A bordo



A bordo!

/*Boarding!*/  
«Ciò che sale scende, deve scendere, deve fare la coda, quella coda, quell'altra, deve mettersi in lista, ripassi, ritorni, si arrangi!»
 

Last modified: Aug 18, 2006 (Created: Jul 29, 2006)
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LUGLIO

Tutto quello che può accadere nei voli aerei sono accadute entro la terza tratta con il Brasile.

Posto non assegnato

Al check-in il sistema informatico è bloccato e non mi viene assegnato un posto. Mi viene consigliato di segnalarlo al desk dell'imbarco non appena l'assistente si presenti. Davanti al desk è già ressa, di gente in stato d'ansia che raccoglie informazioni e rassicurazioni dei generi più disparati. Per me di posto non ce n'è, devo attendere ancora che succeda qualche evento della complicatissima procedura di imbarco che nessun utente di aeroporti potrà mai conoscere fino in fondo. All'apertura del gate, forse per l'anomalia segnalata dei sistemi avviene il controllo manuale di qualche altra cosa che ovviamente non capisco. Ma nello stesso tempo mi viene assegnato il posto. Il posto in testa alla fila rimane mio dopo due tentativi di sostituzione con altro posto non pari requisiti e una coppia con bimbo in culla.

Bagagli in eccesso

Alla partenza non partiamo che due ore dopo l'orario previsto. Il controllo manuale era relativo ai bagagli imbarcati, che erano in numero superiore a quello dei passeggeri. Una volta capito che i due numeri non sono coerenti, la stiva viene svuotata e ricaricata manualmente. Il capitano rassicura tutti con accento romanesco. Sembra di essere alla stazione Termini.

Aereo col vetro rotto

Se qualche bagaglio in più determina due ore di ritardo, ad un mio collega è accaduto anche di peggio. Una volta imbracati i passeggeri, uno di questo col posto a finestrino ha chiamato l'assistente per far notare una vistosa macchia all'interno dell'oblò. L'assistente ha cercato di rassicurarlo. Una voce flatula tra la folla in rapidissima reazione a catena divenne una tempesta: "il vetro è rotto". A questo punto il passeggero, perfettamente conscio della pericolosità della situazione ha preteso di essere spostato vicino ad un altro finestrino. Il capitano, verificato sulla propria lista di controllo che le verifiche tecniche erano state fatte, molto burocraticamente ha dichiarato l'intenzione di voler comunque partire. A questo punto alcuni passeggeri non sono voluti più partire e han chiesto di scendere dal velivolo. Gli assistenti han cercato di minimizzare la questione, finché non son saliti a bordo due carabinieri avvertiti via cellulare. Per evitare il sequestro di persona il capitano ha concesso a coloro che l'avessero voluto di scendere dal velivolo. Di questi ovviamente si è dovuto procedere al recupero dei bagagli. Passeggeri non ancora convinti né a scendere, e né a partire a cuor leggero minacciavano di presentare esposti alla magistratura, di scrivere ai giornali, di pubblicare articoli di fuoco perché loro stessi giornalisti.
Alla quarta ora di ritardo si presenta un tecnico con una enorme borsa colma di attrezzature speciali per oblò. Si siede con perizia accanto al finestrino. Osserva la macchia con una lampada a luce blu. Fa assumere alla nocca della propria mano destra un angolo acuto e la sbatte sulla superficie in plexiglas ovale alla sua destra. La goccia di condensa intrappolata tra gli strati di vetro e plastica cola sul fondo a causa della forza di gravità.

Fallimento della compagnia aerea

Questo comporta la cancellazione della maggior parte dei voli, scelti con il semplice criterio dettato dalle misure che i fornitori prendono nella speranza di recuperare i crediti o subire il minor danno. Come in tutti i fallimenti, a farne le spese sono i clienti. Nello specifico il sito Varig è ancora attivo, e presumibilmente sta ancora raccogliendo ordini, come quelli dei 13000 brasiliani ora in germania per seguire i mondiali della squadra giallo verde.
Il mio volo tra Sao Paulo e Belo Horizonte è stato cancellato. Sono arrivato al check-in inutilmente in affanno, per il tempo perso a recuperare la valigia. Eccomi pertanto in due liste d'attesa per sostituire la tratta con altra compagnia. La tragedia finanziaria della compagnia di bandiera Brasiliana non è l'unico fatto nefasto quella mattina in aeroporto, il maltempo infatti ha determinato la cancellazione di molti voli di aziende sane ma con pista fradicia in una città che conta 20 milioni di abitanti ed un unico aeroporto internazionale. La coda per raggiungere i check-in attraversa tutto il gate, fino alle scale mobili, mentre non è più una coda concentrica quella tra le bindelle mobili rosse, ma una massa incoerente innanzi agli sportelli. Mi tocca fare il furbo passando davanti a circa 1000 persone, magari nelle mie stesse condizioni, e infilarmi nelle ultime corsie privilegiate, sempre più privilegiate, ad un livello di privilegio tale che ancora nessun altro passeggero ha cercato di percorrere. La prima lista d'attesa è quella di una compagnia low-cost, si segna il mio nome su un foglio di carta. Il brutto di queste situazioni è che non esiste un manuale per affrontarla. Fino ad ora non avevo mai avuto pratica di caos da aeroporto, spesso citato ai telegiornali italiani per qualche sciopero di questa o quella maestranza. Anche le lamentele dei passeggeri rimasti a terra era generiche, come "Nessuno ci ha informati", oppure "E' stato impossibile ottenere informazioni su cosa fare", oppure "Ci siamo sentiti abbandonati". Si tratta semplicemente di una jungla, dove ogni compagnia, ogni aeroporto e ogni impiegato adotta le sue procedure e regole. Il risultato è che bisogna essere intraprendenti al massimo e di esser pronti a commutare dall'atteggiamento paziente e disponibile a quello polemico e del 'lei non sa chi sono io!', 'non so Lei! Io sono in Brasile per lavorare!'. Mi dicono che sono settimo, senza darmi indicazioni per interpretare con ottimismo o pessimismo il dato, e di ripassare tra due ore appena prima della "chiusura" del volo.
Provo a sedermi in una delle aree passeggeri. Ma mi prende l'ansia di non stare facendo tutto il possibile per andarmene da Sao Paulo. Mi metto in coda per la seconda lista d'attesa, con un po' di più di tempo. Dopo due ore giungo allo sportello per sentirmi dire da una bionda stupenda che lei, come la lista d'attesa, non può offrirmi nulla.
Torno alla low cost e dalla settima posizione nella lista sono passato alla quinta e vengo nominato. Alzo le braccia per la gioia e guardo gli sconsolati non ancora nominati. Mi sorridono, ma sò che sarebbero disponibili a tagliarmi la gola.

Aereo rotto

Conquistare il posto in lista d'attesa non è tutto. Anche questo affanno è inutile, problemi tecnici spostano l'orario di partenza dalla 11 alla 11.30, senza destare grandi sospetti, poi alla 12, poi alle 14.30. La partita Italia-Australia è già iniziata. Sarà che i tecnici addetti alla messa a punto del mio volo sono tutti di origine italiana, ma la correlazione tra la partita e il nuovo orario di partenza desta in me qualche sospetto... Infatti, finita la partita i tecnici compaiono attorno al muso del velivolo per un ultimo consulto.
Novità, l'orario di partenza viene con un colpo di mano ora spostato alle 15,10 senza darne risalto ai passeggeri appiedati. Prime avvisaglie di rivolta. Ma la maschera delle hostess rassicuranti viene gettata quando un mesto muletto porta via l'aereo per la sua sostituzione. Il destino vuole (?) che anche il sistema audio sia in panne e i messaggi di scuse del personale ausiliario di terra sia gracchiante e incomprensibile. Il nuovo fatto viene vissuto con relativa ironia dai podisti. Anche del personale ausiliario di terra non riesce a non sorriderne... L'arrivo di quello nuovo viene accolto con una ovazione e con la famosa 'onda' emule di quella del Maracanà.

Bagagli in difetto

Mentre i bagagli in eccesso possono determinare dei ritardi, è noto che bagagli in difetto mettono in allarme solo i rispettivi proprietari. Possono aumentare le probabilità di smarrimento dei bagagli le seguenti circostanze:

  • Sfiga.
  • Spedizione diretta dei bagagli all'aeroporto di destinazione sebbene sia previsto il cambio di vettore.
  • Mantenimento sulla valigia di vecchi barcode.
Al crescere del numero di scali intermedi la probabilità di perdita dei bagagli diviene progressivamente certezza.

Bagagli danneggiati

I bagagli vengono sottoposti a sollecitazioni devastanti, non tanto per aria, quanto per terra, per la cura con cui sono trattati nelle operazioni manuali ed automatiche tutte dirette verso terra.
In un viaggio ho rotto una bottiglia di saké, in un altro ben di peggio: una bottiglia di olio (extravergine s'intende!).
Abiti e camice in tintoria, specificando chiaramente l'orgine delle macchie. Il resto l'ho lavato un poco ogni sera, compresa la valigia. Il tutto permesso dal fatto che sono in residence: un bel salottino con vetrata sulla città per le cenette galanti, balconcino, cucina e lavatoio.

Per l'olio la bertolli suggerisce:

     Porre il tessuto macchiato su una superficie piana, 
preferibilmente sopra un asciugamano. Coprire la macchia
con uno spesso strato di farina finissima di granturco,
sale o bicarbonato di sodio. Aspettare che l'ingrediente
asciutto abbia risucchiato l'olio e i grumi. Grattare con
la punta d'un coltello e rimuovere l'ingrediente asciutto,
che avrà assorbito il grosso dell'olio. Lavare come al
solito, alla temperatura più alta ammessa per il tessuto
in questione.
Suggerimento chiaramente disatteso. Ho usato detersivo per i piatti e acqua fredda.
FINE