Vivere da solo


Tanguy: andare a vivere da solo

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vivere solo «Esiste un momento in cui si supera la linea d'ombra e ci si slancia nella luce. Eppure da quel momento la vita si sporca.. ed è un piacere vivere da solo
 

Last modified: 25 Feb 2002 (Created: 25 Feb 2002)
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Vivere da solo

Allo stato delle cose attuale non mi sento tuttora di vivere da single, ma confido di sentirmici tra poco.
Diciamo che mi sento di vivere da celibe o libero, un poco imbarazzato dalla definizione ora amministrativa ora semplicemente sciocca. Quindi non mi sento di definirmi single. Non ricordo perché di questa convinzione, ma risale all'inizio della mia esperienza in Ernesto.
Entrando in quella società, per la prima volta entravo in contatto con ragazzi generalmente più giovani, milanesi. Non credo che sia significativa nessuna delle due informazioni, se non la collocazione temporale e l'ambito lavorativo. Questi colleghi insomma erano laureati come me, e parecchi provenivano da città che non erano Milano. Quindi avevano dovuto volenti o nolenti provvedere ad una sistemazione per vivere fuori della famiglia, probabilmente già all'epoca dell'università. La mia vita all'epoca non si discosta molto da quell'attuale, dove compiuti da poco i 36 anni, sono 4 anni che continuo a vivere in trasferta. Questo vuol dire che durante la settimana vivo fuori della famiglia e un fine settimana su due lo passo da amici al lago.
Eppure sentivo un certo senso d'inferiorità per quel collega che si stirava da solo le camicie, che in fin dei conti tanto somigliava a quell'altra collega già moglie che era anch'ella giovane e simile a me. Simili ma tutti quanti con molta più autonomia... Ecco! Se proprio devo forzarmi nella ricerca di una definizione ecco cosa direi: Autonomia! Il single è autonomo, come per assurdo lo sono i membri di una famiglia.
Ricordo quella mattina di sabato che trovandomi prossimo a mia madre che stirava le camicie in cucina le chiesi candidamente di insegnarmi a fare altrettanto. Certo la richiesta nasceva proprio nei giorni in cui intervistavo colleghi e colleghe sulla cura delle camicie, tanto importanti per un consulente, in abito tutti i giorni. Era emerso quello che tutti gli stiratori di camicie sanno: ci vuole tempo e precisione, oppure bisogna stringere compromessi vari, quali la stiratura senza piegatura, la predilezione per tessuti autostiranti (che però sono sintetici e poi puzzano addosso). Insomma, per una camicia come dio comanda ci vogliono 10 minuti. 5 camicie richiedono già quasi un'ora, e se in casa le persone sono due l'ora si supera facilmente. Rabbrividisco pensando a quei miei amici che in casa loro si stiravano anche le calze e le mutande... Gli estremi si toccano. Oltre all'autonomia di nuovo la schiavitù!
Mia madre s'interruppe bruscamente, sollevò com'è conveniente il ferro dall'asse, spalancò gli occhi fissandomi: 'Ma le camicie te le stiro io!'.
Anche mia madre sa che solo i single si stirano le camicie.
Vivere in trasferta è comodo, specie se ciò avviene a 'piè di lista' e a meno di 100 km dalla casa materna. Ma non è essere single. Come sarebbe stata diversa la mia vita se il residence avesse avuto in dotazione una lavanderia a gettone, in stile anglosassone! Insomma a 36 anni ho fatto il salto. Cambio di sede lavorativa. Ora devo trovare una casa.
Non sono come Tanguy. Ho sempre vissuto fuori casa (senza essere come abbiamo visto, veramente single). Non ho patito la prima notte, e non ho cercato di tornare a casa.

Vivere da solo: La linea d'ombra

Lo stirare le camicie, come lo stirare in genere, è l'ultimo tabù. Ma in una ovvia sequenza logica mi manca ancora la lavatrice e il lavaggio in genere.
Sapete che sono passati due mesi e non ho ancora passato l'aspirapolvere una seconda volta? Anzi neanche una prima, visto che prendendo possesso della casa sono stato aiutato subito da amici che se ne assursero l'incombenza.

Vivere da solo: Ricerca della casa

L'obbiettivo era trovare la casa in 3 settimane. Senza avere mai cercato casa buona parte del tempo si è dispersa nella ricerca degli strumenti e delle regole che governano il mercato. In sintesi gli aspetti più salienti.
  • Le case le affittano le agenzie, i privati e gli amici.
  • Le agenzie vogliono da una a due mensilità.
  • I privati sono una incognita, possono rivelarsi molto poco professionali.
  • Gli amici anche di più.
  • Il costo è in ordine inverso rispetto quello con cui sono stati presentati.
  • I privato passano rapidamente la mano ad una agenzia se questa gli garantisce di poter condurre una contrattazione migliore.
  • Tutti gli annunci di privati si trovano sulla testata locale più letta. A Torino è Secondamano. Gli stessi annunci si trovano poi sulle altre testate.
  • Quando ricercano studenti vuol dire che vogliono applicare un contratto particolare, oppure che l'appartamento è in pessime condizioni.
  • Le agenzie che chiedono un canone di abbonamento per fornire gli elenchi di privati non possono fare meglio di quello che faresti te. Queste agenzie riempiono i giornali di annunci 'civetta', estremamente attraenti, tanto da risultare perfino ingenui. Ma fanno solo perdere tempo.
  • A molte targhe appese alle case non corrisponde alcun annuncio. Quindi vale la pena considerarle.
  • Si trovano le case anche chiedendo a quanti più conoscenti è possibile, o chiacchierando al bar.
  • Si può aggirare l'agenzia individuando lo stabile e chiedere al portinaio o ad un inquilino se conosce il privato.
  • L'annuncio sopravvaluta sempre il reale valore dell'appartamento. Indispensabile disprezzare, criticare e non dare mai la sicurezza che intendete chiudere l'affare.
  • Esistono altre spese oltre al canone mensile, anticipi, cauzioni, registrazione del contratto. Per esempio il costo del parcheggio, del cambio di intestatario dei contratti di luce, gas e telefono, immondizia. Le spese per il riscaldamento centralizzato e quelle condominiali.
  • Conviene chiarire come gestire le spese di tinteggiatura, ripristino di parti dell'appartamento eventualmente già danneggiate.
  • Valutare dell'appartamento se ci sono dei locali ciechi o con doppia aria, se c'è una porzione dedicata ad ingresso, lo stato d'uso degli elementi della cucina e della caldaia.

Vivere da solo: Esempi esemplari esemplificativi di contatti realmente avvenuti con privati.

Comune a tutti quanti è la raccolta di informazioni sulla mia situazione professionale e di residenza. Il proprietario è molto preoccupato di non portarsi in casa dei problemi anziché un inquilino. Le più aggressive e spudorate si sono rivelate le donne di una certa età.
A bruciapelo dopo aver parlato un poco dell'appartamento: -Ma lei è omosessuale?
-Nooooooo, ma che c'entra? ho una fidanzata a Qui (non badate a ciò che ho detto, al telefono ho sempre cercato di fare il ruffiano...)
-Vede: questa non è una casa di ricchi, ma un casa di signori. Non vogliamo extracomunitari, prostitute, gente strana, gente che fa rumore. Ha capito?
-Certo perfettamente. Anche a me piace la vita tranquilla a casa mia.
-Preferirei una ragazza. Per esempio quella a cui affitto attualmente si sta laureando in ingegneria ed ha il padre ricchissimo che vive in collina.
-Quando sarà disponibile?
-Tra 5 mesi, dopo la laurea.
-Accidenti, a me servirebbe subito.
-E allora mi ha fatto solo perdere tempo. Click.
Alla mia richiesta di indicazioni sulla posizione dell'appartamento:
-Via Nizza
Chiedo delucidazioni, perché la zona citata è tra le peggiori di Torino.
-Ma verso il centro o verso il Lingotto?
-All'inizio. -Le risposte sono stringate e chiaramente reticenti.
-Ma Porta Nuova? (il posto peggiore in assoluto: si tratta di portici di fronte alla stazione ferroviaria con prostitute bruttissime ad ogni ora, sfaccendati e brutti ceffi)
-Ma lei che vuole? Anche il numero civico? Lei chi è intanto? Telefona, fa domande, neanche si presenta...
Io cerco di rispondere con garbo senza far trasparire alcuna polemica, anche se è evidente che rispondendo ad un annuncio ero interessato all'appartamento.
-Ha ragione, mi chiamo...
In realtà la tizia non cessa un attimo di accusare.
-...ma come si permette, lei è un maleducato che si vuole insinuare... Click.
Il loft a pochi minuti da piazza castello si trattava in realtà di una mansarda in corso Emilia angolo corso Qui. Mi apre una ragazza di colore, di tipo Nigeriano ma dai lineamenti molto aggraziati. Sorride ed è gentile. Non sarebbe una brutta casa ...se non fosse in piena Porta Palazzo...
L'annuncio citava oltre al palazzo signorile, e ad altre esclusivissime caratteristiche il riscaldamento autonomo.
-Lei è quello che lavora in fiat?
Evidentemente le era rimasto impresso.
-Le avevo detto che non c'è l'ascensore?
Io non ci stavo badando, ma in effetti la salita cominciava ad affaticarmi.
-Eccola.
La signora ha una certa età, ha una borsa della spesa da supermercato. L'appartamento è fatto da una cucina abitabile e subito dopo una stanza con divano letto singolo. Io faccio finta di interessarmi, ma il posto è desolante e i mobili in laminato bianco contribuiscono a insquallidire l'ambiente.
-Riscaldamento autonomo...
L'avevo notata la stufetta elettrica tra le due stanze, ma non mi sarei mai immaginato che... La signora l'aveva indicata con tale noncuranza che non poteva non essere una tecnica maliziosa. La lascio ancora un poco decantare il pregio del suo alloggio poi chiedo conferma: -ma è quello il riscaldamento autonomo?
Le dico che non sono interessato, perché avrei voluto trovare qualcosa più in centro.
Mi riaccompagna giù in strada. Incrociamo al piano terra due signori che lei liquida rapidamente.
-Vede ingegnere, quello era il suo datore di lavoro che voleva fornire garanzie per l'affitto dell'appartamento. Ma mica si può darlo al primo che capita!
In Vittorio Emanuele pare ci siano solo monolocali per studenti. Direi anzi studenti del politecnico. Un monolocale per studente del politecnico è composto da una mansarda quadrata e basta. Un cessetto un frigorifetto un tavolinetto un lettetto. Vi si accede tramite un corridoio con camere numerate. Credo che sia un vero e proprio allevamento, anzi un MBA visto la cifra che mi chiedono.
Semplice contatto telefonico:
- Ma lei è da solo? Ah, si, le basta, perché se foste in due non andrebbe bene.. quanti metri? Nooo, menooo, la metà, meno.. 15 metri...

Vissuto in maniera commossa invece la vecchia che cercava '3 ragazze di buona reputazione'. Ha accettato subito invece l'appuntamento con me. Tre ragazze da infilarle a martellate nel bilocale di corso Marconi. E' stato sta esperienza che mi ha convinto di non forzare la mano... se cercava 3 ragazze è perché ce ne volevano 3.
-appartamento venduto ad agenzia di c.so sommelier
Famiglia insegnanti signorile affitta camera arredata, non indipendente, a ingegnere, no cucina, no fumatore. referenze controllabili.
FINE