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Sesshin Buddista


Sesshin Buddista

/*sesshin buddista*/  
sesshin buddista «Un'esperienza mista mistico-gnocca di una passato in cui la sera c'era molto tempo per fare, annusare, incontrare, inginocchiare e recitare come buddista iniziato al sesshin spinto.»
 

Last modified: May 15, 1997
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sesshin buddista

Il mio amico massimo (l’autore si riferisce a quando forse preferiva i maschietti alle ragazze: n.d.e.), mi chiede: sai oggi in stazione ho incontrato R.e F.... e chi sono dico io... due pezzi di gnocca che neanche te lo immagineresti!... interviene il mio amico Diego. E allora? Perche’ ce lo racconti? Perche’ mi ha invitato ad una serata buddista. Ah.... faccio io.
E’ successo molto tempo fa, ma allora ero un poco come adesso... mi informai... e mi informai molto! Una di queste due ragazze era sopreavvissuta ad una brutto incidente... sai quelli dalla convalescenza e recupero lunghi, traumatici... Insomma, ne era uscita a detta dei miei amici un poco cambiata, umanamente parlando. Sperare di poterla conoscere era una delle motivazioni, poi c’era quella legata all’opportunita’ di conoscere un modo oscuro, attorno al quale giravano solo leggende...
Ci incontriamo nei pressi della sede del sesshin. Lei mi sembra molto piu’ vecchia che secondo l’anagrafica, l’espressione "sciupata" in questo caso sorgeva spontanea, in effetti pero’ i tratti del viso sono bellissimi, e’ alta, bionda... uno spendido sorriso molto cordiale nonostante lo sguardo segnato da qualche sofferenza. L’amica invece e’ bruna, piu’ bella e piu’ giovanile... ma con l’aspetto insipido della stupidita’. Il problema ovviamente non era quello di scegliere tra le due... eh, eh, eh... ma io decisi di seguire la prima per risolvere i problemi di ambientamento nel nuovo gruppo.
Ci rechiamo in un’appartamento di un palazzo li’ vicino. Ci accoglie un tipo alto in giacca e cravatta... probabilmente figo... una specie di milanese rampante. Le uniche istruzioni che riceviamo e’ di toglierci le scarpe e cercarci un posto nella stanza, il salotto, gia’ pieno di altre persone inginocchiate verso una specie di teca.
Non ricordo molto di cio’ che segui’. Ricordo solo che ripetemmo una ipnotica nenia per cira mezz’ora... anzi no! ora ricordo un poco di piu’. Ciascuno aveva un libretto (con un suono simile a "gonchio", non me ne vogliano gli esperti) fittamente scritto, che andava letto tutto di un fiato ad alta voce, all’unisono. Poi seguiva una fase in cui venivano ripetute ipnoticamente delle parole che ricordo vagamente. Devo ammettere che il tutto non mi entusiasmo’. Esattamente come non mi entusiasmarono le messe di Pasqua durate quattro ore seduti a pochi gradi sopra zero, o anche dei semplici rosari. Ma non vorrei apparire blasfemo, ma aggiungerei anche il Gran Premio, ilGiro, l’elezione del presidente della repubblica, e il cinema porno e hollywoodiano.
In tutto quel tempo, la mia mente si stacco’ molto presto da me. Vagai tra quelle persone viste solo di spalle. Saggiai le forme delle ragazze che ci accompagnarano in quella gita e su queste formulai delle fantasie sommarie. Poi osservai dei similimpiegati, similsballoni, similscoppiati e cercai di assorbire e di condividere le ragioni della loro presenza li’... e anche della mia...
Il tutto credo che duro’ mezz’ora o tre quarti d’ora. Poi ci riunimmo in cerchio. Il tipo in giacca e cravatta dirigeva la serata ed invito’, partendo da lui stesso a presentarsi. Lui ricordo che confermo’ la mia impressione di essere un milanese, sceso in provincia per l’occasione. Degli altri non ricordo che gente vaga, dai ragionamenti incondivisibili...
Questo, e’ stato il primo di una lunga serie di viaggi in oriente...
FINE