Ciclope Purpureo


Il Ciclope purpureo

/*The Purple cyclope*/  
ciclope purpureo «Per il Ciclope Purpureo, mi sono rifatto a Ungaretti e a Leopardi. È ancora in corso una causa legale per plagio con i loro famigliari e la con SIAE.»
 

Last modified: Gen 30, 1998
Location: http://paris6969.altervista.org
Feedback: paris6969@altervista.org

Tutti i contenuti di paris6969.altervista.org sono proprietà dell'autore paris6969@altervista.org e sono protetti dalle leggi italiane ed internazionali relative ai diritti d'autore (copyright). Non possono essere utilizzati in tutto o in parte.

Il ciclope purpureo

Si erge
specie il mattino, guardandomi
col suo unico occhio
commosso a fiotti.
FINE

Testo Cyrano


Il testo di Cyrano

/*Cyrano text*/  
cyrano testo «Cyrano: Citazione dal testo obbligatoria per un etereo e genuino romantico come me. Non so tradurla, pensateci voi. Se non sapete il francese arrangiatevi!»
 

Last modified: Gen 30, 1998
Location: http://paris6969.altervista.org
Feedback: paris6969@altervista.org

Tutti i contenuti di paris6969.altervista.org sono proprietà dell'autore paris6969@altervista.org e sono protetti dalle leggi italiane ed internazionali relative ai diritti d'autore (copyright). Non possono essere utilizzati in tutto o in parte.

Astare da Qui rende omaggio a Cyrano che scrive scrive scrive e i suoi frutti li colgono altri, ma di che frutti del menga si tratta se non hanno sapore se non sulle sue parole?

Cyrano du Bergerac

Documento originale
Certes, ce sentiment
Qui m'envahit, terrible et jaloux, c'est vraiment
De l'amour, il en a toute la fureur triste !
De l'amour, -et pourtant il n'est pas égoïste !
Ah ! que pour ton bonheur je donnerais le mien,
Quand même tu devrais n'en savoir jamais rien,
S'il ne pouvait, parfois, que de loin, j'entendisse
Rire un peu le bonheur né de mon sacrifice !
-Chaque regard de toi suscite une vertu
Nouvelle, une vaillance en moi ! Commences-tu
A comprendre, à présent ? voyons, te rends-tu compte ?
Sens-tu mon me, un peu, dans cette ombre, qui monte ?...
Oh ! mais vraiment, ce soir, c'est trop beau, c'est trop
doux !
Je vous dis tout cela, vous m'écoutez, moi, vous !
C'est trop ! Dans mon espoir même le moins modeste,
Je n'ai jamais espéré tant ! Il ne me reste
Qu'à mourir maintenant ! C'est à cause des mots
Que je dis qu'elle tremble entre les bleus rameaux !
Car vous tremblez ! car j'ai senti, que tu le veuilles
Ou non, le tremblement adoré de ta main
Descendre tout le long des branches du jasmin !`
Il baise éperdument l'extrémité d'une branche pendante.


Mais que diable allait-il faire,
Mais que diable allait-il faire en cette galère ?...
Philosophe, physicien,
Rimeur, bretteur, musicien,
Et voyageur aérien,
Grand risposteur du tac au tac,
Amant aussi -- pas pour son bien ! --
Ci-gît Hercule-Savinien
De Cyrano de Bergerac
Qui fut tout, et qui ne fut rien.
... Mais je m'en vais, pardon, je ne peux faire attendre
Vous voyez, le rayon de lune vient me prendre !
Il est retombé assis, les pleurs de Roxane le rappellent à
la réalité, il la regarde, et caressant ses voiles
Je ne veux pas que vous pleuriez moins ce charmant,
Ce bon, ce beau Christian ; mais je veux seulement
Que lorsque le grand froid aura pris mes vertèbres,
Vous donniez un sens double à ces voiles funèbres,
Et que son deuil sur vous devienne un peu mon deuil.
FINE

Astare Fotografo


Astare Fotografo

/*Photography and dark camera*/  
fotografia oscura «Una fotografia oscura descrive un Narciso cui gli anni hanno appannato lo specchio, e la comprensione della sua attuale immagine è appannaggio di pochi.»
 

Last modified: 13 Gen, 2001 (Created: 29 Gen, 1998)
Location: http://paris6969.altervista.org
Feedback: paris6969@altervista.org

Tutti i contenuti di paris6969.altervista.org sono proprietà dell'autore paris6969@altervista.org e sono protetti dalle leggi italiane ed internazionali relative ai diritti d'autore (copyright). Non possono essere utilizzati in tutto o in parte.

Fotografia e Camera oscura

Al navigatore poco attento, le fotografie di Astare from Qui, potrebbero a prima vista sembrare alle immagini turistiche che ogni giorno compaiono su giornali e rivista. È sufficiente però superare con spirito laico la facile generalizzazione, per rendersi conto che la qualità e il rigore formale delle immagini presentate, travalichino la condizione scenografica per raggiungere una autonomia narratrice di un giro del mondo. È completamente assente da queste fotografie, quella volontà predatrice che si riscontra in molte immagini di viaggio, dove la ricerca dell'esotico e dell'inconsueto a tutti i costi finisce con il fornire all'osservatore una visione distorta della realtà.
Tutte le fotografie sono armoniose, delicate, personali. Dimostra la sua capacità tanto nella fotografia formale quanto in quella concettuale. Egli estrae dalle funzioni per le quali il soggetto fotografato è adatto per restituircelo nella forma pensata da chi l'ha ideato. Si ricava una sensazione di spazio, di apertura, una sorta di invito al viaggio certo più mentale che concreto, la presenza simultanea di sensazioni diverse, una sinestesia.
Al termine di questa sbrodolata non posso che dirvi in estrema franchezza: le foto sono sparse per il sito: cercatevele a Qui per esempio, o ad Oropa.
FINE

Nichilista Imperfetto


Definizione di Nichilista imperfetto

/*Non-perfect Nihilist definition*/  
nihilista definizione «Elencandone solo una parte delle sue caratteristiche, si ottiene una definizione imperfetta di Nichilista, ma perfetta di imperfetto Nichilista
 

Last modified: Gen 29, 1998 (Created: Gen 29, 1998)
Location: http://paris6969.altervista.org
Feedback: paris6969@altervista.org

Tutti i contenuti di paris6969.altervista.org sono proprietà dell'autore paris6969@altervista.org e sono protetti dalle leggi italiane ed internazionali relative ai diritti d'autore (copyright). Non possono essere utilizzati in tutto o in parte.

ukEnglish version

Definizione di Nihilista imperfetto

Volevo parlare un poco di me. E mi sono ricordato che su Internet avevo tempo fa letto un documento che mi aveva colpito per la sintesi e lucidita' con cui elencava una serie di caratteristiche in cui mi rispecchiavo piu' o meno pienamente. Ho pensato quindi di usarlo come riferimento, ma mi sono reso conto che lo avrei semplicemente ricopiato, senza poter apportare modifiche sostanziali.
Cito pertanto un collegamento al documento originale, e di questo riporto solo le parti che condivido pienamente, rendendo me stesso, quindi, un Nihilista Imperfetto.
Segue un compendio di concetti, idee e situazioni tratti da un sano vivere nihilista, di Hugo Fast e Giuseppe Apostolo.

Il Nihilista deve essere

  1. Sprezzante, ironico, cinico e perverso
  2. Dotato di ampio senso dell'umorismo
  3. Amante dell'inconsueto e del pericolo
  4. Sprezzantemente edonista
  5. Allucinato nascostamente sempre
  6. Ossessionato dai miti di eleganza, bellezza e ricchezza
  7. Incontentabile
  8. Eroticamente interessante
  9. Sconvolto oltre i limiti dell'immaginabile
  10. Quello che e' in quanto perfetto Nihilista

Come comportarsi

  1. Vestirsi sempre con proprietà' ed eleganza
  2. Parlare di cose non comuni e stupefacenti (ad es. discorsi sulle nuove tecnologie, il controllo delle menti, la pratica del pogo)
  3. Evitare i luoghi frequentati da meccanici e carburatoristi
  4. Distinguersi per nuovi modi di parlare
  5. Distinguersi per nuovi modi di ballare
  6. Distinguersi per nuovi modi di condurre automobili, velivoli o natanti
  7. Frequentare ambienti di classe indiscussa (questo punto ha un valore limitato se tali luoghi non esistono)
  8. Ascoltare musica di riconosciuto valore ed intelligenza (vedere il relativo capitolo)
  9. Cercare di distinguersi sempre e comunque
  10. Distinguersi sempre e comunque

Il Nihilista e i rapporti sociali

Il Nihilista sente il bisogno di vivere in societa'. E' difficile dire se cio' avvenga a causa del suo desiderio di confrontarsi con gli altri (trovando in tal caso conferma della superiorita' del suo modo di vivere) o nasca piuttosto da una sua debolezza, l'eterna ricerca del consenso e dello stupore altrui.
Di fatto egli deve risolvere una difficile equazione: da un lato dimostrare le virtu' del suo essere, dall'altro mantenere un sereno distacco dalla banalita' del mondo. Il che e' come dire cercare di attraversare una palude senza macchiarsi di fango.
In societa' il Nihilista e' circondato da un alone di solitudine, soprattutto nelle occupazioni diurne. Si tratta di un alone invisibile e ripetutamente violato, eppure palpabile.
La compagnia del Nihilista e' solitamente piacevole ma egli tende a permeare le sue attivita' professionali di un'atmosfera di velato disinteresse, dimostrando di non avere quell'attaccamento alla banalita' del quotidiano, tra gli altri cosi' diffuso.
E' forse proprio questo che mette a disagio le persone che circondano il Nihilista, che lo vedono eternamente immerso in un mondo strano e fantastico, che non riescono a farlo precipitare a un livello piu' terreno: egli guarda molte cose della vita con un mezzo sorriso, insieme di comprensione e di disapprovazione. Perche' tutto cio' accada e' presto detto: il Nihilista non e' un uomo eternamente colla testa fra le nuvole ma semplicemente riesce a discernere tra le cose che hanno valore e quelle che non ne hanno. Dall'alto egli puo' vedere tutto piu' chiaramente, puo' vedere gli altri correre affannosamente dietro a mille idoli evanescenti.
Profondamente convinto che nulla meriti l'ansia e l'agitazione, egli da' realmente importanza alla cura della propria interiorita', al piacere, al divertimento, alla grata compagnia di altri Nihilista, ovvero di altre persone egualmente stimabili, anche se non ne condividono lo stile di vita: in questo senso va rilevato che il vero Nihilista non cerca di fare proseliti poiche' ritiene che ognuno sia padrone della propria esistenza e chiunque viene a contatto con l'etica nihilista possa liberamente scegliere se abbracciarla o meno. Il Nihilista non si alza mai al mattino con il mal di testa e un forte senso di disgusto per cio' che ha fatto la sera prima: si alza solo con il mal di testa.
Le cose del Nihilista sono solitamente conservate in ordine sparso ed inversamente cronologico, ovvero con il sistema LIFO (Last In First Out). Nulla di quello che possiede va mai perso (a parte le cose che si perdono) e dunque tutta la sua vita, a cercare bene, puo' essere ritrovata nella sua casa.
Notevole e' la sua biblioteca musicale, formata da vinili, CD, cassette e DAT senza alcun pregiudizio: un vero Nihilista, infatti, ha una spiccata predisposizione per la musica intelligente e di classe.

La donna del Nihilista

Probabilmente chi leggera' il titolo di questo paragrafo si chiedera': la donna del Nihilista non e' forse una nihilista? A questa legittima domanda gli autori rispondono risolutamente: NO.
Si chiedera' allora il lettore: si da' il caso che la pratica del Nihilismo sia preclusa al sesso femminile, o piuttosto il Nihilista predica bene ma poi razzola male e si sceglie una donna non nihilista?
Ebbene la risposta da preferire e' la prima. Non ci si accusi di sessismo, di sciovinismo. In realta' i Nihilista non sono per la parita' dei sessi ma solo per quella dei diritti.
FINE

Potenza Polenta


La potenza della polenta

/*The power of the Yellow Porridge*/  
potenza polenta «Per far la polenta ci vuole potenza; ottenuta la polenta si ripropone potenza. Polenta è potenza
 

Last modified: Gen 29, 1998 (Created: Gen 29, 1998)
Location: http://paris6969.altervista.org
Feedback: paris6969@altervista.org

Tutti i contenuti di paris6969.altervista.org sono proprietà dell'autore paris6969@altervista.org e sono protetti dalle leggi italiane ed internazionali relative ai diritti d'autore (copyright). Non possono essere utilizzati in tutto o in parte.

ukEnglish version

Potenza è Polenta!

L'on ca 'l pasa l'angrasa! /*The one goes through, the one makes fat!*/
Non e' vero!
Non costa necessariamente sudore e fatica una bella polenta! Come non e' vero che ci vuole un paiolo di rame e un vero fuoco di legna!
Si ottengono anche degli ottimi risultati con la farina precotta, la pentola a pressione e la ceneree di una sigaretta per supplire al sapore di fumo.
A parte questi dettagli non vi suggerisco un condimento specifico ma ve ne consiglio almeno cinque... i cui componenti sono pero' mischiati... tanto con la polenta: 'L'on ca 'l pasa l'angrasa!'

Polenta 2000 g 14630 j/g 29260 kj
Vitellone 500 g 3936 j/g 1968 kj
Salciccia suino 350 g 14320 j/g 5012 kj
Puntine 760 g 16710 j/g 12700 kj
Aringhe 275 g 8836 j/g 2430 kj
Cioccolato 200 g 22000 j/g 4400 kj
Grana 164 g 16290 j/g 2672 kj
Gongorzola 610 g 14860 j/g 9065 kj
Burro 100 g 29980 j/g 2998 kj
Vino 2000 g nc nc
Vov nc nc nc
TOTALE 4959 g nc 70505 kj
Tabella contenuto calorico
Quindi, mangiando in 2 ore si ottengono: 70505 kj / 7200 s = 9792 = 13.31 HP
E fatte le opportune conversioni non si paga neppure molto di bollo... peccato che la marmitta non sia ecologica.
FINE

Keyser Soze


Chi è Keyser Soze?

/*Who is Keyser Soze?*/  
keyser soze «La leggenda affascinate di Keyser Soze. Riporto la mia traduzione dalla sceneggiatura originale più che il testo del film... visto che non sono mai riuscito a rivederlo...»
 

Last modified: Gen 29, 1998 (Created: Gen 29, 1998)
Location: http://paris6969.altervista.org
Feedback: paris6969@altervista.org

Tutti i contenuti di paris6969.altervista.org sono proprietà dell'autore paris6969@altervista.org e sono protetti dalle leggi italiane ed internazionali relative ai diritti d'autore (copyright). Non possono essere utilizzati in tutto o in parte.

Chi è Keyser Soze?

-Keyser Soze non esiste -There' is no Keyser Soze
Chi è Keyser Soze Who is Keyser Soze
Si crede che sia Turco. Qualcuno dice che suo padre era Tedesco. Nessuno crede che sia esistito veramente. Nessuno lo ha visto o conosciuto qualcuno che abbia mai lavorato direttamente per lui, ma a sentire Kobayashi, chiunque potrebbe aver lavorato per Soze. Non si può sapere. Questa è la sua forza. La beffa più grande che il Diavolo abbia mia fatto è stato convincere il mondo che egli non esista. Una storia che i ragazzi mi raccontarono -storia in cui credo- riguarda il suo periodo Turco. C'era una insignificante gang di Ungheresi che volevano crearsi il loro traffico. Si convinsero che per essere potenti non sono necessarie armi o soldi o buoni numeri. È solo necessaria la volontà di fare ciò che gli altri non vogliono. Dopo un certo periodo essi divennero potenti, e vennero quindi dopo Soze. Ci volle poco tempo, sotto l'effetto di droga si dice... -He is supposed to be Turkish. Some say his father was German. Nobody believed he was real. Nobody ever saw him or knew anybody that ever worked directly for him, but to hear Kobayashi tell it, anybody could have worked for Soze. You never knew. That was his power. The greatest trick the Devil ever pulled was convincing the world he didn't exist. One story the guys told me - the story I believe - was from his days in Turkey. There was a petty gang of Hungarians that wanted their own mob. They realized that to be in power you didn't need guns or money or even numbers. You just needed the will to do what the other guy wouldn't. After a while they come to power, and then they come after Soze He was small time then, just running dope, they say...
-Andarono da lui nel pomeriggio in cerca dei suoi affari. Trovarono la moglie e i figli in casa e decisero di aspettarlo. -They come to his home in the afternoon looking for his business. They find his wife and kids in the house and decide to wait for Sate.
Egli arrivò trovando la moglie violentata e i bambini piangenti. Gli ungheresi sapevano cosa Soze stesse pensando. Non sembrava preoccupato. Quindi gli dissero quali erano le loro intenzioni. -He comes home to his wife raped and his children screaming. The Hungarians knew Soze was tough. Not to be trifled with. So they let him know they meant business.
-Gli dissero che volevano il suo territorio -tutti i suoi traffici. Soze guardo in faccia la sua famiglia... Quindi fece vedere a questi uomini come fosse veramente. -They tell Soze they want his territory - all his business. Soze looks over the + faces of his family... Then he showed these men of will what will really was.
D'un tratto, Soze estrasse una pistola e ne colpì quelli coi fucili. Si volse quindi verso l'uomo che stava tenendo suo figlio.
L'uomo stava per tagliare la gola al bambino, aveva appena inciso quanto basta per far uscire il sangue.
Soze sparò.
L'ungherese sgomento vide il bambino cadere dalle proprie braccia.
Soze puntò quindi la pistola a figlio successivo, e al successivo e al successivo. Uccise i suoi figli uno ad uno di fronte all'Ungherese.
Suddenly, Soze pulls out a pistol and shoots the two men with guns. He turns and aims at the third man holding his child.
The man threatens to cut the child's throat, slicing just enough to draw blood.
Soze fires.
The stunned Hungarian watches the child fall from his arms.
Sate turns the pistol on the next child, then the next and the next. He kills his children one by one in front of the Hungarian.
-Gli disse che preferiva vedere la famiglia annientata che vivere un altro giorno ancora dopo questo. -He tells him he would rather' see his family dead than live another day after this.
Soze raggiunse la moglie, pesta e piangente sul pavimento e le sollevò il capo. Ella gli diede il più stranito sguardo. Comunque di fiducia, carico di paura e umiliazione.
Le puntò la pistola tra gli occhi e fece fuoco.
SOZE walks over to his wife, crying and beaten on the floor and holds up her head. She gives him the strangest look. One of trust perhaps, saturated with fear and humiliation.
He puts the gun between her eyes and fires.
-Lasciò l'ultimo Ungherese libero, e questi fuggì. Aspettò finché sua moglie e i suoi figli furono seppelliti e partì per terminare il lavoro. Uccise i loro figli, uccise le loro mogli, uccise i loro parenti e gli amici dei parenti. -He lets the last Hungarian go, and he goes running. He waits until his wife and kids are in the ground and he goes after the rest of the mob. He kills their kids, he kills their wives, he kills their parents and their parents' friends.
-Bruciò le case dove vivevano e i luoghi dove lavoravano, uccise la gente che dovevano loro dei soldi. E fatto questo se ne andò. Sottoterra. Nessuno lo ha più visto. Divenne un mito, una storia che i criminali raccontano ai loro figli la notte. Se tu .......... E nessuno veramente ci crede più. -He burns down the houses they live in and the stores they work in, he kills people that owe them money. And like that he was gone. Underground. No one has ever seen him again. He becomes a myth, a spook story that criminals tell their kids at night. If you rat on your pop, Keyser Sate will get you. And nobody really ever believes.
-Tu gli credi, Verbal? -Do you believe in him, Verbal?
-Keaton dice sempre: 'Io non credo in Dio, ma ho paura di lui.' Bene. Io credo in Dio, e la sola cosa che mi atterrisce è Keyser Soze. -Keaton always said: 'I don't believe in God, but I'm afraid of him.' Well I believe in God, and the only thing that scares me is Keyser SOZE.
FINE

Passione alcolica


Passione alcolica

/*Alchool addiction*/  
alcol alcolismo «Il mio vero vizio è il mangiare. Il bere è secondario e per lo più legato a... ma a cosa? Ai ricordi. A certi ingloriosi ma educativi ricordi.»
 

Last modified: Jun 11, 2004 (Created: Gen 27, 1998)
Location: http://paris6969.altervista.org
Feedback: paris6969@altervista.org

Tutti i contenuti di paris6969.altervista.org sono proprietà dell'autore paris6969@altervista.org e sono protetti dalle leggi italiane ed internazionali relative ai diritti d'autore (copyright). Non possono essere utilizzati in tutto o in parte.

Alcol senza Alcolismo

Astare da Qui non è condizionato dall'alcolismo, ma può citare edificanti episodi in cui l'alcol ha significativamente influito sul suo comportamento e percezione della realtà e dignità. In questa sezione della mia opera, vi parlerò di come ci si possa ridurre qualora si abusi del proprio stomaco. Non è necessariamente una sensazione sgradevole... all'inizio, ma chi non ha mai maledetto quel ultimo bicchierino... il cambio di vino... l'aver preso freddo al pancino... aver mangiato quegli strani antipasti... comunque sia è sempre troppo tardi!



La mia prima volta

/*The first occourence*/ Dunque... so di gente che ha deciso risolutamente la prima volta in cui andare fino in fondo, anzi, fino a 'oltre' il petting... Io invece ho dimostrato la medesima tanta presenza d'animo con l'alcol!
Non so con quanto anticipo, ma ricordo che la sera stessa in cui avevo dato l'orale della maturità ero ormai pronto e deciso.
Avevo cercato la complicità dei miei compagni di squadra, quella del pallone, e guarda che caso, quella famosa sera doveva esserci una festa a casa di uno di questi amici. Avevo cercato di entusiasmare tutti quanti riguardo la splendida occasione per perdere la mia verginità, e tutti mi avevo garantito un entusiastico appoggio.
Quella invece... mi lasciarono... solo!
Arrivai lì da solo, non ricordo in che modo... penso in bicicletta. Loro erano già lì... avevano giocato a pallone, io non vi ero andato... Perché? Caspita ho un buco nella memoria... Ue' mica ho perso qualche sinapsi quella sera?
Cominciai con la birra e qualche salatino. Avevo comprato uno di quei bidoni da 5 litri e avevo anche preso lo 'spinatore'. Bevevo e mi guardavo attorno, ogni tanto qualcuno mi chiedeva qualcosa del mio esame, ed io raccontavo... e poi mi guardavo attorno ancora e cercavo qualche complice... ma nessuno sembrava essere interessato alla birra... Insomma... una delusione!
Arrivò la pizza, qualche altra diavoleria estiva... ed io perdevo sempre più la convinzione di insistere da solo... eppure erano già tutti compagni di bevute! Per esempio ricordo al mare il mio primo litro di birra... ricordo che costava cinquemila lire... e a Qui in qualche posto anche quattromilacinquecento!!! Uh!... ricordo l'effetto sulla diuresi!!! Eh, eh, eh... dalla passeggiata al disopra del livello dei tetti delle cabine e attraverso le balaustre, giù sulla spiaggia dei bagni 'Villa Ida'!
Ero fermo a quelle bevute lì, 'da camerata'...
Quella sera... niente! ...Anzi mi sentivo anche un poco escluso: io ero lì con una maturità superata... con il mio progetto sulla verginità epatica. Credo comunque di averne bevuti un paio di litri di quella buona. Ma la sera conviviale finì ed io ero ancora lucido.
I veri amici compaiono nel momento del bisogno...
Quando tutti se ne andarono, rimanemmo io, il padrone di casa, e due cari amici... uno era un po' un bastardo... e se ne approfittò... anche se devo ringraziare lui se posso dire che la prima sbornia non si scorda mai!!!. Dunque. Io avevo cominciato, un poco alticcio a lamentarmi del fatto che mi ero ritrovato da solo come uno stronzo a bere... e... toh! Salta fuori una bottiglia di grappa... buona sta grappa... ed ecco il gin! ...Questo no... prende un poco lo stomaco pur essendo meno secco di una buona grappa... e guarda qui! ...Il latte di suocera! ...Ptui! Che schifo!!!
Il gioco lo capii sono qualche mese dopo, quando si tornò sull'argomento: il bastardo mi aveva fatto assaggiare non senza malizia tutto il bar di casa.. e io giù a bere... Ricordo solo il televisore acceso... e poi di essermi esibito nelle mie famose cinquanta (50!) flessioni sulle braccia consecutive... poi più nulla... o meglio... ricordo di essere stato su una moto... poi un prato... poi nient'altro che la vomitata mattutina...
Ricordo poco ma il divertente c'era stato però!!! Pare che confidai agli altri tre, tutte le mie passioni femminili, tutte le mie preferenze in ogni campo... poi di essere stato riaccompagnato a casa sul retro di una moto sostenuto dal conducente di un'altra, ed altri equilibrismi del genere... Immaginatevi se non deve essere stato divertente! ...per gli altri: io non ricordo nulla!


A natale

/*At christmast eve*/ Molto bella anche questa...
Si andava all'epoca, alla Veglia di Natale in una chiesetta di un paese vicino. Si conosceva parecchia gente, e al termine della funzione ci si ritrovava a fare una scarna baldoria a base di pandoro e panettone. C'era anche da bere... ma di vero spumante ce n'era ben poco... al suo posto c'era del moscato... che pagandolo meno di una bottiglia di acqua minerale non poteva certo essere indicatore di una grande qualità...
C'erano le chitarre e si canticchiava... l'atmosfera era veramente cordiale... e se quel vino costava meno dell'acqua, io ne bevvi in misura inversamente proporzionale. Ok... tornammo in città e andammo a casa di uno di noi a fare non so cosa... credo mangiare?!
Vomitai nella vasca da bagno. In questa occasione imparai quanto sia utile che qualcuno ti regga la fronte per espletare lo svuotamento gastrico...
Poi uscimmo e facemmo un giro in centro... andammo di dove si ritrovava la compagnia della ragazza di uno di noi... Vomitai contro la colonna del palazzo di fronte alla profumeria...
Evidentemente non dovevo stare molto bene... Cercammo allora un bar aperto... e lo trovammo. Feci la mia seconda grande scoperta della serata... quando si ha nausea, il caffè con sale e limone è molto salutare... Vomitai alla base di un albero del distributore nella piazza. Poi basta.


A pasqua

/*At esthar eve*/ Scusate un attimo, ma al momento non ricordo... Perché mai avrei dovuto ubriacarmi a Pasqua?


A capodanno

/*At new year's day*/ Non toccò a me. Anzi... io da bravo verginello, cercai di ubriacarmi, ma mi venne presto la nausea e mi fermai. Non ne avevo mai bevuti, ma solo visti fare in TV i cocktail... e così con un amico ci dedicammo per la maggior parte della serata a fare misture con quello che il bar della casa che ci ospitava poteva offrire.
Eravamo a casa di un amico, eravamo in tanti, e quindi dovevamo dormire un poco come capitava. Io mi ero buttato per terra, sulla moquette con il mio sacco a pelo, come vi dicevo, più per la stanchezza che per quanto avevo bevuto. Il mio compare di sbronza mi stava vicino.
Ho solo dei ricordi confusi; ricordo solo un poco di concitazione... e poi che mi invitarono a spostarmi... Era una bella moquette, rossa... si era formato un laghetto di forma irregolare, di una specie di minestrone... una pappetta direi...


In montagna

/*In the mountain*/ Di questa mi vergogno un poco. Ero andato via da solo, in vespa. Era un periodo un poco privo di serenità, quello.
Prendo la vespa e parto. Non avevo nulla con me, solo gli scarponi ai piedi, e uno zainetto vuoto. Il tutto non era pianificato, solo che arrivato a Borgosesia anziché tirare dritto mi infilo in un supermercato. Compro solo tre confezioni di bottigliette: 4 Ceres, 4 Guinness, 3 ...boh, quelle rossicce di malto di whisky... insomma, fatti i conti c'erano 1.33 più 1.33 più 1.00 uguale 3.66 litri di birra. Fosse stata benzina con la vespa avrei fatto 70 km.
Arrivo in fondo alla strada della Valle di XXX, e attacco il sentiero. La posizione della meta è un poco complicata da spiegarvela. Diciamo che sapevo che una certa cima era raggiungibile da due valli distinte, ed uno dei due percorsi lo avevo già effettuato. Avevo controllato sulla cartina il nuovo tragitto e avevo scoperto che c'era un rifugio alla base della salita. Decisi di raggiungerlo prima del crepuscolo. E' un giorno feriale, e nonostante sia estate spero di non incontrare nessuno.
Arrivo molto più tardi di quanto avessi previsto, ma il rifugio è vuoto. Questo è situato ancora nel fondo di una valle piuttosto ampia, che pare prosegua ancora per molto. Faccio un sopralluogo appena oltre il rifugio e trovo subito una biforcazione e la segnalazione per la mia meta, che getta decisamente sul versante destro. Seguo il sentiero come posso con lo sguardo, e raggiunta la cresta proseguo, fino a riconoscere la cima. La valle e dolce, con un bel prato e qualche grosso masso disseminato a casaccio senza costituire nessun ostacolo per il passaggio. C'è anche il corso di un ruscelletto che devo attraversare per proseguire. Vi getto le bottiglie per rinfrescarle ed entro nel mio ricovero.
Ampio, di soffitto alto, da un lato in un angolo, i tavolacci coi materassi di plastica e una montagna di coperte, al centro un tavolo, le panche e dall'altro lato il camino, che accendo. Alla sola luce della brace e di una candela scrivo qualche sciocchezza sul libro del rifugio, e intanto mi scolo almeno due litri di birra accompagnati da patatine e fonzies. Mi addormento.
In qualche modo nella notte lo stomaco si rivolta, e rovescia il contenuto sulla plastica dei materassi. Io sono distrutto e mi riaddormento li accanto. Solo il giorno dopo mi rendo conto coscientemente di cosa è accaduto. Copro la mia opera con le coperte e parto seduta stante lungo il sentiero nella direzione da dove ero provenuto il giorno prima.
Lungo il sentiero incontro dei gitanti. Sono dei veri escursionisti: camicia a scacchi e pantaloni alla zuava. Un poco mi dispiace per ciò che troveranno... ma non abbastanza.



Al mare

/*In the seaside*/ Era l'epoca in cui al mare, con cinquemila lire ti davano il boccale da un litro, più le noccioline. Il cameriere ce ne portò uno ciascuno al tavolino sul lungo mare. Dal tavolino vicino dei tedeschi ci videro e fecero un gesto di saluto alzando il loro e sorridendo. Era il mio primo boccale. Birra ne avevo già bevuta, anche in quantità, ma...: quella era la cerimonia del boccale!
Molti camerieri la conoscono bene. Ricordo quell'altra volta a Casale in cui qualcuno di noi al momento di ordinare esitò un attimo: -Dai! Si era detto tutti quanti!
-Eeeh no eeeh! Se non lo vuole non lo vuole! Stasera ho dovuto già pulire due tavolini per gente che ci vomita sopra!- ribattè il cameriere...
Tornando ai boccali posso ancora citarvi la ricerca del locale con la birra più a buon mercato... per esempio, a Qui davanti al 'circolino' costava quattromila con noccioline, ma la qualità era sensibilmente inferiore a quella fornita in quelli da cinquemila. Al mare era più buona, evidentemente c'erano i tedeschi da soddisfare, e questi pretendevano un livello qualitativo. A volte c'erano le noccioline a volte no, e siccome sono abbastanza indispensabili, il doverle pagare a parte elevava il costo complessivo della serata. Anche questo rientrava nei criteri adottati per la selezione del locale.
Quella sera bevemmo con calma, come si usa nelle cose fatte per la prima volta e riguardo le quali non si conoscono esattamente i propri limiti. Con quella gradevole euforia da bevuta estiva ci avviammo a piedi verso Laigueglia lungo la passeggiata. Era ormai notte fonda, pochi ci tenevano compagnia. Ricordo un effetto che mai più si ripeté così vistosamente: la reiterata minzione dietro i lampioni.
Ed ecco uno strano rumore. Dovete sapere che tra i due paesi della riviera dei fiori la spiaggia si stende con solo una breve interruzione, dove è la spiaggia libera. In quel tratto, privo di stabilimenti balneari, può capitare che la notte si fermino a dormire dei giovinastri in sacco a pelo. Noi si stava giovialmente scherzando quando... tra un'onda e una risacca colgo degli strani rumori. Mi fermo, taccio gli altri. Sono dei sospiri? Il piano stradale, lungo la disabitata litoranea è due metri al disopra del livello del mare, tanto che sfruttando lo sbalzo della strada si trovano delle specie di cabine. Mi appoggio alla balaustra e non vedo nulla. Guardo in basso e che ti vedo? Due chiappe saltellanti, due gambe e il viso di una ragazza che si accorge di me e comincia ad urlare. Via, via... via, anche se sarebbe stato più divertente fermarsi a provocare i due, nudi come vermi che in fin dei conti... che potevano farci?


Per interposta persona

/*By mean of other person*/ Volevo festeggiare non ricordo più cosa... ero stato prima a Berlino e poi qualche mese convalescente, quindi c'erano almeno due ragione per festeggiare, e invitai gli amici per bere un poco.
Avevo imparato dalla prima esperienza che era possibile produrre il burro agliato con sale, e dalla seconda ad organizzare qualcosa per veder qualcuno ogni tanto... ma su questo ultimo aspetto della faccenda forse varrebbe la pena di spendere due parole... ma due sono troppe... facciamo una... quella che ho detto.
La storia del burro è semplice, se ne benedice un poco di pane e poi si beve birra... se ne benedice un poco di pane e poi si beve birra... se ne benedice un poco di pane e poi si beve birra. In mio amico, mio omonimo, ha prevalso il secondo aspetto e alla fine si è ubriacato... di burro salato con aglio. Io non mi ricordo dove ero stato... forse perché a mia volta in eccesso di birra... ed un mio altro amico (che poi ha dato anni dopo le dimissioni assieme a me... le dimissioni come il destino unisce... e separa...) arriva e dice: -Il tuo amico omonimo ti ha rifatto le piastrelle del bagno.
-In che senso scusa? -...avrà centrato almeno la vasca da bagno pensai...
-In effetti è l'unica cosa che non ha centrato...
Io mi sono voltato dall'altra parte ed ho continuato a bere la mia birra. Era moderatamente tardi e le zanzare non c'erano più, di là c'erano gli amici... 'Ci penserò domani' pensai con incredibile signorilità.
La notte se ne andarono ovviamente tutti, ed io rimasi lì con il peso dell'enorme incombenza...
Tergiversai un poco... spostai qualche bicchiere dal tavolo al lavandino, qualche sedia, un poco di cartacce... Alla fine assecondai il senso di dovere ed entrai nel bagno. Ero preparato a quella che immaginavo essere una delle viste più apocalittiche della mia vita. Aprii la porta con circospezione, non volevo che il raccapriccio mi potesse indurre alla nausea....
Già mi prefiguravo l'odore... gli schizzi sulle pareti... il pavimento e le ceramiche... Intanto che pensavo la porta si stava schiudendo sempre più... ma nulla.
Sulle prime pensai di non vedere bene... l'ebbrezza... la penombra... ma poi avanzai verso la vasca da bagno... ma ancora nulla... nulla di nulla... il bagno era lindo: ...gli amici nonostante tutto servono a qualcosa.
Il mio omonimo è ancora mio amico... ma è convinto che non lo abbia più invitato per 2 anni dopo l'incidente.


Per una donna

/*For a woman*/ Hai voglia! Non ho mai capito chi riesce ad ubriacarsi pensando ad altro. Come non capisco chi fuma.


Per un lavoro

/*For a job*/ Si può festeggiare quando si consegnano le dimissioni?
Ci ritrovammo in tre a darle. Via dal paese e festeggiamenti in città, a Qui subito dopo il lavoro. Il periodo del preavviso è singolare. Si lavora con le cadenze solite ma ci si sente straniati da qualsiasi routine. Nell'euforia ci si apre a qualsiasi travolgente esperienza... come cercare una cotoletta con rucola per Qui. Molto vino. Poi alla baracchetta della stazione, diventata in quegli anni ritrovo trendy specializzato in cocktail sudamericani, ma anche tradizionali. Sapete fare il Martini dry? Si toglie dalla ghiacciaia il gin, si riempie lo shaker di ghiaccio e si versa un poco di vermouth e si shakera. Buttate via il vermouth e mettete il gin. Buttate via il ghiaccio e versate. Unica concessione: una oliva verde.
Al termine della serata nessuno si pose il problema di stabilire chi potesse guidare. C'era però da andare a riprendere la macchina al paesello. Il senior al volante, io di dietro, il junior accanto al guidatore.
A metà tragitto il junior avanza la richiesta di accostare. Eravamo nella circonvallazione di Tronzano. Lo guardo scendere dall'auto e subito piegarsi in avanti per far scendere quanto di fetido il suo corpo volesse espellere. A tale vista mi getto in avanti per gettare anche io a mia volta il contenuto interiore. Il senior resiste. Si riparte per un nuovo lavoro.


Per sbaglio

/*For a mistake*/ Beh, la storia è molto semplice. Facevo da barman, e non essendo esperto, dovevo assaggiare ogni cosa che facevo prima di offrirla.
Si era mangiato una pasta fredda con olive, capperi e pomodorini, di quelli sfiziosi. Sai di quelle belle paste, un capolavoro, che quasi dispiace di non poter più vedere dopo ingurgitata. Sarà per questo che inconsciamente avrò desiderato di degurgitarla per intero.
Da bere invece c'era gin con mistura di succo di frutta esotica, quello con le palme, le spiagge e i tonni del pacifico. La ricetta è semplice: si mischiano i due componenti... accidenti... non so in che misura... sarà per questo che dovevo procedere per tentativi... Ma non deve essere la procedura corretta...
Ma come cazzo fanno i professionisti?
FINE

Tonsille in Ospedale

Tonsille

/*Tonsils*/  
tonsille ospedale «Ospedale: vari incidenti e almeno una operazione: asportazione di ovaie, piegatura del ginocchio, sturatura del naso. Tonsille
 

Last modified: Gen 25, 1998 (Created: Gen 25, 1998)
Location: http://paris6969.altervista.org
Feedback: paris6969@altervista.org

Tutti i contenuti di paris6969.altervista.org sono proprietà dell'autore paris6969@altervista.org e sono protetti dalle leggi italiane ed internazionali relative ai diritti d'autore (copyright). Non possono essere utilizzati in tutto o in parte.

ukEnglish version

Tonsille: Giorno 0

/*O day*/ tonsille Beh, ho conosciuto una bionda... scura... rossa cioè... o castana? E basta!
Devo forse rendere conto di questo? È poco, ma lei è divertentissima, simpaticissima, ha raccontato delle cose divertentissime tipo che lei ha comprato un paio di scarpe per andare a correre poi è andata a correre...
Ho guardato fuori dalla finestra e c'era un padiglione in ristrutturazione e ho pensato 'ma pensa sti cazzo di muratori, come cazzo fanno, cazzo! Come fanno a dire: -questo non viene giù se ci passo su- oppure -questa non crolla se ci passo sotto. Loro vedono qualcosa che io non vedo. E allora ripenso a quelle volte che un mio amico corteggiava delle donne che sostanzialmente erano dei mostri, tanto che su centinaia di occasioni solo una volta gli ho sentito dire -ma questa è al di la di ogni tentazione!- Cosa vedeva lui che a me era celato? C'è una struttura sotto un edificio che il muratore conosce bene. Senza palpare le pareti, solo dalla posizione delle finestre, dei balconi. dei longheroni del tetto riconosce i pilastri, le travi e i solai. Io come muratore posso analogamente osservare una donna. Da ciò che cerca di nascondere o che mette in mostra posso scoprire la dimensione del polpaccio, la consistenza del seno o la costituzione del tronco. Dovrei fare il chirurgo plastico, stilare un capitolato per la ristrutturazione se non addirittura il restauro di femmine, fare un sopralluogo con dei saggi vari ed emettere delle specifiche.
Più lontano, sull'orizzonte, si stagliano le montagne. Come primo giorno di mutua della mia vita non c'è male. Fossi stato studente sarei laggiù, forse in Vespa, con un sigaro e la macchina fotografica nel bauletto. Il cielo è nero e basso con le nuvole che schiacciano l'aria a terra provocandone una apparente espansione che agita i teli del cantiere.
Una di sinistra. Possibile? Esistono ragazze di destra? Iu-uu? Ragazze di destra?!?! Tutto sembra eterno mangiare alle 11.30, mangiare alle 17.30. Certo che in questo modo l'eternità passa anche in fretta... volendo. È pure certo che se non avessi trovato di che disperatamente corteggiare non sarei sopravvissuto fino alle 20.30 avendo letto appena metà libro. Per esempio cerco di attirare la sua attenzione su di me brindando con un pappagallo spumeggiante, oppure servire uno sformato di marroni scoperchiando una padella piena. Non sortisco alcun effetto. Svogliato finisco il libro leggendo una pagina ogni dieci, poi di slancio mi volto e affondo la faccia nel cuscino. Mi addormento.
Accidenti, cerco di raccontare qualcosa, ma qui sembra funzioni tutto quanto.
Le faccio una puntura, si tolga tutto, si metta questo e via, pur raccomandando di tenere le braccia lungo il corpo sotto le coperte della lettiga. Esco da ORL e vado veramente in Ginecologia! Ue', calma! Non mi sono preoccupato dei timbri, o dei pezzi di nastro adesivo con sopra scritto: TONSILLE! Lungo il tragitto me ne pento: -Tonsille mi raccomando! e spero che come misura sia sufficiente.

Tonsille: Aneddoti

/*Edificant stories*/

1

La sorella della moglie di un mio amico era entrato in sala operatoria sulla lettiga d'ordinanza, ed era stata parcheggiata in un angolino. Intervento previsto: tonsillectomia. Non rompete i coglioni: a 25 anni l'operazione si pratica in anestesia generale e quindi è richiesta una vera sala operatoria. L'intervento precedente non era ancora completamente concluso, e ciò costituì un elemento perturbante per l'ansia di una neofita della narcosi. La sua presenza era del tutto ignorata fino a quando il chirurgo si volta, e col grembiule macchiato di sangue le si avvicina e chiede al resto della equipe: -è questa a cui dobbiamo asportare un'ovaia?- Lei ebbe una crisi isterica e dovettero chiamare la madre per calmarla.

2

Il fratello di entrambi i gemelli amici miei ebbe un incidente simile al mio, anzi, lo ebbe dieci anni prima di me, quindi io ebbi un incidente simile al suo. L'iter fu il classico: operazione, mettere il gesso, togliere il gesso. Il gesso immobilizzava tutta la gamba, compresa l'articolazione del ginocchio, e caro lettore, tu m'insegni che immobilizzato e scarico, il tessuto cartilagineo della rotula si ingrossa bloccando il movimento. Ciò richiese a me una dolorosa e lunga riabilitazione, a lui invece poco più di una sedia.
-La prego signor F. si accomodi, appoggi bene la gamba su quest'asse, altrimenti le farà male... La sedia era una specie di poltroncina con un sostegno che permetteva di tenere le gambe distese. L'asse era dotata di una chiavetta che il dottore tosto levò, provocando la rotazione della cerniera e la caduta della gamba rimasta appoggiata solo fino al ginocchio. Il fratello di entrambi i gemelli svenne.

3

Il fratello di un mio amico, anche se conosco maggiormente il fratello che il mio amico, aveva problemi derivanti dal setto nasale deviato. Dopo una lista di attesa di qualche mese fu operato. Ora le cose sono effettivamente cambiate, il setto nasale occlude comunque la via rinoaerea ma ora si ritrova uno splendido nasino all'insù che gli dona tanto un non so che di francese...

Tonsille: Il momento topico

/*The topic moment*/ Vengo parcheggiato in un buffer ricavato in un archivio. Vedo i folderoni riportanti l'esercizio e il range dei numeri d'ordini delle pratiche. Non mi offendo per la collocazione, la puntura mi sta intorpidendo gradevolmente. Il locale è all'uscita della sala operatoria. Esce un mio collega di degenza. Ha gli spasmi e i lamenti incontrollati dello strascico dell'anestesia. Urla e ha subito il mio medesimo prossimo intervento... non mi fa piacere sentirlo: -colla bocca! colla bocca! altrimenti vomiti- L'infermiera o forse l'anestesista con buona pazienza cerca di istruirlo. Il personale qui è vestito di verde (perché poi?).
Entro in sala. L'altra volta avevo pregato che non avvenisse nello stato di veglia: l'altra volta fui introdotto e mi vennero applicati gli elettrodi e le sonde per il controllo delle funzioni vitali. Quel suono ritmico era il mio, era quello dei film, e se cercavo di controllare il mio battito lui rispondeva prontamente: quel suono ero io, o meglio, la mia vita. Stavolta invece il suono non era il mio, proveniva dalla sala accanto, e poi sapevo che si sarebbe trattato di un intervento da nulla. Anche quando mi resi conto che era stata immessa la sostanza narcotica nel mio braccio, non mi aspettai che quelle dolci donne mi istigassero a parlare. Mi risvegliai con una piccola e morbida mano sulla mia. Pensai che era meglio che risvegliarsi cercando l'affetto di un anestesista con baffi e zoccoli bianchi.
Avete visto i dottori? compresi i primari, che si aggirano nelle corsie in zoccoli o ciabatte? L'unica concessione è quella della tinta, generalmente intonata alla camicia: bianca. Vi pare che un professionista con quel compenso in qualsiasi altro luogo gli verrebbe tributata identica credibilità? Vabbe' non mi sono trovato male: il monaco non è fatto dall'abito.

Tonsille: Primi postumi

/*First afterevent*/ Mi guardo in gola ed ho la stessa sensazione che ebbi quando entrai in un vero palazzetto dello sport, oppure la volta che mi affacciai sulla Alexander platz, oppure nel Comunale di Torino o tra i pali regolamentari di una porta o la piana di Sils Maria. Insomma nella gola v'era spazio per tre delle gole quale era la mia prima dell'intervento. Una misera solitaria ugola era lì desolata e un poco intimidita. Dio, mi sarà cambiata pure la voce, non bacerò più come una volta? Non ho dubbi invece circa le mie immutate capacità nel praticare rapporti orali...: Escluso!
Mando giù un pezzetto di ghiacciolo alla menta. Si, è ghiaccio. Alla menta? Beh, forse sarò suggestionato dal colore ma penso si tratti di un ghiacciolo alla menta. Non è ghiaccio freddissimo, ma io ne ho preso solo un pezzetto, sarà per quello... Mando giù un pezzetto di ghiacciolo al limone. Freddo, acquoso. Lo annuso. È come annusare del ghiaccio. Arriva il crema-nocciola di Pagni. È acquoso anch'esso. La sensazione è peggiore perché sa di crema annacquata, il peggio di ogni gelato che non sia un sorbetto. Chiedo che mi portino un pezzo di merda di cane... sapete, una di quelle belle schifose... ma l'infermiera blocca tempestivamente la mia richiesta perché è colpa del trauma dell'intervento.

Tonsille: Le frasi massime

/*Maximized words*/ Uscire dall'ospedale con i propri piedi è la cosa migliore... se li hai. Esistono altri due casi. Amputazione dei piedi, nel qual caso saranno posti in un sacchetto o una scatola (da scarpe) come collo a mano. Altro caso è uscire comunque senza piedi ma molto ottimismo. Nel qual caso la frase massima è da modificarsi in 'uscire con le proprie chiappe è la cosa migliore, se le hai'. È da ritenersi disdicevole uscire con i piedi davanti. Mentre uscire di galera con le chiappe davanti può voler dire altre cose, ma questa è un'altra storia'.
Tonsillectomia è una malattia che viene in ospedale: uno entra perché ha una tonsillite e ne esce con una bella tonsillectomia.
FINE

Dieta Scarsdale


La dieta che sgrassa i grassi

/*Sgrassdale Diet*/  
dieta grassi «È la storia del mio successo... ma è successo. Cioè, è stato qualche volta. Ma se non fosse successo ce ne sarebbe stata una sola di dieta per i grassi..»
 

Last modified: Gen 24, 1998
Location: http://paris6969.altervista.org
Feedback: paris6969@altervista.org

Tutti i contenuti di paris6969.altervista.org sono proprietà dell'autore paris6969@altervista.org e sono protetti dalle leggi italiane ed internazionali relative ai diritti d'autore (copyright). Non possono essere utilizzati in tutto o in parte.

ukEnglish version

Grassi a dieta

-Prova questa, io volevo provarla perche' il Merdi ha perso dieci chili e dice di non aver mai sentito fame. Solo restituiscimelo domani che devo riportarlo e sono gia' in ritardo.
Prendo il libro piu' per la fiducia in questa mia amica che per la fama dell'autore. Lo leggo, imparo l'arte e la metto da parte, faccio cioe' delle fotocopie di una piccola sintesi ricavata dai menu' di ogni giorno della settimana. Restituisco il libro e infilo le copie sotto una pila di libri.
Non so se vi parlero' mai dei miei trascorsi in Costa Azzurra, dovete solo sapere che era occasione per libagioni inaudite... Ma si va' questa ve la racconto... che poi ne vale la pena perche' fu la goccia che fece traboccare... la panza.

Le grill d'Attila

Si trattava di un locale di Cannes per il cui accesso era indispensabile la prenotazione. I termini del contratto erano semplici ed efficaci: 150 F. in cambio dell'uso dei locali per 3 ore e mezza. Il contratto prevedeva quindi la disponibilita' per un utilizzo normale di:
  • posto tavola apparecchiato;
  • spiedo lungo 60 cm;
  • bracieri a gas e pietra lavica in comune;
  • tavolata lunga 10 m cosparsa di piatti di carne di varia qualita' mantenuti colmi;
  • tavolata lunga 10 m cosparsa di piatti di verdura di varia qualita' mantenuti colmi;
  • tavolata lunga 10 m cosparsa di piatti di dolci di varia qualita' mantenuti colmi;
  • tavolata lunga 10 m cosparsa di salsine e condimenti di varia qualita';
  • distributori di birra, bibite, acqua, vino, caffe', pane;
  • un addetto in grado di cuocere la verdura alla piastra al modo saraceno (?).
Per spiegarvi bene lo stato della mia panza vi diro' che appena entrato nel locale mi appropriai dello spiedo del tavolino adiacente occultandolo subito sopra uno dei bracieri. Non fu facile, anzi, fu dura. Cedetti dopo 3 ore.

La linea d'ombra

Il giorno dopo l'alba per me non fu' l'inizio di un giorno qualsiasi.
La casa dove eravamo ospiti era stata venduta. Il nostro anfitrione voleva che ogni residuo dello spirito dell'originario proprietario potesse essere assorbito e negato a quello nuovo procedendo alla disinfestazione mezzo crapula, al modo in cui in passato si sarebbe cercato di disinfestare un ambiente bruciando dello zolfo. Si tratto' di un barbeque tradizionale, comunque abbondante, ma fu la stretta sequenzialita' con la cena del giorno precedente dal barbaro che mi stremo'. Fumando un sigaro, ricordo bene, guardai il mare, allentai la cintura oltre al foro che gia' mi permetteva di tenere slacciato il bottone dei pantaloni, e mi riproposi: faro' la sgrassdale!

Dieta

Beh! Ridendo e scherzando arrivai fino a 72 kg. Posso pero' elencarvi tutto cio' che puo' ostacolare una dieta delle piu' pratiche e scontate nel meccanismo.
  • Cenare con dei simpatici amichetti. Gli amichetti in oggetto prepareranno per loro du' spaghi, equivalenti a circa 300 g di pasta a testa. Il sugo e' costituito da mezzo chilo di pancetta affumicata a pezzetti che viene rosolata per circa un'ora neo propri umori, magari con un rametto di rosmarino e alloro. Si aggiunge quindi panna da cucina coi rossi d'uovo fino a bagnarla grondante. A voi tocchera' quella sera ovviamente il pollastro coi pomodori. L'atteggiamento degli amici e' il solito: "dai, assaggia" oppure "e che sara' mai?" oppure "tira fuori il cacciatorino che con questo pane fragrante appena sfornato mi arrapa da bestia".
  • Pranzare alle medesime condizioni con la variante del sugo con luganega mentre a voi tocca il tonno naturale, lo yocca e l'insalatina scondita.
  • Grande soddisfazioni invece derivano dalla serata di hamburger o bollito misto che puo' essere sciupata solo scoprendo che qualcuno ha preso per se due delle quattro polpette pensando che essendo voi a dieta non potreste permettervele tutte e quante.
Ue'. Perdere 12 kg senza fame sono pur sempre 12 kg!
FINE

Presentazione Riunione


Riunione e presentazione

/*Meeting and presentation*/  
riunione presentazione «Una riunione di lavoro seguita senza molto interesse. Eppure in una presentazione ci sono molti spunti per passare due ore senza pentimenti.»
 

Last modified: Gen 30, 1998 (Created: Gen 30, 1998)
Location: http://paris6969.altervista.org
Feedback: paris6969@altervista.org

Tutti i contenuti di paris6969.altervista.org sono proprietà dell'autore paris6969@altervista.org e sono protetti dalle leggi italiane ed internazionali relative ai diritti d'autore (copyright). Non possono essere utilizzati in tutto o in parte.

Presentazione e riunione

Il capo parla e parla e parla. Espone romanzandolo un poco il lavoro a cui partecipo ormai da più di due mesi. Io titillo il clitoride del portatile e il puntatore guizza, nell'ebbrezza di un lungo orgasmo, sulla parete dove un proiettore da una decina di milioni riporta le immagini dello schermo a cristalli seminali.
Una mano sbuca da dietro un grosso cartellone appeso sulla faccia rivolta all'esterno della nostra aula della vetrata del divisorio. Afferra le due cordicella della veneziana, aiutata dalla omologa evidentemente. Compie una curiosa operazione, tanto curiosa che pensavo essere l'unico a praticarla. Con grande accuratezza orienta le palette in modo da provocare la massima riflessione di luce sul soffitto, con l'evidente intenzione di provocare il massimo della illuminazione indiretta e uniforme.
Attraverso il divisorio costituente la parete opposta, intravedo invece una scatola lunga e sottile, abbandonata un poco inclinata di un albero di natale.
Ogni tanto c'è una opposizione. Stupida in genere. Sti pirla fanno resistenza, non accettano di doversi piegare alle novità, e quando inevitabilmente accadrà non impareranno la lezione, e creeranno problemi e intralci nuovamente.
FINE

Heidi Nietzsche


Heidi e Nietzsche

/*Adelaide e Federico*/  
Heidi Nietzsche «Federico voleva trascorrere gli ultimi anni della sia vita in engadina. Gli ultimi anni di senno? Vaneggiava quando si ritrovò al fine al centro della favola di Adelaide?»
 

Last modified: 17 Gen, 1998 (Created: 17 Gen, 1998)
Location: http://paris6969.altervista.org
Feedback: paris6969@altervista.org

Tutti i contenuti di paris6969.altervista.org sono proprietà dell'autore paris6969@altervista.org e sono protetti dalle leggi italiane ed internazionali relative ai diritti d'autore (copyright). Non possono essere utilizzati in tutto o in parte.

ukEnglish version

Heidi e Nietzsche

/*Adelaide e Federico*/ heidi

Nietzsche sosteneva che avrebbe speso tutta la sua vita tra tre localita'. Quali? Eh, eh, eh, lo sapete, lo sapete. Sils Maria e' una di queste.
Ma non tutti sanno che anche Heidi si espresse in toni simili: lasciando la baita e il grembo del nonno promise che avrebbe per sempre vissuto tra i monti che tanto piacere le procurarorno. Ma nonostante la notorieta' preferi' rimanere appartata, scelta appropriata per il carattere discreto e verecondo che tanto ci fece innamorare.
notorieta'
opera
Ritrovare Heidi vicino ad una stufa nella Svizzera piu' prossima all'italia, avere il suo numero di telefono, ottenere un suo documento autografo, e' stata una emozione indescrivibile. E quanta modestia nello scrivere, quella premura per noi italiani che potremmo non capire con quanto favore calcola il cambio-valuta, tanto da farci sorridere per tanta dolcezza.
dettaglio Usciamo dal locale del felice incontro e ci dirigiamo lungo la gelata piana verso gli austeri vertici del pensiero dell'ottocento: la dimora dell'Aquila.
Mi siedo e sorrido mentre vengo immortalato dal mio autista (il fatto di valicare due frontiere senza il bollo di circolazione mi ha suggerito di cercare di scroccare un passaggio). Che il grande Nietzsche non me ne voglia per la leggerezza con cui ricalco il suo calpestio con le mie terga. Ma la felicita' e' tanta.
casa nietzsche Heidi, Nonno, non vi dimentichero' mai.
FINE

Ti Vedo

Image
Image

Non fare quella faccia: ti vedo! ti vedo! Il Java fa veramente dei miracoli, ah ah ah... spegnilo la prossima volta, oppure indossa qualcosa per non renderti riconoscibile!
Come ho fatto? non credo che abbia molta importanza ormai... dona pure il tuo cuore al signore, ma il tuo culo tocca a me!

La troverai alla pagina Pubblica Gogna


Tutti i contenuti di paris6969.altervista.org sono proprietà dell'autore paris6969@altervista.org e sono protetti dalle leggi italiane ed internazionali relative ai diritti d'autore (copyright). Non possono essere utilizzati in tutto o in parte.

Pubblica Gogna


Pubblica Gogna

/*Pena: la Gogna*/  
gogna pena «Non fare quella faccia: ti vedo! ti vedo! Il Java fa veramente dei miracoli, ah ah ah... spegnilo la prossima volta, oppure indossa qualcosa per non renderti riconoscibile!»
 

Last modified: Gen 16, 1998 (Created: Gen 16, 1998)
Location: http://paris6969.altervista.org
Feedback: paris6969@altervista.org

Tutti i contenuti di paris6969.altervista.org sono proprietà dell'autore paris6969@altervista.org e sono protetti dalle leggi italiane ed internazionali relative ai diritti d'autore (copyright). Non possono essere utilizzati in tutto o in parte.

Pena: la Gogna

/*Public lubidrio*/ Il go-go-go-go-go-governo non mi tutela. Ho deciso di fare giustizia da me: pena la gogna. Ecco a voi documentati i più recenti tentativi di intrusione con l'indirizzo di origine.
FINE