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Giro della Corsica

Vendetta

/*Revenge*/  
corsica giro «Giro in tondo del piede, sopra con la macchina, ben bene con le gomme vecchie da cambiare a nessuno fanno male in Corsica
 

Last modified: Jun 10, 2004 (Created: Jun 10, 2004)
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Astare da Qui ha fatto il Giro della Corsica in macchina. La tenda a bordo serve solo per non essere arrestati per vagabondaggio.

Giro della Corsica: 20.06.04

Inizio del Giro: Traghetto all'andata

Mi chiedevo se esiste una lingua, un luogo, dove ci si riferisce a testicoli con un sostantivo al singolare. Il mio amico avanza il caso di un popolo che ha effettivamente una palla sola. Divago dalle questioni puramente linguistiche, ricordandomi che nelle ultime elezioni europee è stato eletto il più chiassoso dei no-global. Ritorno nel luogo linguisticamente individuato ricordando che c'è stata poi una vigorosa protesta contro il tentativo di una multinazionale di diffondere l'uso presso quel popolo di mutande standard, ovvero mutande ad uso di coloro che parlano dei propri testicoli riferendoglisi al plurale. I no-global hanno censurato l'accaduto e organizzato plateali azioni di protesta per il tentativo di soffocare l'economia locale basata sull'industria delle mutande mono-palla. È solo una esigenza della globalizzazione uniformare le mutande tra chi di palle ne ha una e chi ne ha due.
Dalla nave ancorata nel porto si vede il forte la cui visita é fallita questo natale. Quante strade non portano più da nessuna parte, e quanti luoghi non sono più raggiunti da alcuna strada?
Progetto di rimanere sul ponte per tutta la traversata. Si alza un vento bestiale, tanto ché le sedie sdraio in alluminio messe a disposizione dei passeggeri si gonfiano come vele e scivolano fino al parapetto. Ma il vento in mezzo al mare come si origina? Se è vero che i moti convettivi si originano solo dove l'aria si può riscaldare, dove avviene ciò in mezzo al mare?
È un vento privo di sabbia o polvere, che fa strillare eccitati i bambini. Gli schizzi prodotti dai fendenti della prora fan strillare i genitori che riportano i bambini sottocoperta facendoli strillare nuovamente.
Riempio i polmoni con quest'aria senza polvere dei cantieri della nuova metropolitana. Proveniendo da 3 metri sotto il piano stradale è senz'altro polvere antica, romana, glagolitica, antestorica. Potrebbe avere devitalizzati virus o spore che nel mio corpo si rianimeranno.
Il vento arriva da tutte le direzioni, ma raffredda solo il mio lato sinistro. Mi metto la borsa dei libri accanto come riparo.
Mi addormento. È appena l'inizio del giro, e faccio sogni confusi, popolato di colleghi e clienti. Un enorme gavettone improvviso mi riporta sulla prua del traghetto. La prima cosa che vedo sono altri passeggeri marci d'acqua che si guardano l'un l'altro ridendo. A due ore dal porto il mare si è ingrandito e io mi sono ustionato la faccia e infradiciato i vestiti. Ma ho svuotato i polmoni di spore e virus essiccati.
Torno sottocoperta, ma li sotto è un'altra cosa: confusioni, rumori, profumi, e il freddo dell'aria condizionata... A proposito: un cane accompagnato da due ragazzini ha cacato e un passeggero convinto che certe cose non possano accadere a bordo di un traghetto di linea ci è scivolato sopra. Mi devo spostare. Rifletto sul fatto che sinché la menda di cane non fu spalmata sulla moquette l'odore non era cosi acre e intenso. Rifletto pure sul fatto che si è trattato della menda di cane più puzzolente della mia vita. Quindi se vendessero la merda di cane in barattolo non sarebbe possibile stabilirne l'odore finché non ne venisse spalmata una fetta sul pane.
Per venire in giro in Corsica, consiglio di verificare la migliore offerta direttamente sui siti della Moby e della Corsica Ferries, molte offerte sono accessibili solo in questo modo. Non esistono ad oggi siti in grado di ottimizzare piani di viaggio e tariffe per i traghetti.
All'altoparlante ripetono insistentemente che la mensa è attiva, che la pizza dello chef è pronta, di aver cura dei bambini e dei cani, e di non lasciare nelle cabine oggetti e sulle moquette merde di cane.

Calvi

Di Calvi iniziamo ad esplorare i dintorni nord. La guida propone il giro della Balagna, sono località ventose, con poca ombra, con vigneti e oliveti in quantità.
Ad Algajola incontriamo dei surfisti intimiditi dalla potenza delle onde di questa domenica dal mare agitato.
Analisi del menu corso messo a disposizione: 20 euro. Viene offerto mediamente il tagliere di salumi, zuppa, lasagne, formaggio.
Dormito a Sant'Antonino sotto un albero vista mare. Il mattino dopo un branco di capre ci circonda, rendendo problematico l'espletamento dell'evacuazione mattutina.
Ma nel resto della gita dovemmo renderci conto di che 'coup du cul' fu trovare tanta ombra a Sant'Antonino.

Giro della Corsica: 21.06

Calvi è graziosa, e tutte le strade conducono alla rocca. La nostra è passata per il supermercato e il panettiere per permettere di farci acquisire un petit déjeuner complet.
La rocca è molto pittoresca e al suo acme fornisce il raggiungimento del Tao Café e di una splendida vista sul golfo.
Troviamo l'ennesima casa natale di Cristoforo Colombo. Ormai ne ho trovate in tutta Italia e non solo. Sulla particolarità dei luoghi natali del grande navigatore ho indagato. Pare che esistesse una clausola ereditaria secondo la quale all'estinzione della linea ereditaria principale dovesse essere interessata la più prossima. A questo appello alla fine del 500 rispose praticamente chiunque nel mondo avesse citato Colombo nel cognome.
Ripartiamo per le pinete a nord, ma subito usciti dal parcheggio inizia una coda di automobili. Svolto verso sud. Da qui si origina la nostra scelta di effettuare il Randonnée della Corsica in senso antiorario.
Percorriamo chilometri di macchia mediterranea costituita di arbusti alti un metro, scogliere a strapiombo, mare splendido a chiazze di diversa intensità di blu e assenza totale di ombra.

Galéria

Finalmente, a Galéria una spiaggia con qualche albero... da condividere con vacche e torelli.. ma che ci fanno le mucche sulla spiaggia? Non c'è nulla da brucare per esempio. Che siano affascinate dai cavalloni del mare? Sino ad ora avevo notato la loro predilezione per la prossimità di una ferrovia. Ma come fanno a perdere tutto sto tempo senza mangiare l'erba, che per quanto profumata possa essere rimane decisamente poco nutriente. Come fanno con la loro stazza a rimanere sotto un sole meridiano fortissimo al quale personalmente non riesco a resistere?

L'industria delle pietre del fiume Fangu: costruirle è il meno...

Osservo che la piccola radura al fresco che occupiamo alla foce del Fangu è ricca di ciottoli colorati e lavati. Mi ricordano oggetti già visti sulle bancarelle o nei negozi di bigiotteria, lappati, forati e corredati di laccio in cuoio. Sono pietre di materiale tenero, ricco di inclusioni di materiale variamente colorato. Una sorta di fagioli borlotti variopinti. Il fiume li ha dolcemente burattati senza frantumarli o scheggiarli come fa invece il mare. Immagino inizialmente di venderli a 5 euro ciascuno. Calcolo di metterci 1 minuto per levigarli, 1 minuto per forarli, 1 minuto per passarvi il laccio, e abbondo per arrotondare con sicurezza il calcolo. In questo modo in 8 ore arrivo a produrne 60*8/3=160. Vendendoli viene 160*5=800 euro. Non so però quante mole e punte di trapano siano necessarie.
Ma la cosa che mi spaventa è vendere 160 di questi mirabolanti gioielli, giornalmente!!! Una rete commerciale richiederebbe che gli si riconosca almeno il 50% del valore! D'altra parte accrescere il prezzo di vendita non è possibile, trattandosi fondamentalmente di bigiotteria, anche se del fiume Fangu.
Concludo che mi conviene divenire fornitore della materia prima necessaria alla produzione, che poi sono i fagioli del fiume Fangu. Ma non è ancora una attività conveniente se penso di dover venire fino in Corsica per ogni nuovo approvvigionamento. La convenienza, per me, è nella sinergia circostanziata della mia presenza in Corsica spesata completamente dalle ferie. Insomma riempio un sacchetto e lo metto sul fondo della macchina, sperando che nessun corso invidioso me le porti via.

Le Bestie di Sapana o i Sappisti di Sapana

Sono una setta di consulenti, la cui volontà è sempre rivolta al volere di Sapana. Il committente a volte constata che il lavoro richiesto è stato condotto bene, a volte condotto male, ma mai potrà comprendere che il risultato è raggiunto per volere di Sapana. I suoi adepti hanno l'aspetto di 'comuni' consulenti.

La strada coi denti di squalo per Porto

La litoranea diventa rapidamente ostica. La doppiezza delle carreggiate è illusoria. Del panorama è rassicurante goderne solo dalle piazzole di sosta, perché durante il moto della barca oltre la strada è solo baratro sulle scogliere. Cogliamo i minuti del tramonto su queste rocce rosse e i golfi ampi che la foschia ben distingue gli uni e gli altri in uno spettacolo mai stucchevole.

Giro della Corsica: 22.06

Referendum

Il referendum europeo per i nomi pubblici. Voterò 'bombero', ma anche 'plongeur': stasera grande spettacolo, 'plongeur sexuel' vs. 'bombero sexual', lo scontro tra due nuovi super eroi.

Piana

Come riconoscere i bar che ti fregano. Intanto non espongono i prezzi, e poi vendono equivalentemente il cornetto e il mottarello a 3 euro.
Poi c'è le bulongerie che non esponendo i prezzi, può venderti le brioches di sfoglia industriale a 1 euro.
Colgo l'occasione per ricordarvi le regole del fast-turism: tutto ciò che costa non è interessante da vedere, tutto ciò che costa più della media dei negozi della tua città tanto vale comprarla al ritorno. La doccia che costa non è di acqua pulita. Dormire in macchina non costa nulla.
Cosa comprare a Piana? I coltelli vendetta o i Napoleone sotto la neve o i Pasquale Paoli detto Pascal.

Fighera al 16%

La spiaggia è rocciosa. Le rocce si raggiungono o volando o tramite la strada mono-carreggiata con pendenza 16%.
Mi adagio.
Arriva un cane coi padroni. non è un molosside e non ha il collare puntato. Mi si rivolta improvvisamente contro. Non credo di stare particolarmente antipatico ai cani, ma l'omone che lo accompagna lo richiama. La spiaggia di Fighera è molto fighera anche se difficile raggiungere come la fighera in genere. Il mio socio si pone al sole. Per raggiungerlo mi accorgo che la spiaggia è di ghiaia di vari calibri. Il mio piede è compatibile con quelli inferiori ai 3 cm. Quelli col cane si muovono in esplorazione col cane. Li vedo muoversi sul bagnasciuga dalla parte assolata, che è quella in cui mi trovo, a quella rocciosa e in ombra, quella dove ho sistemato la roba. La roba è elettronica: un palmare, una macchina fotografica e due cellulari: sembra il point of presence di un marocchino.
Il cane punta alla mia roba. Sapete come fanno i cani, sopratutto se maschi e in un nuovo territorio. Temo voglia marchiarmi l'asciugamano e tutto il resto. Il cane sa che quando prende certe iniziative molto discutibili viene spesso punito, a allora si limita a guardare voglioso le novità. Sono pronto a prendere iniziative autonome in merito, quando lui prende a sua volta l'iniziativa di avvicinarsi. Ma il padrone è più bravo di me e lo volge altrove con un ordine secco.
Riprendo a guardare il mare; si potesse non tornare più in ufficio... certo che si potrebbe! Dando via il culo! Avendo una opportuna guida di indirizzi certi per tutto il mondo, si potrebbe fare il turista a vita. Scriverò un libro su questo soggetto, in stile on the road e poi lo presento al Maurizio Stocanzo Show. Tanto ci vanno già in tanti on the road, come quella adolescente che si i dà i colpi di spazzola prima di andare a letto.. chilometri on the road non percorsi con i piedi, ma col proprio organo replicativo. Ed ecco a voi l'ingegnere scrittore, come Vacca e DeCrescenzo. Eh, no! Certo sono un ingegnere, ma prima di tutto un consulente! Quello di fare il turista facendo il ruffiano è già la pura e inquietante attualità.
Ora arrivano anche degli stranieri, che si dirigono anche loro verso la parte rocciosa... Mi preoccupano: saranno mica loro che orineranno sulla mia roba?
Evitiamo una variante consigliata dalla guida per raggiungere un paese nell'entroterra: dista 50 km, ma significano una variante di almeno 2 ore lungo queste strade che non permettono l'incrocio di due scooter.

Giro della Corsica: 23.06

Cargèse

Paese greco, due chiese che si fronteggiano e tanti fichi. Nella chiesa ortodossa, sotto forma di icone il riassunto delle vicissitudini dei greci in Corsica.

Ajaccio

Memoriale del nano col cappello a 2 punte. È un ritrovo per cani e padroni. Un enorme spiazzo con panchine, mucchi di sabbia e alberi. Il nano che compare più volte in Corsica nei più diversi atteggiamenti, ha inventato per esempio la Légion d'Honneur che ha inaugurato attribuendo la prima a se stesso.

Porto Pollo

Direttamente da Monkey Island. Si raggiunge per caso sbagliando strada e percorrendo le foreste di alberi alti ben due metri. Troviamo insistenti e ripetute indicazioni per gli cavi archeologici di Filitosa che non vogliamo invece raggiungere. Si tratta di quelli a pagamento s'intende. Basta aver pazienza e troviamo pure i menir da vedere gratis. Sono le solite pietre che si incontrano in ogni viaggio europeo, dalla danimarca alla cornovaglia, alla sicilia.

Sartène

Il paese corso più corso col gelato del continente più caro.
Arroccato sulla montagna si direbbe popolato da veri montanari piuttosto che pastori-viticoltori-pescatori. Le case sono completamente grigie e in pietra. Qualche episodio floreale e molti turisti nella piazza principale. Ma in pratica mi soffermo in questo paese a cercare aspetti positivi per puro ozio estivo.

Bonifacio

Bonifacio è invece il più bello assai dei paesi di Corsica... Forse non sarà corso...
Si parte in notturna dall'alto, dalle mura fortificate. Poi si scende lievemente per il resto della città alta. Visioni bellissime dall'alto del porto naturale, una vera e propria insenatura che si dirama in porti più piccoli e sempre più esclusivi. Da lassù si vedono anche i faraglioni chiarissimi sotto la luna. Questi paesaggi sono il piatto forte del luogo. I ristoranti che espongono menù turistici da 65 ¬ espongono pure i piatti da 31cm di diametro che vorrei trovare a mezzo euro ciascuno.
Nella visita dall'alto bisogna evitare l'errore di perdere troppo potenziale lungo la lunga scalinata che conduce al porto.
Carissima; il pittoresco ha quindi un prezzo? Abbandoniamo la città alla notte più fonda.

Giro della Corsica: 24.06

La Trinité

L'uomo è tra i pochi animali che non riescono a leccarsi il culo. I gatti ci riescono benissimo. Seguo un gatto alla Trinité. Si infila dietro un cancello che ripara una grotta modello apparizione di Lourdes. Si ferma accovacciato rivolto alla modonna come per pregarla.

Faraglioni di sabbia

Torniamo a Bonifacio per la visita ai faraglioni di sabbia.
Tutti i parcheggi sono a pagamento. Tutti. Parcheggi assolati in ampi spazi senza fontane o gabinetti. Tornando verso la statale principale che riporta a nord, nella caratteristica strettoia tra manifestazioni carsiche, individuiamo un parcheggio di fronte al panettiere. Navicella dice che siamo a 1200m dalla nostra meta.
A posteriori vi suggeriamo un altro espediente per evitare il balzello: parcheggiate al faro, e poi percorrete le falesie che comunque dovete visitare verso Bonifacio.

La spiaggia di Palombaggia

Bella pineta. Molta gente. Il primo Pan bagnà di questa gita. Segno che siamo prossimi ad un turismo più popolare. Il mare è sempre splendido e sabbioso.

Portovecchio

La cittadina è ridente, si svolgono attività consuete senza ostentare troppo il carattere turistico del luogo. Addirittura troviamo l'unico kebab dell'intera gita. Visitate le mura, porte e bastioni. Prezzi onesti e continentali. La voto come terza città da vedere, dopo Bonifacio e Calvi.

Castello di Arrago

Verificate le vostre informazioni sui resti megalitici di arragu. in questo paese c'è solo il castello. In quello vicino: torre e i resti sono nel paese. Il castello invece è almeno 200m di dislivello.. una faticaccia sconsigliabile nel meriggio e prima di andare a dormire, come è accaduto a noi.
Ma chi erano i megalitici? i Meganoidi erano i cattivacci simpaticoni nemici di Daitarn III. Mengacci è quello di Rete 4. Ma i megalitici????
Il 'Megalitismo': ma che cosa significa megalitico? Megalitico è aggettivo meramente strutturale ed equivale a 'edificato con grandi pietre'.
Strutture megalitiche formano un eterogeneo gruppo di monumenti rituali e cultuali a cavallo di preistoria e protostoria europea. Rientrano nelle strutture megalitiche:

  • Menhir (pietre in forma di parallelepipedi allungati, talora di altezza smisurata, conficcarti nel suolo);
  • Alignment (allineamenti di vari menhir);
  • Circoli di pietre;
  • alcuni Henge;
  • numerosi esempi di Tomba a Camera magari dolmeniche;
  • Mura Ciclopiche, ecc...

Premettendo che il 'Sistema delle Età di Thomsen' va inteso quale indicatore di stadi di sviluppo e non di datazioni, è possibile collocare il fenomeno del megalitismo europeo nel IV millennio a.c. (e più?), nel Neolitico per la maggior parte delle aree europee (ivi compreso l'arcipelago maltese), mentre la realtà megalitica pugliese è posteriore e tutta nel Bronzo.

Giro della Corsica: 25.06

Corte

A parte Paoli, di cosa c'è da parlare di questa città? Visitiamo la parte alta con la cittadella e ritroviamo il cupo carattere corso. Personalmente a me non piace neppure questo episodio.
Vi rimando nel seguito al paragrafo sulla Scala di Santa Regina.

Radio corse


  • Radioblu (toscana): gocce di mamma, per rinfrescare il culino e il pisellino del tu bambino
  • Radio Maria (globale).
  • Radio 1 e Radio 2.
  • Qualche radio effettivamente corsa. Si parla una specie di genovese e si canta in quel idioma delle canzoni tristissime.

Bastia-che-disordine

Entriamo in città dall'area industriale praticando delle deboli code. La guida suggerisce di visitare la cittadella e il porto vecchio che sono proprio dal nostro lato.
Come Ajaccio, questa parte della città più popolare, è approssimativa. Piccoli cantieri ovunque, residui degli stessi abbandonati, cavi svolazzanti lungo le pareti delle case, motorini scoreggianti e motorini smontati lasciati arrugginire. Poi palazzoni con biancheria a stendere e palazzine basse che si intersecano disordinatamente lungo i muri, i tetti, i balconi. Due automobilisti litigano per i danni di un incidente tra macchine già bollate e una decina di oziosi rimangono a godersi lo spettacolo.

Giro della Corsica: 26.06

Cap corse

Percorriamo il periplo in senso antiorario. Panorama carino. Raggiungiamo il punto più a nord percorribile in auto. Forse si vede l'Elba. Si tratta di Macinaggio con un bel porto turistico ed una ottima boulangerie.
Rogliano: bel panorama.
Canari: spiaggia gelata sotto il sole. Basta infilarsi all'ombra della pineta e pare di essere tornati in primavera.
Ogliastro: stabilimento abbandonato. Stabilimento di cosa? La presenza sua presenza è inquietante.
Nonza: Il più bello dei paesi di Cap Corse.
Colle di Teghime: ci riporta a Bastia ci fa godere un bello spettacolo dello Stagno di Biguglia. Teppisti in motoretta scureggiante sberleffeggiano un autista di pulmann dopo averlo sorpassato lentamente noncuranti della lunga permanenza contromano.

Bastia-che-ordine

Bastia viene attraversata alla velocità della luce. La parte centrale non è molto differente da altre città marinare. Lungo il percorso svolto al livello dei moli sono collocate delle classiche rotonde alla francese, le corsie sono due: sulla destra si accede alle rotonde per permettere di abbandonare la direttrice principale, a sinistra si accede ad un sottopasso che esclude l'obbligo di precedenza per accedere alla rotonda con una semplicità commovente. Immagino i corsi principali di Torino attraversati nella medesima maniera...

Giro della Corsica: 27.06

Scala di Santa Regina

Mi era dispiaciuto saltarla dopo la visita a Corte: la guida la sostiene con parole insolite e carica di entusiasmo: indispensabile farle visita. Ma la voglia del fresco delle rive del mare, la delusione per la visita a Corte, ci suggerì diversamente.
La guida dell'84 sostiene che sia assolutamente indispensabile vederla. Pare che la strada distrettuale la incroci e la cartina riporta il punto preciso, 5km prima del paese di Calacuccia. Nulla da fare. Andata e ritorno compiuti ai 20 all'ora prima col naso in giù nella gola e poi a naso in su sugli aspri pendii, ma di una 'cascata dai toni verdi' nessuna traccia. Della scalinata vediamo solo il cartello crivellato da una rosa di pallini da caccia.
Una migliore versione e più credibile del sito è la seguente:
'Si esce da Corte diretti al ponte di Castirla (12km). S'imbocca a sinistra la D84 del Nebbio, che sposa subito le fantasiose formazioni rocciose prima d'imboccare (17km) le selvagge gole della Scala di Santa Regina. Il nome Scala deriva dall'antico tracciato della mulattiera, intagliata come scala nella roccia, che fino al 1889 costituiva l'unica via di collegamento tra Nebbio e Cortenese (il tracciato è ancora visibile dalla strada). L'arteria tagliata nel duro granito è tortuosa e inquietante, con pochi slarghi sotto volte di caverne naturali ove lasciare l'auto per guardare dal parapetto il Golo che si frantuma contro drappeggi di roccia'.

Calvi-pineta

Spiaggia vicino alla ferrovia sotto un'ampia pineta. A parte la pittoresca spiaggia di Fighera, Calvi vince per l'accoglienza delle proprie spiagge ombreggiate e sabbiose.
Una enorme nave da crociera sta scambiando con la città viveri per croceristi. È veramente immensa, conto più di 6 ponti turistici. Se tutti stessero cagando produrrebbero molti più rifiuti di una cittadina di pescatori. Oltretutto non sono pescatori, ma gitati 'all-inclused' che pertanto mangiano e bevono come delle bestie.

Fine del giro: Ad aspettare il traghetto sotto il sole

Due turiste come noi, bevono acqua multinazionale, multipubblicizzata, ricca di multiproprietà oltre a quella di essere acqua. Noi abbiamo addosso tanta polvere, loro addosso hanno il bracciale colorato di un villaggio turistico.
FINE

Belgodere in Corsica

Ieri volevo belgodere in Corsica

/*I wanted well pleasure in Corsica*/  
belgodere corsica «Al momento ho una macchina, una Corsa, ma quella non era la mia macchina e poi si è trattato di un Corso in lingua franca.»
 

Last modified: Jun 15, 2004 (Created: Apr 15, 2001)
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Belgodere (Corsica)

Che tipo Iosef! sembrava solo un ristoratore e invece...
Come ospite accetto con entusiasmo tutto ciò che entusiasma il mio ospite. Si tratta di andare a cenare, e mi avvertono che non si mangerà pesce e che si berrà parecchio.
mappa Lungo la strada da Calvi a Bastia, sulla destra, si può arrivare al ristorante seguendo le indicazioni per Belgodere.
Nel viaggio ci vengono presentati i tratti essenziali della gente Corsa: bellicosi, vita nascosta, bombe e sparatorie. Lungo il percorso le scritte irredentiste, e davanti a noi la camionetta dei gendarmi.
La strada è forse sbagliata e ci fa giungere a Belvedere. È un segno? 'Se vuoi belgodere e giungi invece a belvedere, finirà sicuramente a grandi seghe...'
Improvvisamente lungo il tragitto ci fermiamo ad un casolare lungo una ampia curva. Si parcheggia in una piazzola sul suo fianco, sotto dei pini. Ci accoglie cordiale tanto da baciarci uno ad uno un signore anziano, vestito alla corsa (mi dicono): di nero, con cappello a tese circolari, e cinto alla vita con una bassa fascia rossa. Le macine ci sono ancora e si vedono in un primo locale sulla destra. Sulla sinistra del piccolo ingresso c'è la sala da pranzo già piena di altri avventori. Ci stavano aspettando per iniziare tutti quanti insieme. Alla tavola alla quale ci accomodiamo c'è un grosso prosciutto, ancora lontano dall'osso: mi fa ben sperare... C'è una innocua schermaglia nella distribuzione dei posti: io cerco di collocarmi vicino alle tipe, ma l'ospite mi obbliga a stare più in centro sala... ma perché un Corso dovrebbe inibire la mia vocazione eteronoma?
Vino rosso e acqua di fosso! E cominciamo con un bicchierino di vino bianco dolce. Il vecchio comincia a tagliare da una delle estremità del tavolo delle fette di prosciutto corso spesse 7-8 mm. Al termine della prima sezionatura afferra la fetta che ne risulta e la lancia nel piatto già disposto in tavola alla sua altra estremità. Uno dei nostri compagni non si aspettava un servizio tanto tempestivo ed ha un sussulto quando avverte la sberla del prosciutto nel piatto di fronte a sé. La sorpresa è solo per noi che eravamo per la prima volta in quel ristorante. L'amico che mi ha condotto lì, guarda la mia espressione e sogghigna.
Il vecchio è gentile e rumoroso. È la volta di una terrina di paté di selvaggina. Il vino, altrettanto cordiale, è posto in due brocche e scende nell'esofago senza acidità di sorta. Solo che la mia brocca è già finita!!!
Nel trambusto del locale faccio cenno al mio ospite che sto per chiedere dell'altro vino e lui mi fa cenno di chiedere direttamente al corso. Cerco il suo sguardo e alzo la brocca in sua direzione. Sembra che la mia richiesta sia stata notata da tutta la sala, si voltano tutti nella mia direzione. Il corso è impegnato tranquillo nella distribuzione del secondo piatto, ma appena mi vede si anima soddisfatto e mi indica una madia con appoggiato sopra una scatola di cartone, tipo: confezione di tavernello (anche se devo dire in tutta sincerità che si tratta di un vino eccellente). Mi avvicino con la brocca alla scatola ma il corso che nel frattempo si è liberato dal servizio ai tavoli mi blocca. Non capisco un cazzo di ciò che dice, parla molto invero, ma capisco solo che devo lasciare al mio tavolo la brocca e che devo prendere un bicchiere. Al mio tavolo il mio ospite si sbellica dalle risa.
Mi tocca riempire colmo il mio bicchiere alla spina con molla della scatola. Il corso chiama uno degli altri avventori e gli fa fare altrettanto.
Quando poi prende questi per un braccio e guida il mio sotto il suo, comprendo che si stava per compiere la tremenda cerimonia della bevuta a tre. Lui tracanna, fino a tenere il bicchiere capovolto senza che ne scenda una goccia... io pure e il terzo malcapitato: con noi. Il corso parla ancora in maniera incomprensibile per me e gli altri ridono. Il terzo come dopo una interrogazione torna al posto. Io vado a riprendere la brocca, ma evidentemente in accordo con le aspettative di tutti vengo invitato dal corso a riprendere il bicchiere. Viene chiamato all'interrogazione un altro terzo. Mi rendo conto che la compagnia che si era costituita nel locale era veramente multinazionale. Il corso sottolinea la cosa brindando in una decina di lingue, ma la presa che questo uomo dimostra sul pubblico è veramente affascinante. E io mi tracanno all'ultima goccia il secondo bicchiere pieno. Lui sembra più esperto e finta: con una imprevedibile mossa restituisce, sputando, il contenuto della sua sorsata nel bicchiere da cui l'aveva appena aspirata. Ma sorprende tutti ancora una volta: con un misurato tempo comico la reingurgita concludendo con qualche battuta. Finisce anche per me l'interrogazione.
Bevo ancora un po' di vino poi passo a due bicchierate di acqua alla ricerca di un po' di refrigerio. Questo vino di montagna, il prosciutto pepato, la compagnia calorosa rischia di stroncarmi anzitempo... l'acqua di fosso non è apprezzata da tutti. Dicono attorno a me che sa di cloro. Cerco nel bicchiere di acqua corsa un po' di piscina ma francamente non la trovo.
Primo-secondo, a costituire un unico primo contemporaneamente unico secondo, si tratta di spaghetti all'aglio e olio con spezzatino di selvaggina speziato di ginepro e garofano. Li mischio senza problemi, esattamente come i crucchi e i francesi in sala.
Mi rendo conto che il corso si sta rivelando un cabarettista di talento.
Non riesco a seguirne i monologhi, ma parla di pompieri con un casco da vigile del fuoco, di avvocati, estrae una pistola, maledice un impianto stereo con la cui musica canta anche una canzone di Modugno, conta dodici volte, con la infingardaggine del mio capo davanti al cliente, maneggia quattro medaglie travasandole alternativamente tra le mani.
Fa anche un gioco coi bambini, di cui una piccola francesina nascosta dietro le braccia della sorella appena più vecchia di lei. Il corso lascia loro verificare che in un bicchiere sia contenuto vino e in un altro acqua. Copre i due bicchieri con un tovagliolo. Estrae da li sotto uno dei bicchieri e chiede ai bimbi di che cosa si tratti, poi estrae l'altro e ripropone lo stesso quesito. Poi propone un geniale esperimento secondo il quale, trincando dal bicchiere del vino, il vino viene deglutito, mentre trincando da quello dell'acqua il corso è costretto a risputare il contenuto nel bicchiere stesso: 'il va no' (perdonate l'ignorante trascrizione fonetica della lingua francese a cui devo forzatamente ricorrere).
Altra vetta della serata è il cambio piatti per il formaggio. I piatti volano dalle mani di Iosef a quelle degli avventori. Potrebbero far male considerato il tasso alcolico della serata. Ma Iosef sa fino a dove può giungere la destrezza di ciascuno dei suoi avventori. E per rendere veramente interessante il gioco ordina di aprire la finestra: 'uver la fenetr'! Ed ecco che un altro piatto volante finire dritto di fuori.
Il formaggio e il dolce, e il liquore all'anice versato direttamente in gola da una polla dotata di un lungo becco dal quale fuoriesce uno zampillo spesso impreciso che non può ricolorare la mia camicia già azzurra. Per l'operazione Iosef prende il capo di tutti quanti i suoi nuovi amici, lo sorregge reclinato e compie personalmente l'operazione. In questa posizione bacia più volte la più vecchia delle avventrici (perché non considera la più avvenente?), parla e non capisco le battute che fa in continuazione nella sua lingua. Ma le intemperanze non finisco qui. Cominciano i balli, e introducendoli di persona con una dama qualsiasi si diletta nei palpamenti leciti del tango, e in quelli illeciti degli 'assaggi' alle chiappe di lei.
Lascio quel diavolo, e la baraonda della bolgia di cui è il capo per soddisfare una curiosità. Mi affaccio alla finestra dalla quale era uscito il piatto immaginandomi di trovare un fiume o un bosco. Invece da dove mi sporgo nel buio passa in quell'istante un'auto calpestando i cocci del piatto infranto.
Il ballo attraversa tutti i generi, e Iosef non si ritrae da nessuno. Mano a mano la compagnia si dissolve e ciascuno, uomo o donna riceve in omaggio, immaginate un poco, un bacio.
joseph
FINE