Donna o Cameriera


Donna o cameriera, questo e' il dilemma

/*Woman or maid, this is the question*/  
xeno fortezza «Ospito domande oltre che fornire risposte. Xeno dalla Fortezza, sviscera l'argomento Misoginia giungendo ad una parziale soluzione sull'Amore.»
 

Last modified: Dec 20, 1996 (Created: Dec 20, 1996)
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Xeno, dalla Fortezza scrive:

Amici dell'Arca Filosofica

L'ultima newsletter (la prodigiosa 'macchina') ha provocato una valanga di lettere tra l'entusiasta ed il dubbioso. Tra le tante idee sottoposteci, quella di un camerata 69enne di Chiavari (residente attualmente a Lecco) ci e' parsa degna di nota.
Ipotizza quegli una applicazione pratica della 'macchina'. Nella sua inventiva l'ha 'umanizzata'. Nel trascrivere la sua proposta abbiamo assunto convenzionalmente il nome donna, abbiamo aggiunto il neologismo cameriera nell'applicazione prezzolata. Qualcuno obiettera' che etimologicamente ci si e' rifatti alla collocazione piu' adatta per la macchina, cioe' in camera da letto ove puo' esprimere al meglio l'unica sua vera funzione. Niente di cosi aulico, in realta' si e' scelto tale etimo poiche', non potendola ricoverare in una cuccia per cani viste le dimensioni, si e' pensato provvisoriamente ad una camera.

Donna o cameriera, questo e' il dilemma

Si interroga il camerata circa l'opportunita' di scegliere una donna piuttosto che una cameriera nell'ambito della vita di un uomo. E' doveroso anteporre come questo dilemma nasca solo nelle classi meno abbienti, ove il costo di una cameriera deve essere attentamente valutato prima di decidere. Appare quindi evidente che per le classi dotate di capacita' di reddito piu' elevate la scelta e' univoca: si prendono una o piu' cameriere e non se ne parla piu'. Analizziamo innanzitutto quali sono i servizi richiesti. Fondamentalmente si possono distinguere tre livelli di prestazioni:
  • 'di base'
  • 'accessorie'
  • 'di lusso'
Le prestazioni di base vedono coinvolta la casa: pulizia degli ambienti, detersione dei vetri, spolveratura dei mobili, rigovernatura, lavaggio dell'abbigliamento e stiro, etc.
Le prestazioni accessorie sono principalmente relative al sesso e contemplano, oltre all'erogazione di servizi sessuali, anche piccole altre incombenze similari come commissioni, pagamenti di bollette, recapiti, spesa alimentare e non.
Le prestazioni di lusso riguardano la preparazione dei pasti, la disponibilita' notturna (con pernottamento nella residenza padronale), il servizio a tavola.
Appare evidente che i livelli di costi riferibili alle varie ipotesi sono nettamente differenti fra loro. Nel caso piu' diffuso possiamo immaginare una abitazione di circa mq 70, con un solo servizio e un carico 'normale' di abbigliamento da gestire (es. una camicia, un paio di mutande, un paio di pedalini al giorno, un cambio di lenzuola e cinque canotte ogni due settimane, etc.). Il carico di lavoro derivante da questa situazione e' quantificabile in un'ora giornaliera minimo e due come massimo, per cinque giorni alla settimana.
L'ipotesi comprendente le prestazioni 'accessorie' vede un ampliamento riconducibile a tre ore settimanali. A parte le commissioni, una parte di queste ore aggiuntive potrebbe essere richiesta in ore serali, essendo preferibile la presenza del padrone perche' l'erogazione di prestazioni sessuali abbia efficacia. In alcuni casi queste ultime sono computate a parte, singolarmente o forfettariamente. Volendole valorizzare si puo' considerare un esborso di cinquantamila lire l'una (comprendente anche una fellatio e la nudita'). Ne assumeremo, come riferimento, due alla settimana.
Il terzo scenario 'di lusso' vede stravolte le cifre finora espresse. Innanzitutto il numero di ore balza a otto o piu'. Inoltre, l'eventuale presenza continuativa richiede una stanza attrezzata per il ricovero della prestatrice d'opera durante l'inattivita'. Anche il vitto e' generalmente ammesso come parte integrante dell'accordo retributivo, cosi' come gli abiti da lavoro, che devono essere forniti e rinnovati dal datore di lavoro.
Quantificando in circa tredicimila L./ora il valore lavoro e in cinquecentomila L./mese il valore dell'alloggio e del vitto, si ha quanto segue [anno 1995]:
PRESTAZIONE MIN
L.medio/mese
MAX
L.medio/mese
"di base" 260,000 520,000
"accessorie" 416,000 1,076,000
"di lusso" 2,080,000 3,000,000
(+ eventualmente i contributi) L'ultimo parametro da considerare e' la licenziabilita' della prestatrice prezzolata. Nel caso minimo e' assoluta ed immediata. Nel caso massimo (alloggiata presso il padrone), il rischio e' di doverle corrispondere alcune mensilita' a titolo di buonuscita. Diciamo che una cifra credibile tutto compreso puo' essere di dieci milioni di lire.
Si nota immediatamente che la forbice e' ben ampia, spaziando da duecentosessantamila lire a oltre tre milioni.
Valutiamo ora l'alternativa.
Quali benefici e a quali costi si ottengono da una donna convivente. Innanzitutto, come nel caso della cameriera, anche la donna puo' essere assunta in varie forme. Se la cameriera poteva lavorare in 'nero', la donna puo' essre convivente
Entrambi i casi non prevedono un regolare contratto.
Vi e' poi l'assunzione fissa che assume in questo tipo di rapporto una forma giuridica atipica e omnicomprensiva chiamata contratto matrimoniale.
Vediamo quali prestazioni contrattuali e' tenuta a fornire la donna. Apparentemente tutte. Dicesi apparentemente poiche' le donne sono abilissime nell'appellarsi al dettato contrattuale interpretandolo, distorcendolo e snaturandolo loro piacimento. Adoperando inoltre regolarmente pretestuose pressioni emozionali che chiamano 'amore'. Queste leve, se non stroncate da subito sono pericolosissime, conducendo in genere aIla totale e dichiarata inadempienza contrattuale.
Il piu' grande scoglio ove illuminati e saggi uomini hanno trovato infame naufragio e' costituito dal 'lavoro'.
La prima obiezione, infatti, che le donne portano a suffragio della loro naturale indolenza e' che sono si disposte ad onorare il contratto, ma a patto di non svolgere attivita' esterna alcuna. L'immensa cecita' dell'uomo, essere buono e stupido, fa si' che questi non si renda conto di come questa obiezione attesti di fatto la condizione inevitabilmente parassitaria della donna. Cosi come i pesci pilota ripuliscono lo squalo degli avanzi di cibo e di altro nutrendosene, cosi la donna grava interamente sull'uomo per quanto attiene il proprio mantenimento.
Se, invece, 'lavora' esternamente, ecco che non svolge piu' alcuna funzione utile. L'unica teoricamente ancora valida rimane l'erogazione di prestazioni sessuali che, frequente all'inizio, va scemando e perdendo in qualita', venendo meno la motivazione prima, cioe' accattivarsi i favori del maschio con l'unico mezzo espressivo di cui e' dotata.
Conseguentemente, per ottenere quelle prestazioni dettate dal contratto, bisognera' fare ricorso ad una cameriera e magari a delle professioniste per il sesso. Quindi, almeno in questo caso, si e' gia' automaticamente dimostrato che, non solo la cameriera di per se' e' sufficiente, ma non si identificano altri motivi per optare per una diversa soluzione.
Nel caso che la donna non svolga attivita' alcuna si occupera' delle prestazioni, integrando quelle di base, quelle accessorie e quelle di lusso. E' bene pero' entrare nel merito, poiche', normalmente, la qualita' di queste opere va progressivamente calando, fino a posizionarsi ad un livello minimo.
Come per la cameriera residente anche alla donna bisogna fornire gli indumenti da lavoro e, inoltre, quelli per il tempo libero, una volta esaurita la dotazione originale.
Ma anche tutte le altre 'necessita'' sono da soddisfarsi a totale carico di quello che non ha piu' neanche il diritto di chiamarsi padrone. Pretese sempre piu' onerose prenderanno via via forma, in una perversa spirale senza fine.
Un altra gravissima complicanza si manifesta quando la donna produce ulteriori parassiti cuccioli che il malcapitato si trova a dover aggiungere al carico gia' gravoso del parassita originario, cosa che non si verifica con la cameriera, se non in casi eccezionali.
Puo' addirittura capitare che, durante l'operazione di produzione del parassita cucciolo, la donna si guasti, diventando temporaneaniente o definitivamente inabile al lavoro, senza che questo invalidi il contratto.
L'ultimo punto veramente dolente e' il licenziamento. La donna assunta con regolare contratto, per una singolare perversione della legge, va congedata con un preavviso minimo di tre anni, sempre che non adisca le vie legali in aperto contraddittorio. Anche la buonuscita puo' essere sostanziosa se non inarrivabile, e soprattutto non preventivabile.
A questo punto non ci resta che trarre le conclusioni.
Anche nell'ipotesi appena descritta gli oneri sono tali da far dubitare della sanita' mentale di colui che scelga una soluzione di questo genere.
L'unica accettabile sembra essere la cosidetta 'convivenza', Cioe' il contratto in nero. Tra l'altro la precarieta' della sistemazione farebbe ipotizzare un maggiore impegno della donna per assicurarsi nel tempo il mantenimento.
Un ultimo addentellato da non trascurarsi e' quello relativo al 'patto di non concorrenza' (nel contratto matrimoniale chiamato fedelta') che vieta all'uomo di avvalersi di prestatrici diverse durante la durata del contratto.
Sebbene mutuato dal mondo generale del lavoro, ove ha dato buoni frutti, qui trasferito non ha finora brillato per efficacia. Da cio' i nostri seri dubbi in proposito.
Considerando quindi come accettabile la 'convivenza', non se ne ravvisa comunque la convenienza economica.
La conclusione e' quindi che non e' assolutamente consigliabile stipulare contratti con donne o cameriere, ne' in bianco, ne' in nero. A seconda delle disponibilita' economiche l'uomo si scegliera' un domestico per la casa e una prostituta di fiducia per il sesso. Potra' cosi' condurre una vita per Io piu' tranquilla, dedicandosi attivamente ai propri interessi
Nel frattempo alcuni dotti colleghi stanno conducendo studi approfonditi sulle usanze che alcuni popoli di grande respiro e civilta' hanno gia' introdotto circa l'uso delle 'macchine'. Pare infatti che Arabi, Africani, Indiani e altri illuminati ne facciano regolarmente commercio come un qualsiasi altro bene durevole.
FINE