa eta' ...ogni sera era una cena diversa... - ammiccandomi e indicandomi al di la delle vetrate.

La marisona

Ero nel lager da pochi giorni. Immaginatevi il mio stato d'animo. Provenivo da una ditta con molte ragazze, qualcuna anche carina, qualcuna di cui mi ero addirittura innamorato... addirittura perche' non era loro dovuto questo privilegio, non contraccambiandomi minimamente. Ti arrivo in questo paese di fenomeni nella pianura acquatica, praticamente l'acquafan piemontese in cerca della mia fetta di fortuna, possibilmente con la gigina come ciliegina. Donne? Molte ragazze, tanto giovani quanto sposate. Costituita una piccola cerchia di amici, affidando a loro la mia speranza, ogni volta che rilevavo la presenza di un possibile obbiettivo mi volgevo a loro. Loro con grande perspicacia e tatto scuotevano il capo, ed io capivo, e tacevo. Ero nell'ufficio della Disegnazione; con me il responsabile dell'ufficio e un addetto specializzato nel fare un poco grossolanamente qualsiasi cosa.
Entra lei, alta, pantaloni e maglietta attillati, ben riempiti, capelli fluenti sulla schiena, occhi grandi e scuri, guancie ben riempite, naso mediterraneo e sottile, labbra carnose ma discrete... una bella e sana campagnola insomma! Porge qualche foglio al capo. Sembra oltretutto in gamba. Io cerco lo sguardo del mio consulente indigeno, ma ho un bel cercare il suo aiuto... lui come l'altro sono assorti nella panica visione e devo attendere che la maliarda si allontani per poter sperare di ricevere attenzione. Sperare, perche' ancora dovevo attendere qualche ora dopo che la battuta che segui' la rimpianta uscita della ragazza mi lascio' estasiato: "Io, quella, le metterei la testa nel cassone*".
*Cassone = E' uno "scatolone" di metallo di circa un metro di altezza, in genere sgangherato e arrugginito dall'uso ruvido che se ne fa', impiegato per la movimentazione dei materiali di stabilimento. L'allusione al mettere la testa dentro, e' riferita alla posizione che ella dovrebbe assumere permettendo in questo modo un miglior accesso da tergo.

E voi sareste...

not yet.
FINE

Guida Dimissioni


Dimissioni e guida telefonica

/*Dismission and directory*/  
dimissioni guida «1^e dimissioni. Faccio l'appello partendo dalla guida, pieno di gratitudine e rammarico per i fraintendimenti intercorsi tra di noi.»
 

Last modified: Sept 16, 1996 (Created: Sept 16, 1996)
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Salute! Cari colleghi, vi saluto con l'altra mano

/*Greetings! Dear collagues, I wave the other hand to you*/
  • 273 Abbot
  • 247 Alberts
  • 254 Appians
  • 243 Little bolds
  • 243 Battle
  • 274 Crapün
  • 273 Sieves
  • 257 Long throw
  • 252 Pretty hearts
  • 254 Campanaro
  • 243 The lighthouse
  • 254 Appians
  • 257 Pier Domenico
  • 243 A half hour of fresh air
  • 272 Cold hands
  • 252 Hazy mount
  • 243 Painted eyes
  • 263 Little paternals
  • 243 He strips
  • 250 Angel Peter
  • 249 Meadow
  • 257 Little rubies
  • 256 Pulls woods
  • 273 Claws
  • 257 Abdomen equipped
  • 261 Habiter
  • 222 Vineyard
  • 204 Little tusk

Rispondetemi!

/*Reply to me!*/
FINE