Visitas e Comunicaçao


Visitas e Comunicaçao

/*Visits and Communications*/  
«Visite e tentativi di comunicazione con amici, parenti e conoscenti. Alla fine, in Brasile è è efficace solo chi si muove con i propri piedi.»
 

Last modified: Aug 4, 2006 (Created: Jul 27, 2006)
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GIUGNO

IL MARE

Qui a Belo Horizonte il mare è lontano, il mezzo più semplice per raggiungerlo è il bus che parte venerdì a mezzanotte dalla stazione rodoviaria e che arriva alle 6 in spiaggia a Rio. E' un altopiano con un clima delizioso. Siamo in pieno inverno e la temperatura senza sole e di notte non è inferiore a 12-14 gradi, una bella primavera insomma, considerato che gli alberi sono ancora tutti fioriti, la frutta non ha stagione, le gonne sono corte. Le giornate però sono corte, e qualche ragazza la mattina indossa i guanti di lana. Di sotto sopra c'è anche che qui i gorghi ruotano in senso orario: viene il capogiro a guardare il defluire dell'acqua nello scarico del lavandino il mattino...
La cucina è ottima, e le persone di ottimo carattere. Ce ne vorrebbero così a Torino... Insomma se il Brasile fosse un'isola del mediterraneo sarebbe una figata.

COMPAGNI DI VIAGGIO

Tutti molto giovani. Tranne A. che mi batte di quasi 10 anni.
Ma non credo che sia legato all'età il fatto che tutti abbiano gli ormoni in sovrapproduzione, deve essere un fatto caratteriale. Come caratteriale deve essere il fatto di essere venuti fin qua per tutto sto tempo continuativo. Devono aver premeditato il tutto quando hanno accettato di venire. C'è un simpatico via vai di professioniste qui in residence, e alla reception, basta entrare in simpatia col commesso, ed è possibile avere l'estratto conto di ciascuno degli inquilini e colleghi... il record è di un dipendente della prestigiosa società di consulenza, con 1500 euro in un mese... e c'è da aggiungere che qui sono piuttosto a buon mercato le ragazze vista la grande concorrenza.
Il grande test di quella che sarà la compagnia offerta dai compagni di viaggio, è, dopo il lavoro, il comportamento a cena. Sono i luoghi nei quali si spende più tempo assieme. Certo, se accadesse assieme, potremmo anche includere altri due luoghi importanti: fare la doccia e cagare, ma trovo che comunque sia più spontaneo il lavoro e la cena.
Prendiamo come esempio una cena Da Ambrosio's. E' una tipica churrascaria, come se ne incontrano anche nelle nostre città. L'altra più alla moda di Belo Horizonte, il Porcão (di cui posso fornirvi la visione di uno dei suoi migliori salini a casa mia), è più costosa e sinceramente con camerieri più antipatici. Peculiarità del locale è l'utilizzo di un cartellino a due facce colorate, rossa e verde, per indicare la propria propensione a consumare, e quindi invitare o meno il cameriere a tagliare la porzione di carne.
E' un locale che invita a bere. Lasciate perdere i vini che sono mediamente più cari e più cattivi che in piemonte. Insistente piuttosto con la caipirinha e la birra. Vino o non vino, nell'alcool veritas.
Uno dei colleghi per esempio, ormai ubriaco si lasciava andare a penose confidenze sulla sua vita sessuale passata, sul matrimonio mancato dopo la scoperta delle corna della mancata signora, del fatto di averla accolta dopo qualche anno quando questa venne a sua volta abbandonata con prole.
Un altro incentrala la discussione in stile pescatore sborone sulla dimensione dei propri malanni. Questo va tagliato subito fuori, è il genere di lamentela peggiore, senza possibilità di replica, se non millantando un malanno ancora peggiore.
Più che da tagliare fuori, quest'altro è invece da sopprimere. Questo concentra la sua discussione su racconti di viaggio in tono ingiustificatamente acceso. Se la prende con antichi rancori con antichi compagni di viaggio, organizzatori, istruttori. Rancori su come la sua preferita associazione velistica sia stata chiusa e soppiantata dalla concorrente in prestigio. Ma è appunto il tono infervorato, l'entrare nei dettagli inutilmente che mi irritano.

VOIP E BSD

Le applicazioni VOIP sono una grande invenzione. Sebbene imbastardite con funzionalità "chat" è una soluzione irrinunciabile per chi prova piacere nell'avere attorno a se persone famigliari a prova di qualsiasi lontananza. Ma a me non funziona. Lo scopro, e ne provo una cocente delusione subito il primo giorno. L'amico di Qui mi chiama, accetto la chiamata, sento distintamente la sua voce ma la mia cade nel vuoto. "Esco" e "rientro" dal programma, secondo la regola aurea del bug-shooter, ma non succede niente.
Il "debugging" dell'applicazione è lento è dura più giorni e per questo è più penoso. Escluse le cause fisiologiche (dell'hardware a mia disposizione), passo ad esplorare le cause psicologiche (driver della scheda audio). Diagnosi: sul pc non c'è il microfono, il microfono che mi ero portato da casa non funziona, il driver di periferica è già allineato all'ultima versione, oltretutto la più recente. Ma non basta, la sua reinstallazone mi permette di usare il microfono di fortuna che mi sono procurato, ma solo fino al primo riavvio del sistema, poi si torna al punto di partenza. Le modifiche al "registry" suggerite nei forum non hanno successo.
Ora il dramma conseguente all'accanimento terapeutico: passo a reinstallare i driver di sistema. Il sito di supporto del costruttore del mio pc, ha rilasciato numerosi aggiornamenti con data molto recente. Ho l'intenzione di applicarli tutti, in successione, riavviando ogni volta la macchina... Alla terza applicazione ottengo la famigerata BSD, l'angosciante "bluescreeen of death"...
Sempre, ripetutamente ad ogni tentativo di riavvio, anche in modalità provvisoria...
Sono in albergo, solo, seminudo sul letto, a 10.000 km di distanza dal mio centro di assistenza con la faccia dipinta di blu dai fosfori della bluescreen of death.
La BSD si presenta ad ogni riavvio, anche senza batterie inserite, anche dopo un avvio "safe", anche dopo aver richiesto al BIOS di sistema di fare test più approfonditi, di non usare alcun tipo di cache o ottimizzazione a scapito della compatibilità. Trovo anche un nuovo menù di diagnostica di sistema che non avevo mai visto, considero che deve essere colpa sua e che dove essere stata inserita nell'ultimo dei pacchetti che mi ero accinto ad installare. A scapito del boot di sistema le diagnostiche funzionano benissimo... ma non diagnosticano nulla di interessante se non cose già sospettate, come: "la scheda audio ha l'ingresso mic con qualche problema".
Ancora BSD. Ore 24 GMT-3 ultimo avvio "nell'ultima configurazione funzionante"... e il desktop torna a splendere. Telefonerò VOIP un'altra volta, grazie.

VEDO DOPPIO BUS

La mattina dopo non sembra difficile alzarsi, nonostante la birra, l'ora tarda, il blog, il voip e il bsd. La messa a fuoco dell'orologio è difficile ma l'indicazione è rassicurante. Sono le 7.15 e quindi di tempo ce n'è, ce n'è... non so perché ne sia convinto ma lo sono. Mah... Non ha importanza. Il dormiveglia... Anche se è presto il sonno non torna, mi accingo a fare la doccia dopo qualche cazzeggio, intorno alla piccola stanza per raccogliere qualche scontrino da terra.
Sarà stato il riflesso condizionato Pavloviano del rumore della docce a rinfrescarmi la testa, ma improvvisamente risavisco: il bus parte alle 7.30!!! Cioè: ora!!!
Mi getto i vestiti addosso, senza lavarmi, radermi, evacuare, senza il de-o-do-ran-teee.
Quel giorno il bus partì in perfetto orario, ma non solo, ne partirono due in perfetto orario. La procedura del doppio vettore non era ancora ben rodata, perché il controllo per semplice "conteggio" non poteva funzionare correttamente senza integrare i conteggi parziali dei due mezzi. Perdo quindi il bus, anzi due bus, ma come nessuno si era accorto della mia assenza alla partenza, nessuno se ne accorge all'arrivo, non essendoci alcun conteggio. Arrivato in stabilimento mi basta non farmi notare, andando in un ufficio discosto, e facendomi vedere in giro solo a tarda mattinata. Tutto effetto del doppio bus.
Il giorno dopo accadde la stessa cosa ad un collega. La sua assenza venne notata dal collega sbagliato, che trovandola particolarmente divertente, come in effetti è, provocò la diffusione rapida della notizia.

IL MAITRE

Il maitre d'hotel è molto gentile. Non particolarmente ossequioso, mi dice quello che sà: il "passero verde" passa anche qui davanti, ma sabato è rischioso perché potrebbe essere pieno. Partendo dalla rodoviaria, raccoglie lungo il suo tragitto molte persone. Allora lui prende dalla guida telefonica il numero del gestore della linea e lo chiama. Raccoglie così informazioni sul prezzo, gli orari di andata e ritorno e se ci sono ancora posti disponibili. Condivido queste scoperte col mio collega e ci risolviamo a partire. Chiedo al maitre di indicarmi esattamente posizione della fermata, e allora lui usce da dietro il bancone, non prima di aver preso due biglietti da visita dell'hotel per me e uno per il socio romano perché non ci perdessimo e potessimo sempre chiedere aiuto ad un taxi. Fuori dalla hall, sulla piazzola di sosta per lo scarico e il carico dei clienti ci indica la fermata, ci descrive il passero verde, e si offre di avvisarci lui quando questo passerà. Non vogliamo abusare della sua gentilezza, ringraziandolo e invitandolo a tornare ai suoi uffici. Ma ecco che portentosamente apparire l'imponente passero verde. Troppo velocemente, perché sebbene la fermata fosse a 100 metri da dove ci troviamo, è comunque irraggiungibile per tempo senza gettarsi avventatamente nel traffico della strada che improvvisamente si è intensificato. Ed ecco che il maitre inizia a chiamare a gran voce il bus e a sbracciare per farsi notare, e poi ancora a gettarsi sprezzante del pericolo tra le auto, costretto a rimanere tra una corsia e l'altra attendendo il momento buono per completare la traversata. Le auto strombazzano e inchiodano per scansarlo. Il volatile si è fermato. Il nostro Virgilio, giunto sulla sponda opposta, viene incitato dai i pedoni seduti alla fermata che si alzano tutti in piedi a braccia alzate per incitare il Dorando Pietri latino. Il bus invece, senza alcun riguardo al valore sportivo dell'evento, dà gas alzando il motore di giri e lasciando frizionare le interfecce interne del powertrain. Il pianale del mezzo imbarda caricando le sospensioni opposte alla direzione del moto mettendo in rotazione le ruote di pochi gradi. Ma solo un attimo, perché il maitre è giunto allo sportello anteriore e ottiene l'attenzione dell'autista. Noi intanto assistiamo alla scena ancora al principio del guado. Con calma, attraversiamo, e salendo sul prandellino, colmi di riconoscenza lo ringraziamo stringendogli la stessa mano con cui lui si terge il sudore dalla fronte, felice come noi.
FINE