Il Pistillo


IL PISTILLO
(Musica: P.Lasazio-A.Cabrio / Testo: E.Scapino)

Un'astrologa mi ha detto
ogni segno ha il suo difetto
per trovar l'uomo perfetto
devi bene valutare

Se vuoi il fuoco di un leone, di un ariete o sagittario
un minuto d'illusione, tutto in fumo se ne andra'.

Se lo cerchi intellettuale, la bilancia non ha eguali,
ma l'acquario ed i gemelli sono amanti eccezionali.

Se ti piace delicato, cancro e pesci c'hai azzeccato,
ma se incontri uno scorpione, stai attenta al pungiglion.

RITORNELLO

Segno per segno, cerco l'uomo della vita
oro scoprendo, con le stelle tra le dita
come le api, di fiore in fior
sto' cercando il mio pistillo
per fare l'amor.


Quell'astrologa ha capito
che non posso fare senza
io non voglio piu' un marito,
ma un bell'uomo di esperienza.
Non di certo un capricorno,
niente vergine quatt'orno,
lei mi ha consigliato un toro
meglio non ne puoi trovar

...ritornello

ORCHESTRA

Come le api, di fiore in fior
sto' cercando il mio pistillo
per fare l'amor,
sto' cercando il mio pistillo
per fare l'amor.

FINE

Emanuela Paolo


Intimità non per tutti ma per...

/*Intimacy not for all, but for...*/  
paolo emanuela «Analogie tra bagna e bagna e i suoi componenti e il consumo tra pochi e molti, e come le api tra i tavoli e il focolare.»
 

Last modified: 2 Gen 2002 (Created: 25 Nov 2001)
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Paolo ed Emanuela

Infine si parla di Paolo ed Emanuela, ma solo alla fine. Prima si parla di bagna cauda.

Bagna cauda

Di bagna cauda ho già parlato. Della mia preferita. Ma non sono un pavido pertanto vi ricordo che anche per la bagna cauda:
'Non sempre cambiare equivale a migliorare,
ma per migliorare bisogna cambiare'
Arriverò a parlare di bagna col latte!!! Falsi miti e leggende la vorrebbero meno spüsenta, ma secondo me solo i tori e le checche (queers and steer) la mangiano così. Concederò solo che si dica che quella canavesana sia una bagna per femminuccie. Le ragazze che non sono di buona compagnia a tavola non possono esserlo in macchina, a prima vista andrebbero pertanto evitate quelle che in macchina odorano di aglio, anche se solo del lardello dell'arrosto (di odore di lardello di arrosto non è mai morto nessuno se non l'arrosto stesso se arrosto morto). Ebbene io vi dico che è meglio una ragazza che odora di aglio e che sa guidare, cucinare e badare al focolare che una che puzza di sudore rancido, coi peli sulle orecchie e che disprezza la neve. La mangiano in Valle la bagna? Probabilmente mangeranno quella canavesana, quindi le montanare la mangiano canavesana. Essì che con le loro tisane benedette potrebbero digerire anche una bagna fatta da aglio e acciughe impastate sotto forma di poltiglia senza cottura nei grassi, ma non ci sono più le tisane di una volta.
La mia preferita non ha il latte. Fosse una ragazza avrebbe le tette piccole. Invece è una bagna e non ha il latte. La mia preferita è intimissima, invece quella canavesana rifugge l'intimità. Conta almeno 200 partecipanti, che di fatto costituiscono una comunità, antitesi dell'intimità. La mia preferita si consuma in due, la canavesana richiede la presenza almeno di un parente. Quella sera c'erano anche tutti i vicini nel raggio di un chilometro, che equivale a dire tutto il paese...
È confortevole una tale compagnia, oppure è solo ricca di suggestioni. Essì che anche io ho frequentato un paese, ma non ricordo che le cose andassero così. Intanto non c'erano le cenone di paese. E poi non c'era la bagna cauda. Ma questa sera era ricca di suggestioni, e richiamavano le mie ancora più remote ormai sopite. Ecco il 'circolo' di desana, ricordo vagamente una serata fumosa. Era un teatrino forse, tutti i mobili da ufficio in legno chiaro di cui si sentiva l'odore dell'impregnante. Le stampelle per le giacche anch'esse in legno. Un pianoforte verticale che non mi lasciarono tormentare. Oppure a Lignana in una struttura simile a quella della bagna. Non ero interessato per nulla alla serata, ma ero là a bere una bottiglia di aranciata san pellegrino con una foggia mai più replicata. Il circolo non esite più. Non esiste neanche il capannone di Lignana.
Il capannone ricoperto in tela è vicino al campo sportivo. Le macchine dei 200 partecipanti sono sul prato arrischiando l'impantanamento delle prime grandi rugiade autunnali.
Arriviamo in ritardo da Torino. Dal capannone fuoriesce il rumore della folla. Superiamo le due porte per creare un intercapedine, ed entrati si fa silenzio. Tutti gli altri ospiti prossimi all'ingresso si sono voltati e ci guardano. Stranieri. Potrebbe presentarsi lo sceriffo chiedendoci da dove arriviamo, chi cerchiamo, di posare le armi e di sparire all'alba perché nel 'suo' paese non vuole grane. Potrebbe addirittura offrirsi di accompagnarci al di là del ponte sul fiume intimandoci di non farci più vedere. Lo sceriffo non si presenta ed entriamo.
Ci accomodiamo che alcuni antipasti sono già stati serviti. Le tavole sono lunghe e percorrono longitudinalmente per l'intera lunghezza il capannone. Potrebbero essere 15-20 metri tra l'ingresso e il palco dell'orchestra. Il palchetto per il ballo non è agibile tanto lunghe e piene sono le tavole.
Eppure la serata deve essere ben guarnita visto che tutto attorno alle pareti di tela plastificata sfila una galleria di nomi illustri di orchestre e solisti... una fra tutte: Mal! Non so perché ma in genere i cartelloni delle orchestre di liscio li tratto con distacco. Li trovo sopratutto sulle pareti dei tornanti appenninici, dalla Liguria all'Emilia. Tipi e tipe sorridenti seguono nella fissità dello sgardo le auto che gli passano sotto il naso o i nasi, o davanti alle cosciotte delle cantanti esuberanti con la voce sfrontata di cui subisco il fascino e non posso mai resistervi.
Mi sento in mezzo al Piemonte ed ai ricordi. Il dialetto è famigliare ma non è il mio, ma le facce sono le stesse che si trovano nella pianura più ad est. Se vi ricordate ho altrove accennato che di convivi me ne intendo, frutto con le mie frequentazione di matrimoni piemontesi come fotografo (assistente fotografo)... In questo caso non mi sento semplicemente uno spettatore. A causa della bagna si è creato una sorta di rapporto con la gente di questo paese. Sono più propenso a vedere in coloro che mi stanno attorno i miei conoscenti di Trino, Asigliano, Lignana, Bianzè. Coi difetti e i pregi delle comunità ristrette, coloro che ritornano al paese vivendo in città, chi dal paese non se ne mai distaccato.
emanuela e paolo Emanuela e Paolo iniziano a suonare:
'...come le api, di fior in fior
stò cercando il mio pistillo per fare l'amor!'
(testo completo) Ma è ingenuità o poesia? :-) a me piace molto.
Iniziano le danze. Ma come competere con questi? Ma si mettono d'accordo? Si allenano assieme? Sono nati sapendolo fare?... Compiono evoluzioni eleganti con fino le palme delle mani intonate alla circostanza. Io mi muovo badando a non pestare i piedi della dama. Torno a sentirmi straniero, e un poco buffone, compreso compassionevolmente dalle partner di polca, valzer o tango violentate sul palchetto.
Lo spazio è angusto ma mano a mano che i primi tavoli vicino all'orchestra si vuotavano venivano smontati e rimossi per far posto ai ballerini.
Dopo il liscio cominciano i latini. Avviene una prima scrematura in base all'età. La selezione premia i più giovinastri quando si passa alla musica meno 'codificata'. Ma ormai è tardi e sotto tendone il libero cammino medio tra l'urto di due persone è pressoché infinito.
Gita in alto sul paese. Un santuario. Le luci della notte della pianura mi ricordano che non è la mia campagna, le macchine delle coppiette coi vetri appannati mi ricordano che l'aria umida si condensa sulle superfici che possono sottrarle calore. E che di notte, santuari o castelli, ci vuole coraggio davanti ai buchi.
L'intimità è stata quella di essere in 200.
FINE

Sud Francia


Francia del sud

/*Perdindirindina!*/  
francia sud «Gita nel sud della Francia, ma al di sopra di Milano, ad ovest ma moltissimo ad est dell'est. L'oceano e la soluzione americana al preservamento.»
 

Last modified: 22 Aug 2001 (Created: 9 Aug 2001)
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Putain!

/*Perdindirindina!*/ giro gita
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condom
condom
soulac
pamplona
perpignan
FINE

Onirismo Holmes


Onirismo lungo un Holmes

/*Onirismo long one Holmes*/  
onirismo holmes «L'onirismo misurato in Holmes è reale, perché ogni suo elemento è reale, la sua logica è logica reale, e il ricordo come il racconto e l'ascolto si verificano realmente.»
 

Last modified: 19 Aug 2001 (Created: 8 Aug 2001)
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Onirismo con John Holmes

Tornavo in residence a Torino. Ma a Torino c'era il G8 e mi muovevo tra gli incidenti simili a quelli resi noti dalla televisione.
Giungo al residence passando vicino ad un palazzetto dello sport in spoglio cemento e tutto buio. L'atmosfera è cupa, completamente diversa dalla zona centrale della città in cui si trova il residence. Mi avvicino all'ingresso, ma mi rendo conto che li di fronte stazionano dei ceffi che non mi piacciono. Entro ugualmente. Mi segue uno solo. Me lo ritrovo accanto nell'attesa dell'ascensore. Allo scopo di sviarlo e non rivelare il mio appartamento dichiaro di voler arrivare al quarto piano anziché il reale terzo... anche se io in realtà abito al 1o... Lui seleziona il piano, ma ci ritroviamo al sedicesimo (di un palazzo di due...). Un poco imbarazzato dichiara di aver sbagliato e si offre di rimediare.
L'ascensore nella discesa segua una curiosa traiettoria non verticale, bensì seguendo una specie di elica attorno al palazzo e poi attorno all'adiacente palazzetto dello sport, fino a raggiungere al piano terreno l'ingresso di un bell'ufficio illuminato con piante e poltrone il pelle. Il tipo mi saluta cordiale così faccio anche io con la fiducia che si concede ad un amico. L'ascensore arretra e segue la traiettoria precedente a ritroso.
Sono spossato o ubriaco. Entro al quarto piano nell'appartamento sbagliato. Non so da cosa lo capisco ma è l'appartamento di John Holmes. Entro in bagno e piscio. Piscio tutto fuori dal centro, credo con la volontà di orinare esclusivamente sulla tavoletta.
Poi me ne vado, probabilmente per l'appartamento giusto.
FINE

Io lavoro indefesso


Io lavoro indefesso

/*I work without interruption*/  
Tychy Polonia «Tychy: un posto dove non tutti lavorano, ma lavorano il giusto, il giusto dove non tutti lavorano. Ciò sta scritto in tutte le cartoline dalla Polonia
 

Last modified: 2 Dec 2001 (Created: 13 May 2001)
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Astare da Qui è stato in Polonia dove senza la interprete ha mangiato le aringhe ma ha conosciuto gli unni e il razionalismo urbanistico comunista di Tychy ma ha preferito il centro commerciale inglese.

Tychy (Polonia)

Le ragazze dell'est cominciano a Frankfurt ad essere gnocche. Anzi cominciano all'aeroporto di Torino.
Ci sono già stato all'est, nel 1989, quando stavano per tirare giù il muro. Qualche frammento l'ho preso anche io e i miei compagni. Il mio è in una teca impolverata, gli altri non so esattamente.. qualche frammento scambiato ad un'asta televisiva con degli orologi di multinazionale.
Oggi Polonia.
Ma oggi sono in aereo, con un Penthium 3 come bagaglio a mano, in roaming. Ieri su una regata weekend, una agendina, senza mai aver pensato di telefonare. Ho certo spedito cartoline ma anche oggi lo farò.
A pensarci bene, oggi guardo di più le teutoniche e le ragazze in genere.. chissà perché allora di meno.. tanto che non riesco a ricordare alcun invaghimento in quel viaggio, anche se ricordo quello che permaneva da anni in Italia.. ma che divo, erano almeno due, la seconda che stavo rimuovendo aveva all'epoca un fidanzato a Francoforte. Mi raccontava di come lui l'avesse fatta sentire donna (forse a differenza di me? (ma poi io all'epoca ero pochissimo malizioso seppur molto desideroso, ma la storia del 'farsi diventare donna', senza dire 'mi ha scopata' non posso tuttora comprenderla: se avesse detto 'mi vuole molto bene e tra le sue braccia mi sento bene' non sarebbe stato più chiara? oppure 'fa uscire la gatta voluttuosa che è in me' sarebbe pure stato più comprensibile. Da una confidenza ne era uscito un drammatico segno di quanto ossi inadeguato per una relazione con una ormai 'vera donna')).
Rotta per Katowice. C'è tra tanti occhi azzurri pure una hostess asian.. magari è pure polacca. È molto graziosa. Direi coreana o vietnamita, giacché sembra la prostituta di full metal jacket. Gratis si offre di darmi un panino con cetrioli e vino (sangiovese delle marche). Il consumo di superalcolici è invece fuori dalla norma.. che mi attenda una lunghissima serata?
ketowice aereoporto
All'arrivo in Katowice mi aspetta la passeggiata sul tappeto impregnato contro l'afta consegno una autocertificazione assieme al passaporto ad un poliziotto cupo dietro ad un vetro blindato. Ricordo che i Vopos di Berlino mi avevano più preoccupato.
E via! su una Fiat punto, sola all'altezza della mia uno nera priva di porta oggetti sulle portiere o di sportello per quello del cofano. Solo che a questa manca anche il ritorno delle frecce di direzione..
Lungo la strada per Tychy incontriamo macchine dalla qualità molto varia, marche di ogni paese, stili di guida dei più disparati, per lo più influenzati dalla necessità di risparmiare sul carburante e sul mezzo, visto che il primo costa praticamente come in Italia e il secondo è strenuato dai lunghi anni di utilizzo. Anzi, costano di più come ho potuto verificare. Ghigne brutte tutte uguali.. ma dove sono le famose ragazze dell'est?
Anche la strada è di varia qualità. Ce ne di due tipi. Quelle piccole e piatte, e quelle grandi coi solchi tipo tramvai. Non saprei quale preferire.
126 fsm Giungiamo all'albergo Corona di Tychy. Siamo di fronte ad un concessionario Iveco, ma subito oltre questo si stende l'immenso stabilimento FSP o FAP, o 'Fiat in polonia'. È su due piani e piccolino. È di costruzione recente. Il proprietario è un ex operaio degli stabilimenti e ci tiene compagnia in fase di raccolta delle comande al ristorante. Possiamo citare che contro ogni consuetudine locale tiene la cucina aperta fino alle 22. Ci può tenere molta compagnia visto che in linea al resto del paese, il servizio è molto tranquillo, lento.. anzi soporifero.
Arredamento semplice ma completo. Macheccazzo è il Fluoricin e il Baktericin? Sono due flaconcini nell'armadietto del bagno con le scritte in quattro lingue: polacco, rumeno, ungherese e polacco. Lo so perché ogni paragrafo inizia con la sigla nazionale della lingua. Ma non c'è alcuna possibilità che possa interpretare né i simboli delle iscrizioni, né il suono di quelle lingue del ceppo Slavo.
Non c'è la doccia ma la vasca da bagno. Questo non mi piace. Ma almeno non c'è la tenda carnivora... avete presente quella che per l'effetto della risalita dell'aria calda interna si contrae e avvolge colui che si fa la doccia?
L'entrata in stabilimento è facile con il documento per quelli italiani. Nel primo ufficio che frequento temporaneamente dopo pochi minuti entra una ragazza dagli occhi stupendi, le guance con fossette e uno splendido sorriso. È Barbara. Oltretutto parla anche italiano, ma un po' come la russa della televisione (ma era realmente russa allora?). Intendo quella che invitava gli ascoltatori a farle richieste audaci: 'Vuoi che tocco poppe?'. Ma questa ragazza è dolcissima.
Nell'ufficio ogni tot di ore si accende la filodiffusione. Qualcuno di noi ipotizza si tratti di una vecchia prassi comunista, ma potrebbe essere qualcosa invece apprezzabile e conquistato successivamente a quel periodo. È anche vero che quando inizia la musica in certi uffici si smette veramente di lavorare, così come alle 16,30 veramente tutti se ne vanno a prendere la corriera chiudendo le porte a chiave ed impedendoci di sostare in quei locali (ma figuriamoci se potevamo approfittare anche noi di quella pacchia...!).
Alla prima pausa vescicatoria percorro il corridoio alla ricerca del cesso. Incontro una porta di cesso con sopra un pallino... Uh? L'altra porta, porta un triangolino. Uuuuuh!!!! In quale entrare dando per scontato che volevo accedere a quello per uomini...? Come un esperto biliardante punto al pallino, ed allungando la mano sulla maniglia devo scansarmi per lasciare uscire un'impiegata. Con disinvoltura mi rifugio nel locale triangolo.
Il mattino mi godo i quattro Teletubbies in italiano, grazie ad un avanzatissimo satellite analogico. Poi riesco a guardare dei pezzi di sceneggiati sudamericani, cartoni animati giapponesi e telefilm con interprete unico che copre tutti i ruoli, dai bambini agli omaccioni, dalle donne al latrato dei cani.
Nota di costume: pubblicità di uno yogurt, raffreddato in vaschetta multimonodose con stecchino da passeggio. Il prodotto viene ciucciato allegramente da bambini sorridenti. Il problema è che la mia distorta mente da decadente capitalista vedo nello stecco e nella massa addensata cilindrico arrotondata uno yogurt pittosto ambiguo. Evidentemente all'est certe cose non si vedono.
I miei colleghi di Bielsko-Biala abitano invece all'albergo Vienna. Un vero hotel per occidentali... anche se con la mia permanenza in Polonia questo concetto ha sempre più perso significato, visto che tutti i segni mi hanno portato a concludere che il costo delle cose è esattamente quello nel resto d'Europa. Ci porta la birra una brunettona alta alta e snella snella con una faccia un poco esotica e decisamente appariscente.
vodka chopin Ci rechiamo in quello che ritengo il locale polacco migliore del trip. Disprezzo i colleghi che si vendono alla cucina italiana e mi lancio sul ginocchio di porco con crauti. Ma che profumo le tagliatelle ai funghi di ABxxx!!! ABxxx è italiano e si intrattiene un poco con noi. Il vecchio ci offre della Chopin.
Non credevo possibile pasteggiare a vodka, purché sia gelida ed eccezionalmente morbida come queste qua polacche. In 'occidente' la vodka è importata e prodotta con la finalità di ottenere un alcol neutro a 40-50 gradi. In Russia e Polonia invece, per quanto sia debole e sottile il suo aroma, è un liquore vero e proprio. A dire il vero il retrogusto che riesco ad avvertire mi ricorda il solvente delle lavanderie a secco.. ma la morbidezza di questo superalcolico è senza pari, anzi l'acqua gli è pari... Cibo, birra e vodka. No problem.
Il giorno dopo doveva attendermi una gran sorpresa, una gran prova, la mia interprete che doveva rivelarsi una grande interprete. Mi condussero in un ufficio un poco distante. Dietro ad un tavolo c'erano i nostri interpreti. Una vistosissima ragazza bionda di carnagione chiarissima mi sorrideva con le labbra rosse e gli occhi di bosco autunnale. Era stata assegnata a me.
l'acqua beskid
In ufficio si poteva bere acqua dalle polle refrigerate in stile americano, oppure le bombe Beskid zdrój. Le bombe Beskid zdrój sono bottigliette di un'acqua che una volta aperta e versata in un bicchiere sfrigola e ribolle come se fosse pronta per gettare la pasta, un'acqua che stappata la sera il mattino è ancora più gasata di una Ferrarelle, un'acqua che aprendola sfiata e soffia come un pneumatico forato.
Altra cena interessante: l'albergo nella foresta. Nella foresta tra Tychy e Bielsko-Biala lungo la 'superstrada' è possibile infilarsi in un viottolo. Superata una mignotta in 126 (!!!) ci si inoltra tra gli alberi fino a che non si viene fermati per un controllo ad una garitta. La solita security con manganello e maglietta nera chiede se abbiamo una prenotazione. Chiaramente era una formalità, perché noi non l'abbiamo ma ci lasciano passare senza problemi.
L'albergo è una grande villa tedesca, villa di foresta, con continui richiami alla caccia. Nel salone da pranzo, c'è un'enorme braciere, grandi tavoli rotondi, e tutto intorno le corna di vari animali che erano cornuti. Le portate vengono servite tutte quante contemporaneamente, tutte quante coperte e scoperchiate tutte quante nello stesso istante da un numero di camerieri pari alla parte intera di N+1 dove N è il numero dei commensali. Non si può decidere se pagare in contanti o con carta di credito pur essendo permessi entrambi, non si può decidere l'importo delle ricevute pur garantendo corretto l'ammontare complessivo, le ricevute recano due firme di autorizzazione. Proprio una villa tedesca. Garanzia di qualità della carne appena servita: l'unico grosso gatto polacco gira per il parco della villa nella foresta.
La sera guardo Big Brother polacco, fratello di altri polacchi, belli un po', intellettuali un po', porci un po'. Ma non ho seguito quello italiano perché dovrei farlo con questi che non sono neppure miei fratelli? Sono figli di altra consulenza di marketing, io che centro?
La mia bella interprete è un poco abulica. Oppure diffida, oppure è una cozza. Sospetto di tutte queste cose messe insieme. Durante il giorno viviamo fianco a fianco, ma io sono troppo occupato a seguire gli utenti, preferirei di gran lunga corteggiarla, oppure farle domande. Gli utenti invece vogliono tutte per loro le mie attenzioni, magari preferissero le ben più meritevoli Sue!
Giriamo per gli uffici e gli stabilimenti, così le poche curiosità che mi levo avvengono in questi intermezzi. Tranne una volta. Riuscii ad invitarla su alla tavola calda-spaccio. Seppi per esempio che guadagnava circa 10.000 lire all'ora, ma solo per le ore che effettivamente faceva, oppure che il mio primo stipendio fetente di 19.500.000 lire lordi era lì quello di un ingegnere con esperienza. Mi sentii un poco a disagio, e per uscire da quella impressione passai a chiedere del comunismo... molti di voi non lo troveranno un argomento particolarmente brillante, ne tantomeno imbarazzante di quello sugli stipendi, eppure credo che non bisognerebbe preoccuparsi di nessuna debolezza che sia solo umana. 'Quello che ricordo è che quando ero piccola mia madre mi portava al mercato. Aspettavamo a lungo in coda fuori dal negozio e quando entravamo era rimasto solo aceto. Ma perché sempre aceto?'
Whow! Dopo una confidenza del genere la strada era in discesa. Ottenni personalissime informazioni sui suoi gusti in fatto di ambizioni professionali, gite fatte in italia, lavoro dei genitori. Nonostante la brillantezza degli argomenti non ne riporterò alcun dettaglio. Fanculo!
E poi che delusione le domande di storia. Le avevo chiesto se sapeva chi fosse Attila e gli Unni. Ma c'era pure una logica in questa domanda, volevo convincerla che tra noi qualche affinità c'era: una delle nostre ave poteva essere stata violentata dallo stesso barbaro.. Ma sulla storia era completamente impreparata... Essì che la storia della polonia è ricca di avvenimenti: i tedeschi la occupano, poi i prussiani, poi i russi, poi i tedeschi e i prussiani, poi i russi e i tedeschi, poi i mongoli, poi tutti quanti contemporaneamente. Le più recenti simpatiche vicissitudini sono la spartizione tra tedeschi e russi all'inizio della II guerra mondiale, la presa di potere dei comunisti e scioglimento di tutti i partiti d'opposizione nel '45, gravi disordini nel '76 per il perdurare della crisi economica e nell'80 gli scioperi di Danzica e fondazione del sindacato Solidarnosc. Jeruselski nell'81 proclama la legge marziale per favorire l'invasione delle truppe del Patto di Varsavia. Nel '90 alle presidenziali viene democraticamente eletto Walesa alla guida della opposizione.
Solo alla fine scoprii cosa realmente ci accomunava: la passione per le aringhe affumicate con panna e cipolle, oppure il Zurek, la minestra di agro e farina o il Barszcz fatta di barbabietola. Con vero rammarico la sentii parlare di cose che non riuscii a mangiare come le zuppe a base di cetrioli (Ogorkowa), o di cavoli in salamoia (Kapusniak), o di latte cagliato (Chiodnik). Meno affascinante è la passione per il Bigos che non è altro che una Cassoela milanese, oppure la Golonko che è un ginocchio anziché uno stinco di un maiale cenerentola.
Un'altra sera, senza l'ingombrante presenza del padrone che ricorderò come il polacco che poteva permettersi di vivere in Germania, ABxxx ci raccontò la sua storia. Ce la raccontò ovviamente perché glielo chiesi. Dicono che sono spesso inopportuno con le mie domande. Ma trovai naturale chiedermi perché un italiano se ne venisse in Polonia.. Perché al freddo? Perché dove gli stipendi sono più bassi?
Insomma questo se ne stava in Italia a fare il ristoratore, conosce dei polacchi emigrati, ricordate? Quelli che arrivarono tra le epoche dei marocchini e degli albanesi? Insomma povera gente, che in cambio della considerazione che lui diede loro, lo invitarono a passare l'estate in Polonia. Qui ABxxx conobbe una polacca con la quale guarda caso fece due figli. Come commenta lui stesso 'dovevo diventar nonno e mi sono ritrovato padre'.
Sono all'Est. Anzi anche all'Est, visto che ebbi già le medesime curiose sensazioni anche a Londra, Parigi, ma anche di fronte ai bunker della Provincia Granda o di fronte alla targa di Nietzche a Torino. Insomma la realtà ad un certo punto prevale sull'esperienza. Il mio problema attuale è infatti riuscire a riconoscere e distinguere esperienza e realtà. Che differenza c'è tra l'essere in uno stabilimento polacco e calpestare gli stessi pavimenti che calpesterei a Torino o Pomigliano o Cassino?
Da segnalare il confinamento dei fumatori ad un'area indicata dalla scritta 'È possibile fumare qui'. Questo in Italia non l'ho mai vista.
In italia invece ho già visto i centri commerciali di grande distribuzione, gli hamburger americani, i mobilifici svedesi. E ho anche già visto anche i prodotti in essi venduti e i prezzi: sono gli stessi che in italia e nel resto d'europa...

Le cartoline di Tychy


Non è stato facile trovare le cartoline. Oltre alla ricerca nell'albergo poco rifornito e in aeroporto troppo in ritardo, feci due tentativi. Una sera sono uscito verso Bierun, il paese con ufficio postale più vicino. Gli stabilimenti non turistici che andai a visitare erano in mezzo ad una vasta campagna. Il paese si snoda piatto in questa piana lungo una strada principale. Giungo nella piazza principale, con banca, negozio e locale. Mi aspetto di trovare una chiara insegna magari rossa, magari con la trombetta dei postiglioni, magari con sopra scritto Poksta. E invece nulla del genere. Il paese è deserto tranne un gruppo di giovinastri con motorette, giubbotti e anelli al naso. Mi avvicino. Brutti! Nessuna ragazza. Di un tratto mi vengono in mente le raccomandazioni fattemi sulla difficoltà di rendersi simpatici agli indigeni. 'Posta, Poksta... mail... lettere... cartoline! ...spedire, francobollo...'. Quelli ridono. Me ne sto zitto e faccio la faccia da pirla colpevole. Gli faccio pena. Mi indicano la parte opposta della piazza. Sorrido e me na vado. Stronzi... La posta è chiusa.
la cartolina Secondo tentativo. Torno a Bierun dotato di un foglietto, come i bambini lasciati soli affidati alle hostess con un biglietto per le istruzioni per lo sbarco. L'interprete mi ha scritto (credo) 'cartoline e francobolli'. L'ufficio è in chiusura ma con un sorriso e qualche parola straniera la donna sull'uscio mi lascia passare. Ci sono ancora delle impiegate affaccendate nella chiusura. Infilo il biglietto dietro la grata dello sportello che viene letto con divertita bonarietà. Mi passa una cartolina. Una? Le scrivo sullo stesso foglio un bel 12 e lo cerchio per dare un po' di gravità alla mia richiesta. Panico. In qualche modo vuole far presente che ha una sola cartolina di Bierun. Ma a me che cazzo me ne frega delle cartoline del tuo paese marcio? Mi tocca guardarmi io attorno e pur senza occhiali su uno scaffale vedo un pacchetto formato cartoline. Glielo indico. Le mi fa presente che sono una schifezza. Si tratta di cartoline commemorative della scoperta di ossa di dinosauro a nord di Katowice. Ma non farà più schifo del tuo paesaccio comunista! Lei non può leggermi nel pensiero e comincia a contare.
Ritorno in ufficio l'indomani con 12 cartoline con un pessimo soggetto. I polacchi si risentono in maniera evidente nonostante io cerchi di giustificarmi con la difficoltà incontrata a trovare anche solo quelle di cartoline.

Lo avevo già notato. Sono in qualche modo ossessionati dal mio giudizio. Danno per scontato che io tornerò in italia per deriderli o prendermi gioco di loro. Per esempio girando per l'ufficio avevo intravisto un opuscolo sull'inaugurazione di FSM, lo stabilimento in cui mi trovavo, nel '72, anno di inizio degli insediamenti automotive Fiat in Polonia. L'opuscolo è tanto di pessima qualità nella edizione quanto entusiastico nei contenuti, tutti volti a presentare il nuovo stabilimento come una conquista sociale. Fu certamente una svolta il nuovo insediamento nella storia dell'economia del paese, ma è altrettanto vero che la retorica esaltata di quelle pagine me ne fece innamorare, tanto che lo chiesi in regalo. Molto gentilmente mi venne consegnato subitamente tra le mani, ma quel gesto fu accompagnato dal risolino di tutti con qualche parola di intesa in incomprensibile polacco.
Chiedendone spiegazione in confidenza con il più giovane dei miei ospiti espresse senza mezzi termini l'idea di tutti, cioè che avevo chiesto quell'opuscolo per riderne con i miei connazionali.
Che dire... certo che lo faci. Ma non credo che ci sia stato alcun eccesso di cinismo. Solo la dimostrazione di un grande ma controllato orgoglio da parte di quelle persone.
Tornando alle cartoline, il più vecchio mi prese bonariamente per un braccio e con la interprete al seguito mi trascinò fuori dallo stabilimento e ci caricò sulla sua 500.
La città di Tychy è lontana meno di 10 km, non è certamente piccola, 150 mila abitanti adesso, chissà quanti negli anni '70 quando la regione era in forte sviluppo, tanto da richiederne la fondazione di una nuova. Con fierezza il mio accompagnatore sottolinea il razionalismo urbanistico e gli uffici del comune di Tychy a foggia di palazzo dell'ONU. La parte nuova di Tychy è inquietante, mi ricorda quello che avevo già visto a Berlino nell'89, palazzi privi di alcuna caratterizzazione in colori, forme o accessori ma solo in imponenza e austerità. L'interprete dice secca 'a me non piace'. Io chiedo perché non ci sono colori in quella città. Lui dice che è l'impostazione comunista, ma non riesco a farmi spiegare il perché di quella impostazione comunista.. Ma mi pare di aver letto si trattasse di omologazione proletaria o qualcosa del genere.
L'Hotel Tichy è il più grande della città e vengo invitato a trasferirmici. Il palazzone alto e squadrato ha gli infissi ossidati, e tale sostanza sotto l'azione della pioggia cola lungo le pareti striandole come le lacrime tristi di una donna che perde il trucco.
Attraversiamo una parte finalmente con un poco di verde. I grandi block sono sostituiti da palazzine sparse in una specie di parco continuo. Certo le palazzine liberty della Crocetta di Torino sono un'altra cosa. Ma in confronto al resto qui si sta bene. Eppure sia nella parte nuova che nella parte verde i nostri tentativi di trovare delle cartoline falliscono.
Ultima speranza è la parte vecchia... riammodernata nello stile del regime. Cosa c'è di nuovo? Una chiesa e il cinematografo. Ma già sapevo che la Polonia è sempre stata cattolica.. Ecco le cartoline. Ne prendo altre 12 per dare soddisfazione al vecchio. Ma di quelle cartoline con soggetto la chiesa e il cinematografo ne avrei fatto volentieri a meno.. Si salva per ironia il tramonto con vele in controluce sul lago artificiale utilizzato per estrarre il cemento per le varie costruzioni civili, religiose ed industriali di quell'oasi di retorica. Ma intanto il vecchio prosegue a spiegare come tutti i mobili posseduti in casa propria siano stati acquistati durante il comunismo, e che dal '90 in poi non sia riuscito a risparmiare più nulla; e cita ancora la progressiva riduzione dell'occupazione anche negli stabilimenti occidentali.
Chiudo il viaggio assopito dal lato del finestrino affascinato dalla convinzione delle hostess nel fare la dimostrazione dei sistemi di sicurezza.
FINE

Traversata Traghetto


Traversata in traghetto

/*Journey the ferry boat*/  
traversata traghetto «Nel primo viaggio in aereo rimbalzo all'atterraggio; nella prima traversata in traghetto rimbalzo sui turisti. Meglio che il Titanic.»
 

Last modified: 12 jul, 2002 (Created: 15 apr, 2001)
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Astare da Qui suggerisce una gita in Corsica col traghetto da Savona a Bastia. La traversata marina notturna e riflessioni notturne su come trascorrerla dormendo.

Traversata in traghetto

Basta bere poca birra che già ti senti strano. Non so cosa sia esattamente la tolda di una nave, ma questo pavimento oscilla e vibra e le risonanze si mischiano agli scricchiolii.
Sono sul ponte per certi versi principale, quello del ristorante e del market. Pensavo fosse meno ospitale il traghetto. Qui è caldo e confortevole. Certo i divanetti sono già occupati, ma le sedie hanno lo schienale inclinato e sono imbottite. Riflettevo sul fatto che queste, abbiano il grande vantaggio sulla macchina di quest'estate in Inghilterra, di permettermi di allungare le gambe a piacere senza problemi di pedaliere o di dimensione del sedile. Ma si tratta di una riflessione afffrettata. Dormo infatti accanto alla sedia sdraiato sul sacco a pelo sulla moquette.
Fuori c'è poco da vedere è tutto buio. Questo è deludente. Vedo solo la scia delle eliche o del moto della nave in seno al mare.
La gente è giù in cabina o sparpagliata quassù. Ma mi aspettavo di più da una notte su questo bastimento, tutto illuminato, che fende l'oscurità e isola la comunità dei suoi passeggeri nel frastuono regolare dei motori e il dissolversi della spuma della scia.
L'unico pericolo in una notte sui ponti del traghetto è dormire sul lato della cambusa quando sul battello sono imbarcati due pullman di crucchi, oppure di fuori, sul lato investito dai gas di scarico della ciminiera, oppure in cabina dove il gabinetto non ha la ventola di circolazione dell'aria.
FINE

Belgodere in Corsica

Ieri volevo belgodere in Corsica

/*I wanted well pleasure in Corsica*/  
belgodere corsica «Al momento ho una macchina, una Corsa, ma quella non era la mia macchina e poi si è trattato di un Corso in lingua franca.»
 

Last modified: Jun 15, 2004 (Created: Apr 15, 2001)
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Belgodere (Corsica)

Che tipo Iosef! sembrava solo un ristoratore e invece...
Come ospite accetto con entusiasmo tutto ciò che entusiasma il mio ospite. Si tratta di andare a cenare, e mi avvertono che non si mangerà pesce e che si berrà parecchio.
mappa Lungo la strada da Calvi a Bastia, sulla destra, si può arrivare al ristorante seguendo le indicazioni per Belgodere.
Nel viaggio ci vengono presentati i tratti essenziali della gente Corsa: bellicosi, vita nascosta, bombe e sparatorie. Lungo il percorso le scritte irredentiste, e davanti a noi la camionetta dei gendarmi.
La strada è forse sbagliata e ci fa giungere a Belvedere. È un segno? 'Se vuoi belgodere e giungi invece a belvedere, finirà sicuramente a grandi seghe...'
Improvvisamente lungo il tragitto ci fermiamo ad un casolare lungo una ampia curva. Si parcheggia in una piazzola sul suo fianco, sotto dei pini. Ci accoglie cordiale tanto da baciarci uno ad uno un signore anziano, vestito alla corsa (mi dicono): di nero, con cappello a tese circolari, e cinto alla vita con una bassa fascia rossa. Le macine ci sono ancora e si vedono in un primo locale sulla destra. Sulla sinistra del piccolo ingresso c'è la sala da pranzo già piena di altri avventori. Ci stavano aspettando per iniziare tutti quanti insieme. Alla tavola alla quale ci accomodiamo c'è un grosso prosciutto, ancora lontano dall'osso: mi fa ben sperare... C'è una innocua schermaglia nella distribuzione dei posti: io cerco di collocarmi vicino alle tipe, ma l'ospite mi obbliga a stare più in centro sala... ma perché un Corso dovrebbe inibire la mia vocazione eteronoma?
Vino rosso e acqua di fosso! E cominciamo con un bicchierino di vino bianco dolce. Il vecchio comincia a tagliare da una delle estremità del tavolo delle fette di prosciutto corso spesse 7-8 mm. Al termine della prima sezionatura afferra la fetta che ne risulta e la lancia nel piatto già disposto in tavola alla sua altra estremità. Uno dei nostri compagni non si aspettava un servizio tanto tempestivo ed ha un sussulto quando avverte la sberla del prosciutto nel piatto di fronte a sé. La sorpresa è solo per noi che eravamo per la prima volta in quel ristorante. L'amico che mi ha condotto lì, guarda la mia espressione e sogghigna.
Il vecchio è gentile e rumoroso. È la volta di una terrina di paté di selvaggina. Il vino, altrettanto cordiale, è posto in due brocche e scende nell'esofago senza acidità di sorta. Solo che la mia brocca è già finita!!!
Nel trambusto del locale faccio cenno al mio ospite che sto per chiedere dell'altro vino e lui mi fa cenno di chiedere direttamente al corso. Cerco il suo sguardo e alzo la brocca in sua direzione. Sembra che la mia richiesta sia stata notata da tutta la sala, si voltano tutti nella mia direzione. Il corso è impegnato tranquillo nella distribuzione del secondo piatto, ma appena mi vede si anima soddisfatto e mi indica una madia con appoggiato sopra una scatola di cartone, tipo: confezione di tavernello (anche se devo dire in tutta sincerità che si tratta di un vino eccellente). Mi avvicino con la brocca alla scatola ma il corso che nel frattempo si è liberato dal servizio ai tavoli mi blocca. Non capisco un cazzo di ciò che dice, parla molto invero, ma capisco solo che devo lasciare al mio tavolo la brocca e che devo prendere un bicchiere. Al mio tavolo il mio ospite si sbellica dalle risa.
Mi tocca riempire colmo il mio bicchiere alla spina con molla della scatola. Il corso chiama uno degli altri avventori e gli fa fare altrettanto.
Quando poi prende questi per un braccio e guida il mio sotto il suo, comprendo che si stava per compiere la tremenda cerimonia della bevuta a tre. Lui tracanna, fino a tenere il bicchiere capovolto senza che ne scenda una goccia... io pure e il terzo malcapitato: con noi. Il corso parla ancora in maniera incomprensibile per me e gli altri ridono. Il terzo come dopo una interrogazione torna al posto. Io vado a riprendere la brocca, ma evidentemente in accordo con le aspettative di tutti vengo invitato dal corso a riprendere il bicchiere. Viene chiamato all'interrogazione un altro terzo. Mi rendo conto che la compagnia che si era costituita nel locale era veramente multinazionale. Il corso sottolinea la cosa brindando in una decina di lingue, ma la presa che questo uomo dimostra sul pubblico è veramente affascinante. E io mi tracanno all'ultima goccia il secondo bicchiere pieno. Lui sembra più esperto e finta: con una imprevedibile mossa restituisce, sputando, il contenuto della sua sorsata nel bicchiere da cui l'aveva appena aspirata. Ma sorprende tutti ancora una volta: con un misurato tempo comico la reingurgita concludendo con qualche battuta. Finisce anche per me l'interrogazione.
Bevo ancora un po' di vino poi passo a due bicchierate di acqua alla ricerca di un po' di refrigerio. Questo vino di montagna, il prosciutto pepato, la compagnia calorosa rischia di stroncarmi anzitempo... l'acqua di fosso non è apprezzata da tutti. Dicono attorno a me che sa di cloro. Cerco nel bicchiere di acqua corsa un po' di piscina ma francamente non la trovo.
Primo-secondo, a costituire un unico primo contemporaneamente unico secondo, si tratta di spaghetti all'aglio e olio con spezzatino di selvaggina speziato di ginepro e garofano. Li mischio senza problemi, esattamente come i crucchi e i francesi in sala.
Mi rendo conto che il corso si sta rivelando un cabarettista di talento.
Non riesco a seguirne i monologhi, ma parla di pompieri con un casco da vigile del fuoco, di avvocati, estrae una pistola, maledice un impianto stereo con la cui musica canta anche una canzone di Modugno, conta dodici volte, con la infingardaggine del mio capo davanti al cliente, maneggia quattro medaglie travasandole alternativamente tra le mani.
Fa anche un gioco coi bambini, di cui una piccola francesina nascosta dietro le braccia della sorella appena più vecchia di lei. Il corso lascia loro verificare che in un bicchiere sia contenuto vino e in un altro acqua. Copre i due bicchieri con un tovagliolo. Estrae da li sotto uno dei bicchieri e chiede ai bimbi di che cosa si tratti, poi estrae l'altro e ripropone lo stesso quesito. Poi propone un geniale esperimento secondo il quale, trincando dal bicchiere del vino, il vino viene deglutito, mentre trincando da quello dell'acqua il corso è costretto a risputare il contenuto nel bicchiere stesso: 'il va no' (perdonate l'ignorante trascrizione fonetica della lingua francese a cui devo forzatamente ricorrere).
Altra vetta della serata è il cambio piatti per il formaggio. I piatti volano dalle mani di Iosef a quelle degli avventori. Potrebbero far male considerato il tasso alcolico della serata. Ma Iosef sa fino a dove può giungere la destrezza di ciascuno dei suoi avventori. E per rendere veramente interessante il gioco ordina di aprire la finestra: 'uver la fenetr'! Ed ecco che un altro piatto volante finire dritto di fuori.
Il formaggio e il dolce, e il liquore all'anice versato direttamente in gola da una polla dotata di un lungo becco dal quale fuoriesce uno zampillo spesso impreciso che non può ricolorare la mia camicia già azzurra. Per l'operazione Iosef prende il capo di tutti quanti i suoi nuovi amici, lo sorregge reclinato e compie personalmente l'operazione. In questa posizione bacia più volte la più vecchia delle avventrici (perché non considera la più avvenente?), parla e non capisco le battute che fa in continuazione nella sua lingua. Ma le intemperanze non finisco qui. Cominciano i balli, e introducendoli di persona con una dama qualsiasi si diletta nei palpamenti leciti del tango, e in quelli illeciti degli 'assaggi' alle chiappe di lei.
Lascio quel diavolo, e la baraonda della bolgia di cui è il capo per soddisfare una curiosità. Mi affaccio alla finestra dalla quale era uscito il piatto immaginandomi di trovare un fiume o un bosco. Invece da dove mi sporgo nel buio passa in quell'istante un'auto calpestando i cocci del piatto infranto.
Il ballo attraversa tutti i generi, e Iosef non si ritrae da nessuno. Mano a mano la compagnia si dissolve e ciascuno, uomo o donna riceve in omaggio, immaginate un poco, un bacio.
joseph
FINE

Sport Praticati


Dei miei sport('s' no-no-no-no)

/*About my sports*/  
sport citazioni «Citazioni patetiche: Sono informa, o unforma, fuori forma in pratica. Ma il mio mestiere mi allena all'assenza di pudore. Vi dimostro che il mio passato è costellato di sport
 

Last modified: 13 May 2001 (Created: 13 May 2001)
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Citazioni per citazioni...
Io non faccio del nazionalismo; le lingue si possono imparare, ma a parte. La lingua italiana ha una sua struttura che va rispettata. Alle volte arriviamo a delle forme ridicole di servilismo linguistico; quando, per esempio, usiamo il plurale in 's' e non ce n'è assolutamente bisogno. La nostra lingua è dotata degli articoli determinativi, per cui se abbiamo già usato il plurale nell'articolo, risulta superfluo non meno che orribile dire 'i leaders', 'i films'. È prendere a prestito una 's' plurale dall'inglese, per puro spirito imitativo. - Dacia Maraini

Citazioni di sport

/*Citations about sports*/
Fondo
Sport Agonistico. Iniziato come scarsissimo. Poi la passione per la montagna e l'alpinismo mi dotò di un fisico da fondista discreto.
Lancio del peso
Sport Agonistico. Ho sempre avuto il fisico del lanciatore. Avrei magari dovuto insistere, ma si tratta di uno sport così limitato...
Salto in alto
Sport Agonistico. Iniziato con dei ritti giocattolo regalati da piccini. Ho in bocca un dente spezzato dalla sbarra del campo CONI di Qui.
Tennis
Solo citazioni. Uno dei pochi sport sul quale ricevetti una specifica istruzione. Ho sempre usato una racchetta Maxima Torneo in legno. Ho fatto molte partite perdute da un risultato parziale schiacciante. Questo curioso fenomeno mi rese piuttosto insicuro e indagatore degli aspetti motivazionali delle vittorie nella vita in genere.
Scherma
Solo citazioni. Una volta e basta. Qui vanta una lunga e prestigiosa tradizione che non seguii.
Rana
Sport Agonistico. Fase provinciale a Biella. Umiliato. Errata dalla prima all'ultima virata. Ma perché gli istruttori non mi spiegarono mai che esistono delle regole da rispettare nelle virate? ...comunque ero arrivato ultimissimo...
Nuoto pinnato
Sport Agonistico. Una unica gara in un periodo in cui andavo forte in apnea e nel nuoto in genere.
Basket
Solo citazioni. Molti anni a scuola. Ma ricordo in particolare la gara con gli scout di Biella, finita tantissimo a poco... credo 100 a 10. Una umiliazione ricevuta in giovane età.
Pallavolo
Sport Agonistico. Molti anni. Ma scarse doti di elevazione. Non si dovrebbe mai perdere così tanto tempo ditro un'attività alla quale non si è portati...
Apneismo
Solo citazioni. Un corso che doveva sfociare nel brevetto da sub. Nessun problema. Massima acquaticità. Riesco tutt'ora a scoreggiare nell'abisso, recuperare le bolle in risalita con la bocca, ruttare in faccia al collega stimolandolo a dire: 'ma che alito di merda hai oggi'...
Pallamano
Solo citazioni. Una volta nella palestra della Lanino nuova. Mi misero in porta perché giocando a pallavolo avevo meno paura della palla edgli altri. Ma a che razza di velocità me la sparavano la palla? E poi miravano alla faccia o alle palle. Che modi!
Sci
Sport Agonistico. Quella agonistica fù ridicola. A Bielmonte alle elementari. Partenza a spazzaneve. Attacco aperto alla prima curva causa inevitabile aumento peso sopravvenuto tra una stagione sciistica e l'altra.
Sci alpinismo
Solo citazioni. Una volta sul Gran Paradiso. Nessuna difficoltà visto che ero in piena forma sia come alpinista che come sciatore.
Sci di fondo
Solo citazioni. Una volta in Val di Rhems. Due volte l'anello gelato. È stata la mia prima impresa dopo l'incidente del '90. Non andò tanto male, ma non ci fù comunque seguito.
Staffetta
Solo citazioni. Ma era una gara del menga con gli scout. Ma la fidanza dell'epoca ci teneva molto tanto che correva molto più veloce di me. Imparai a delegare.
Calcio
Sport Agonistico. Sospeso nel '90. Nel nucleo fondatore del 'Badel Powell', sospette influenze nell'aggancio dello sponsor (che qui bacio appassionatamente), abbandona la scena dopo tre anni per manifesta incapacità a giocare al calcio fuori della parrocchia.
Calcetto
Sport Sospeso nel '90. Di molto appassionato. Ogni venerdì nella palestra del liceo scientifico di Qui.
Alpinismo
Sport Sospeso nel '90. Di molto appassionato, massimo risultato conseguito è il Monte Bianco lungo la normale italiana (rifugio Gonella).
Climbing
Sport Sospeso nel '90. Arrampicatore medio da 6°livello. Ora ho venduto la corda ma mi sono rimaste scarpette, imbrago e fettucce.
Spinning
Solo citazioni. Sospeso il primo e unico giorno di pratica.
FINE